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Agitazione a Jiansanjiang: Praticanti locali e residenti molestati e controllati durante un processo di alto interesse

23 Feb. 2015 |   Da un corrispondente di Minghui della provincia di Heilongjiang, Cina

(Minghui.org) Jiansanjiang, una piccola città di campagna nel nord-est della Cina, recentemente è stata sotto assedio durante il processo di Dicembre dei 4 praticanti del Falun Gong.

Ufficiali di polizia in borghese e in uniforme hanno riempito la città. Le loro auto erano in tutti i parcheggi e nelle strade. Hanno istituito posti di blocco nelle stazioni, ai caselli delle autostrade, nei negozi e negli alberghi. Ad ogni passante, prima di farli passare, veniva richiesto il proprio documento d’ identità e la conferma di non essere praticanti del Falun Gong.

Ad un residente della zona, fermo ad una stazione di benzina, che aveva dimenticato di portare con se il proprio documento, è stato ordinato di insultare verbalmente il Falun Gong ed il suo fondatore, prima di potersi allontanare.

In una scuola del luogo, un insegnante ha spaventato i bambini dicendogli che “i praticanti del Falun Gong stanno sequestrando i bambini”. Scosso dalle parole del suo insegnante, uno studente di nome Li, ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale.

Un processo in primo piano

Nel Marzo del 2014, sette praticanti del Falun Gong e quattro avvocati dei diritti umani furono arrestati per una petizione per liberare alcuni praticanti detenuti in una prigione nera. Sotto crescente attenzione internazionale, tre praticanti e quattro avvocati furono rilasciati.

Tuttavia, quattro praticanti, Wang Yanxin (王燕欣), Meng Fanli (孟繁荔), Shi Mengwen (石孟文) and Li Guifang (李桂芳), restarono in prigione e vennero processati nei giorni tra il 17 e il 19 Dicembre 2014.

Un testimone ha affermato: “Tutta la Polizia proveniente da 15 paesi limitrofi è stata dispiegata dai politici della provincia e da una commissione giuridica. Il personale del comitato residenziale locale, agricoltori, insegnanti e anche operatori ecologici sono stati convocati dalle autorità. Lungo i 2500 metri di strada principale verso il tribunale, quasi 2000 persone monitoravano la situazione nel giorno del processo”.

Durante i tre giorni del processo, gli otto avvocati che rappresentavano i praticanti hanno incontrato pesanti interferenze da parte delle autorità di Jiansanjiang. La polizia ha disposto diversi posti di blocco sulla strada per il tribunale; hanno confiscato i loro documenti d’ identità e la loro auto, facendoli arrivare al processo con un’ ora di ritardo. Gli ufficiali giudiziari hanno aggredito fisicamente gli avvocati durante il processo e altri ufficiali di polizia in borghese li hanno pedinati.

Molestie nei confronti dei praticanti del Falun Gong della zona

I praticanti del Falun Gong residenti nei dintorni di Jiansanjiang sono stati tenuti sotto controllo dalla polizia durante i tre giorni del processo, e qualcuno anche qualche giorno prima. Alcuni membri della famiglia dei praticanti sono stati sorvegliati, mentre altri sono stati minacciati e messi sotto pressione affinché controllassero i praticanti della propria famiglia.

In questo modo chi aveva pianificato di assistere e osservare il processo, è stato trattenuto a casa propria dalla polizia.

Nel primo mattino del 16 Dicembre, il giorno prima del processo, una fila di 13 poliziotti sorvegliava la casa della mamma del imputato, il Signor Shi Mengwen, per impedire a lei e agli altri membri della famiglia di lasciare la casa.

La sorella del Signor Shi ha ottenuto uno permesso speciale dall’ ispettore di polizia per andare a lavorare.

Nel pomeriggio del 16 Dicembre, il fratello del Signor Shi, andò a casa di sua madre e vi trovò cinque agenti che giocavano a carte sulla porta di casa.

Han Shuhong, sorella del Signor Shi Mengwen, tornò in città per assistere al processo il 17 Dicembre. Dopo aver passato diversi posti di blocco, venne fermata fuori dal tribunale e arrestata. Con lei altre 20 persone, inclusa Shi Xiaojie, la figlia dell’ imputato furono arrestate.

La Signorina Han venne perquisita e le sequestrarono il cellulare, così come i soldi e i gioielli che portava. Quando chiese alla polizia se avessero stilato una lista degli oggetti confiscati, la respinsero duramente.

La Signorina Han fu rilasciata alle 16:30, quando il processo venne sospeso, e durante gli altri giorni del processo fu pedinata da due agenti.

Nella settimana che seguì il processo, le autorità locali continuarono a molestare la famiglia del Signor Shi.

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