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Jilin: Uomo muore dopo anni di prigionia e di torture per la sua fede

14 Ago. 2016 |   Di un corrispondente Minghui nella provincia dello Jilin, Cina

(Minghui.org) Il 21 gennaio 2016 un residente della contea di Jingyu è morto dopo anni di prigionia che hanno causato il deterioramento del suo stato di salute.

Il quarantanovenne Zhou Jian ha trascorso un totale di otto anni tra campi di lavoro forzato e prigioni per aver rifiutato di rinunciare al Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese. Durante ciascuna delle sue incarcerazioni è stato brutalmente torturato ed ha subito gravi lesioni.


Il signor Zhou

Mentre stava scontando due anni e mezzo di detenzione nel campo di lavoro forzato di Chaoyanggou è stato brutalmente picchiato con oggetti di ogni tipo, tra cui una cintura, un manico d'ascia, una zappa, un'asse di bambù, una mazza di gomma e del filo metallico. La sua testa era diventata così gonfia da far apparire il suo viso deforme. Il giorno del suo rilascio ha dovuto essere riportato a casa da suo fratello.

Il 22 luglio 2004 l'uomo è stato arrestato nuovamente ed inviato al campo di lavoro forzato di Weizigou. Durante il suo periodo di detenzione è stato appeso dalle guardie ad una trave (*) con le mani ammanettate dietro la schiena per due settimane consecutive.


Ricostruzione della tortura: Appeso per le manette

Alla fine del 2008 è stato condannato al carcere ed è stato ancora una volta brutalmente torturato, le guardie l'hanno regolarmente picchiato in modo selvaggio e picchiato con manganelli elettrici.

A pochi anni dal suo rilascio, il signor Zhou è morto.

(*) GLOSSARIO

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