(Minghui.org) Liu Hui e Zhang Qinghua sono state sottoposte a implacabili torture dopo che hanno iniziato a scontare la loro seconda condanna nella prigione femminile dello Liaoning. Tutto questo è successo solo perchè hanno rifiutato di rinunciare alla loro fede nella Falun Dafa, una disciplina spirituale sottoposta a severa persecuzione da parte del regime comunista a partire dal 1999.

Le praticanti del Falun Gong che vengono imprigionate qui per la seconda volta, vengono solitamente rimandate dalle guardie al reparto dove hanno scontato il loro primo mandato.

Ogni reparto della prigione ha un team specializzato per perseguitare le praticanti della Falun Dafa e, al fine di costringerle a rinunciare alla loro fede, le guardie della prigione spesso istigano le altre detenute a torturarle e ad umiliarle con l’incentivo della riduzione della pena.

Le due donne, entrambe di 60 anni, sono attualmente detenute nella divisione n. 10 del primo reparto. Le guardie della prigione le hanno private del sonno, hanno versato acqua fredda sui loro corpi durante l'inverno e le hanno colpite alla testa dopo averle coperte con sacchetti di plastica, facendole svenire più di una volta.

Le guardie ed i detenuti le hanno spogliate e gli hanno tatuato le loro parti intime con il nome del Maestro del Falun Gong.

In questo momento Liu soffre di mal di testa e dolore agli occhi, mentre Zhang si trova in uno stato delirante.

Condannate alla prigione per la loro fede

Liu Hui è stata arrestata il 28 giugno 2016 e l'11 maggio 2017 è stata condannata a quattro anni. Il 31 ottobre 2017 è stata condotta al carcere femminile dello Liaoning dove, nei primi anni della persecuzione, era già stata detenuta per altri cinque anni.

Zhang, di Shenyang, è stata arrestata il 14 novembre 2016 per aver distribuito calendari con messaggi sul Falun Gong, e il 29 settembre 2017 è stata condannata a tre anni, iniziando a scontare il suo mandato il 9 gennaio 2018.

Nel 2008, durante la sua precedente detenzione di 3 anni e mezzo, è stata picchiata regolarmente e all'interno della struttura carceraria le guardie la lanciavano ripetutamente in aria lasciandola poi cadere a terra. Con il susseguirsi di questa tortura ha subito gravi traumi al cervello ed al sistema nervoso.

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