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​Turchia: Sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione della Falun Dafa in Cina

11 Aprile 2018 |   Da un praticante turco

(Minghui.org) Il 10 marzo 2018, i praticanti della Falun Dafa di Antakya, in Turchia, hanno organizzato un evento e una raccolta firme per sensibilizzare i cittadini sulla persecuzione della pratica in Cina.

Antakya è un’antica città, conosciuta anche come la "Città della Tolleranza"; i suoi abitanti hanno mostrato grande interesse per la Falun Dafa e, quando hanno saputo della persecuzione in corso in Cina, hanno espresso la loro preoccupazione e firmato la petizione condannandola senza esitazione. Nel corso della giornata sono state raccolte 134 firme.

 

Dimostrazione degli esercizi ad Antakya,Turchia

I passanti volevano imparare gli esercizi e anche i proprietari dei negozi nelle vicinanze hanno mostrato grande interesse per la Falun Dafa e per la possibilità di apprendere gli esercizi gratuitamente; hanno partecipato anche alcuni bambini.

I bambini imparano gli esercizi

Arzu Açık, che lavora come addetta alla sicurezza in un'azienda privata, era molto interessata alla Falun Dafa e ha imparato gli esercizi dai praticanti; triste dopo aver saputo dei praticanti torturati in Cina, ha immediatamente firmato la petizione per fermare la persecuzione.

Civan Kaplan, un'infermiera che lavora in un ospedale privato, si è fermata vedendo i praticanti mentre praticavano gli esercizi e ha chiesto maggiori informazioni. Un praticante le ha presentato la pratica, raccontando della persecuzione e del prelievo forzato di organi da parte del regime cinese a scapito dei praticanti imprigionati, a scopo di lucro. Quando la signora Civan ha sentito questo, era molto arrabbiata e ha detto: "Le persone dovrebbero essere libere di praticare ciò in cui credono. Il prelievo forzato di organi in Cina deve essere fermato!". La donna ha poi manifestato il suo sostegno firmando la petizione.

Nejla Arslan, una studentessa universitaria, ha visto il documentario ‘Free China’, presentato il giorno prima all'Untakya Mustafa Kemal University

Nejla Arslan aveva appena visto il documentario ‘Free China’ e si era impegnata per reperire maggiori informazioni sulla Falun Dafa: "Non sapevo che la Cina usasse tale violenze sul proprio popolo", ha commentato.

Le persone firmano la petizione senza esitazione

In molti hanno firmato la petizione per opporsi alla persecuzione dei praticanti in Cina