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Hebei: Donna reclusa nove anni per la sua fede, nonostante il cancro all'utero

02 Marzo 2019 |   Di un corrispondente Minghui nella provincia dell'Hebei, in Cina.

(Minghui.org) Per il solo motivo di essere una praticante del Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata in Cina dal 1999, una donna di Tangshan, nell'Hebei, è stata condannata a nove anni di prigione. Non potendo più continuare la sua pratica, mentre era in carcere ha sviluppato il cancro all'utero, ipertensione e malattie cardiache. Neppure dopo degli interventi chirurgici e varie sessioni di chemioterapia, le è stata concessa la condizionale medica e le cure adeguate, venendo rilasciata solo al termine della sua condanna a febbraio dello scorso anno.

Prima di quest'ultimo calvario, era già stata più volte arrestata, detenuta, sottoposta al lavaggio del cervello, ustionata con manganelli elettrici, picchiata brutalmente mentre era legata ad una sedia, alimentata forzatamente e privata del sonno, solo per aver voluto praticare il Falun Gong.

Poiché hanno dovuto pagare le spese degli interventi chirurgici a cui è stata sottoposta, i suoi familiari hanno anche subito enormi perdite finanziarie.

La polizia tortura il marito per localizzare la moglie

Wang lavorava per una società di forniture minerarie a Fengnan. Dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, le sue malattie cardiache, i problemi di stomaco e un'ernia al disco, sono guariti.

Tuttavia il 29 maggio 2008, una dozzina di agenti della Stazione di polizia di Qianyingkuang hanno fatto irruzione nell'abitazione, saccheggiandola. Poiché lei era riuscita a fuggire, per evitare l'arresto è rimasta lontana da casa e per rintracciarla la polizia monitorava i telefoni della sua famiglia e dei parenti, oltre a molestarli.

Nei loro tentativi di arrestare la donna, la polizia ha ripetutamente fatto pressioni su suo marito Dai Bao'an, che non pratica il Falun Gong, fotografandolo e minacciandolo di fargli perdere il lavoro. Come se non bastasse, il 29 luglio 2008 gli agenti l'hanno arrestato e una volta arrivati alla stazione di polizia l'hanno ammanettato, schiaffeggiato, torturato e colpito alle gambe fino a far spezzare le mazze di legno utilizzate. Infine è stato recluso nel centro di detenzione di Fengnan per quindici giorni.

Incapaci di trovare la donna, i funzionari hanno fatto licenziare il marito dall'azienda, continuando poi a molestare lui e i suoi parenti.

Arrestati e condannati con accuse false

Quando nel febbraio 2009 Wang e altri otto praticanti del Falun Gong hanno visitato un praticante nella prigione di Qianjin, sono stati pedinati e arrestati dagli ufficiali della Stazione di polizia di Qinghe a Pechino. Al Distretto un ufficiale ha ammanettato Wang tirandole le braccia dietro la schiena e poi ha iniziato a colpirla e a darle calci fino al mattino successivo. Dopo essersi lamentata con un vice capo per la brutalità subita, altri quattro agenti sono entrati per maltrattarla e fotografarla. Poi è stata trasferita al centro di detenzione di Pechino, dove è rimasta sette mesi prima di essere reclusa in quello di Xuanwu.

In seguito, lei e gli altri praticanti sono stati processati dal Tribunale di primo grado di Pechino con accuse false, e nel gennaio del 2010 sono stati dichiarati colpevoli: Wang ha ricevuto nove anni, mentre gli altri tra i quattro e quattro e mezzo.

Il 30 marzo 2010 Wang è stata rinchiusa nella prigione femminile dell'Hebei.

Torturata in prigione

Poiché non le è stato permesso di fare gli esercizi del Falun Gong in prigione, i disturbi di cui Wang soffriva si sono ripresentati nel giro di sei mesi. Quando le è stato diagnosticato un cancro all'utero, i funzionari hanno preso 14.000 yuan (circa 1.900 euro) da suo marito per le cure, ma non hanno fatto nulla fino a un mese dopo, quando i suoi sintomi sono peggiorati. Dopodiché, verso la fine del 2010, nell'arco di un mese è stata sottoposta a due seri interventi chirurgici e quattro cicli di chemioterapia.

Poiché le autorità carcerarie non le hanno fornito cibo e cure adeguate, la sua salute è ulteriormente peggiorata e a marzo del 2012 la famiglia ha fatto richiesta per la libertà vigilata per ragioni mediche, ma l'Ufficio di giustizia di Tangshan e altri enti non l'hanno concessa perchè "non era una criminale, ma una praticante del Falun Gong". Dato che Wang non era più in grado di lavorare, è stata trasferita in un centro di riabilitazione nel carcere, fino al termine della sua condanna.

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