(Minghui.org) Ho lavorato alle dipendenze di un altro praticante della Falun Dafa per diversi mesi. La mia intenzione era di aiutarlo nel suo lavoro e nella coltivazione, ma dopo qualche mese ho scoperto che avveniva proprio il contrario. È stato Jiang, il mio capo, che ha aiutato me a migliorare nella coltivazione della Falun Dafa.

Non hai un computer portatile?

Quando ho iniziato a lavorare nell’azienda di Jiang ho dato per scontato che avrei avuto un nuovo portatile; quando gliel’ho chiesto mi ha risposto: “Non ce l’hai già?”.

La sua risposta mi ha scioccato. Ho pensato: “Sono qui a lavorare per te. Perché dovrei usare il mio portatile?”. Le sue parole mi hanno davvero fatto irritare, ma ho cercato di rimanere calmo.

Mi sono trattenuto e dopo qualche secondo ho risposto: “Il mio portatile è un po’ antiquato ed è lento; lo uso soprattutto per visitare siti web esteri e per scaricare materiale informatico per il chiarimento della verità. Potrebbe non essere appropriato usarlo per lavoro”. Non ha detto altro.

È capitato che siamo passati davanti a casa mia e gli ho detto: “Puoi fermarti qui un attimo? Vorrei prendere il mio portatile”.

All’istante mi ha risposto: “Non preoccuparti. Andiamo a comprarne uno nuovo”. Ho ribadito che andava bene e che potevo usare il mio.

Dopo essermi calmato mi sono guardato dentro e ho scoperto che desideravo un nuovo portatile, che ero egoista e che volevo approfittarmi di lui.

Il Maestro ci ha insegnato che dovremmo, prima di tutto, pensare sempre agli altri. Sarei dovuto essere più premuroso con il mio capo. Gestisce una piccola azienda e cerca di ridurre il più possibile le spese, oltretutto, utilizzando il mio portatile al lavoro, avrei potuto usarlo per studiare la Fa e navigare sui siti web stranieri ogni volta che non ero occupato. Avrei dovuto ringraziarlo veramente.

Una questione di fiducia

Quando Jiang mi ha proposto di lavorare nella sua azienda, mi ha anche detto che aveva due soci astuti che cercavano sempre di tramare qualcosa contro di lui. Inoltre l’azienda in molti aspetti non era gestita in modo professionale, quindi i due soci e alcuni dipendenti approfittavano della situazione.

Lavoravo lì da quasi un mese quando Jiang mi ha riferito che i due soci volevano parlare con lui del mio stipendio; si avvicinava il giorno della paga e Jiang mi ha chiesto di unirmi a loro.

Ho detto: “Voi tre dovreste decidere per il mio stipendio, io non dovrei essere coinvolto nella discussione”.

Lui ha sorriso e ha detto: “Ti invito di proposito”. Non avevo capito cosa intendesse dire, ma l’ho rispettato.

Certamente qualche giorno dopo, alla riunione, i due soci mi hanno chiesto perché anch’io fossi lì e che ruolo ricoprissi in azienda.

Ho spiegato loro le mie mansioni e in che modo collaborassi. Poiché credevano che fossi l’aiutante di Jiang, pensavano che le mie risposte fossero plausibili, ma mi hanno detto che non si fidavano di me.

Quella sera io e Jiang siamo andati al gruppo di studio della Fa; dopo aver studiato gli ho detto che mi sentivo molto turbato, perché ero stato accusato di essere un furbo e gli ho chiesto la sua opinione pensando che avrebbe detto qualcosa per confortarmi; ma lui inaspettatamente ha detto: “Sono d'accordo con loro”. Ero allibito.

La collera mi è salita di nuovo, tanto che quella sera a letto non riuscivo nemmeno a chiudere gli occhi. Continuavo a chiedermi: “Ero veramente così cattivo? Avrei dovuto dimettermi?".

Dopo mezzanotte mi agitavo e mi rigiravo ancora. Alla fine mi sono alzato, ho bruciato dell’incenso davanti all’immagine del Maestro, mi sono inchinato diverse volte e gli ho chiesto aiuto.

Il Maestro ha detto:

“Quando nasce un conflitto di quel genere, dobbiamo innanzitutto conservare la calma e non adottare lo stesso atteggiamento degli altri. Ovviamente, possiamo dare delle spiegazioni con gentilezza e chiarire le cose - non è un problema se lo facciamo, ma non dovremmo farlo con un attaccamento eccessivo ...” ( Quarta lezione, Zhuan Falun )

Dopo ho giurato a me stesso: “Non lascio la compagnia perché non riesco a sopportare le prove di xinxing, se lo facessi sarebbe un fallimento per la mia coltivazione”.

Problemi di navigazione

Quando io e Jiang uscivamo in macchina per lavoro, guidava sempre lui. Gli dicevo spesso che avrei voluto guidare, ma lui mi rispondeva che il mio stile di guida non gli piaceva e che preferiva che gli facessi da navigatore.

La sua risposta mi ha messo un po’ a disagio.

Un giorno lui guidava e io col cellulare lo indirizzavo, era molto veloce e le indicazioni non riuscivo a dargliele in tempo, quindi mi chiedeva continuamente: “Dove vado? Da che parte devo svoltare?”. Ero nervoso e lui continuava a urlarmi contro con voce alta e carica di insoddisfazione. Il mio nervosismo si è improvvisamente trasformato in collera.

Gli ho detto: “A te non importa il mio modo di guidare, ma io non ho bisogno di guardare il cellulare per sapere dove sto andando e riesco a capire la strada da prendere solo ascoltando le indicazioni”.

Volevo davvero tirargli addosso il cellulare o anche scendere dall’auto e andarmene, ma mi sono morso il labbro e mi sono trattenuto.

A casa ero ancora arrabbiato, ne ho parlato con mia moglie. “Ho lavorato per molte aziende e ne ho visto tutti i generi, di supervisori e capi. Ma nessuno di loro è tanto dispotico quanto lui. È troppo prepotente!”.

Mia moglie mi ha solo guardato con un sorriso ... All’improvviso, rendendomi conto che il mio comportamento non era proprio da coltivatore, mi sono sentito un po’ a disagio.

Ho ricordato la storia di Han Xin raccontata nello Zhuan Falun, che era stato umiliato da un furfante.

Ho riconosciuto subito la mentalità alla competizione.

Infatti i supervisori e i capi dove avevo lavorato in passato non mi avevano dato la possibilità di vedere i miei difetti e i miei attaccamenti. È una gran cosa che finalmente ne sono consapevole e che possa migliorare.

Invece di biasimare Jiang dovrei ringraziarlo di cuore per avermi aiutato a migliorare la xinxing.