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Hebei: Praticante nuovamente arrestata per il suo credo dopo 7 anni di carcere

08 Dic. 2016 |   Di un corrispondente Minghui della provincia dello Hebei, Cina

(Minghui.org) Il 22 giugno 2016 la signora Wu Chunyan, quasi settantenne, è stata arrestata illegalmente(*) dagli agenti della stazione di polizia della città di Chengguan, mentre parlava alla gente riguardo alla persecuzione del Falun Gong da parte del regime comunista cinese.

La polizia ha perquisito la sua casa e distrutto alcune foto del fondatore del Falun Gong. Hanno prelevato anche un computer, una stampante, diversi libri del Falun Gong ed altri effetti personali.

La donna è ora detenuta nel secondo centro di detenzione della città di Shijiazhuang e il suo caso è stato trasferito alla divisione penale delle Procura; la sua famiglia ha assunto un avvocato per difenderla.

Arrestata e detenuta ripetutamente

Prima di iniziare la pratica del Falun Gong soffriva di gravi fibromi uterini e di diabete, aveva provato molti trattamenti per la cura delle sue malattie, ma nessuno aveva avuto successo. All’età di trentasei anni le sue condizioni di salute erano ben note a molti amici e al personale ospedaliero, ma dopo aver iniziato la pratica del Falun Gong seguendo i principi di Verità-Compassione-Tolleranza è guarita senza assumere alcun medicinale.

Da quando è iniziata la persecuzione del Falun Gong nel luglio del 1999 è stata arrestata e imprigionata diverse volte. Nel 2008 è stata condannata a sette anni per aver rifiutato di rinunciare al suo credo nel Falun Gong e nel 2015 è stata rilasciata. Nell’arco della sua detenzione le autorità le hanno estorto più di 13,000 yuan (corrispondenti a circa 1.775 euro).

Nel 1999 si è recata a Pechino per presentare una petizione al governo per il suo diritto di praticare il Falun Gong; ma la polizia l’ha rimandata a casa e le ha estorto 10.630 yuan (corrispondenti a circa 1.452 euro), per “fondi di garanzia” e “costi di trasporto.”

Nel 2000 è stata condannata a due anni di lavori forzati senza alcuna procedura legale; è stata respinta dal campo di lavoro forzato e rilasciata dopo essere stata detenuta presso il dipartimento di polizia di Jinzhou per quattordici giorni.

Nel 2001 ha subito altri cinquanta giorni di detenzione per aver parlato alla gente del Falun Gong e della persecuzione; La polizia le ha estorto altri 3.000 yuan (corrispondenti a circa 409 euro) prima di permetterle di tornare a casa.

Nel 2004 è stata di nuovo arrestata e tenuta in detenzione per un giorno ed una notte.

Il 5 giugno del 2008 la signora Wu e suo fratello Wu Changlin sono stati arrestati a casa dei loro genitori insieme ad altri quattro praticanti. La signora Wu è stata condannata a sette anni di carcere, mentre gli altri sono stati condannati a due e a quattro anni.

La figlia chiede il suo rilascio

Le figlie sono preoccupate. La figlia maggiore è in cattive condizioni di salute e la figlia più giovane che ha un bambino abitualmente accudito dalla nonna ora in carcere, non può andare a lavorare. La figlia più giovane ha deciso di scrivere una lettera pubblica a Qin Meng, capo della stazione di polizia della città di Chengguan, nella speranza che la loro madre venga presto rilasciata.

Di seguito un estratto dalla lettera pubblica della figlia:

Mia madre (Wu Chunyan) è detenuta nel secondo centro di detenzione della città di Shijiazhuang dal 21 giugno 2016; il suo caso è stato gestito dalla stazione di polizia Chengguan, della città di Jinzhou e come figlia vorrei parlarvi di quanto sia una madre buona ed onesta.

Mia madre è una normale casalinga. Nel 1987, dopo avermi dato la vita, ha sofferto di gravi fibromi uterini e avrebbero dovuto rimuoverle l’utero. Due anni dopo le è stato diagnosticato il diabete e all’età di trentasei anni doveva assumere diversi medicinali per poter continuare a vivere.

Nel 1996 ha iniziato a praticare il Falun Gong e da allora seguendo i principi di Verità-Compassione-Tolleranza, non ha avuto più bisogno di assumere alcun medicinale; è diventata sana ed energica, onesta, gentile e paziente.

Mio padre è morto nel 2000 e non importa quante difficoltà abbiamo sofferto negli ultimi 20 anni, ora la cosa più importante è che mia madre goda di una buona salute e abbia la libertà di credere in ciò che ritiene giusto.

Come neo madre mi rendo conto di quanto sia stato difficile per lei tirare su due giovani figlie senza l’aiuto di un marito.

Mia madre nel 2008 è stata condannata a sette anni di carcere, ancora non riesco ad immaginare come abbia potuto passare tutti quei giorni e quelle notti in carcere. Mi è stato permesso di farle visita una volta al mese e vederla invecchiare e deperire è stato straziante. Ho passato sette anni senza la mia mamma e per chi si trova fuori dal carcere può sembrare un breve periodo, tuttavia quanti periodi di sette anni ci sono in una vita?

Nell’estate del 2015 è stata finalmente rilasciata. Noi abbiamo riavuto a casa nostra madre ed i bambini hanno riavuto la loro nonna, la vita sembrava di nuovo normale...

Dopo soltanto un anno in famiglia l’incubo è ritornato. Il 22 giugno 2016 mia madre è stata portata nuovamente via dalla polizia; mia sorella è rimasta talmente sconvolta che si è ammalata qualche giorno dopo.

Mia madre ha sempre fatto tesoro della sua morale; è una persona onesta e gentile. Ci ha sempre insegnato, fin da quando eravamo bambine, che: “La sofferenza è un dono; bisogna sempre pensare agli altri; il cielo guarda tutto ciò che si fa; bisogna fare tutto con la coscienza a posto.”

Scrivo questa lettera per esprimervi che una figlia amorevole non vede l’ora di vedere la propria madre tornare a casa, mia madre ha quasi settant’anni; se viene nuovamente arrestata non è difficile immaginare come la situazione possa finire! Si tratta di una questione di vita o di morte!

Abbiamo assunto un avvocato per difendere nostra madre poiché sappiamo che: “i cittadini hanno il diritto di credo,” come indicato nella Costituzione. Speriamo inoltre che prenderete in considerazione la nostra famiglia e che ci aiuterete a riportare a casa nostra madre.

Per favore aiutate una figlia a realizzare il rispetto filiale verso la madre. Per favore aiutate una donna anziana a trascorrere i suoi restanti anni a casa e in pace. Faremo del nostro meglio per ottenere il rilascio di nostra madre dalla prigione e per prenderci cura di lei.

Grazie!

Soggetti responsabili:

Dipartimento di polizia della città di Jinzhou: +86-311-84322750 Jin Delong (靳德永), capo del dipartimento di polizia della procura della città di Jinzhou: +86-311-84488952.
Gao Cumin (高鲁民), capo del tribunal della città di Jinzhou: +86-311-84322272
Ji Lanshen (纪兰生), capo del tribunale Ji Zhantian (纪占田), direttore dell’Ufficio 610 (*) della città di Jinzhou City: +86-18731149908
Stazione di polizia di Chenguan: +86-311-84326110 Qin Meng (秦猛), capo della stazione di polizia: +86-13784294850