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La battaglia tra mondo libero e comunismo (Parte 1)

23 Nov. 2020 |   Di Xia Dao

(Minghui.org) La Comune di Parigi, scoppiata nel marzo 1871, ha creato uno scompiglio tra i più grandi della storia umana. È durata solo qualche mese ma ha devastato Parigi ed è stata considerata da Karl Marx come un movimento comunista prototipo. Il movimento ha affrontato una resistenza costante da parte delle persone in tutta Europa, ma si è stabilizzata in Russia nel 1917 e gradualmente si è espansa fino a governare un terzo della popolazione mondiale.

Dopodiché, il mondo è stato diviso in due blocchi: il mondo libero e le forze comuniste. Dopo la Seconda guerra mondiale, i conflitti tra i due sono sfociati nella Guerra fredda, che è durata quasi mezzo secolo. La Guerra fredda sembrava essere una corsa agli armamenti tra i due fronti mentre, di fatto, coinvolgeva anche l’ideologia comunista che si era infiltrata nell’intero mondo libero. Attraverso l’educazione e diversi movimenti, lo spettro comunista ha portato le persone, specialmente le giovani generazioni, a deviare dalle credenze tradizionali, dai valori morali e dalla religione, creando discordia in tutto il mondo.

Poiché il marxismo domina silenziosamente molti aspetti della cultura globale, la Cina comunista ha potuto crescere fino a diventare la seconda potenza economica del mondo. Con il denaro, il potere e altri incentivi lucrativi, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha influenzato molti governi del mondo libero, rendendoli indifferenti ai crimini dilaganti causati dal comunismo.

Nel 2020, la pandemia globale ha portato il mondo nello scompiglio attuale, un qualcosa che non ha precedenti. Risvegliati dalla realtà, molte persone e governi si sono uniti nello slancio per contrastare il comunismo.

Karl Marx, un satanista

Nel 1917, durante la Prima guerra mondiale, i bolscevichi hanno dato vita alla Rivoluzione d’Ottobre. La Russia, spesso considerata una legittima erede dell’Impero Romano, è diventata improvvisamente atea. L’Unione Sovietica ha stampato un gran numero di copie, in diverse lingue, de Il Manifesto del Partito Comunista e l’ha distribuito in tutto il mondo.

Prima di allora, il libro era stato vietato in diversi Paesi, in particolare Germania, Stati Uniti e Turchia. Karl Marx e Friedrich Engels, autori del libro, sono stati espulsi da Francia, Belgio e Germania.

Il libro inizia: “Uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una santa alleanza per esorcizzare questo spettro: il Papa e lo Zar, Metternich e Guizot, i radicali francesi e le spie della polizia tedesca”.

Perché un inizio del genere? Ci sono diversi motivi. Uno di questi era che Marx era contro la religione. “La religione è il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo senza cuore, è lo stato di un’anima senza anima. È l’oppio del popolo”, ha scritto.

Questo ha lasciato perplessi alcuni storici. Cresciuto in una famiglia cristiana, Marx è stato insolitamente devoto sin da giovane. Intorno all’età di 19 anni, tuttavia, è diventato satanista e i suoi scritti erano pieni d’immagini dell’inferno, di Satana, di vendetta e di maledizione verso l’umanità. Tra i suoi oltre 100 volumi di opere, solo 13 sono stati pubblicati. I restanti sono ancora conservati all’Istituto Marx-Engels di Mosca.

Richard Wurmbrand, un ministro cristiano imprigionato e torturato dal regime comunista in Romania, ha svolto ricerche negli archivi ed ha riscontrato la natura satanica di Marx. Nella poesia Invocazione di un disperato, Marx ha scritto:

“Quindi un dio mi ha strappato il mio tutto,

Nella maledizione e sulla soglia del destino.

Tutti i suoi mondi sono andati oltre il ricordo!

Non mi rimane nient’altro che la vendetta!”

Anche la testimonianza della sua cameriera Helen Demuth lo ha confermato. Quando era molto malato, Marx pregava da solo nella sua stanza davanti a una fila di candele accese, legandosi una sorta di metro da sarto intorno alla fronte, in un rito satanico. Ciò ha influenzato anche i suoi figli.

“In effetti, l’adorazione luciferina potrebbe essere stata una pratica condivisa in famiglia, nella casa di Marx. Il genero di Marx, Edward Eveling, era un prolifico scrittore e docente di satanismo, mentre il figlio di Marx, Edgar, si rivolse a suo padre in una lettera datata 31 marzo 1854, come: “Mio caro diavolo”, ha riportato Wurmbrand nel suo libro Marx & Satana.

L’obiettivo del comunismo: Distruggere tutte le religioni e l’ordine sociale

I legami satanici sono indicati nella storia de Il Manifesto del Partito Comunista.

Nel 1847, l’organizzazione comunista con sede a Londra, “Federation of the Just” (Federazione dei Giusti), ha chiesto a Marx di scrivere un programma per la loro riforma come lega comunista e Marx, insieme a Engels, ha redatto Il Manifesto del Partito Comunista nel 1848. Nel libro, hanno condannato l’ordine sociale ed economico borghese, invitando il proletariato internazionale alla lotta di classe.

La fine del libro fornisce ulteriori indicazioni: “I comunisti disdegnano di nascondere le loro opinioni e obiettivi. Dichiarano apertamente che i loro fini possono essere raggiunti solo con il rovesciamento forzato di tutte le condizioni sociali esistenti. Lasciate che le classi dominanti tremino di fronte a una rivoluzione comunista. I proletari non hanno altro da perdere, se non le loro catene. Hanno un mondo da conquistare”.

Molti studiosi hanno scoperto che la Federazione dei Giusti era radicata negli Illuminati, una società segreta fondata da Adam Weishaupt. Il suo obiettivo era soggiogare tutte le religioni e i governi. Secondo Wurmbrand, uno dei principali rivoluzionari francesi e Illuminato, Anarchasis Clootz, si è dichiarato “il nemico personale di Gesù Cristo”.

Nel 1780, il governo bavarese ha costretto l’organizzazione a sciogliersi e divenire clandestina. Ma la sua influenza e le sue attività sono continuate in diversi Paesi, sotto vari nomi. I suoi principi sono stati trovati anche in Marx, il quale sosteneva: “La religione è il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo senza cuore, è lo stato di un’anima senza anima. É l’oppio del popolo”.

Gli studiosi hanno anche scoperto che Marx è stato probabilmente l’unico autore famoso che ha definito i suoi scritti “merda” o “libri per maiali”. “Consapevolmente e deliberatamente, fornisce sporcizia ai suoi lettori. Non c’è da stupirsi, quindi, che alcuni dei suoi discepoli, i comunisti in Romania e in Mozambico, abbiano costretto dei prigionieri a mangiare i propri escrementi e bere la propria urina”, ha scritto Wurmbrand.

Ma Il Manifesto del Partito Comunista ha comunque raggirato e fuorviato le persone attraverso le generazioni. Una volta, Hans Morgenthau, uno studioso di relazioni internazionali, ha parlato della sua infanzia in Baviera, prima della prima guerra mondiale. Suo padre, medico, viveva in un luogo dove le persone spesso chiedevano, prima di morire, di essere seppellite con una Bibbia. Sorprendentemente, molti lavoratori hanno cominciato ad implorare di essere sepolti con una nuova copia del Il Manifesto del Partito Comunista.

Insieme all’ascesa del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), i Partiti Comunisti americani e britannici, hanno stampato centinaia di migliaia di copie di un’edizione economica del Il Manifesto del Partito Comunista. Dopo la seconda guerra mondiale, è entrato nelle scuole ed è diventato parte del programma di scienze politiche. Negli anni ’60, il libro ha offerto una guida ai giovani radicali. Anche dopo il crollo del blocco comunista nel 1989, la sua ideologia ha continuato a influenzare vari movimenti socialisti.

Gorbaciov: Il comunismo sovietico è “pura propaganda”

Nonostante un satellite nello spazio, i politici sovietici al potere discutevano ancora dei bisogni quotidiani di base, come dentifricio e detersivo. “Noi, me compreso, dicevamo: ‘Il capitalismo si sta muovendo verso una catastrofe, mentre noi ci stiamo sviluppando bene.’ Ovviamente quella era pura propaganda. In effetti, il nostro Paese era rimasto indietro”, ha affermato Mikhail Gorbaciov, durante un discorso all’Università della Columbia, riportato dall’Irish Examiner nel marzo 2002, in un articolo intitolato: “Soviet Communism ‘pure propaganda’, Gorbachev tells students” (Gorbachev dice agli studenti: Il comunismo sovietico è ‘pura propaganda’).

Gorbaciov ha posto fine all’Unione Sovietica nel dicembre 1991. In un discorso del 1997 ha affermato: “In nome del comunismo abbiamo abbandonato i valori umani fondamentali. Così, quando sono salito al potere in Russia, ho iniziato a ripristinare quei valori; i valori di ‘apertura’ e libertà”. Quando in un’intervista gli è stato chiesto sulle cose di cui si è più pentito, ha risposto senza esitazione: “Il fatto che ho cercato per troppo tempo di riformare il Partito Comunista”, ha riportato The Guardian in un articolo dell’agosto 2011 dal titolo “Mikhail Gorbachev: avrei dovuto abbandonare prima il partito comunista”.

Sfortunatamente, i funzionari del Partito Comunista Cinese (PCC) non l’hanno ancora compreso. Il PCC ha ereditato falce e martello dai sovietici, ed ha iniziato a danneggiare il popolo cinese non appena è stato istituito, nel 1921. Gli storici hanno scoperto che tale simbolo proveniva dalla Massoneria, un’organizzazione legata agli Illuminati e che la falce è spesso interpretata come simbolo di morte in molte religioni.

Dall’Unione Sovietica alla Cina

Poco dopo aver preso il potere durante la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, Vladimir Lenin ha iniziato a spingere l’ideologia comunista a livello globale. Nel 1919 ha fondato l’Internazionale comunista, che ha promosso l’instaurazione del comunismo in molti Paesi, compresa la Cina.

In Cina, dove l’eredità culturale e spirituale poteva vantare migliaia di anni, il Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS) non solo ha contribuito a fondare il PCC, come una branca dell’Internazionale comunista, ma ha anche guidato la sua ascesa. Il 9 agosto 1945 i sovietici hanno invaso la Cina su 3 fronti contemporaneamente. Oltre 1 milione di soldati sovietici hanno attaccato l’esercito giapponese nel nord-est della Cina, confiscando le loro armi e consegnandole a Lin Biao, capo del distretto militare comunista nord-orientale.

Ben equipaggiati e supportati dall’Unione Sovietica, Lin e altri eserciti del PCC hanno ottenuto il controllo della Cina nord-orientale alla fine del 1948 e hanno preso il controllo di Pechino nel gennaio del 1949. Poi nella primavera dello stesso anno, hanno attraversato il fiume Yangtze e sconfitto completamente le truppe del Kuomintang (KMT) della Cina continentale.

Nell’ottobre 1949, il PCC ha preso il potere e fondato la Repubblica Popolare Cinese, assoggettando 540 milioni di persone sotto il regime del comunismo. Sebbene avesse promesso di dare la terra ai contadini e di condividere la ricchezza con i lavoratori, nel giro di diversi anni il PCC ha confiscato tutte le terre e le ricchezze. Poi ha preso di mira i proprietari terrieri e gli imprenditori, dichiarandoli nemici dello Stato e nei decenni successivi la loro prole è stata ulteriormente perseguitata.

Similmente alla situazione in Unione Sovietica, il PCC, insieme a Mao Zedong, ha promosso le opere di Marx, Engels e Lenin. Le loro teorie sono state utilizzate per giustificare i movimenti politici, incitare all’odio, dominare l’istruzione, reinterpretare la storia e plasmare le menti delle persone, come si può vedere oggi.

Oltre ad attaccare i proprietari terrieri e gli imprenditori, la Rivoluzione culturale, durata 10 anni, ha soppresso quasi tutti gli intellettuali e spazzato via la cultura tradizionale cinese. Non solo, con l’aiuto degli Stati Uniti e di altri Paesi occidentali, la Cina è entrata nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ed è diventata il più grande esportatore al mondo. Tramite la Belt and Road Initiative (Nuova via della seta) e quasi 500 Istituti Confucio in 6 continenti, il PCC ha promosso il comunismo nel mondo intero.

Una crudeltà senza precedenti

Quando viveva a Colonia, in Germania, Marx ha creato un quotidiano, Neue Rheinische Zeitung, per sostenere la sua teoria del comunismo. Le autorità ne hanno sospeso la pubblicazione e hanno ordinato a Marx di lasciare il Paese. Nell’ultimo editoriale del 18 maggio, Marx ha scritto: “Non abbiamo compassione e non chiediamo compassione da voi. Quando verrà il nostro turno, non troveremo scuse per il terrore”.

Questa osservazione era coerente con Il Manifesto del Partito Comunista, che concludeva sostenendo che l’obiettivo poteva essere raggiunto solo rovesciando con forza tutte le condizioni sociali esistenti. Tuttavia, quando si è trattato del PCC, il regime ha usato sia la brutalità che le bugie.

Negli ultimi 80 anni, circa 80 milioni di cinesi hanno perso la vita a causa della crudeltà del PCC. Durante la Grande carestia cinese tra il 1959 e il 1961, 45 milioni di persone sono morte di fame. Un rapporto del 2011, ha rilevato che il tasso di suicidi in Cina era di 22, 23 persone ogni 100.000. Ciò significa che quasi 300.000 persone sono morte ogni anno di una morte suicida; una ogni due minuti.

La brutalità spesso va di pari passo con le bugie e la propaganda. Ad esempio, nel 1957, Mao ha lanciato la Campagna dei cento fiori, durante la quale le persone sono state incoraggiate a parlare e criticare il Partito. Dopo poco, però, tutti coloro che avevano espresso commenti negativi sul Partito sono stati puniti e dalle 400.000 alle 700.000 persone sono state imprigionate.

Ma il comunismo non si è fermato in Cina. Dagli anni ’60 si è infiltrato nella società occidentale, sotto le spoglie di vari movimenti di pensiero liberale, allo scopo di minare sistematicamente i valori tradizionali a livello globale. Questo è ciò che Marx si aspettava, un qualcosa di simile a quello delineato dagli Illuminati e dalla Massoneria.

La battaglia tra mondo libero e comunismo

Durante il suo culmine, il comunismo ha governato circa un terzo della popolazione mondiale. Il mondo intero è stato diviso in due blocchi, diversi l’uno dall’altro come il giorno e la notte.

Oltre alla Guerra fredda, nella società americana, ci sono state continue battaglie tra i due fronti. Nel 1932, il capo in pensione del Partito Comunista USA (CPUSA) ha pubblicato un libro intitolato Verso l’America sovietica, dopodiché il segretario generale di quell’organizzazione ha avvicinato il Partito ai sovietici e ha contribuito a sviluppare la sua rete segreta e clandestina, come informatore di Stalin e sotto il controllo del NKVD (precursore del KGB).

Nei restanti anni ’30, il CPUSA è diventato molto attivo, infiltrandosi nella politica, nelle elezioni e nelle organizzazioni per i diritti civili. Questi sforzi hanno gradualmente cambiato le politiche del governo degli Stati Uniti a favore del PCC. Nel 1949 e all’inizio degli anni ’50, il pericolo del comunismo è divenuto evidente e lo spionaggio sovietico è stato portato alla luce. Joseph McCarthy e altri hanno agito, riducendo notevolmente l’influenza del comunismo nella cultura, nella scienza e nel governo degli Stati Uniti.

Ronald Reagan, dal suo primo giorno in carica come presidente degli Stati Uniti, ha lavorato per fermare la diffusione del comunismo. Nel 1981, durante il suo discorso inaugurale, si è riferito ai comunisti come “nemici della libertà”; è rimasto sbalordito dalla portata dello spionaggio sovietico e ha definito il comunismo “il centro del male nel mondo moderno”.

È stato dopo questi sforzi che il muro di Berlino è stato abbattuto, nel novembre 1991 e l’Unione Sovietica è crollata il mese successivo. “Il sistema totalitario che ha privato il Paese dell’opportunità di avere successo e prosperità molto tempo fa, è stato eliminato. É stata raggiunta una svolta sulla strada per i cambiamenti democratici”, ha osservato Gorbaciov durante il suo discorso di dimissioni il 25 dicembre 1991. “Libere elezioni, libertà di stampa, libertà religiosa, organi rappresentativi del potere, il (sistema) multipartitismo è diventato una realtà e i diritti umani sono riconosciuti come il principio supremo”.

Ciò ha seguito uno sforzo diffuso per eliminare l’influenza comunista nell’Europa centrale e orientale. Sono state approvate le leggi, demoliti i simboli e le statue comuniste, i libri di testo sono stati corretti e la narrazione storica è stata ripristinata.

(Continua)