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Shanxi: Donna anziana muore dopo aver scontato tre anni per la sua fede

02 Nov. 2021 |   Di un corrispondente Minghui della provincia dello Shanxi, Cina

(Minghui.org)

Nome cinese: 冀德莲

Genere: Femmina

Età: 79

Città: Taiyuan

Provincia: Shanxi

Occupazione: Nessuna

Data della morte: 15 ottobre 2021

Data del più recente arresto: 22 giugno 2017

Luogo di detenzione più recente: Prigione femminile di Yuci

Verso metà ottobre scorso Ji Delian, di settantanove anni, della città di Taiyuan, è morta ad un anno dal suo rilascio, dopo aver scontato tre anni di prigione per aver praticato il Falun Gong.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una pratica spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.

Il 21 maggio 2014 Ji è stata arrestata mentre distribuiva materiale informativo sul Falun Gong. Dopo essere stata rilasciata su cauzione è stata nuovamente arrestata il 18 maggio 2015 per aver partecipato al processo di un altro praticante locale del Falun Gong; la polizia l'ha rilasciata verso mezzanotte e l'ha messa agli arresti domiciliari.

Il 10 settembre 2015 gli agenti hanno iniziato a molestare di nuovo Ji e la sua famiglia. La donna aveva presentato una denuncia penale contro l'ex dittatore cinese Jiang Zemin per aver ordinato la persecuzione del Falun Gong.

Il 13 novembre 2015 Ji è stata processata dal tribunale di Wanbailin. Il giudice Li Zhiqiang ha detto a sua figlia il giorno prima del processo: “Dì a tua madre di collaborare con noi, non pensate che non sarà condannata perché ha settant’anni, ora il limite di età è stato aumentato a settantacinque!”.

In tribunale Ji ha raccontato come il suo cancro all'utero sia scomparso appena tre mesi dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong e come la pratica l'abbia aiutata a diventare una persona migliore.

In sua difesa ha detto: “Il Falun Gong ci insegna ad essere brave persone ed a considerare sempre gli altri prima di tutto. Sono stata investita da un furgone nel 2012 e l'autista mi ha portato in ospedale, le mie anche erano gravemente slogate ed il mio bacino era fratturato in tre punti; ci sono voluti più di venti punti per ricucire la ferita al braccio ed altri per suturare il taglio sulla palpebra sinistra, il mio viso era gravemente ferito e gonfio”.

Ha detto alla corte che sapeva, in cuor suo, che sarebbe stata bene e quattro giorni dopo tutto il gonfiore e l'infiammazione erano scomparsi ed è stata dimessa dall'ospedale il sesto giorno.

Ha continuato: “Dopo essere tornata a casa ho contattato l'autista e gli ho restituito gli 8.000 yuan (circa 1.000 euro) che aveva lasciato per pagare le mie spese mediche; non l'avrei fatto se non avessi praticato il Falun Gong”.

Il giudice le ha impedito di parlare ancora, ha subito aggiornato l'udienza ed ha mandato Ji a casa.

La donna è stata poi condannata a tre anni di prigione, ma le è stato permesso di scontare la pena a casa, dopo che il centro di detenzione locale le ha negato l'ammissione a causa delle sue condizioni fisiche.

Ji ha fatto appello al tribunale intermedio di Taiyuan, che ha deciso di confermare la sua sentenza originale il 18 maggio 2016. All'età di settantatré anni è stata costretta vivere lontano da casa per evitare di essere imprigionata.

Tornata a casa un anno dopo, è stata nuovamente arrestata il 22 giugno 2017 quando è andata alla stazione di polizia di Ximing per rinnovare la sua carta d’identità. É stata dapprima trattenuta nel centro di detenzione di Geliao e poi portata nella prigione femminile di Yuci.

Durante i tre anni di detenzione i suoi figli hanno versato 1.000 yuan (circa 135 euro) al mese per lei e spesso le hanno mandato del cibo. Quando è stata rilasciata la sua famiglia è stata sorpresa di sapere che non le è mai stato dato il cibo che le avevano mandato.

Nel 2019 la praticante è diventata disabile a causa delle torture, ciononostante i due detenuti assegnati a controllarla hanno continuato a picchiarla costantemente e ad insultarla.

Quando è stata rilasciata, lo scorso anno, pesava meno di trenta chili, il suo addome era infossato e pieno di lividi. Poiché era troppo debole per ricordare ciò che le era successo in prigione, la sua famiglia non sa quali torture abbia subito. Dopo aver lottato per un anno con una salute cagionevole è morta nell'ottobre di quest’anno.

Prima del suo ultimo periodo di detenzione era stata arrestata nel 1999 quando si era recata a Pechino per lanciare un appello a favore del Falun Gong. Il capo della polizia l’ha schiaffeggiata ripetutamente e presa a calci. É stata rilasciata dopo che la polizia ha estorto 800 yuan (circa 100 euro) alla sua famiglia.

Ji è stata detenuta in un centro di lavaggio del cervello del villaggio ed ha anche scontato un anno in un campo di lavoro forzato nel dicembre 2000, sempre per aver praticato il Falun Gong.

Terrorizzata dalla persecuzione subita sua nuora, Zhou Laxiang, che prima praticava il Falun Gong, ha smesso di praticare, in seguito ha avuto un ictus ed è diventata disabile.

Sebbene Zhou abbia ripreso a praticare il Falun Gong nel 2011 constatando un miglioramento della sua salute, è stata nuovamente molestata dalla polizia nel 2015, il che ha causato un ulteriormente peggioramento delle sue condizioni. È deceduta il 15 ottobre 2021 a cinquantaquattro anni.

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