Falun Dafa Minghui.org www.minghui.org STAMPA

“Quello che è tuo, è anche mio”: La questione della violazione del copyright

24 Feb. 2021 |   Di un praticante della Falun Dafa fuori dalla Cina

(Minghui.org) Nella Cina comunista la violazione del copyright è divenuta un’abitudine comune. Negli ultimi anni, “quello che è tuo, è anche mio” è diventato persino un motto: le persone prendono con noncuranza idee dal lavoro degli altri, dalla progettazione dei prodotti, ai brevetti e ad altre proprietà intellettuali, materiale protetto da copyright, che poi riproducono e commercializzano a proprio vantaggio. Alcuni addirittura si considerano “abili” e “intelligenti” per essere in grado di approfittare del lavoro altrui, ottenendo fama e profitto. Quando tale comportamento di violazione del copyright si verifica nella comunità dei praticanti della Falun Dafa o nei loro progetti di chiarimento della verità, questo influenzerà la propria coltivazione e il progetto nel suo complesso.

In effetti, tali fenomeni avvengono a causa della cultura e della degenerazione morale del Partito Comunista Cinese (PCC). Mentre il PCC fa il lavaggio del cervello alle persone con la sua ideologia comunista e socialista, come “l’uguaglianza sociale”, molti sono stati portati a credere di avere diritto di possedere ciò che appartiene agli altri, senza dover dare alcun contributo o pagare un prezzo. Con il passare del tempo, tale pensiero deviato è solo peggiorato. Ad esempio, durante la riforma economica iniziata negli anni ’70, la gente continuava a fare commenti sarcastici su coloro che volevano utilizzare gratuitamente le risorse di proprietà statale. C’era persino una famosa commedia comica basata su tale comportamento. Tuttavia oggi, dopo diversi decenni, le persone ammirano coloro che sono in grado di ottenere sempre dei benefit.

Una volta, ho visto un’intervista con diversi produttori di borse firmate contraffatte. Gli intervistati non hanno menzionato quanto il loro furto di proprietà intellettuale fosse costato ai designer di borse e ai venditori autentici, o come il loro comportamento avesse violato le leggi sul copyright. Al contrario, erano orgogliosi delle loro avanzate tecniche di contraffazione e dei rapidi tempi di produzione. In effetti, esaltando le loro “conoscenze” e “intuizioni” sulla contraffazione, stavano promuovendo i propri prodotti contraffatti. Ci sono molte cose di questo tipo nella Cina di oggi, dove la degenerazione morale e il danneggiamento degli altri vengono ignorati.

Sfortunatamente, la violazione del copyright si verifica anche nella comunità dei praticanti. Ad esempio, alcune persone creano account sui social media a nome del Falun Gong. Nello specifico, un account ha affermato di rappresentare l’Associazione Falun Dafa di Hong Kong e, senza il consenso dell’associazione, ha pubblicato alcune foto e filmati di praticanti di Hong Kong che li ritraevano al lavoro o nella vita quotidiana. Di conseguenza, alcuni cittadini di Hong Kong hanno scambiato tale account, come account ufficiale dell’Associazione Falun Dafa di Hong Kong e lo hanno persino seguito.

L’Associazione Falun Dafa ha spiegato in una dichiarazione che da quando è nata l’associazione nel 1996, non ha mai creato alcun account ufficiale sui social media né ha affidato a nessun altro il compito della creazione e la gestione di tale account. Pertanto, si riserva il diritto di intentare un‘ azione legale contro coloro che hanno creato il suddetto account falso. In effetti, grazie agli instancabili sforzi di chiarimento della verità degli ultimi 20 anni e più, da parte dei praticanti del Falun Gong a Hong Kong e Taiwan, un gran numero di residenti di Hong Kong ora sostiene il Falun Gong. Le persone che credono di poter “rappresentare” i praticanti del Falun Gong a Hong Kong e che hanno creato quel falso account sono sia moralmente che legalmente in errore, per non parlare del fatto che è inappropriato dal punto di vista della coltivazione.

Allo stesso modo, anche l’utilizzo di opere pubblicate su Minghui.org, senza il permesso di Minghui, è un problema di violazione del copyright.

Il Maestro ha detto:

“Il lavoro di Minghui viene preso come riferimento da vari media; si può conoscere la situazione della Dafa dalle notizie riportate nel sito. Inoltre, sempre più gente sta cominciando a conoscere Minghui, e alcune persone andranno a leggere Minghui quando inizieranno a conoscere la Dafa.” (“Insegnamento della Fa alla Conferenza per il decimo anniversario della fondazione del sito web Minghui”, Insegnamento della Fa nelle conferenze X)

Ma alcuni praticanti fuori dalla Cina ripubblicano articoli di Minghui senza menzionare la fonte o fornire un collegamento ad altri per accedere a Minghui. Invece, prendono casualmente gli articoli Minghui e li fanno passare come di loro creazione, per aumentare i clic e le visualizzazioni dei propri siti web. Questo non è solo mancare di rispetto alla proprietà intellettuale di Minghui, ma anche impedire a Minghui di essere conosciuto da un pubblico più ampio.

Prendere cose dagli altri senza il loro consenso è un riflesso della cultura del Partito Comunista Cinese. Non appartiene alla cultura tradizionale cinese ed è qualcosa su cui i praticanti dovrebbero coltivarsi. Non dobbiamo incoraggiare o diffondere alcuna violazione del copyright, né prendere parte a comportamenti simili.