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Una famiglia che non si riunirà mai

15 Ott. 2022 |   Di Kan Yimeng

(Minghui.org) Molte famiglie in tutta la Cina riescono a trascorrere le vacanze insieme. Tuttavia una famiglia di tre persone del villaggio di Dongrulai, nella città di Mengyin, contea di Mengyin, provincia dello Shandong, non si riunirà mai più.

Il 19 agosto 2015 la madre è deceduta all'età di quarantasette anni, a causa della persecuzione della loro fede comune nel Falun Gong. Sei anni dopo, il 19 giugno dell'anno scorso, anche il padre è deceduto. Aveva sessant'anni. La figlia, unica sopravvissuta, sta scontando una condanna a sette anni di prigione, per aver sostenuto la sua fede.

Una famiglia senza speranza salvata dal Falun Gong

Sun Pinjin e sua moglie, Yu Zaihai, erano agricoltori. Entrambi soffrivano di diverse malattie e la loro figlia, Sun Yujiao, era malata fin dalla nascita. La famiglia conduceva una vita povera e stressante. I vicini sentivano spesso dei forti litigi provenire dalla loro abitazione.

Nel 1997, quando i membri della famiglia hanno iniziato a praticare il Falun Gong, le loro malattie sono scomparse. Seguendo i principi di "Verità-Compassione-Tolleranza", Yu ha cambiato il suo brutto carattere e la famiglia si è riempita di gioia.

I coniugi hanno presentato il Falun Gong a parenti e amici. Avendo assistito ai loro cambiamenti, anche molti di loro hanno iniziato a praticare.

L'ingiustizia

Avendo tratto beneficio dalla pratica, nel luglio 1999, quando il regime comunista cinese ha ordinato la persecuzione del Falun Gong a livello nazionale, i coniugi hanno deciso di parlare.

Il 10 dicembre 1999 Yu e alcuni altri praticanti del suo villaggio si sono recati a Pechino per appellarsi al diritto di praticare il Falun Gong, ma sono stati arrestati e trattenuti presso la divisione di polizia nº2 della contea di Mengyin. La polizia ha anche confiscato gli unici 540 yuan(circa 80 euro) che la donna aveva con sé. Due giorni dopo è stata trasferita al Centro di detenzione di Mengyin, dove è stata trattenuta per un mese. Una volta rilasciata, doveva presentarsi settimanalmente alla stazione di polizia.

Mentre era detenuta Gong Pibao, segretario del Comitato per gli affari politici e legali della città di Mengyin, e Zhang Zhijian, capo della divisione di polizia nº2, hanno perquisito la sua abitazione, confiscandole il congelatore, il televisore e tutti gli altri oggetti di valore. In seguito, durante una sessione di lavaggio del cervello dei praticanti locali, Gong ha dichiarato che, quando hanno fatto irruzione in casa sua, non hanno lasciato nemmeno mezzo sacchetto di detersivo per il bucato.

Tutti i praticanti che si erano recati a Pechino per fare appello sono stati arrestati e, poco dopo, sono stati portati al centro per il lavaggio del cervello. Inizialmente le autorità permettevano loro di tornare a casa dopo le sessioni di lavaggio del cervello, ma in seguito, poiché si rifiutavano di rinunciare al Falun Gong, hanno iniziato a torturarli.

I praticanti, tra cui Yu e suo marito, sono stati fatti sedere sotto il sole cocente per lunghi periodi di tempo. La polizia li ha anche fatti sedere sul pavimento di cemento, con le mani che toccavano le dita dei piedi, o costretti a piegarsi ad angolo di 90ºmentre erano in piedi, con le mani che toccavano il pavimento.

Sun è stato picchiato più duramente. Dopo averlo fatto cadere a terra, due agenti gli hanno calpestato la testa e l’hanno tenuto fermo per impedirgli di alzarsi. A causa delle percosse il suo braccio presentava un grosso e duro rigonfiamento.

Illustrazione della tortura: Percosse

Il 2 luglio 2000 Yu era detenuta presso l'Ufficio 610situato nel Collegio professionale della contea di Mengyin. Una notte una guardia ubriaca l'ha picchiata. È stata costretta ad accovacciarsi in un fosso puzzolente. La guardia e alcuni altri l'hanno tirata su e hanno iniziato a prenderla a calci, le hanno calpestato la testa e il collo, sfregato il viso fino a farle sanguinare il naso, la bocca e le orecchie. Il suo volto era gravemente gonfio e non riusciva più ad aprire gli occhi. Si è ripresa solo due settimane dopo. La polizia ha negato che le ferite fossero state causate dal brutale pestaggio, ma ha dato la colpa alla mancanza di sole nella cella. Una settimana dopo gli occhi hanno iniziato a farle male e poco dopo è stata rilasciata.

Il 20 ottobre 2000 un ufficiale dell'Ufficio 610 e un altro agente di polizia sono entrati nel suo appartamento e l'hanno portata alla Divisione di polizia nº2. L'ufficiale Wang Wei l'ha presa a calci, mentre veniva picchiata. Anche l'agente Wang Wei l'ha presa a calci, perché si rifiutava di collaborare, durante l'interrogatorio. Con tre calci le ha rotto la clavicola, causandole un dolore estremo e le ha detto: "Non ci preoccupa che ti sia rifiutata di rispondere alle nostre domande. Abbiamo molti modi per farti parlare. Aspetta che ti diamo la scossa con i bastoni elettrici! Allora ti arrenderai di sicuro!".

Nove giorni dopo è stata trasferita all'ufficio 610 della contea. Aveva mal di testa, ma è stata costretta ad alzare le mani in aria e a stare in piedi per due mattine, con la faccia contro il muro. Il 18 novembre 2000 è stata rilasciata, dopo diciannove giorni.

Una casa non più sicura

Il 6 gennaio 2001 Yu e un'altra praticante, Zhang Aijun, si sono recate a Pechino per lanciare un nuovo appello. A Piazza Tiananmen hanno srotolato uno striscione con la scritta "La Falun Dafa è buona". La polizia le ha arrestate e portate al Centro di detenzione di Piazza Tienanmen. In seguito sono state trasferite alla Divisione di polizia nº2 di Mengyin. Sei giorni dopo Yu è stata trasferita al Centro di detenzione della contea di Mengyin, dove è stata trattenuta per ventotto giorni e rilasciata dopo il Capodanno cinese.

L'11 febbraio 2001 le autorità si sono recate a casa della madre per cercarla, ma non l'hanno trovata. Il 14 febbraio si sono ripresentate e hanno espresso l'intenzione di portarla all'Ufficio 610. La donna è fuggita dal bagno.

Quella notte alcuni agenti hanno scavalcato la recinzione, sono entrati nel suo appartamento e hanno picchiato brutalmente il marito Sun. Per evitare che gridasse a causa del dolore, l’hanno portato alla stazione di polizia, per continuare a picchiarlo. Hanno anche tentato di costringerlo ad aiutarli a trovare Yu, ma anche lui è riuscito a scappare.

Due mesi dopo la polizia è arrivata e ha arrestato Yu, non appena tornata a casa. È stata ammanettata e portata nel primo campo di lavoro forzato femminile della provincia dello Shandong, per scontare una pena di tre anni ma, a causa delle sue cattive condizioni di salute, il campo di lavoro si è rifiutato di accoglierla. Tredici giorni è dopo stata rilasciata.

Persecuzione incessante

Il 3 febbraio 2002 i coniugi sono stati denunciati mentre realizzavano striscioni con informazioni sul Falun Gong. Grazie all'avvertimento di un informatore, sono riusciti a fuggire prima che la polizia arrivasse ad arrestarli. Gli agenti hanno perquisito la loro abitazione e hanno confiscato un libro del Falun Gong.

Per evitare di essere molestati, i coniugi sono stati costretti a vivere lontano da casa. La loro giovane figlia ha dovuto stare con i nonni materni, che avevano settant'anni.

Il 12 marzo 2003 Sun è stato arrestato nella contea di Xintai, mentre distribuiva materiale del Falun Gong. È stato trasferito al centro di detenzione di Mengyin e alla fine è stato condannato a cinque anni, da scontare nella prigione di Weifang.

Il 31 gennaio 2004 anche Yu è stata arrestata nella sua casa in affitto, mentre stampava libri del Falun Gong. L'altra praticante che viveva con lei, Wang Fucheng, è rimasta sotto shock dopo essere stata picchiata dalla polizia.

Yu è stata torturata. Le sono state infilzate le gambe con degli aghi e iniettate droghe sconosciute. Èstata colpita al capo con un manganello di gomma e con le manette. Ha sofferto di mal di testa, dolore al petto, lividi e intorpidimento in tutto il corpo. Il medico ha detto che la parte inferiore delle gambe era atrofizzata e che avrebbe potuto rimanere paralizzata, se le sue condizioni fossero continuate a peggiorare.

La polizia l'ha rilasciata dieci giorni dopo, non essendo riuscita a estorcere denaro alla sua famiglia.

Una famiglia che non potrà mai riunirsi

Dopo il suo ritorno a casa la donna ha dovuto affrontare continue molestie. Il 25 maggio 2004, dopo essere sfuggita a un altro arresto, è stata costretta a vivere lontano da casa per i successivi undici anni. La polizia ha cercato di scoprire dove si trovasse attraverso i suoi genitori e i suoceri. Gli agenti hanno anche finto di essere praticanti del Falun Gong, ma non sono riusciti a ingannarli.

Durante la fuga Yu ha sviluppato gravi sintomi di malattia e, il 19 agosto 2015, è deceduta. Aveva solo quarantasette anni.

La scomparsa della moglie ha inferto un duro colpo a Sun. Tuttavia, invece di rinunciare al Falun Gong in cambio di una vita normale, lui e sua figlia hanno mantenuto la loro fede e hanno continuato a lavorare duramente per denunciare la persecuzione.

La signora Sun Yujiao, figlia trentenne della coppia, e Sun sono stati arrestati rispettivamente il 10 e il 18 giugno dell'anno scorso. La polizia ha confiscato loro alcuni effetti personali.

Solo un giorno dopo l'arresto la famiglia è stata informata del decesso dell'uomo. Alle 14:30 del 19 giugno dell'anno scorso i suoi due fratelli e una cognata sono stati convocati in un ospedale locale per verificare la sua identità. Hanno raccontato che decine di agenti li hanno circondati e intimiditi, traumatizzandoli profondamente.

Il personale dell'Ufficio 610 ha affermato che Sun si è suicidato gettandosi da un edificio. La polizia ha isolato la scena e non ha permesso a nessuno di avvicinarsi.

Quando i familiari hanno visto il corpo dell'uomo all'agenzia funebre della contea di Mengyin, perdeva liquido cerebrale, uno dei suoi bulbi oculari era mancante e l'addome e metà della testa erano infossati. La polizia si è rifiutata di permettere alla famiglia di ordinare un'autopsia.

Per insabbiare il caso, le autorità hanno fatto in modo che gli agenti controllassero da vicino i suoi fratelli e il suocero. Non è stato permesso loro di assumere un avvocato, di appellarsi o di contattare qualsiasi praticante del Falun Gong. Non potevano nemmeno discutere con altri del risarcimento per la morte dell'uomo. Gli agenti di polizia hanno anche pattugliato il villaggio dove viveva Sun, terrorizzando gli abitanti.

Il 26 giugno dell'anno scorso le autorità hanno costretto la famiglia di Sun a far cremare il corpo, lasciando la vera causa della sua morte un mistero irrisolto. L'uomo aveva sessant'anni.

Otto mesi dopo la morte del padre la figlia Sun è stata condannata a sette anni di prigione, da scontare nel carcere femminile della provincia dello Shandong.

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