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Shandong: Praticante di 81 anni condannata a oltre due anni di prigione per la sua fede nel Falun Gong

26 Ott. 2023 |   Di un corrispondente Minghui della provincia dello Shandong, Cina

(Minghui.org) Lo scorso 27 agosto una donna di 81 anni è stata condannata a due anni e tre mesi di prigione, tre settimane dopo essere stata arrestata per aver parlato alla gente del Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal 1999.

L’8 agosto scorso Miao Xianmin, residente a Jining nella provincia dello Shandong, è stata arrestata mentre parlava con la gente al mercato all’ingrosso di Caoqiaokou. Il giorno successivo è stata portata al centro di detenzione di Jining e il 26 agosto è comparsa nell’aula del tribunale distrettuale di Rencheng. Durante l’udienza, la figlia ha notato che non era in grado di camminare da sola e ha avuto il sospetto che potesse essere stata torturata dalle guardie del centro di detenzione. Il giorno successivo il giudice l’ha condannata alla seconda prigione di Jinan e multata di 4.000 yuan (circa 514 euro). Al momento in cui scriviamo non è chiaro se sia stata trasferita in prigione.

Prima della sua condanna, il 25 luglio dell’anno scorso il tribunale del distretto di Rencheng ha condannato altri 15 praticanti del Falun Gong. Tra questi, Mi Jinying è stata condannata a sette anni e multata di 10.000 yuan (circa 1.285 euro). Altri 14 praticanti, tra cui Xie Yugong, Li Hongxia, Chu Fuhua, Wang Xiling, Li Xuxia, Hou Chengqin, Hou Chengfu, Li Yuegui, Li Huiping e Huang Qingrong, sono stati condannati a pene che vanno da due anni e mezzo a cinque anni e sono stati costretti a pagare multe da 4.000 a 8.000 yuan (da circa 514 a circa 1.028 euro).

Tutti i praticanti avevano più di 60 anni e il più anziano ne aveva più di 80. Sono stati presi di mira il 28 ottobre 2021, in un arresto di gruppo di almeno 35 praticanti. I funzionari hanno dichiarato di aver monitorato, per mesi prima degli arresti, le telefonate e le attività quotidiane dei praticanti.

Precedenti persecuzioni di Miao

Fin dall’infanzia Miao ha sofferto di una grave forma di tracheite. Ogni tanto riceveva iniezioni di penicillina e streptomicina. A scuola, teneva sempre delle fette di liquirizia nel portamatite. Quando il tempo si faceva un po’ più freddo, le sue condizioni peggioravano. Respirava così forte, che tutti quelli attorno a lei potevano sentirla, e tossiva così tanto che le faceva male la testa e aveva difficoltà ad addormentarsi.

Nel 1996, dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, la bronchite e la malattia cardiaca di Miao sono scomparse. Seguendo i principi di Verità-Compassione-Tolleranza, è diventata anche più gentile e più attenta nei confronti degli altri. Una volta, mentre faceva la spesa, ha scoperto che la cassiera le aveva fatto pagare 100 yuan (circa 13 euro) in meno. Ha restituito il denaro e la cassiera le è stata molto grata, dicendo che di questi tempi c’erano poche persone oneste come lei.

Dopo l’inizio della persecuzione nel luglio 1999, Miao ha continuato a praticare il Falun Gong. Per aver parlato ad altri di questa pratica, è stata arrestata molte volte e anche la sua casa è stata messa a soqquadro.

Tre anni di campo di lavoro

Il 19 giugno 2001, quando era in visita a un altro praticante, è stata arrestata da Guo Hongtao e da altri agenti dell’Ufficio per la sicurezza interna del distretto centrale di Jining. La polizia l’ha fatta salire su un furgone e l’ha portata alla stazione di polizia di Fuqiao. Miao è stata ammanettata e tenuta in una gabbia di metallo per 24 ore. La polizia le ha ordinato di rinunciare al suo credo e l’ha nutrita a forza. Giorni dopo è stata portata alla prigione della città di Jining. Per umiliarla, le guardie le hanno tolto tutti i vestiti e l’hanno costretta ad accovacciarsi in un angolo.

Illustrazione della tortura: Alimentazione forzata

La polizia le ha inflitto una pena di tre anni, trascorsi nel campo di lavoro forzato femminile di Jinan. Le guardie le hanno ordinato di sedersi immobile su un piccolo sgabello. Se si muoveva un po’, veniva insultata e presa a calci. Era anche costretta a lavorare per molte ore senza retribuzione, con solo cinque minuti al giorno, o anche meno, per pulirsi. Oltre ai lavori forzati e al lavaggio del cervello, le sono anche stati limitati il sonno e l’accesso alla toilette.

Molestata dalla polizia

Il 9 giugno 2020, mentre camminava per strada, due uomini e una donna l’hanno improvvisamente afferrata e spinta su una panchina vicino al marciapiede. Sostenendo di essere del dipartimento di polizia di Rencheng, hanno detto che il suo caso non era ancora concluso.

“Cosa vuol dire?”, ha chiesto Miao. “Non ho violato alcuna legge”.

“Lei è una praticante del Falun Gong”, ha detto uno degli agenti.

“Il Falun Gong migliora la salute fisica e il carattere morale; può rendere migliore la nostra società. Non è una cosa buona?”, ha spiegato Miao.

Gli agenti l’hanno spinta in un furgone e l’hanno portata alla stazione di polizia. Un agente di nome Shao l’ha interrogata e le ha ripetuto la propaganda d’odio del regime comunista che diffamava il Falun Gong. Miao ha parlato con loro di cosa sia il Falun Gong e non ha ceduto. All’una di notte del giorno successivo la donna è stata rilasciata.

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