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Aspettando il rilascio incondizionato attraverso la perseveranza nella detenzione

06 Aprile 2023 |   Di una praticante della Falun Dafa in Cina

(Minghui.org) Sono stata arrestata e messo in un centro di detenzione. Decine di persone erano detenute in una cella di appena un paio di metri quadrati, a volte ne conteneva più di 80. Dormivano ovunque, sul pavimento e sulle assi. Di notte dovevo dormire su un fianco sul pavimento. Non c’era abbastanza spazio. Eravamo stipate come sardine ed era persino difficile girarsi.

Mi sono però addormentata subito e ho dormito fino al mattino, quando sono stata svegliata. La mia mente era vuota, così ho potuto addormentarmi rapidamente.

Convalidare la Fa con azioni gentili

La vita nel centro di detenzione era anormale. Ogni giorno arrivavano nuovi arresti. Sembravano smarrite, impaurite e agitate e piangevano come se il Cielo stesse per cadere. Di solito ero la prima persona ad andare a confortarli e ad aiutarle. Le aiutavo a procurarsi acqua e cibo, soprattutto gli anziani, i malati e quelli che avevano difficoltà a camminare. Tutti sapevano che praticavo la Falun Dafa perché sui vestisti avevo scritto le due frasi: “La Falun Dafa è buona e Verità, Compassione, Tolleranza sono buone”.

Non era facile vivere con decine di persone. Dovevamo essere veloci nel fare tutto. Ci concedevano solo cinque o dieci minuti per mangiare. A volte non riuscivamo a finire il pasto. Non c’era la doccia. Dovevamo usare le bacinelle per lavarci. Dovevamo fare la fila per avere una bacinella e avevamo a disposizione solo alcuni minuti per averle. Se non facevamo in tempo, non potevamo lavarci. Dovevamo usare l’acqua fredda, anche in inverno.

Il Maestro si è preso cura di me durante questa tribolazione. Con la capocella potevo lavarmi con l’acqua calda e potevo usare un po’ più di acqua per l’igiene. I detenuti dovevano fare la fila per avere l’acqua bollita da bere prima della colazione. Alcuni non riuscendo ad avere l’acqua entro l’orario previsto rinunciavano altrimenti non avrebbero avuto il tempo di fare colazione. Mi sono offerta di aiutare accanto al barile dell’acqua con un grosso mestolo, versando l’acqua calda nella tazza di ogni detenuto e risparmiando così tempo. Tutti hanno potuto avere l’acqua e fare colazione in tempo. Tutti mi hanno ringraziato. Sono stata l’ultima a fare colazione. Mangiavo poco, bastava un panino.

Le aiutavo quando e dove potevo. In inverno non c’era spazio a sufficienza per piegare le trapunte e i cappotti. Dovevano essere veloci e far quadrare le trapunte, altrimenti sarebbero state punite. Aiutavo chi era lenta o anziana. In seguito il mio spazio per dormire è raddoppiato e ho avuto due trapunte nuove, mentre le altre detenute ne avevano solo una. Quelle di altre religioni vedevano che mi era permesso fare la meditazione e praticare gli esercizi di notte. Volevano fare lo stesso, ma non glielo permettevano. Sono diventate invidiose e mi causavano problemi. Mi parlavano male e mi criticavano alle spalle. Non mi sono difesa, ma le ho affrontate pacificamente. Le ho aiutate a prendere l’acqua e ho piegato le trapunte per loro come al solito. Il conflitto si è dissolto.

Prima di praticare la Falun Dafa ero in cattive condizioni di salute. Avevo la diarrea tutto l’anno. Ero sempre assonnata e debole. Non mi interessava aiutare le altre persone. Mi sono ristabilita di salute e ricaricata di energia dopo aver iniziato a praticare la Falun Dafa. Mi attengo ai principi di Verità, Compassione, Tolleranza nella vita quotidiana e aiuto volentieri gli altri. Anche se ho sessant’anni, sono agile e veloce come una giovane donna. La capocella emozionata ha detto: “Chi avesse bisogno di aiuto, c’è Zia che aiuta tutti”.

Testimonianze straordinarie

Una detenuta è stata condannata a sette anni per omicidio colposo. Era cattiva con me e mi parlava male alle spalle per guadagnare ricompense, ma io ero amichevole con lei come al solito. Di notte dormivamo fianco a fianco. Poteva sentire chiaramente quando recitavo la Fa, recitavo le due frasi e cantavo le canzoni della Dafa.

Un giorno mi ha detto improvvisamente: “Quello che hai recitato e cantato era davvero buono. Mi ha fatto stare bene”. Mi ha confidato che aveva segretamente imparato da me, ma la capocella l’aveva scoperto e non le aveva permesso di praticare gli esercizi. Si sentiva fortunata di avermi conosciuta, ma era dispiaciuta di dover andare in prigione. Le ho detto che anche nelle prigioni c’erano praticanti della Falun Dafa e che avrebbe potuto imparare da loro. Ogni volta che c’era una festa di addio per le detenute che lasciavano la cella, mi chiedeva sempre di cantare le canzoni della Dafa sul palco e mi applaudiva vigorosamente.

Ogni volta che salivo sul palco per cantare, persino io stessa mi commuovevo. Era splendido e gioioso. Ho potuto cantare solo quattro canti della Dafa. Le detenute erano di età diverse, dai diciassette ai settant’anni, tutte provenienti da ambienti diversi. Non sapevo perché fossero detenute. In quel momento mi ascoltavano tutte con attenzione, alcune con le lacrime, altre con speranza e altre ancora sentendosi impotenti. Anche se ero anziana e senza esperienza di canto, grazie al sostegno del Maestro ho cantato in modo molto commovente e bello da sorprendere persino me. Il forte applauso che si è levato mi ha profondamente commossa.

Studiare la Fa, praticare gli esercizi e fare le tre cose

Sentivo che nulla fosse davvero importante durante questo lungo periodo di tempo senza libertà. Non potevo avere nulla, ma non avrei potuto resistere se non avessi avuto la Falun Dafa. Ciò che temevo di più era dimenticare la Fa del Maestro. Non mi azzardavo a impigrirmi nella coltivazione. Ero molto rammaricata di non aver memorizzato prima la Fa. Recitavo qualsiasi Fa riuscissi a ricordare: le poesie Hong Yin e Sulla Dafa. Ci è stato chiesto di sederci sulle tavole e recitare la propaganda del Partito Comunista Cinese (PCC). Mi sono seduta con le gambe incrociate e ho recitato le due frasi di buon auspicio fino allo scadere del tempo. La Dafa è radicata nel mio cuore.

Nella mia cella è arrivata un’altra praticante, e abbiamo recitato insieme la Fa. Lei era in grado di recitare la prima parte della conferenza “Insegnamento della Fa a Washington D.C. 2018”. Ho imparato da lei e l’ho memorizzata rapidamente grazie al rafforzamento del Maestro. La recitavamo ogni giorno. Abbiamo iniziato a fare la serie dei cinque esercizi alle 3:40 del mattino e ripetevamo il secondo e il quinto alla sera. Una volta abbiamo fatto il secondo esercizio in piedi per tre ore. Le detenute in cella hanno detto che era bello vederci tenere le posizioni dell’esercizio.

Quella praticante ha chiarito la verità a tutte le nuove entrate. Tutte hanno accettato di dimettersi dal PCC e dalle organizzazioni affiliate. La sera si sono sedute tutte accanto a me. Ho raccontato loro la mia storia e quella della mia famiglia durante il Grande Balzo in Avanti, i tre anni della Grande carestia cinese e la Grande rivoluzione culturale, e di come il PCC avesse causato enormi difficoltà al popolo cinese. Ho spiegato loro il Massacro del 4 giugno 1989 dove operai e studenti chiedevano più democrazia e meno corruzione; l’autoimmolazione di piazza Tienanmen, inscenata dal PCC. Ho raccontato loro i cambiamenti che ho vissuto dopo aver praticato la Falun Dafa. Molte di loro hanno capito tutto e sono diventate sostenitrici della Dafa.

Incontro con un avvocato

Sei mesi dopo l’arresto, un procuratore e un ufficiale di polizia sono venuti a parlarmi; hanno posto alcune domande e poi se ne sono andati. Dopo di allora non ho ricevuto alcuna notizia. Alcune detenute mi hanno chiesto se potevo andarmene, altre perché non mi avessero dato una risposta. Una detenuta, alto funzionario di una banca, ha detto: “La Falun Dafa ha un forte sostegno all’estero. Chi oserebbe maltrattarli qui?”.

Mi è stato comunicato che avrei incontrato un avvocato dopo un po’ tempo. All’avvocato ho chiesto se mi avrebbe dichiarato ‘colpevole’ o ‘non colpevole’. Mi ha risposto ‘non colpevole’. Mi ha detto che avrei potuto essere coinvolta da un’altra praticante, che avrebbe potuto ricevere una pesante condanna. Gli ho sorriso e ho detto: “Non sono loro ad avere l’ultima parola”.

Dopo che sono stata rilasciata e sono tornata a casa, un’altra praticante mi ha detto che l’avvocato era rimasto molto commosso dal nostro incontro, e ha detto che mi muovevo come una giovane donna quando mi ha visto tornare in cella a passi svelti mentre salutavo felicemente la guardia.

Trasformazione vana

In carcere sono venute diverse persone a trovarmi, sostenevano che mi avrebbero trasformata. Parlavano di molte cose ma io non li ascoltavo affatto. Mi hanno mostrato dei filmati e hanno detto che il Maestro si faceva pagare per guarire le malattie. Ho indicato il cosiddetto maestro di Qigong e ho detto: “Questa persona non è il mio Maestro”. Quando hanno capito di non avermi ingannata hanno spento il video.

Dicevano che il Maestro aveva detto questo e quello. Ho chiesto loro come mai non lo sapessi e che non sapevo se quello che dicevano fosse vero o falso. Hanno acceso il computer e ho visto gli articoli di “Elementi essenziali per un ulteriore avanzamento”. Non leggevo le scritture del Maestro da quasi un anno. Ero emozionata. Ho letto rapidamente gli articoli. Ne ho approfittato per studiare la Fa per qualche giorno. A quel punto si sono accorti di essere stati usati e se ne sono andati. La cosiddetta trasformazione si era conclusa senza avere un seguito.

Processo illegale

Finalmente ho ricevuto un avviso di udienza, e ho inviato pensieri retti per l'occasione. Il giudice e i membri della giuria non avrebbero espresso un giudizio sbagliato, perché io non ero colpevole di aver praticato la Falun Dafa, e avrebbero lasciato una via d'uscita per se stessi e per i loro familiari in modo da rimanere al sicuro nel futuro prossimo.

Il mio avvocato ha dichiarato la mia non colpevolezza. Il suo discorso era retto e solido. Ha detto che i praticanti sono degli eroi. Mi ha molto commossa.

Riconquistare la libertà

Per otto o nove mesi non abbiamo avuto notizie. Un giorno sono stata chiamata e sono stata rilasciata. È arrivato all’improvviso. Ero sbalordita. Le detenute mi sostenevano, mi hanno circondata, ridendo e piangendo, mi abbracciavano. Non riuscivo a descrivere i miei sentimenti in quel momento. Ho detto di prendersi cura di loro stesse.

Ho gridato “La Falun Dafa è buona” e “Verità, Compassione, Tolleranza sono buone” fino al cancello. L’addetto all’accettazione in portineria mi ha chiesto quale crimine avessi commesso. Ho risposto: “La Falun Dafa è meravigliosa. Non ho commesso alcun crimine”. I due giovani procuratori dietro di me scuotendo la testa hanno affermato: “Nessun crimine commesso”.

Sapevo che il Maestro mi aveva protetta in modo che potessi uscire dal centro di detenzione libera. Vorrei cogliere quest’opportunità per ringraziare i praticanti che conosco e quelli che non conosco per il loro aiuto disinteressato nel salvarmi.

Osservazioni finali

Quando gli altri praticanti mi chiedevano cosa pensassi nel centro di detenzione, non sapevo come rispondere. Non pensavo ai miei figli. Non pensavo se sarei stata perseguitata. Non ero attaccata a fama, interessi personali o ai sentimenti. Avevo un solo pensiero: “Forse ho un compito da portare avanti che il Maestro mi ha chiesto di svolgere qui e che ancora non ho portato a termine”.

Mi sono resa conto che sarei stata libera se il mio cuore si fosse liberato e che, se il mio cuore non fosse stato libero, non sarei stata libera in nessun luogo. Il mio cuore era con il Maestro e con la Dafa, quindi ero libera. Ringrazio tanto il Maestro. Il Maestro ha fatto tutto per me. Le mie capacità e la saggezza che ho mostrato nel centro di detenzione mi sono state date dal Maestro.

Grazie, Maestro, per la tua compassionevole salvezza. Percorrerò fermamente il mio sentiero di coltivazione e percorrerò bene l’ultimo tratto che il Maestro ha predisposto per me.

Vi prego gentilmente di indicarmi tutto ciò che non in linea con la Fa.