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Sichuan: A un praticante detenuto con un tumore in metastasi non viene concessa la libertà condizionale e muore alcune settimane dopo essere stato dimesso dall’ospedale carcerario in punto di morte

10 Gen. 2024 |   Di un corrispondente Minghui nella provincia del Sichuan, Cina

(Minghui.org)

Nome: Wang HaiqianNome cinese: 王海乾Genere: MaschioEta: 60 anniCittà: Contea di DazhuProvincia: SichuanOccupazione: Insegnante di scuola mediaData di morte: 20 novembre 2023Data dell’ultimo arresto: 27 luglio 2019Ultimo luogo di detenzione: Carcere di Jiazhou

A un 60enne residente nella contea di Dazhu, nella provincia del Sichuan è stato negato il rilascio per motivi di salute, nonostante fosse ricoverato nell’ospedale della prigione con un cancro in metastasi. Il signor Wang Haiqian è stato dimesso alcune ore dopo, solo quando i medici l’ospedale carcerario erano certi che fosse in punto di morte. E’ deceduto alcune settimane più tardi, il 20 novembre dello scorso anno.

Wang, un ex insegnante di scuola media; è stato arrestato il 27 luglio 2019 per la sua fede nel Falun Gong, una pratica per il benessere della mente e del corpo perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal 1999. Era stato condannato a sette anni e mezzo con una multa di 50.000 yuan (circa 6.430 euro) il 29 dicembre 2020 ed era stato internato nel carcere di Jiazhou il 5 agosto 2021, dopo che il suo ricorso era stato respinto. In carcere ha subito brutali torture e la sua salute è peggiorata rapidamente. Nel 2022 gli è stato diagnosticato un cancro al colon e l’8 marzo dello scorso anno è stato ricoverato nell’ospedale carcerario.

Ai familiari di Wang è stato detto che, per avviare la pratica di rilascio per motivi di salute, dovevano ottenere l’approvazione di numerose agenzie governative. Quindi per mesi e mesi sono andati su e giù per quattro città: Leshan (dove si trova il carcere), Chengdu (dove si trovano il Dipartimento amministrativo carcerario provinciale del Sichuan e l’ospedale carcerario) la contea di Dazhou (dove si trova la casa di Wang) e la città di Dazhou (a cui fa capo la contea di Dazhou).

Le agenzie governative di questi quattro luoghi li hanno fatti girare in tondo, trovando varie scusanti per non avviare la pratica burocratica di rilascio. Il 10 ottobre dello scorso anno il Dipartimento amministrativo carcerario provinciale del Sichuan ha finalmente dato loro una risposta chiara, dicendo che nessun praticante del Falun Gong poteva essere rilasciato per motivi di salute e che, nell’eventualità di un decesso in detenzione, la salma sarebbe stata traslata a casa.

Alcune ore dopo, all’una di notte dell’11 ottobre dell’anno scorso, Wang è stato portato all’Ufficio giudiziario della contea di Dazhou in ambulanza. I familiari erano stati fatti andare lì per prenderlo. Sono stati costretti a firmare il consenso a coprire tutte le spese mediche relative alla degenza di sette mesi nell’ospedale carcerario e una liberatoria per sollevare l’ospedale da ogni responsabilità nel caso fosse deceduto. Tuttavia non c’era nessun modulo da firmare per il rilascio dovuto a motivi di salute,  poiché il Dipartimento amministrativo carcerario della provincia del Sichuan aveva respinto la richiesta di rilascio.

Wang era estremamente debole e non riusciva a camminare. Suo figlio l’ha portato a casa a spalle. Durante le sue ultime settimane di vita, gli veniva ordinato di recarsi quotidianamente all’Ufficio giudiziario della contea di Dazhu, e doveva chiedere il permesso al suddetto ufficio quando aveva bisogno di uscire per visite mediche. E’ morto il 20 novembre dell’anno scorso nell’ospedale di medicina cinese della contea di Dazhu.

Il pomeriggio precedente al funerale, la Commissione affari politici e legali della contea di Dazhu (un’agenzia extra giudiziaria incaricata della persecuzione del Falun Gong), il vice capitano Liao Zhibo e l’Ufficio sicurezza interna della contea di Dazhu hanno minacciato per più di un’ora i familiari di Wang, intimando loro di non rivelare al mondo esterno la persecuzione subita dal loro caro. Hanno costretto il figlio a firmare un accordo per non invitare altri praticanti del Falun Gong a partecipare ai funerali e a non dare loro informazioni su di lui.

Il giorno del funerale molti agenti sorvegliavano la scena ed erano pronti ad arrestare i praticanti che avessero avuto l’ardire di avvicinarsi.

Nonostante il tentativo delle autorità di non far trapelare la notizia della morte di Wang, alcuni praticanti sono riusciti a raccogliere delle informazioni sul suo calvario e hanno raccontato i fatti su questo episodio di persecuzione sul sito Minghui.

Colpito da un tumore in seguito alle brutali torture

Il carcere di Jiazhou, nella provincia del Sichuan, è stato creato fondendo l’ex campo di lavori forzati Wumaping e il carcere di Shawan ed è famigerato per la persecuzione dei praticanti del Falun Gong finiti in carcere per aver sostenuto la propria fede.

Dopo l’incarcerazione, il 5 agosto 2021, Wang è stato costretto a stare accovacciato per 15 giorni e, durante quel periodo, non gli veniva consentito di dormire e di andare in bagno. Gli veniva dato pochissimo da mangiare e doveva finire il pasto in una manciata di secondi, il che significa che non riusciva nemmeno a finire quel poco cibo. Questo tipo di tortura usata è soprattutto nelle prigioni della provincia del Sichuan.

Quattro detenuti erano stati incaricati di sorvegliarlo giorno e notte. L’obiettivo era quello di farlo cedere e di fargli firmare alcune dichiarazioni di rinuncia e di denuncia del Falun Gong.

In seguito è stato trasferito al 10° reparto, dove venivano rinchiusi i praticanti più determinati. Era conosciuto come “la prigione nella prigione”. Qui i praticanti erano sottoposti a torture ancora più crudeli, quali la camicia di forza, l’alimentazione forzata a base di acqua piccante, l’essere costretti a indossare un cappello di cotone o un casco di metallo in piena estate, stare in piedi sotto il sole cocente e il confinamento in cella d’isolamento.

Secondo gli addetti ai lavori il decimo reparto aveva la più alta percentuale di decessi dovuti alle torture subite in carcere.

Nel 2022 Wang ha iniziato ad avere sangue nelle feci e gli è stato diagnosticato un cancro al colon. L’8 marzo dello scorso anno è stato portato all’ospedale carcerario di Jintang, nella città di Chengdu. L’ospedale ha contattato la famiglia sollecitandola a richiederne il rilascio per motivi di salute, perché non erano equipaggiati per eseguire un intervento di chirurgia su di lui.

La richiesta di rilascio per motivi di salute non viene avviata per sette mesi

La moglie, anche lei praticante del Falun Gong, ha contattato l’Ufficio sicurezza interna di Dazhu. Qui, il vice capitano Liao l’ha indirizzata all’Ufficio 610 e alla Commissione affari politici e legali della contea di Dazhu, che a sua volta l’ha rimandata all’Ufficio sicurezza interna. Liao ha poi detto che avrebbe concesso il rilascio per motivi di salute solo a condizione che il nome di Wang non comparisse sul sito Minghui anche dopo il decesso. Era evidente che Liao non si aspettava che Wang sopravvivesse.

La moglie ha detto che poteva solo promettere per se stessa di non sottoporre il caso di persecuzione del marito al sito web Minghui, ma non poteva impedire che altri praticanti lo facessero. Liao ha poi preteso che dicesse agli altri praticanti di non cercare di denunciare la persecuzione subita dal marito e che persuadesse due praticanti in particolare (Wang e Ma) a rinunciare al Falun Gong.

Liao continuava ad avanzare richieste e infine ha detto che ci voleva l’approvazione dell’Ufficio giudiziario della contea di Dazhu. La moglie ha allora contattato l’ufficiale addetto alla sorveglianza nei regimi di libertà provvisoria, Leng Wenli, che lavorava lì. Leng inizialmente ha respinto la sua richiesta di rilascio, ma dopo ha detto che doveva richiedere l’approvazione della commissione affari politici e legali e dell’Ufficio sicurezza interna della contea di Dazhu, Poi della commissione affari politici e legali e dell’Ufficio sicurezza interna della città di Dazhu, dell’Ufficio giudiziario della città di Dazhou, del Dipartimento amministrativo carcerario della provincia del Sichuan (che si trova a Chengdu), del carcere di Jiazhou (a Leshan) e di alcune altre agenzie.

Queste agenzie governative però hanno fatto girare la moglie in tondo utilizzando vari pretesti per non avviare la pratica di scarcerazione.

Mentre la moglie faceva su e giù per varie città per chiedere il rilascio, l’ospedale della prigione l’ha chiamata per dirle che il cancro del marito era in metastasi. L’ha chiamata molte altre volte e le ha detto di prepararsi mentalmente al peggio, perché il marito era stato più volte sul punto di morire.

Stando a chi lavorava all’interno della struttura, la prigione di Jiazhou ha rifiutato di avviare la pratica di Wang perché avevano paura che, dopo il rilascio, denunciasse le torture subite in carcere. L’ Ufficio amministrativo carcerario provinciale del Sichuan ha continuato a rimandare l’avvio della pratica per il rilascio, perché temevano che sarebbe guarito grazie al Falun Gong e ne avrebbe dimostrato lo straordinario potere di guarigione. La Commissione affari politici e legali e l’Ufficio sicurezza interna della contea di Dazhu avevano lo stesso timore e pensavano che Wang, una volta guarito, avrebbe organizzato attività per il Falun Gong (era un organizzatore volontario prima che la persecuzione iniziasse). La commissione e l’Ufficio sicurezza interna non volevano dare il via alla pratica perché avevano paura che Wang, una volta rilasciato, si trasferisse da suo figlio, che lavora a Dazhu.

Per alleviare i timori della commissione affari politici e legali e dell’Ufficio sicurezza interna di Dazhu il figlio di Wang ha trasferito la residenza dalla città di Dazhu alla contea di Dazhu. Ha pensato che in quel modo, anche se il padre fosse andato a vivere con lui, solo la contea di Dazhu sarebbe stata responsabile verso il padre. Ma le autorità si sono ancora rifiutate di approvare il rilascio per motivi di salute.

La scarcerazione gli viene negata e viene dimesso dall’ospedale della prigione alcune ore dopo

L’Ufficio amministrativo carcerario provinciale del Sichuan infine ha comunicato alla famiglia, il 10 ottobre dello scorso anno, che aveva deciso di respingere la richiesta di rilascio, perché a nessun praticante del Falun Gong era consentita la libertà condizionata. L’Ufficio ha anche dichiarato che se Wang fosse morto in carcere, avrebbero mandato la salma a casa.

La famiglia ha giurato di sporgere reclamo contro l’ufficio e tutte le altre agenzie. La prigione di Jaizhu poi ha promesso che avrebbe parlato di nuovo con l’ufficio, ma le cose sono cambiate in maniera drastica alcune ore dopo, quando l’ospedale della prigione ha rimandato Wang alla contea di Dazhu l’11 ottobre dello scorso anno. Alla famiglia è stato ordinato di coprire tutte le spese mediche relative ai sette mesi di degenza nell’ospedale carcerario. Wang aveva perso il lavoro molto tempo prima per aver sostenuto la sua fede. I familiari hanno dovuto prendere in prestito del denaro per pagare la multa di 5.000 yuan (circa 640 euro) del tribunale e hanno continuato le cure mediche. Si è spezzato loro il cuore quando l’hanno perso, il 20 novembre dello scorso anno. Il Falun Gong aveva restituito la salute a Wang, ma l’implacabile persecuzione gli ha tolto la vita.

Intraprendere il Falun Gong

Wang, dopo essersi laureato all’Università Normale di Dazhu nel 1983, ha lavorato come insegnante di cinese alla scuola media Zhubei nella stessa contea. Era un insegnante di talento e si impegnava molto nel suo lavoro. I suoi studenti eccellevano sempre. A soli trent’anni è stato promosso a un rango accademico che la maggior parte degli insegnanti raggiungeva solo a un’età molto più avanzata.

Il lavoro duro, protratto per un lungo periodo, gli ha però rovinato la salute. Soffriva di sinusite, gastrite superficiale, mal di stomaco, capogiri, e mal di testa. Nel 1994 ha contratto l’epatite B e la sua salute ha continuato a peggiorare. L’area del fegato era gonfia e dolorante. Non poteva dormire sul fianco destro e si sentiva sempre debole. Uno specialista gli ha detto che l’epatite era quasi impossibile da curare.

Nel 1966 sua moglie ha iniziato a praticate il Falun Gong e ne era molto contenta. Lo ha sollecitato a praticare e lui ha iniziato nell’agosto di quell’anno. In breve tempo i sintomi dell’epatite sono scomparsi. E’ anche guarito da tutte le altre malattie. Nel frattempo è diventato una persona migliore seguendo i principi del Falun Gong di Verità, Compassione, Tolleranza. In seguito si è offerto volontario come coordinatore dei praticanti del Falun Gong locali.

Dopo l’inizio della persecuzione nel 1999 è stato condannato a due anni ai lavori forzati e rinchiuso tre volte in centri per il lavaggio del cervello, prima di essere incarcerato per sette anni e mezzo. Ha perso anche il posto di lavoro per aver sostenuto la sua fede.

Due anni ai lavori forzati

La sera del 20 luglio 1999, il giorno dell’inizio della persecuzione, Wang è stato arrestato a casa dagli agenti Zhao Jiansheng e Qiutao dell’Ufficio sicurezza interna della contea di Dazhu. Lo hanno rinchiuso nel secondo centro di detenzione della contea di Dazhu. Dopo il rilascio la polizia gli ha ancora ordinato di scrivere una dichiarazione di rinuncia al Falun Gong e farla pervenire al loro ufficio. La polizia ha anche arrestato centinaia di praticanti locali, li ha tenuti all’interno del municipio del villaggio e ha ordinato a ciascuno di loro di scrivere una dichiarazione di rinuncia al Falun Gong. Se non lo avessero fatto sarebbero stati messi in detenzione.

Nel novembre del 1999, Wang è andato a Pechino per appellarsi al diritto di praticare il Falun Gong, ma è stato arrestato e riportato alla contea di Dazhu da Liu Dewan (una guardia di sicurezza al Dipartimento per l’istruzione della contea di Dazhu) e da Lu Yuexue dell’Ufficio sicurezza interna della contea di Dazhu. L’hanno portato alla prigione di Chuandong, dove è stato messo in cella d’isolamento e costretto a stare seduto su un freddo sgabello di pietra a “riflettere sui suoi errori” tutto il giorno. Durante quel periodo gli veniva dato pochissimo cibo.

Wang è stato trasferito al Centro di detenzione della contea di Dazhu nel gennaio 2000. Il secondo giorno le guardie hanno legato lui e altri prigionieri, hanno appeso un manifesto al collo di ciascuno di loro, li hanno caricati su un camion e li hanno portati in giro per un’umiliante parata.

Wang è stato condannato a due anni ai lavori forzati nel Campo Dayan nella città di Ziyang nell’aprile 2000. E’ stato costretto a svolgere una gran varietà di lavori per i quali non percepiva alcuna retribuzione. Raccoglieva cotone, faceva corde di paglia, petardi e lampadine, coltivava verdura, e allevava pesci. In pieno inverno era costretto a stare in pantaloncini nella vasca dei pesci per togliere quelli morti. Quando è stato rilasciato nel settembre 2001 aveva un edema sistemico e delirava.

Molestie continue, sorveglianza e detenzione nei centri per il lavaggio del cervello

Dopo il rilascio, la polizia ha continuato a monitorarlo e a molestarlo quotidianamente. Una volta gli agenti Chen Guixiang, Zhao Jiansheng, Wen Li, and Qiu Tao si sono introdotti in casa sua a mezzanotte e l’hanno perquisita.

Una volta è stato ripreso da una videocamera di sorveglianza mente parlava con un praticante del Falun Gong in un parco. Il giorno dopo la polizia lo ha arrestato e interrogato. Un incidente simile era già successo un’altra volta, quando in un parco aveva incontrato un praticante che aveva scontato la pena ai lavori forzati con lui. Mentre parlavano è arrivata la polizia, che lo ha perquisito e interrogato.

Il 22 agosto del 2004 era a far visita a un praticante che era appena stato scarcerato, quando Li Congzheng, capo della stazione di polizia di Beicheng alla guida di un gruppo di agenti, ha fatto irruzione. Lo hanno tenuto in detenzione per un mese, durante il quale l’agente Chen Yilong l’ha interrogato una volta.

Tre volte nei centri di lavaggio per il cervello

Intorno a novembre 2004, Wang è stato portato al centro di lavaggio per il cervello e tenuto lì fino a gennaio 2005, quando il centro è stato smantellato. Il dipartimento dell’istruzione locale e la sua scuola erano coinvolti nel suo arresto.

E’ stato arrestato di nuovo intorno a settembre 2007, e tenuto in un altro centro per il lavaggio del cervello fino a gennaio 2008.

Mentre camminava per strada il 24 novembre 2010 un agente lo ha afferrato per i capelli, trascinato giù per degli scalini e portato in un terzo centro per il lavaggio del cervello. Non è stato rilasciato fino all’inizio delle vacanze scolastiche invernali.

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