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Gansu: Praticante di 69 anni deceduta alcune settimane dopo essere stata rilasciata dal carcere in punto di morte

12 Feb. 2024 |   Di un corrispondente Minghui della provincia del Gansu, Cina

(Minghui.org)

Nome: Li FenglanNome cinese: 李凤兰Sesso: FemminaEtà: 69Città: BaiyinProvincia: GansuOccupazione: Impiegata dell'ufficio finanziarioData di morte: 10 gennaio 2024Data dell'ultimo arresto: 3 settembre 2022Luogo di detenzione più recente: Carcere femminile della provincia del Gansu

A una praticante della città di Baiyin, nella provincia del Gansu, che stava scontando una pena per la sua fede nel Falun Gong, è stata ripetutamente negata la libertà condizionale, nonostante avesse un cancro metastatico al seno. Nel dicembre dell'anno scorso, quando è stata finalmente rilasciata, era ormai troppo tardi per curare la sua malattia. Il 10 gennaio di quest'anno, all'età di 69 anni, poche settimane dopo è deceduta.

La signora Li Fenglan era già malata di cancro quando è stata reclusa, il 27 febbraio dell'anno scorso, nella prigione femminile del Gansu (situata nella capitale Lanzhou) per scontare una pena di un anno e otto mesi. Le guardie carcerarie l'hanno portata in ospedale per la chemioterapia, ma il cancro era già in metastasi.

Il marito di Li e il carcere hanno chiesto di rilasciarla in libertà vigilata, ma la polizia incaricata di seguire il suo caso ha respinto la richiesta, sostenendo che la libertà vigilata le era già stata concessa una volta nel 2019 e hanno insistito sul fatto che non le sarebbe stata concessa un'altra volta.

Nel dicembre dell'anno scorso, 10 mesi dopo l’ammissione in carcere, i familiari di Li hanno assunto un avvocato per opporsi al rifiuto della libertà vigilata. L'avvocato è riuscito a convincere la sezione locale del Comitato nazionale della conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPPCC) a fare pressione sulla polizia affinché approvasse la richiesta di libertà condizionata. Il rappresentante del CPPCC ha prelevato Li dalla prigione, ma ha dovuto portarla direttamente in ospedale, poiché era in punto di morte e non riusciva più a mangiare né a bere. L'ospedale ha detto che era troppo tardi per curarla e che si poteva solo somministrarle flebo per sostenerla. Il marito ha deciso allora di portarla a casa. Poco dopo, il 10 gennaio di quest'anno, la donna è deceduta.

Breve riassunto dell'ultimo calvario di Li

La condanna di Li deriva da un precedente arresto avvenuto il 7 agosto 2016 (descritto più avanti in questo articolo). Il giorno successivo è stata rilasciata su cauzione, dopo che le era stata riscontrata l’ipertensione arteriosa e le era stata negata l’ammissione nel centro di detenzione locale. Negli anni successivi, la polizia locale e il tribunale hanno fatto numerosi tentativi di arrestarla, ma la sua pressione arteriosa rimaneva alta. Nell'aprile 2018 è stata processata, ma non è stato comunicato quale pena detentiva le sia stata inflitta. Sebbene sia stata nuovamente rilasciata su cauzione dopo l'udienza, il 19 febbraio 2019 è stata nuovamente arrestata, dopo essere stata indotta con l'inganno a recarsi al tribunale locale. Il 15 aprile 2019 è stata ammesssa nel carcere femminile di Jiuzhou.

Li in carcere ha sviluppato un tumore al seno ed è stata rilasciata con la condizionale. Il 14 marzo 2022 è stata nuovamente arrestata e presto liberata su cauzione a causa delle sue condizioni di salute. Il 6 settembre 2022 è stata nuovamente reclusa, dopo essere stata indotta con l'inganno a recarsi in tribunale. Il 17 febbraio dell'anno successivo è stata reclusa nel carcere femminile di Gansu per scontare un anno e otto mesi.

Nel 2022, dopo l'arresto di Li non è stata riportata alcuna notizia di udienze in tribunale o di condanne a pene detentive. A causa della censura sulle informazioni del regime comunista, i corrispondenti del sito internet Minghui, hanno dovuto affrontare enormi difficoltà per raccogliere informazioni accurate in modo tempestivo. Sulla base delle informazioni disponibili finora, l'ipotesi più probabile è che Li sia stata condannata una sola volta, nel 2019, e che le sia stato ordinato di scontare il resto della pena detentiva nel 2022, per un totale di un anno e otto mesi, quando è stata nuovamente arrestata.

Di seguito vengono descritti i primi episodi di persecuzione di Li e il suo calvario dopo il 2016.

Le prime persecuzioni

Li lavorava per l'ufficio finanziario locale. Ha iniziato a praticare il Falun Gong nel 1997 e si è presto ripresa dalle sue patologie, tra cui colecistite, sinusite grave, faringite, mal di testa e artrite reumatoide. In seguito all'inizio della persecuzione nel luglio 1999, dopo essere stata molestata dalle autorità locali, ha abbandonato la coltivazione. Le sue patologie si sono riacutizzate e nessun trattamento medico ha funzionato. Nel settembre dell'anno scorso ha ripreso a praticare il Falun Gong e ha dovuto affrontare nuovamente le crescenti pressioni delle autorità affinché rinunciasse alla sua fede. Questa volta, però, è rimasta risoluta.

Nel settembre 2008, il comitato di strada locale ha sequestrato Li dalla sua abitazione e l'ha portata al Centro per il lavaggio del cervello della città di Baiyin, dove è stata reclusa per 10 giorni.

Lo stesso episodio si è ripetuto nel settembre 2009, quando è stata rinchiusa in un altro centro per il lavaggio del cervello per un periodo di tempo imprecisato.

Il 5 febbraio 2015 Li si è recata nella vicina contea di Jingyuan per distribuire materiale informativo sul Falun Gong, ma è stata arrestata dagli agenti della stazione di polizia di Dongwan che l'hanno portata nella prigione della contea di Jingyuan e trattenuta per 15 giorni.

Arrestata nell'agosto 2016 e rilasciata su cauzione per un anno

Il 7 agosto 2016 Li è stata arrestata mentre attaccava degli adesivi con informazioni sul Falun Gong dagli agenti della stazione di polizia di Dashuitou, insieme a Yu Ming, Wang Chaobiao e Li Jinfu del dipartimento di polizia di Changzheng che poi hanno fatto irruzione nella sua abitazione.

Li ha avvertito i poliziotti che avrebbero subito conseguenze per aver arrestato cittadini rispettosi della legge come lei. Yu si è sfogato: "Non ho paura delle conseguenze. Sono il giudice dell'inferno!".

Yu ha portato Li al centro di detenzione della città di Baiyin, che ha rifiutato di ammetterla dopo averle riscontrato l’ipertensione arteriosa durante l'esame medico richiesto.

Il giorno dopo Li è stata rilasciata su cauzione di 5.000 yuan (circa 650 euro). La polizia ha detto che la cauzione era di un anno e che doveva chiedere il loro permesso se intendeva uscire dalla città. Inoltre, l'hanno avvertita che, al termine del periodo di libertà provvisoria, avrebbero sottoposto il suo caso alla Procura del distretto di Pingchuan.

Nascondersi nel marzo 2017 per evitare il processo

Un membro del personale della Procura del distretto di Pingchuan ha chiamato Li nel novembre 2016, mentre era in visita alla figlia a Lanzhou, chiedendole di presentarsi in Procura alle ore 10:00 del giorno successivo.

Li si è presentata e le è stato chiesto di firmare un documento preparato dalla polizia per chiudere il caso. Ha firmato ma poi, prima che il suo caso potesse essere chiuso, le hanno chiesto di diffamare il Falun Gong in televisione e di fornire informazioni su altri praticanti. Li ha rifiutato e, dopo che i suoi familiari sono stati costretti a pagare 10.000 yuan (circa 1.300 euro), le è stata concessa di nuovo la libertà su cauzione.

Il 23 febbraio 2017 il tribunale di Pingchuan ha convocato Li per chiederle di ritirare l'avviso dell'udienza, che si sarebbe tenuta dopo 10 giorni. La donna ha lasciato la propria abitazione nel marzo 2017 per evitare di affrontare il processo.

Processata nel marzo 2018

Il 30 marzo 2018 la polizia ha rintracciato e arrestato Li a casa della figlia e l'ha riportata nella città di Baiyin. La notizia del suo arresto è stata subito riportata dal sito internet Minghui.

Wang Chaobiao, uno dei suddetti agenti che aveva arrestato Li nel 2016, l'ha interrogata presso il Dipartimento di polizia di Changzheng. Le ha chiesto chi avesse fornito le sue informazioni di contatto a Minghui. Dopo che Li si è rifiutata di rispondere, l'ha portata all'ospedale di Baiyin per sottoporla a un esame medico. Le è stata riscontrata l’ipertensione arteriosa. Wang l'ha riportata al dipartimento di polizia e poi in ospedale per un altro esame medico. La sua pressione sanguigna è rimasta invariata.

Wang ha provato altre due volte quel giorno, ma gli ulteriori esami medici hanno mostrato che lei aveva ancora la pressione alta. Tuttavia, ha continuato a riportarla al centro di detenzione di Baiyin.

Al centro di detenzione la pressione sanguigna di Li era ancora alta e la donna ha rifiutato fermamente il trasporto in ospedale. Wang e il suo supervisore non hanno avuto altra scelta che lasciarla tornare a casa, dopo aver chiesto al marito di pagare 2.000 yuan (circa 260 euro).

A Li è stato ordinato di presentarsi in tribunale alcuni giorni dopo. Solo lei e il marito potevano entrare in aula. Il cognato ha cercato di assistere al processo, ma è stato minacciato dal giudice Wan Ming.

Li si è difesa, invocando la propria libertà di credo. Il 24 aprile 2018 il giudice ha annunciato di averla rilasciata su cauzione di un anno, prima di un ulteriore processo.

Nel luglio 2018 la polizia ha tentato inutilmente di imprigionare Li

Nel luglio 2018 l'agente Wang ha convocato Li presso il dipartimento di polizia e l'ha sequestrata al suo arrivo. Poi l'ha portata direttamente al centro di detenzione di Baiyin. Poiché la sua pressione arteriosa è rimasta molto alta, Wang ha dovuto lasciarla tornare a casa, ma non prima di averla costretta a pagare una multa di 2.000 yuan. Nei giorni successivi le è stato chiesto di recarsi in diversi ospedali per farsi misurare la pressione sanguigna. I valori rimanevano alti.

Nel settembre 2018 l'agente Wang e il giudice Wan hanno fatto pressioni al suo datore di lavoro affinchè bloccasse la sua pensione. Il 30 novembre la donna ha anche ricevuto un avviso dal tribunale, in cui si affermava che entro 10 giorni sarebbe stata presa in custodia. I familiari hanno assunto un avvocato e hanno richiesto di farle fare un altro esame medico. La pressione era ancora alta. Il tentativo della polizia e del giudice di farla arrestare è di nuovo fallito.

Di nuovo in custodia nel febbraio 2019 dopo essere stata ingannata ad andare in tribunale

Il 19 febbraio 2019 Li è stata avvisata di recarsi in tribunale per firmare alcuni documenti. Il 22 febbraio, appena lei e il marito sono arrivati in tribunale, il giudice Wan ha ordinato agli ufficiali giudiziari di trattenerla. L'agente Wang l'ha accompagnata al centro di detenzione di Baiyin. Il 15 aprile 2019 è stata trasferita al carcere femminile di Jiuzhou.

Non è chiaro però a quale pena detentiva la praticante sia stata condannata.

Rilasciata in libertà vigilata dopo aver sviluppato in carcere un cancro al seno

Li ha sviluppato un cancro al seno mentre scontava una pena detentiva sconosciuta. È stata rilasciata in libertà vigilata in data imprecisata.

Arrestata di nuovo nel marzo 2022 e rilasciata su cauzione poche ore dopo

Il 14 marzo 2022, prima delle due riunioni politiche annuali del Partito Comunista Cinese, Li è stata nuovamente arrestata. L'ufficiale Wang Chaobiao e il suo collega Wang Shizhen, del Dipartimento di polizia di Changzheng, hanno fatto irruzione nella sua abitazione e confiscato due lettori elettronici, due telefoni cellulari, un computer, un lettore musicale, tre schede di memoria, più di una dozzina di libri sul Falun Gong e diversi opuscoli.

Li è stata poi portata al dipartimento di polizia per essere interrogata. Si è rifiutata di rispondere alle domande della polizia, di farsi fotografare e di farsi rilevare le impronte digitali. L'hanno messa due volte sulla panca della tigre. La donna ha biasimato la polizia per averla interrogata sotto tortura.

Intorno alle ore 20.30 la polizia l'ha rilasciata su cauzione. In seguito la donna ha presentato una denuncia contro i due agenti, entrambi di nome Wang.

Ripresa in custodia nel settembre 2022 e trasferita in carcere mesi dopo

Il 5 settembre 2022 Wang Chaobiao e Wang Shizhen hanno portato Li a fare un test COVID-19. In seguito l'hanno riaccompagnata a casa. Il giorno successivo le hanno chiesto di presentarsi al tribunale di Baiyin. La donna è andata, ma al suo arrivo è stata bloccata dai due agenti, che l'hanno portata al centro di detenzione di Baiyin e il giorno dopo hanno consegnato il mandato d'arresto al marito. Lui sospettava che fosse stata presa di mira per aver presentato una denuncia contro i due agenti.

Il 17 febbraio dell'anno scorso Li è stata trasferita nel carcere femminile della provincia del Gansu per scontare un anno e otto mesi, probabilmente il resto della pena detentiva che le era stata inflitta nel 2019.

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