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Liaoning: Prigione crema il corpo di una praticante del Falun Gong morta dopo averle negato la libertà condizionale per motivi medici

29 Dic. 2020 |   Di un corrispondente Minghui dalla provincia del Liaoning, Cina

(Minghui.org) Il 21 aprile di quest’anno Lan Lihua, quarantanovenne, è deceduta nel carcere femminile della provincia del Liaoning. A causa della sua fede nel Falun Gong le autorità carcerarie si erano rifiutate concederle la libertà vigilata, nonostante versasse in condizioni critiche per un cancro al seno in fase avanzata. Il 16 dicembre, senza il consenso della sua famiglia, la prigione ha cremato il suo corpo.

Il 6 novembre 2018 Lan, residente a Shenyang, è stata arrestata per aver distribuito un calendario con informazioni sul Falun Gong, una pratica per la mente ed il corpo perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.

Mentre era incarcerata nel centro di detenzione n. 1 di Shenyang ha sviluppato un cancro al seno.Il 5 maggio dello scorso anno, nonostante le sue condizioni critiche, è stata processata presso il tribunale di Sujiatun ed il giorno dopo è stata condannata a tre anni e dieci mesi.

Il 26 settembre è stata trasferita nel carcere femminile del Liaoning e poco dopo ha contratto l'epatite B.

Le autorità carcerarie le hanno ripetutamente negato la libertà vigilata ammettendo che il motivo era perché si rifiutava di rinunciare al Falun Gong.

Con il progredire del cancro è diventata molto debole, continuava a tossire e non era in grado di camminare da sola. Una visita medica alla fine dello scorso mese di marzo ha rilevato che il suo cancro aveva prodotto metastasi in entrambi i polmoni, aveva un accumulo di liquidi al torace ed al cuore, linfonodi ascellari ingrossati e gonfiore intorno alla clavicola destra ed al cuoio capelluto.

Il 13 aprile il carcere ha chiamato il figlio della praticante e gli ha detto che era appena stata portata in ospedale e che un medico aveva comunicato che versava in condizioni critiche.

Nei giorni seguenti la famiglia si è recata spesso in prigione per richiedere la libertà vigilata e, sebbene le autorità ne avessero finalmente accettato il rilascio, hanno comunque deliberatamente rallentato il relativo processo di approvazione.

Il 20 aprile una guardia carceraria ha chiamato di nuovo il marito della donna dicendo che le sue condizioni erano molto gravi, gli ha chiesto di andare in ospedale per firmare il consenso ad un intervento chirurgico.

Quando il marito e la sorella si sono precipitati in ospedale Lan era in punto di morte, il medico non stava facendo nulla per salvarle la vita. É deceduta la mattina successiva.

Dopo la morte la sua famiglia si è rifiutata di firmare il modulo di consenso alla cremazione ed ha giurato che avrebbe chiesto giustizia per lei.

Il 5 maggio il marito ha scritto una lettera di denuncia e l'ha spedita al tribunale del Liaoning, al procuratore ed all’ufficio amministrativo della prigione. Il 7 maggio, ad eccezione dell'ufficio amministrazione della prigione che ha rifiutato di accettare il reclamo, le altre tre agenzie l’hanno accettato.

Il 12 maggio ha ricevuto un avviso dal tribunale superiore del popolo del Liaoning in cui gli si comunicava di aver inoltrato il suo reclamo alla Procura della città di Shenyang, che il 30 maggio gli ha annunciato di aver accettato il suo caso.

Il 23 luglio il procuratore l’ha informato che, dopo aver effettuato delle indagini, non avevano trovato alcuna irregolarità da parte della prigione nella gestione del caso di Lan.

Il 5 ottobre il marito ha assunto un avvocato che ha presentato un'altra denuncia contro la prigione presso il tribunale intermedio della provincia del Liaoning chiedendo un risarcimento, ma non ha ancora ricevuto risposta.

Il 14 dicembre una guardia carceraria l’ha contattato e gli ha mostrato un documento rilasciato dalla Procura che scagiona la prigione da qualsiasi illecito nel trattamento della libertà vigilata di Lan. La guardia carceraria ha detto al marito che il 16 dicembre avrebbero cremato il corpo, anche se si fosse rifiutato ancora di firmare il modulo di consenso, e gli ha chiesto se volesse conservare le sue ceneri. Il marito ha detto che non avrebbe mai rinunciato a chiedere giustizia per lei.

Il 16 dicembre oltre settanta agenti di polizia armati si sono recati al forno crematorio ed hanno seguito da vicino i familiari della praticante; dopo che il suo corpo è stato cremato senza consenso la prigione, prima di consegnare loro le sue ceneri, li ha obbligati a firmare un modulo.

Il marito di Lan ora sta cercando un avvocato per presentare una mozione per il suo caso.

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