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Hebei: La persecuzione del Falun Gong provoca la morte di una madre e la detenzione del figlio

14 Gen. 2023 |   Di un corrispondente di Minghui della provincia dell’Hebei, Cina

(Minghui.org)

Nome:Wang Lianshuang

Nome cinese:王莲双

Sesso:Donna

Età:71 anni

Città:Sanhe

Provincia:Hebei

Occupazione:N/D

Data della morte:9 ottobre 2022

Data dell'ultimo arresto:22 agosto 2016

Luogo di detenzione più recente:Centro di detenzione della città di Sanhe

Negli ultimi ventitré anni di persecuzione della Falun Dafa, una madre e un figlio della città di Sanhe, nella provincia dell’Hebei, hanno subito frequenti arresti, detenzioni, torture, lavaggio del cervello e molestie. La madre è stata incarcerata per due anni e il figlio per otto. Le torture fisiche e lo stress mentale hanno compromesso la salute della donna, la signora Wang Lianshuang, che è morta il 9 ottobre scorso all’età di settantuno anni.

La signora Wang Lianshuang

Persecuzione della signora Wang Lianshuang

Prima di iniziare a praticare la Falun Dafa, Wang soffriva di gravi vertigini, mal di schiena e artrite, assumeva antidolorifici e aveva bisogno di molte cure da parte della sua famiglia. Suo figlio maggiore, il signor Wang Zhanqing, insegnante di scuola media, l’ha introdotta alla Falun Dafa nel 1997 e i suoi disturbi sono presto scomparsi.

Il suo secondo figlio, il signor Wang Dongqing, una volta ha detto: "Dopo aver intrapreso la Falun Dafa, mia madre non si è ammalata una sola volta negli ultimi vent’anni e può coprire diversi acri di terreno agricolo per sostenere la famiglia".

Dopo l'inizio della persecuzione, nel luglio 1999, Wang è stata arrestata quattro volte perché si è rifiutata di rinunciare alla sua fede, e la sua salute è conseguentemente peggiorata.

Wang e alcuni praticanti si sono recati a Pechino per difendere la Falun Dafa dopo che l'ex leader del regime comunista cinese Jiang Zemin aveva lanciato la persecuzione il 20 luglio 1999. Al suo ritorno la polizia l'ha sequestrata e rinchiusa nel municipio di Yangzhuang. Il capo del villaggio locale ha chiesto alla sua famiglia di pagare 2.000 yuan (circa 270 euro) per rilasciarla, ma la sua famiglia non poteva permettersi una tale somma e ha contrattato per 500 yuan (circa 67 euro).

Una notte dell’ottobre 1999 il capo villaggio ha condotto diversi agenti a casa di Wang. Questi hanno messo a soqquadro la sua abitazione e le hanno confiscato tutti i libri della Falun Dafa, i nastri e un registratore, sostenendo che fossero prove della sua pratica. La polizia l'ha rinchiusa nel centro di detenzione della città di Sanhe per quindici giorni, prima di riportarla alla stazione di polizia di Yangzhuang, dove è stata chiusa in una gabbia di metallo e costretta a dormire sul pavimento di cemento per oltre un mese.

Wang è stata nuovamente arrestata una notte alla fine del 2000, mentre distribuiva volantini della Falun Dafa. La polizia l’ha ammanettata a una ringhiera della stazione di polizia e l’ha costretta a stare in piedi di fronte al muro per ore, le gambe le tremavano per la stanchezza. Per la il suo ingiusto trattamento Wang ha iniziato uno sciopero della fame per protesta. Due giorni dopo è stata rilasciata, ma dopo poco la polizia l'ha arrestata di nuovo e l'ha rinchiusa per mesi in una cella di metallo nella stazione di polizia. Nel febbraio 2001 è stata rinchiusa per un anno nel campo di lavoro forzato di Kaiping, nella città di Tangshan.

L’8 giugno 2004 Liu Fuqiang, capo dell’Ufficio 610 della città di Sanhe, fingendosi un amico del figlio maggiore arrestato poco tempo prima, si è recato a casa di Wang. I suoi genitori ottantenni, non credendoci, hanno cercato di bloccare la porta per proteggerla la donna. Dopo ore di stallo, Liu ha chiamato un gruppo di agenti, che sono entrati a forza in casa, hanno immobilizzato i genitori tenendo loro le mani dietro la schiena e portato Wang al centro per il lavaggio del cervello di Langfang, dove era detenuto anche il figlio.

Quando nel 2015 la Procura Suprema del Popolo e la Corte Suprema del Popolo hanno annunciato l’accettazione di tutti i casi depositati presso di loro, Wang si è unita a centinaia di migliaia di praticanti che hanno sporto denuncia penale contro Jiang Zemin per aver ordinato la persecuzione.

Nel maggio 2015 ha inviato la denuncia alla Procura Suprema del Popolo, alla Corte Suprema del Popolo, al Congresso Nazionale del Popolo e ad altri organi giudiziari e legali della provincia dell’Hebei e della città di Langfang. Nel febbraio 2016 ha citato in giudizio la polizia del dipartimento di polizia della città di Sanhe e un giudice del tribunale cittadino per l’arresto illegittimo e la condanna a sei anni di carcere del figlio maggiore.

Wang Lianshuang ha inoltrato la sua denuncia penale contro l'ex leader Jiang Zemin il 27 maggio 2015

Wang (prima a destra), suo marito (secondo a sinistra) e i suoi avvocati hanno presentato la denuncia penale alla Procura della città di Langfang il 4 febbraio 2016

Nell’agosto 2016, per ritorsione contro la denuncia di Wang, una dozzina di agenti di polizia dell'Ufficio per la sicurezza interna della città di Sanhe e della stazione di polizia della città di Yangzhuang ha scavalcato il muro e fatto irruzione in casa casa, sostenendo che qualcuno l'aveva denunciata per aver praticato gli esercizi della Falun Dafa.

Senza identificarsi, hanno messo a soqquadro la casa e confiscato tutti i libri della Falun Dafa, gli opuscoli e 4.000 yuan (circa 535 euro) in contanti. Il suo secondo figlio e sua moglie hanno cercato di fermare gli agenti e li hanno supplicati, dicendo che il loro padre, il signor Wang Fujiang, era gravemente malato e contava su Wang per le cure.

La polizia li ha ingannati, dicendo che avrebbe portato la donna alla stazione di polizia solo per rispondere ad alcune domande e che l'avrebbe rilasciata presto. Quando il figlio ha insistito perché gli agenti non portassero via la madre, questi l’hanno trattenuto minacciando di arrestare anche lui e sua moglie.

La polizia ha trascinato con la forza Wang per oltre 100 metri e l'ha gettata in un'auto della polizia intorno all'una di notte. Il trascinamento l'ha ferita ai piedi e ha perso la sensibilità ai polpastrelli per oltre un mese, la spalla e il braccio sinistro erano doloranti, la clavicola sinistra era slogata e provava molto dolore durante la respirazione.

La polizia ha interrogato la praticante, l'ha maltrattata verbalmente alla stazione di polizia e tenuta in una cella di metallo senza darle cibo o acqua per un giorno. Quando ha chiesto del cibo, gli agenti hanno chiamato la sua famiglia perché gliene portasse. Soffriva di ipertensione a causa dello stress fisico e mentale.

Il secondo giorno l'hanno condotta in ospedale per un esame medico. Sapendo che aveva dolore al braccio sinistro, la polizia le ha tirato il polso per farla soffrire di più. La donna sentiva come se il braccio le stesse cadendo.

Dopo che Wang ha superato l'esame medico, la polizia l'ha messa in reclusione penale nel centro di detenzione della città di Sanhe. È stata interrogata due volte: il 24 e il 26 agosto.

Le guardie hanno costretto Wang a costruire fiori di plastica per ore ogni giorno e le hanno dato da mangiare solo panini rancidi e poltiglia di mais. Il suo arresto è stato approvato il 6 settembre 2016.

La persecuzione ha causato alla sua famiglia molto dolore e sofferenza. Il figlio maggiore era in prigione a causa delle persecuzioni e il secondo figlio, il cui occhio destro era cieco, faticava a lavorare e a provvedere ai due figli in età scolare. Il marito, che anni prima aveva avuto un ictus e non riusciva a camminare né a parlare bene, è stato l'unico a recarsi al municipio di Sanhe il 13 febbraio 2017 per chiedere il suo rilascio.

Wang Fujiang protesta davanti al municipio di Sanhe. Il cartello dice: "Avere delle convinzioni è legale e perseguitare le persone buone è un crimine. Rilasciate immediatamente mia moglie"

Wang ha accusato un malore durante l'udienza del 16 giugno 2017 presso il tribunale della città di Sanhe e il giudice ha rinviato l'udienza. Durante la seconda udienza, tenutasi il 22 giugno, i suoi due avvocati hanno sostenuto che dovesse essere assolta, perché la letteratura in suo possesso era una pubblicazione legale che possedeva legalmente e la pratica del suo credo spirituale era un suo diritto costituzionale. Il giudice l'ha condannata a un anno di carcere il 29 giugno 2017.

La polizia l'ha perseguitata altre due volte: prima nel marzo 2021 e poi il 17 agosto 2021.

Grave persecuzione del signor Wang Zhanqing

Il figlio maggiore della signora Wang Zhanqing, oggi quarantasettenne, si è laureato all’Università normale di Langfang. Dal 1998 insegna arte alla scuola media n. 3 della città di Sanhe.

Dopo l’inizio delle persecuzioni, le autorità hanno arrestato e detenuto Wang per sette volte, fino a fargli scontare due anni di lavori forzati nel 2008 e una condanna a sei anni di carcere nel 2014. Per impedirgli di protestare, le autorità scolastiche l’hanno trasferito in un'area remota e messo più volte agli arresti domiciliari perché continuava a fuggire. Per due volte si è trovato a dover vivere in miseria per evitare i frequenti arresti e la detenzione.

Il signor Wang Zhanqing

Il 20 luglio 1999, Wang si è recato a Pechino per chiedere il diritto di praticare la Falun Dafa. La polizia di Pechino l’ha arrestato e il giorno dopo l’ha fatto scortare a casa da funzionari locali. Il giorno dopo ancora è fuggito e si è recato a Pechino per appellarsi nuovamente al diritto di praticare il Falun Gong, ma la polizia di Pechino l’ha catturato, l’ha picchiato e preso a calci, e ha fatto andare la polizia locale a riprenderlo, poi l’hanno trattenuto nel centro di detenzione di Sanhe per undici giorni.

Nel settembre 1999 le autorità dell’Ufficio dell’istruzione hanno trasferito Wang in una scuola isolata. Il 1° ottobre dello stesso anno i funzionari locali l’hanno posto agli arresti domiciliari nel suo dormitorio e fatto sorvegliare 24 ore su 24 da due insegnanti.

Le autorità hanno spesso messo Wang agli arresti domiciliari durante le date sensibili per assicurarsi che non uscisse a protestare contro la persecuzione. Il preside della scuola l’ha sospeso dall'insegnamento e messo agli arresti domiciliari il 25 aprile 2000 (primo anniversario dell'appello di 10.000 praticanti della Falun Dafa al governo centrale per il diritto di praticare la loro fede). Tre mesi dopo il vice capo dell'ufficio dell'istruzione l’ha messo agli arresti domiciliari il 20 luglio (il primo anniversario dell'inizio della persecuzione) e l’ha fatto controllare da due insegnanti.

Nel dicembre 2000 Wang è sfuggito alla sorveglianza e si è recato a Pechino per presentare ricorso, ma la polizia l’ha arrestato e trattenuto per due settimane nel centro di detenzione di Sanhe. Le autorità scolastiche l’hanno poi rinchiuso in un'aula e non gli hanno permesso di tornare a casa per il Capodanno cinese.

Nel marzo 2001 le autorità scolastiche hanno portato Wang in un centro per il lavaggio del cervello in una scuola elementare, dove lui e altri praticanti della Falun Dafa sono stati frequentemente picchiati. Il preside della scuola l’ha nuovamente messo agli arresti domiciliari in un edificio scolastico, dove è stato monitorato 24 ore su 24. È riuscito a fuggire e si è spostato da un posto all'altro per evitare che venisse perseguitato nuovamente,.

La polizia ha ritrovato Wang a casa del praticante Liu Jie nel giugno 2001. Sette agenti hanno fatto irruzione nel locale e l’hanno colpito con un manganello elettrico prima di riportarlo alla stazione di polizia della città di Yangzhuan. La moto e le due stampanti del signor Liu sono state confiscate.

I poliziotti hanno colpito le sue parti intime con un manganello elettrico e l’hanno frustato con una cintura finché non si sono stancati. Hanno cercato di torturarlo per indurlo a dichiararsi colpevole e a rivelare dove si trovassero Liu e sua moglie, ma lui si è rifiutato di obbedire.

Il giorno seguente la polizia ha condotto Wang al centro di detenzione della città di Sanhe, lì il praticante ha intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro gli abusi. Le autorità scolastiche l’hanno prelevato dal centro di detenzione otto giorni dopo e l’hanno rinchiuso in una stanza con finestra e porta blindata, ma Wang ha continuato il suo sciopero della fame. Il preside ha preparato un manganello elettrico per torturarlo e gli ha somministrato cibo a malapena sufficiente a sopravvivere, inoltre controllava la sua stanza ogni notte per assicurarsi che nessuno gli desse strumenti per aiutarlo a fuggire.

Sebbene Wang è riuscito a fuggire, è stato nuovamente arrestato tre mesi dopo. Il computer e le stampanti del valore di decine di migliaia di yuan, che usava per stampare materiale informativo sulla Falun Dafa sono stati confiscati. La polizia l’ha condotto al Centro per il lavaggio del cervello di Sanhe e torturato nel campo di lavoro forzato di Tangshan per una settimana.

Agenti dell'Ufficio 610, insieme a funzionari della scuola, hanno continuato a molestare Wang dopo il suo rilascio. Poiché era bravo con i computer, le autorità l’hanno spesso sospettato di aiutare i praticanti locali a inviare informazioni al sito web Minghui per denunciare la persecuzione.

Il 26 maggio 2004, mentre Wang insegnava, è arrivata la polizia. Gli agenti gli hanno coperto la bocca, l’hanno trascinato fuori dall'aula davanti ai suoi studenti e portato in un centro per il lavaggio del cervello. Il computer e il masterizzatore DVD che aveva a casa sono stati confiscati. Nell'ottobre 2004 ha lasciato i genitori, la moglie e il figlio ed è andato a lavorare a Pechino per evitare future persecuzioni.

La polizia di Sanhe l’ha poi rintracciato a Pechino, l’ha seguito e monitorato quotidianamente per oltre un mese prima di arrestarlo nell'agosto 2008. Il suo computer di lavoro, le diverse centinaia di yuan in contanti e un MP4 nella sua borsa gli sono stati confiscati.

La polizia ha raccolto le sue impronte digitali e l’ha fotografato alla stazione di polizia di Shuangyushu a Pechino, dove è stato schiaffeggiato e ammanettato dietro la schiena per tutta la notte, poichè si era rifiutato di rispondere alle domande.

Dopo averlo torturato per tutta la notte ,gli hanno fatto pagare un esame medico, prima di rinchiuderlo nel centro di detenzione di Qinghe, dove ha iniziato uno sciopero della fame. Le guardie hanno cercato di nutrirlo con la forza, senza riuscirci.

Il giorno successivo le autorità l’hanno trasferito nel centro di detenzione di Sujiatuo, dove ha continuato lo sciopero della fame, ma questa volta le guardie l’hanno condotto in un centro di cure urgenti, ammanettato a un letto e nutrito a forza. Wang ha rimosso più volte il tubo di alimentazione, ma le guardie gliel’hanno sempre reinserito nel naso, facendogli uscire molto sangue. Tutto ciò si è protratto per tre settimane.

Il 20 gennaio 2009 le autorità l’hanno rinchiuso nel campo di lavoro forzato di Tumuji, nella Mongolia Interna, per scontare una pena di due anni. Tre giorni dopo le guardie l'hanno ammanettato, percosso con due manganelli elettrici e colpito senza sosta con un manganello di gomma, provocandogli gravi ustioni e lividi alla schiena e alle natiche. Poteva dormire solo a pancia in giù.

Un praticante di nome Song Yuzhi ha protestato per il pesante carico di lavoro forzato assegnatogli e ha chiesto di poter chiamare i suoi familiari. Le guardie l’hanno picchiato e ammanettato a un tubo del riscaldamento e quando Wang e altri praticanti hanno chiesto alle guardie di smettere di torturare Song, queste hanno picchiato anche loro e li hanno percossi con i manganelli elettrici.

Le guardie hanno inoltre rinchiuso Wang in cella d’isolamento e l’hanno spogliato lasciandogli solo le mutande. Il freddo gelido ha peggiorato la sua ipertensione e ha avuto forti vertigini. Tre giorni dopo una guardia gli ha ordinato di fare gli straordinari di notte, ma lui si è rifiutato, così l’hanno ammanettato a un tubo del riscaldamento durante il giorno e messo in isolamento di notte. Dopo quattro giorni i polsi erano gonfi e la spalla era molto dolorante.

La polizia e gli agenti dell'Ufficio 610 l’hanno molestato pochi giorni dopo il suo rilascio, nel giugno 2010.

Il 22 aprile 2014 la polizia ha arrestato Wang e altri tre praticanti per aver inviato messaggi di gruppo sulla Falun Dafa, in seguito ha confiscato i loro beni, tra cui libri della Falun Dafa, le loro automobili, televisori, computer, telefoni cellulari, denaro e libretti bancari.

Un giudice del tribunale della città di Sanhe ha tenuto quattro udienze congiunte dei casi dei quattro praticanti dal 19 giugno al 18 agosto 2015. Le autorità hanno mobilitato oltre 400 agenti di polizia per la prima udienza, ma alla seconda udienza uno degli avvocati dei praticanti è stato allontanato dall'aula per aver protestato contro le azioni illegali nei loro confronti. Il 5 novembre 2015 Wang è stato condannato a sei anni e il 4 febbraio 2016 i suoi genitori si sono recati presso la Procura della città di Langfang per presentare un reclamo contro la polizia e il giudice che presiedeva il processo. Il tribunale intermedio della città di Langfang ha confermato il verdetto originale il 13 maggio.

Quando i suoi genitori hanno contattato Wang Chaohe, il capo del centro di detenzione della città di Sanhe, per sapere in quale prigione fosse stato portato Wang, questi ha mentito loro, dicendo che era stato mandato nella prigione di Shangbancheng, nella città di Chengde. Il 23 giugno 2016 i genitori si sono alzati alle 4:00 del mattino e hanno viaggiato per oltre 300 miglia (circa 480 chilometri) fino alla prigione, solo per scoprire che il figlio non era lì.

Il signor Wang Fujiang (a sinistra) e la signora Wang Lianshuang si sono recati alla prigione di Shangbancheng solo per scoprire che il loro figlio non era lì

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