(Minghui.org) La sera del 5 marzo 2002 verso ore 20:00, nella città di Changchun, in provincia di Jilin, diciotto praticanti del Falun Gong hanno intercettato le frequenze della rete televisiva di Stato per trasmettere su otto canali, per circa 45 minuti. Hanno trasmesso due programmi intitolati: “Auto-immolazione o imbroglio?” e “La Falun Dafa si sta diffondendo in tutto il mondo”, al fine di chiarire la verità ai telespettatori in risposta alla propaganda mediatica denigratoria della pratica spirituale, messa in atto dal regime comunista].

L'intera città di Changchun è rimasta sbigottita e molte persone hanno potuto apprendere la verità sul Falun Gong. Alcuni hanno persino pensato che il divieto di praticare la disciplina fosse stato abolito.

L'ex capo del regime comunista cinese, Jiang Zemin, ha dato in segreto, l'ordine di “uccidere tutti i praticanti del Falun Gong coinvolti nell'episodio”. In pochi giorni, oltre 5.000 praticanti della città sono stati arrestati e sette di loro sono stati picchiati a morte. Per evitare la persecuzione, molti altri sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni. In seguito, sono state inflitte pesanti condanne a quindici praticanti, mentre tre di loro sono morti a seguito delle torture.

Nel 2007, nel Palazzo del Parlamento del Nuovo Galles del Sud, in Australia, è stato assegnato il Fidelity Vindicator Award al signor Liu Chengjun, uno dei praticanti deceduti. Il riconoscimento, consegnato dalla Fondazione per i diritti umani, è stato ritirato in nome del signor Liu, dal portavoce dell'Associazione Falun Gong, Zhang Erping.

Il signor Zhang ha elogiato il coraggio di Liu e degli altri praticanti, e ha fatto appello alle persone di tutto il mondo, sollecitandole ad adoperarsi per fermare la persecuzione. Ad oggi, oltre 200 mila praticanti hanno presentato denunce penali contro Jiang Zemin e numerosi sostenitori hanno firmato petizioni per richiedere che l'ex segretario del Partito Comunista sia portato davanti alla giustizia

Jiang emana un ordine segreto

Il sito web Minghui ha riportato che nella notte del 5 marzo 2002, Jiang Zemin si è incontrato con Luo Gan, allora capo dell'Ufficio 610 (*). In seguito, l'ex segretario del Partito ha ordinato al Comando della zona militare di Shenyang di prepararsi a una situazione di emergenza di secondo grado. Allo stesso tempo, al Sotto-comando militare di Changchun e alla Polizia armata di Jilin, è stato ordinato di prepararsi alla caccia spietata di eventuali praticanti che fossero stati coinvolti nell'episodio dell'intromissione nelle frequenze della rete televisiva statale.

Per mezzo di Luo Gan, Jiang ha autorizzato tutti gli agenti di polizia ad aprire il fuoco e uccidere qualsiasi praticante sospettato di essere coinvolto nella vicenda, affermando: “Avete semplicemente il permesso di ucciderli”. Al momento, i due funzionari hanno preteso che la polizia di Changchun e quella della provincia di Jilin risolvessero il caso in una settimana. “In caso contrario, i capi a tutti i livelli della polizia di Changchun, così come il segretario del Partito della zona, saranno rimossi dalle loro cariche”, si legge in uno dei comunicati.

E mentre a Wang Yunkun, segretario del Partito della provincia di Jilin, che al momento si trovava a Pechino al 15° Congresso nazionale del Popolo, è stato ordinato di rientrare immediatamente in sede, il capo dell'Ufficio 610 e vice ministro della Pubblica Sicurezza cinese, Liu Jinguo, è stato inviato a Changchun per supervisionare il caso di persona.

Sette praticanti muoiono poco dopo l'arresto

A pochi giorni dal loro arresto, sono morti un totale di sette praticanti.

La signora Li Rong, laureata all'Università di Jilin, era impiegata presso l'Istituto di Ricerche farmacologiche della provincia di Jilin. È stata arrestata nel mese di marzo ed è morta durante la detenzione verso la fine di marzo/inizio di aprile, all'età di 35 anni. I dettagli del suo decesso sono sconosciuti.

La signora Shen Jianli, docente presso il Dipartimento di Matematica applicata dell'Università di Jilin, è stata arrestata il giorno dopo l'episodio. È deceduta in conseguenza della persecuzione verso la fine di aprile, all'età di 34 anni.

 
La signora Shen Jianli

La sera dell'11 marzo 2002, Liu Haibo è stato arrestato mentre si trovava nella sua abitazione. La polizia l’ha picchiato davanti agli occhi della moglie e del figlio, provocandogli la rottura di una caviglia. Quella notte, l’hanno torturato e interrogato fino alle 01:00, momento in cui ha perso conoscenza. Nonostante si siano affrettati a portarlo in ospedale, il medico 34enne è morto mentre tentavano di rianimarlo.

 
Il signor Liu Haibo

Il 16 marzo 2002, un praticante presumibilmente sui 30 anni è stato picchiato a morte nel Dipartimento di Polizia del distretto di Jinchen di Changchun. Secondo quanto riferito da un testimone, dopo i pestaggi subiti, sul suo corpo erano visibili numerose ferite e segni di un'emorragia interna.

Liu Yi è stato picchiato a morte all'età di 34 anni nell'ufficio del Dipartimento di Polizia del distretto di Luyuan di Changchun

 
Il signor Liu Yi

Il 20 marzo del 2002, la signora Li Shuqin di 54 anni è stata arrestata dagli agenti della Stazione di polizia di Changjiu Road di Changchun e successivamente torturata a morte nel Centro di detenzione n.3 della città.

Il 20 agosto 2002, il signor Hou Mingkai di 34 anni è stato picchiato a morte dopo essere stato arrestato nella sua abitazione.

Quindici praticanti condannati

Il 20 settembre 2002, la Corte Intermedia della città di Changchun ha condannato al carcere i seguenti 15 praticanti:

La signora Zhou Ruijun e il signor Liu Weiming, 20 anni di reclusione; i signori Liu Chengjun e Liang Zhenxing, 19 anni; il signor Zhang Wen, 18 anni; i signori Lei Ming, Sun Changjun e Li Dehai, 17 anni; il signor Zhao Jian, 15 anni; i signori Yun Qingbin e Liu Dong, 14 anni; il signor Wei Xiushan, 12 anni; il signor Zhuang Xiankun e la signora Chen Yanmei, 11 anni; il signor Li Xiaoji, 4 anni.

Il 26 dicembre 2003 e il primo maggio 2010, sono stati perseguitati a morte in carcere, rispettivamente, i signori Liu Chengchun e Liang Zhenxing.

Il 6 agosto 2006, il signor Lei Ming è deceduto dopo essere stato rilasciato per motivi di salute quando era ormai in fin di vita.

Il signor Yun Qingbin è stato rilasciato per motivi di salute dopo aver riportato un crollo mentale in conseguenza delle torture subite.

La signora Zhou Ruijun è tutt'ora detenuta nel Carcere femminile di Changchun.

Il signor Sun Changjun è detenuto nel Carcere n.2 di Jilin.

I signori Zhan Jian, Wei Xiushan, Zhuan Xiankun, Li Xiaojie e la signora Chen Yanmei, sono stati rilasciati di recente.

Impatto storico

I media internazionali hanno descritto “lo sfruttamento della rete televisiva verificatosi a Changchun il 5 marzo”, una delle azioni più coraggiose messe in atto dai praticanti del Falun Gong. Ha dimostrato che la brutale persecuzione, che continua tuttora in Cina, non ha potuto impedire ai praticanti di parlare della loro pratica di coltivazione e diffondere i fatti della persecuzione. In seguito a questo evento, incidenti di questo tipo si sono verificati numerose volte in tutta la Cina.

 
Il signor Liu Chengjun

Il 5 settembre 2007, quattro anni dopo che il signor Liu Chengjun è stato perseguitato a morte, la Fondazione per i diritti umani dell'area Asia-Pacifico di sede in Australia, ha tenuto la Cerimonia di premiazione per il sostegno dei diritti umani nel Palazzo del Parlamento del Nuovo Galles del Sud, e il praticante deceduto è stato insignito del Fidelity Vindicator Award.

La Fondazione per i diritti umani dell'area Asia-Pacifico ha reso onore al signor Liu per aver permesso a milioni di telespettatori di comprendere la verità riguardo alla persecuzione e per essere stato di grande esempio per i movimenti non governativi che si battono per i diritti umani.

Il signor Zhang Erping, portavoce dell'Associazione Falun Gong, si è detto onorato di ricevere il premio in nome di Liu. Ha espresso il desiderio che questo premio possa consentire a più persone di apprendere il valore della verità e che queste possano unirsi all'unisono in tutela della giustizia e nella lotta per porre fine alla persecuzione.

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(*) GLOSSARIO

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