(Minghui.org) Sono un uomo sulla cinquantina. Negli ultimi ventuno anni sono stato ingannato dalla propaganda diffusa dai media del Partito Comunista Cinese (PCC) ed ero convinto che praticare il Falun Gong in Cina fosse illegale.

Durante la pandemia di coronavirus ho perso il lavoro. Quando ne stavo cercando uno nuovo ho visto un manifesto su una bacheca per il reclutamento di personale che diceva: “Il Partito Comunista Cinese calunnia il Falun Gong e coglie ogni sorta di scusa per perseguitare i praticanti. In realtà, i praticanti del Falun Gong rispettano la legge e i loro sforzi per informare la gente dell'illegalità della persecuzione sono legali. Stanno salvaguardando i diritti umani fondamentali e cercando di fermare la persecuzione”.

Alla fine ho compreso che è il PCC quello che sta violando la legge; i praticanti del Falun Gong non hanno infranto nessuna legge, al contrario sono stati privati dei diritti umani fondamentali. Ho realizzato che il PCC è davvero malvagio e volevo che più persone lo sapessero, quindi ho scattato una foto al manifesto e l'ho condivisa con i miei amici.

Non molto tempo dopo ho fatto un sogno in cui dicevo alla gente in pubblico: “Il PCC infrange la legge, mentre i praticanti del Falun Gong non lo fanno”. All'improvviso un tornado mi ha sollevato in aria, poi gettato a terra e poi di nuovo sollevato in aria. Sebbene non fossi ferito, ero così spaventato che mi sono svegliato.

Quando, la mattina dopo, mi sono alzato, ho scoperto che molte delle mie malattie di vecchia data erano scomparse, inclusa l'iperplasia ossea, la spalla congelata e la rinite. È stato incredibile!

L'altro giorno ho incontrato una praticante del Falun Gong per strada e le ho chiesto del mio sogno. Ha detto di ritenere che il “tornado” fosse un Falun (la Ruota della Legge) che ha rimesso a posto il mio corpo. Questo spiega il perché non ero rimasto ferito e al contrario le mie malattie erano sparite.

Sono davvero grato al Maestro del Falun Gong. Ora capisco perché i praticanti stanno rischiando la vita per raccontare alla gente i fatti sulla persecuzione.

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