(Minghui.org) Una donna residente nella città di Tianjin, condannata l'anno scorso per la sua fede nel Falun Gong, è stata trasferita presso il carcere femminile di Tianjin per scontare la sua pena.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una pratica per il benessere di mente e corpo perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.

All'inizio del 2019, il dipartimento di polizia di Tianjin ha emesso segretamente un ordine, rivolto alle stazioni locali della polizia ed ai comitati residenziali, allo scopo di compilare un elenco dei praticanti del Falun Gong.

Il 17 aprile, la polizia ed i membri del comitato residenziale si sono recati a casa della signora Wang Shumin e le hanno chiesto se praticava ancora il Falun Gong. Wang ha risposto di sì, mentre suo marito, Liu Songshan, ha affermato di aver smesso.

La polizia ha perquisito il loro appartamento dopo aver mostrato il mandato, ed ha confiscato i libri del Falun Gong, due stampanti, due computer ed altri effetti personali. Sia lei che suo marito sono stati portati alla stazione di polizia locale, ed in seguito l'uomo è stato rilasciato dopo aver firmato il verbale dell'interrogatorio.

Liu, è tornato alla stazione di polizia due giorni dopo per chiedere quando sarebbe stata rilasciata la moglie, chiedendo anche di restituirgli il cellulare che gli era stato sequestrato durante la perquisizione.

La polizia, ha risposto che la stavano mettendo in detenzione penale in attesa della condanna ed hanno arrestato nuovamente l'uomo e perquisito un'altra volta la loro casa.

Mentre era in custodia, ha avuto un infarto ed in seguito è stato rilasciato. Per evitare ulteriori molestie, ha vissuto lontano da casa. Non riuscendo più a trovarlo, gli agenti l’hanno cercato nella casa di suo figlio a Pechino ed a casa della suocera, che si trova nella città di Fengtai a Tianjin.

Wang, è stata trasferita presso il centro di detenzione del distretto di Ninghe, e dopo che il Procuratore ha rinviato il suo caso due volte per insufficienza di prove, la donna è stata incriminata con l'accusa di "utilizzo di un culto per minare l'applicazione della legge", un pretesto standard usato dalle autorità per imprigionare i praticanti del Falun Gong.

Il 25 maggio scorso, la donna è stata processata dal tribunale di Ninghe in videoconferenza. Wang ha chiesto al pubblico ministero, Chang Ning, come possa aver minato l'applicazione della legge, ma non ha saputo risponderle. Quando l'avvocato ha fatto notare che nessuna legge ha mai criminalizzato il Falun Gong in Cina, Chang si è visibilmente agitata.

All'inizio di settembre, Wang è stata condannata a quattro anni di pena detentiva e multata di 10.000 yuan (circa 1275 euro). La donna si è appellata alla Corte intermedia n. 3 di Tianjin, ma lo scorso 9 novembre, il giudice della corte superiore ha deciso di confermare il verdetto originale.

Mentre aspettava il risultato del ricorso in appello, Wang è stata portata in un centro per il lavaggio del cervello e trattenuta per due mesi. A metà gennaio, i suoi familiari hanno confermato che è stata trasferita in segreto nella prigione femminile di Tianjin.

Prima della sua ultima pena detentiva, la donna è stata condannata a tre anni dallo stesso tribunale il 10 febbraio 2004. È stata arrestata di nuovo il 18 ottobre 2016 e detenuta per un breve periodo di tempo.

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