(Minghui.org) Ho iniziato a praticare la Falun Dafa nel 1995. All’inizio della mia coltivazione, l’entusiasmo e la felicità di essere una praticante della Falun Dafa erano al di là di ogni descrizione. Anche se non avevo una profonda comprensione della Dafa, sapevo che questa era la Legge di Budda ed era anche ciò che stavo cercando.

Dopo che il Partito Comunista Cinese (PCC) ha iniziato a perseguitare la Falun Dafa, sono stata arrestata illegalmente, tenuta in un campo di lavoro forzato e imprigionata per molto tempo. Tuttavia, niente di tutto questo ha indebolito la mia determinazione a praticare la Falun Dafa, ad assistere il Maestro nella rettifica della Fa e nel salvare gli esseri senzienti. Grazie al Maestro, ho superato tutte le mie tribolazioni.

Un pensiero fa la differenza

Sono stata arrestata e imprigionata alla fine del 2002. La capo cella in carcere, per due volte ha cercato di farmi rilasciare con la condizionale dal 2003, ma poiché gli impiegati dell’ufficio provinciale dell’amministrazione penitenziaria sapevano che non mi ero “dichiarata colpevole”, si sono rifiutati di approvarla. Mi sono resa conto che questa era solo una motivazione superficiale, fondamentalmente ho dovuto affrontare la persecuzione perché le vecchie forze hanno approfittato dei miei attaccamenti.

Ero il contatto principale del nostro centro di assistenza. Mi preoccupavo che lo stato di coltivazione e gli sforzi dei nostri praticanti per chiarire la verità fossero indietro rispetto ai praticanti di altre aree. Ero spinta dalla competizione, mi mettevo in mostra, ero attaccata al tempo, all’ego, al fare le cose e molto altro. Sono arrivata a riconoscere questi attaccamenti solo dopo un po’ di tempo.

La libertà vigilata era contingentata. La capo cella e la direttrice della divisione sono venute a trovarmi in ospedale per convincermi a firmare una dichiarazione di garanzia, sostenevano che mi avrebbero lasciata tornare a casa; mi sono rifiutata di firmare. Prima che mi portassero nel nuovo carcere, alcune detenute incaricate, sono venute in ospedale per qualche giorno di seguito per provare a convincermi a mettere le mie impronte digitali sulla dichiarazione che avevano preparato, che non conteneva certe parole delicate. Se ci avessi messo le mie impronte, sarei potuta tornare a casa.

In quel momento mi è balenato un pensiero: “Mi state costringendo, il che non dovrebbe essere considerato un mio desiderio; quindi non avrebbe importanza nemmeno se lasciassi le mie impronte”. Non avendo fatto in tempo a negare questo pensiero, un paio di loro mi hanno afferrato la mano e hanno messo le mie impronte sul documento. Ero intontita e non sapevo cosa fare, sono tornata in reparto barcollando e con le lacrime che mi scendevano sul viso. Mi sono rifiutata di mangiare e bere per il resto della giornata.

Trovata carta e penna e, con mano tremante, ho cominciato a scrivere una lettera alla direttrice di divisione. Con fermezza e solennità ho scritto: “Quell’impronta digitale l’avete ottenuta contro la mia volontà, non la riconoscerò mai. È nulla, non è valida!” Alla fine, mi sono morsa il dito fino a farlo sanguinare e ho lasciato un’impronta insanguinata sulla lettera. Poco dopo, il direttore di divisione mi ha detto che la dichiarazione con la mia impronta insanguinata era nulla.

In quei giorni, molte guardie carcerarie e molti medici pensavano che, viste le mie condizioni fisiche, non ne sarei uscita viva dal carcere. Nell’intimità della mia mente ho pensato: “Ho letto le recenti conferenze del Maestro che riguardavano soprattutto la salvezza delle persone. Non dovrei essere attaccata alla libertà provvisoria per motivi medici. Dovrei rimanere qui per salvare le persone, ma la mia condizione fisica deve cambiare, in modo che più persone possano essere testimoni del potere della Dafa”.

Ogni giorno, oltre a recitare la Fa, chiarire i fatti e inviare pensieri retti per molto tempo, ho purificato ogni attaccamento nei miei pensieri al fine di eliminarli. Ero determinata a usare la mia coscienza principale, prendere il controllo della mia mente e assimilare la Dafa incondizionatamente, così come seguire i principi di Verità, Compassione, Tolleranza. Qualsiasi cosa non in linea con i principi della Dafa non l’avrei accettata.

In sei mesi, da quando ho iniziato a inviare pensieri retti in modo intensivo, protetto e rafforzato dal Maestro, la pressione alta, la cardiopatia, la tubercolosi, la microcefalia, il mal di stomaco e altre illusioni del karma di malattia sono scomparse. Il mio peso è tornato normale come anche la carnagione. Potevo camminare e correre liberamente. Vedendo questo cambiamento, le guardie, il direttore della prigione e i medici sono rimasti sconcertati. Avevano assistito di persona al potere e alla preziosità della Dafa. Questo ha causato un certo scompiglio nel reparto di tubercolosi all’interno della prigione.

A colloquio con la direttrice della prigione

Un giorno, la direttrice della prigione è venuta all’ospedale. Appena mi ha vista ha cominciato a rimproverarmi, diceva che mi rifiutavo di ammettere la colpa. Non le ho dato importanza, ma ho usato i miei forti pensieri retti per ripulire il male che agiva dietro di lei.

Dopo qualche minuto si è calmata, le ho detto che coltivare il Falun Gong è legale, invece il fatto che i praticanti fossero in prigione era illegale. Le ho anche parlato di come ho beneficiato fisicamente e mentalmente dalla coltivazione e quanto sia meravigliosa la Dafa. Questa volta abbiamo parlato per mezz’ora. Prima di andarsene, ha detto: “Vorrei che tu fossi una donna intelligente”.

La seconda volta la direttrice è venuta a parlarmi da sola. Le ho esposto alcuni principi ai quali mi ero illuminata grazie alla Dafa, per esempio: quando una persona muore vengono cremate solo le sue cellule, il fuoco non può agire sulle particelle più piccole delle molecole, altrimenti causerebbero un’esplosione nucleare. Quando una persona dorme e sogna, il suo corpo fisico non si muove, ma i suoi sentimenti sono vividi e chiari. In realtà si tratta di movimenti di vite microscopiche in dimensioni microscopiche. La vita di una persona non è limitata a pochi decenni. Per quanto riguarda il livello che una persona raggiunge e la qualità della sua vita durante le reincarnazioni, tutto dipende da quanta virtù ha accumulato in una vita. La direttrice ha convenuto che questi pensieri fossero interessanti, e li ha trovati anche sorprendenti.

La terza volta quando è venuta a trovarmi, ho avuto questo pensiero: “Non dovrebbe andarsene prima che abbia finito di parlare”. Questa volta, mi sono concentrata principalmente su quanto sia preziosa la Dafa e sul fatto che ora è praticata in tutto il mondo. Mi ha anche chiesto di chiarirle alcune cose. Alla fine, mi ha detto sinceramente: “Se le circostanze fossero state diverse, avremmo potuto essere amiche”.

Sfruttare l’opportunità di salvare le persone

Durante oltre 10 anni di prigionia, sebbene non avessi uno studio approfondito della Fa, non sapessi come guardarmi dentro e non avessi negato la persecuzione delle vecchie forze, ho comunque salvaguardato la Dafa e sono stata rafforzata dal Maestro. Ho rifiutato di essere trasformata o di partecipare ai lavori forzati. Ho inviato pensieri retti per lungo tempo ogni giorno, per eliminare il male dietro ogni agente di polizia e ogni prigioniera.

Ho chiarito i fatti alle detenute a me vicine. La maggior parte di loro ha capito che la Dafa era buona e ha deciso di abbandonare il PCC e le sue organizzazioni affiliate. Ci sono state anche alcune di loro che hanno studiato la Fa con me; altre hanno l’occhio celeste aperto e hanno avuto grandi trasformazioni sia fisiche che spirituali. Vorrei evidenziare alcuni casi.

Ho incontrato Bao, riceveva un’indennità speciale dal Consiglio di Stato. Prima di essere incarcerata, aveva trasformato la sua azienda portandola da un’importante perdita finanziaria a un profitto annuale di qualche centinaio di milioni di yuan. Tuttavia, poiché altri erano gelosi del suo bonus, l’hanno accusata ingiustamente di appropriazione indebita ed è stata condannata all’ergastolo. Era molto turbata, si sentiva estremamente danneggiata e sovente piangeva ad alta voce. Spesso si recava nell’ufficio della direttrice di divisione per sbattere i pugni sul tavolo e sulle finestre. Urlava e gridava fino quasi a crollare.

Dopo averla incontrata, l’ho confortata condividendo con lei i principi della Dafa. Gradualmente, si è calmata. Rafforzata dal Maestro, ha iniziato a studiare la Fa. Aveva una buona qualità di illuminazione ed è cambiata notevolmente, sia nell’aspetto fisico che mentale. Nel giro di un paio di mesi, è guarita dalla sua grave malattia cardiaca, dalla nevrastenia cerebrale e da altri disturbi. Era sempre di buon umore e sorridente.

Nella cella dei tubercolotici della prigione c’era una ragazza di nome Cai, sordomuta. Pesava solo circa 23 chili e spesso aveva la febbre. Era così fragile che non riusciva nemmeno a tenere in mano una bottiglia d’acqua. Nessun familiare le faceva visita. Quando è arrivata nel nostro reparto, tutte le detenute avevano iniziato a praticare la Dafa, così si sono prese cura di lei e l’hanno aiutata.

Non era istruita, ma era molto intelligente. Ho usato alcuni gesti delle mani e ho scritto alcune parole per comunicare con lei. Le ho insegnato a recitare le poesie di Hong Yin. Faceva le cose con amore e dedizione e ha imparato molto velocemente, tanto che si è ripresa in poco tempo; la temperatura corporea è tornata nella norma e ha guadagnato anche un po’ di peso.

Nel giro di due mesi dall’inizio dello studio della Fa, non solo è guarita dalle sue malattie, ma è anche passata da una condizione di estrema magrezza, a essere paffutella. Ogni giorno aiutava le altre detenute a fare le commissioni. Quando facevamo gli esercizi di gruppo, stava vicino alla porta per avvisarci. Una volta, con un gesto deciso della mano, mi ha detto: “Dopo che sarò nuovamente a casa, non commetterò mai più un crimine. Ascolterò il Maestro e sarò una brava persona seguirò Verità, Compassione, Tolleranza”.

Protetta dal Maestro in mezzo alla tribolazione

Dopo aver lasciato l’ospedale della prigione sono stata aggregata a un gruppo, alcune detenute della mia squadra hanno iniziato a ottenere la Fa, mentre altre erano immerse nella grazia salvifica della Dafa. Un giorno, durante una riunione, la capo cella ha detto che si fidava solo di me. Dopo d’allora, non c’è stato più nessuno che mi sorvegliasse in modo specifico, in tal modo potevo fare ciò che sentivo, il che ha reso più comodo incontrarsi con altri praticanti e condividere con loro. Anche il mio ambiente è diventato più rilassato.

Tuttavia, con il passare del tempo, non ho mantenuto pensieri retti. Circa un anno prima del mio rilascio, una praticante di un’altra cella è stata denunciata da un’altra detenuta per aver letto i nuovi articoli del Maestro, che aveva ricevuto da me e sono stata messa in isolamento. Questa volta, appena arrivata, è stato come se un carico pesantissimo mi premesse sulle spalle. Sono crollata e mi sono seduta a terra, investita da un forte senso di impotenza e di orrore ho pianto copiosamente. In seguito, ho capito che era dovuto alla mia paura di passare di nuovo nel processo di “trasformazione”.

Come praticante, avevo ben chiaro che l’unico modo per superare la tribolazione era la Fa e il Maestro. Mi sono asciugata le lacrime e ho cominciato a recitare ripetutamente gli articoli del Maestro, così come Hong Yin, Hong Yin II e alcuni brani dello Zhuan Falun, il libro principale della Falun Dafa, in particolare Sulla Dafa.

Il Maestro ha detto:

“La retta Fa si diffonde,difficoltà su difficoltà,miriadi di demoni che impediscono,pericoli su pericoli.”(“Imperturbabile nelle avversità”, Hong Yin)

I miei sentimenti di pesantezza e di estrema paura erano improvvisamente scomparsi.

Era novembre e nevicava. L’acqua filtrava nella mia cella di isolamento. Non c’era riscaldamento, quindi faceva molto freddo. Una notte mi sono raggomitolata in una trapunta e ho recitato la Fa. Senza accorgermene, mi sono addormentata. Quando mi sono svegliata, avevo troppo caldo. Ero molto sorpresa: Il riscaldamento era acceso? Quando ho toccato il suolo, era ancora gelido. Poi una corrente calda ha attraversato il mio corpo. Ho capito: era il Maestro benevolo che proteggeva il suo discepolo.

Verso l’alba, ho sognato di vedere rami con bellissimi fiori che spuntavano da un’alta finestra coperta di ghiaccio. I lunghi rami fioriti erano pieni di fiori. Mi sono subito svegliata e ho capito che era il Maestro che incoraggiava il suo praticante. Con l’aiuto del Maestro, durante il periodo di detenzione in isolamento, ho aiutato cinque persone a lasciare il PCC.

La malvagia “squadra di trasformazione” è stata smantellata

Poco dopo essere stata dimessa dall’ospedale, sono stata portata presso la squadra specializzata nella trasformazione dei praticanti. Ogni volta che un praticante veniva “trasformato”, i prigionieri venivano ricompensati con una riduzione della pena. Una volta, una praticante di 70 anni è stata schiaffeggiata decine di volte e privata del sonno per diversi giorni. Non la lasciavano mangiare ed è stata costretta a stare in piedi per un lungo periodo di tempo. A una praticante hanno fratturato la spina dorsale per le percosse subite. In quel reparto i praticanti erano perseguitati a morte.

Poiché la mia pena da scontare era lunga e non ero stata “trasformata”, se lo fossi stata, le detenute responsabili avrebbero avuto una maggiore riduzione dei propri termini di carcerazione. Per facilitare loro il compito, in quella stanza non erano state installate telecamere. Solo 6 dei 12 letti erano occupati, ed erano tutti complici della capo cella. Ho continuato a inviare pensieri retti e cercato di non far emergere il loro lato malvagio. Non ho provato risentimenti né odio, usavo la mia saggezza per chiarire i fatti alla capo cella e alle sue due principali complici. Spesso finivo per parlare con loro fin dopo le 22:00. Parlavo del cammino che avevo intrapreso e delle mie esperienze di coltivazione nel centro di detenzione e nel campo di lavoro. Ho anche parlato della mia fede nella coltivazione. Ho detto: “Il sole potrebbe sorgere da ovest e la Terra potrebbe ruotare al contrario, ma io non mi ‘trasformerò’ mai!”

Ero rigorosa nell’aderire agli standard della Dafa in qualsiasi cosa facessi. Capivo le detenute e le trattavo con gentilezza. Nel giro di un mese, due delle principali addette hanno accettato di lasciare il PCC e iniziato a studiare la Fa. Dopo un mese, la caposquadra mi ha chiamata in una stanza vuota e mi ha detto: “Se mi fai un favore e ti ‘trasformi’, mi inginocchierò davanti a te”. Prima ancora che finisse, le ho risposto: “No, non lo farò!” Dopo di che, hanno rinunciato di cercare di “trasformarmi” e la capo cella mi ha anche elogiato più volte nel workshop.

Dopo due mesi, la capo cella mi ha detto: “Potresti andare nella stanza 8 e occuparti di un’anziana praticante? È stata torturata e deve essere curata in ospedale ogni giorno. Il medico ha detto che ha una grave malattia cardiaca e calcoli biliari. È emaciata e ha sviluppato una grande gobba. Una volta arrivata sul posto, sarai tu a decidere, quindi, qualsiasi cosa voglia fare per aiutarla, sentiti libera di farlo. La cosa principale ora è prendersi cura di lei. Di notte, puoi studiare la Fa e fare gli esercizi con le altre praticanti”. Ho accettato volentieri.

Quando sono entrata nella sua stanza, ho capito che non aveva pensieri retti e non riusciva a pensare a nessuno degli insegnamenti; quindi, ho iniziato a studiare con lei, ho inviato pensieri retti e l’ho aiutata a guardarsi dentro. Nel giro di pochi mesi, è guarita da tutti i suoi malanni. Per la prima volta da quando era stata ricoverata in carcere, è andata a fare la spesa da sola e ha comprato due sacchi di generi alimentari e li ha portati da sola fino al quinto piano. L’intero reparto era allibito e tutti erano veramente stupiti dal potere della Dafa.

Parecchie persone avevano iniziato a praticare la Dafa e ancora di più avevano scelto di abbandonare il PCC. Una squadra era solitamente composta da 70 detenuti: quando nel mio gruppo solo alcune non avevano abbandonato le organizzazioni del PCC, le squadre venivano tutte ricomposte. Sapevo che il Maestro era sempre vicino a me, faceva in modo che le persone con una relazione predestinata mi incontrassero.

Quando ho lasciato la stanza che era stata allestita appositamente per “trasformare” i praticanti, ogni volta che venivano ammessi in questo reparto, la caposquadra provvedeva a farli lavorare nel laboratorio, invece di costringerli a essere “trasformati”. In pratica il gruppo di “trasformazione” di questo reparto è stato smantellato.

In oltre 20 anni di coltivazione della rettifica della Fa, il mio cammino è stato accidentato. Ma il Maestro mi ha illuminato e protetto a ogni passo. Grazie alla Sua immensa compassione, io, sua discepola sono stata in grado di seguire il percorso di ritorno al mio vero sé, così da poter adempiere al mio voto. Sono grata per la benevola compassione del Maestro! Grazie, Maestro!