(Minghui.org) Due mesi or sono la 59enne Qi Jie di Pingliang, nella provincia del Gansu, è stata processata con l'accusa di praticare il Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999, e il 19 ottobre è stata imprigionata.

Era stata arrestata il 13 novembre dello scorso anno per aver parlato alla gente del Falun Gong e la sua abitazione era stata perquisita. Poi la donna era stata rinchiusa nel Carcere di Kongton per un breve periodo e liberata su cauzione. Tuttavia la polizia aveva continuato a molestarla a casa e lei si è vista costretta a scappare e a vivere da fuggiasca.

La Divisione di sicurezza interna del distretto di Kongtong in seguito ha relazionato sul caso la Procura del medesimo distretto. Nel luglio di quest'anno la famiglia è stata informata che era sotto accusa e che il suo caso era stato trasmesso al tribunale distrettuale.

Qi è stata processata il 23 agosto di quest'anno. Gli ufficiali giudiziari l'hanno portata in ospedale per un check up il 19 ottobre e lo stesso giorno è stata rinchiusa nel centro di detenzione locale. I familiari sospettavano che fosse stata condannata, ma non avevano ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, né dal tribunale né dalla polizia. Solo quella sera la polizia li ha informati che sarebbe rimasta in carcere per quattro mesi.

Qi aveva già avuto guai con la giustizia in passato a causa della sua fede. Il 10 dicembre del 2009 era stata arrestata dopo che qualcuno l'aveva denunciata per aver distribuito del materiale del Falun Gong, e aveva trascorso 15 giorni in una cella della Divisione di sicurezza interna di Pingliang.

Il 20 settembre del 2010 era stata arrestata di nuovo, dopo essere stata denunciata per aver distribuito del materiale del Falun Gong. Nel pomeriggio la polizia aveva perquisito l'abitazione. Quando il carcere locale l'aveva rifiutata per le sue cattive condizioni di salute, la famiglia è stata autorizzata ad andarla a prendere quella sera previo pagamento di 600 yuan (circa 78 euro).

Il terzo arresto era avvenuto il 7 novembre del 2019 ed era stato seguito da 15 giorni di detenzione.