(Minghui.org) Il 28 settembre scorso Li Ailian, della città di Weifang nella provincia dello Shandong, è stata condannata a un anno per aver praticato il Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal luglio 1999. Attualmente sta scontando la pena nel Carcere femminile della provincia dello Shandong (situato nella capitale Jinan).

Li è stata arrestata nel pomeriggio del 9 marzo dell'anno scorso, mentre parlava del Falun Gong con delle persone. Un giovane con cui aveva parlato in precedenza le ha scattato una foto, nonostante la sua opposizione, e ha chiamato la polizia. Quattro agenti in borghese sono arrivati subito per filmarla e fotografarla. Le hanno preso la borsa e l'hanno ammanettata, prima di spingerla nell’auto di servizio, e portarla alla Stazione di polizia di Nanguan.

Quella sera la polizia ha fatto irruzione nell'abitazione di Li e la mattina dopo l'ha portata al Dipartimento di polizia del distretto di Weicheng per prelevarle un campione di sangue e le impronte digitali. In seguito, l'hanno portata in una stanza per gli interrogatori e le hanno ordinato di firmare un documento. Lei si è rifiutata e la polizia ha mentito, sostenendo che si trattava del suo avviso di rilascio. A causa della sua scarsa capacità visiva, non riusciva a leggere ciò che era scritto sul foglio, quindi ha firmato ed è stata rilasciata. In seguito ha appreso che in realtà si trattava di un avviso di libertà provvisoria e non del rilascio incondizionato che avevano dichiarato.

A metà aprile scorso la polizia l'ha ripresa in custodia e rinchiusa nel Centro di detenzione della città di Weifang. Il 28 settembre è stata incriminata e processata. Il giudice che ha presieduto il processo al termine dell'udienza l'ha condannata. Non è chiaro quando sia stata trasferita in carcere.