(Minghui.org) Saluti, venerato Maestro. Saluti, amici praticanti.
Vorrei esprimere la mia profonda gratitudine alla Falun Dafa. Quest’anno ho affrontato una prova difficile che non avrei potuto superare se non fossi stata una praticante della Falun Dafa.
Poco tempo dopo la nostra ultima conferenza, che si è svolta nel novembre 2024, ho vissuto una manifestazione del karma di malattia. Mi svegliavo con forti dolori che si attenuavano col passare delle ore: questo stato si è ripetuto per diversi giorni. Certe volte il dolore era così intenso che anche andare in cucina era una tortura. A volte mi ci volevano diverse ore per sciogliere gli arti e alleviare un po’ il dolore. Ogni movimento richiedeva uno sforzo considerevole: aprire una bottiglia d’acqua, legarmi i capelli, vestirmi, salire le scale, sedermi sul pavimento per meditare, rialzarmi...
Le persone a me vicine notavano che a volte zoppicavo e mi chiedevano cosa avessi. Dicevo tra me che essendo una praticante della Falun Dafa dovevo sopportare il dolore senza lamentarmi. Ma nel profondo mi chiedevo: “Perché dover affrontare una prova così difficile, che inoltre trasmette un’impressione negativa della Falun Dafa alle persone comuni?”.
La mia preoccupazione mi ha finalmente spinta a cercare di capire meglio cosa mi stava succedendo. Ho fatto alcune ricerche online e mi hanno rivelato che alla mia età, 30 anni, una persona ancora sana non dovrebbe soffrire di usura articolare o osteoartrite. Poi mi è venuta in mente un’altra spiegazione, ovvero che i miei sintomi corrispondevano a quelli di una malattia autoimmune incurabile: l’artrite reumatoide.
Questa malattia è caratterizzata da un’infiammazione cronica delle articolazioni che, se non trattata, può portare a deformità, perdita di mobilità e persino alla morte prematura. Leggendo le testimonianze dei pazienti, ho trovato descritto parola per parola ciò che stavo vivendo. Ho anche esaminato attentamente le articolazioni particolarmente dolorose delle mie dita e ho notato che tre di esse erano gonfie e spostate dal loro allineamento naturale. Mentre giravo dei video per l’azienda mediatica per cui lavoro, mi sono resa conto che le mie nocche erano così gonfie che l’avevano notato anche agli altri.
Io e mio marito pratichiamo la Falun Dafa, e lui mi ha fatto notare che, nel momento in cui avevo cercato online a quale ‘malattia’ potessero corrispondere i dolori che provavo, il livello della mia xinxing era calato. Questa sua osservazione mi ha fatto riflettere più profondamente: mi sono resa conto che uno dei miei attaccamenti fondamentali era ancora lì, la paura della malattia. In realtà, era proprio questa paura che mi aveva portato a praticare la Falun Dafa. Ho deciso di lasciarla andare e di non cercare aiuto medico.
Consigli dagli amici praticanti
Il primo consiglio che mi hanno dato diversi praticanti è stato quello di praticare di più gli esercizi. Avevano assolutamente ragione, non li stavo praticando tutti e cinque ogni giorno, quindi ho deciso rapidamente di aumentare la durata e la frequenza della mia pratica.
La maggior parte dei praticanti esperti mi ha incoraggiata a ignorare i sintomi e a non dar loro importanza. Tuttavia, uno di loro ha detto qualcosa di diverso. Mi ha rassicurata dicendomi che certe situazioni karmiche sono complesse e che non era una cosa negativa sentire il bisogno di andare in ospedale. Queste parole compassionevoli mi hanno aiutata ad alleviare parte della pressione che mi ero autoimposta.
Un’amica praticante, alla quale avevo confidato la mia situazione, mi ha risposto con parole semplici che tuttavia mi hanno scosso: “Questa è un’ottima occasione per guardarti dentro. Hai già trovato il tuo problema?”.
Mi sono sentita profondamente ferita. Non ho risposto, ma ho pensato: “Sono una praticante, so benissimo che bisogna guardarsi dentro! Condivido con te le mie sofferenze quotidiane e questo è tutto ciò che hai da dirmi?” Mi sono allontanata da lei con un senso di risentimento. Ero convinta che non avesse alcuna compassione. Mi sentivo incompresa, ferita e frustrata perché non ricevevo il sostegno di cui avevo così disperatamente bisogno in quel momento. Ma per fortuna, mi sono subito ricordata delle parole del Maestro.
Il Maestro ha detto:
“… e anche la persecuzione coercitiva da parte delle vecchie forze è dovuta al vostro karma.” (Stai lontano dal pericolo)
La mia amica non aveva ragione? Guardarmi dentro, non era forse il miglior consiglio che potesse darmi per uscire da questa situazione senza via d’uscita? Qualche giorno dopo si è verificata una situazione simile. Ero fisicamente esausta per il dolore. In questo stato di debolezza, ho cercato di ottenere un po’ di attenzione da mio marito, ma lui mi ha ignorata perché era occupato. Sopraffatta da un profondo senso di impotenza, sono scoppiata a piangere.
In seguito, ho riflettuto a lungo su questo bisogno di riconoscimento e affetto. Mi sono resa conto che nella vita di tutti i giorni, quando non ricevevo l’affetto o l’attenzione che sentivo di meritare, nutrivo silenziosamente una sorta di risentimento. Questo risentimento era una rabbia profonda e diffusa che non esplodeva mai, ma era comunque molto reale. Non era proprio questo che alimentava la mia infiammazione? Non era quella rabbia repressa, quel fuoco interiore che bruciava, mentre esteriormente sembravo evolvermi, la causa stessa delle mie articolazioni infiammate e doloranti?
Guardarsi veramente dentro
Una sera, mentre leggevo le lezioni del Maestro con il nostro gruppo regionale di studio della Fa, mi sono imbattuta in un passaggio che mi ha aiutata molto.
Il Maestro ha detto:
“Alcuni dei nostri praticanti non sono in grado di superare le prove di karma di malattia. Non pensate alle cose troppo grandi. Potreste pensare che non avete fatto degli errori grandi, e che siete determinati nella vostra fede nella Fa. Tuttavia, non dovreste trattare i piccoli problemi che avete come se non fossero niente. Il male approfitterà di ogni mancanza; molti praticanti sono persino morti a causa di piccole cose, davvero qualcosa di molto marginale.” (“Insegnamento della Fa alla Conferenza della Fa della zona occidentale degli Stati Uniti 2015”, Insegnamento della Fa nelle conferenze XIII)
Quella sera ho preso una decisione chiara: “D’ora in poi presterò molta attenzione a tutti quegli errori che consideravo ‘minori’.” Ho approfittato di due settimane di vacanza all’estero per concentrarmi interamente sulla lettura dello Zhuan Falun. Ogni giorno leggevo lentamente e attentamente, confrontando ogni frase con la mia coltivazione: esaminavo onestamente ciascuna delle mie azioni e dei miei pensieri.
Avevo deciso di analizzare con più attenzione l’origine del mio risentimento. Al di là del già citato bisogno di affetto e qing, mi sono resa conto che il mio risentimento verso mio marito si manifestava quasi quotidianamente in modi molto diversi e spesso impalpabili.
Sorgeva alla minima critica da parte sua, o anche quando faceva qualcosa che, secondo me, non era in accordo con la Fa (gli insegnamenti). Quando silenziosamente mi risentivo, per quella ragione dicevo a me stessa che il suo comportamento ‘non era degno di un praticante’ o perché dovessi sempre sopportare il suo comportamento. Gradualmente, si è mostrata in modo chiaro una verità, ovvero che la maggior parte dei miei pensieri nei suoi confronti erano caratterizzati da insoddisfazione, condanna e risentimento.
Una volta che questo aspetto mi è diventato chiaro, ho affrontato prove importanti che hanno testato la mia xinxing. Un giorno mio marito, nonostante avessimo un incontro importante, si è assentato per diversi minuti senza avvisarmi. Fedele alle mie maniere, sono stata sopraffatta da un’intensa rabbia. Mi sono persino venute le lacrime agli occhi e ho pensato che la sua mancanza di rispetto fosse davvero insopportabile; ma all’improvviso ‘si è fatto strada’ un pensiero sincero: “Perché lui dovrebbe avere torto e io ragione? Non sono forse io quella che sta lottando con il karma di malattia? Non è forse questa un’occasione preziosa per coltivare la gentilezza?”. In quel momento la mia rabbia, come nebbia, si è dissipata, mi sono sentita leggera, rasserenata e anche fisicamente, sembravo essermi alleggerita.
Questa prova si è ripetuta spesso durante la nostra vacanza. Ogni volta lasciavo andare sempre un po’ di più questo risentimento. È stata un’esperienza che mi ha molto arricchita. Se non avessi sofferto di quei dolori articolari, non mi sarei mai spinta a osservare i miei pensieri con tanta attenzione e a imparare a ‘spegnere’ questo fuoco interiore che ardeva da troppo tempo.
Eliminare finalmente il desiderio sessuale
A causa dei miei dolori articolari, quando sedevo in meditazione il dolore alle gambe si amplificava notevolmente, a volte era così intenso che piangevo; un giorno, quando la sofferenza era straziante, ho promesso al Maestro che avrei affrontato seriamente la questione del desiderio sessuale, che continuavo a rimandare. Da quando mi ero sposata, non avevo veramente coltivato i miei desideri sessuali e il mio attaccamento alla lussuria si era intensificato. Pensavo che, dato che io e mio marito desideravamo dei figli, fosse naturale provare una certa attrazione fisica l’uno per l’altra. Ma quando ho riletto la Sesta Lezione dello Zhuan Falun, dove si tratta l’argomento del desiderio sessuale, mi sono resa conto che anche il desiderio tra marito e moglie è un attaccamento che un praticante della Falun Dafa deve abbandonare. Per rafforzarmi, ho iniziato a rileggere l’insegnamento della Fa a Manhattan, il che mi ha aiutata.
Ho poi riflettuto molto seriamente sulla domanda: “Dove ho sbagliato?”. Per molto tempo ho creduto che mio marito fosse più attaccato di me al desiderio sessuale, perché ogni volta che sollevavo l’argomento, dal punto di vista della coltivazione, si arrivava a litigare e mi accusava.
Dopo aver iniziato a praticare la Falun Dafa nel 2017, ho preso molto sul serio l’eliminazione del desiderio. È stato solo quando ho incontrato mio marito che il problema è “riaffiorato”. Credevo che, se eravamo bloccati in questa situazione fosse interamente una sua responsabilità e inconsciamente provavo risentimento nei suoi confronti per questo. Mi sono rassegnata alla situazione perché non volevo perdere il suo affetto o il suo amore. In realtà, ho dato la colpa a lui invece di guardarmi dentro onestamente e ammettere che anch’io avevo questo attaccamento.
Mi sono chiesta con sincera preoccupazione: “Se non rinuncio ai miei attaccamenti più sporchi, non trascinerò con me un altro praticante nella rovina?”. Nella stessa lezione, il Maestro ci invita ad adottare una prospettiva più ampia:
Il Maestro ha detto:
“Un essere umano non è nato solo una volta. Forse in questa vita è un vostro familiare, ma nella prossima vita farà parte della famiglia di qualcun altro e nella prossima ancora chissà dove si reincarnerà. Si tratta soltanto di una relazione predestinata. Come potete sostituirvi nella sua scelta che determinerà l’eternità della sua vita? Solamente quando avete nel vostro cuore il desiderio di salvare quella persona, e la trattate come un essere senziente da salvare, vedrete cambiare le cose.” (“Insegnamento della Fa a Manhattan”, Insegnamento della Fa nelle conferenze X)
Dopo il matrimonio, rileggevo regolarmente questa lezione, sperando di trovare una via d’uscita chiara al problema del desiderio sessuale. Ma solo questa volta le parole del Maestro mi hanno davvero colpita e fatto capire cos’è la vera compassione di un praticante. Mi sono rivolta a mio marito come se fosse una persona bisognosa di soccorso, il cui destino dipendeva dalle mie decisioni, e mi sono venute le lacrime agli occhi. Mi sono detta silenziosamente: “Non perdiamoci e non diventiamo indegni del titolo di ‘discepoli della Dafa’”.
Poco dopo questo pensiero compassionevole, si è verificato un cambiamento inaspettato. Mio marito stesso ha sollevato l’argomento e ha detto: “Ci ho pensato a lungo. Le vecchie forze ti stanno attaccando con questa prova del karma di malattia, e anch’io devo guardarmi dentro. Insieme, dobbiamo abbandonare il desiderio sessuale e trascendere il piano umano. Coltiveremo noi stessi insieme e ci muoveremo nella giusta direzione in modo che tu possa superare questa interferenza”.
Non ci sono parole per descrivere la gioia e la gratitudine che ho provato quando ho sentito le sue parole. Ho percepito che il Maestro mi stava aiutando a liberarmi da un karma pesante e appiccicoso in cui ero rimasta intrappolata per troppo tempo. La grazia infinita del Maestro ha riempito la stanza e il mio essere. Mi sono messa davanti al ritratto del Maestro e ho pianto di gratitudine.
Conclusione
Mentre scrivo questo articolo, il dolore non mi è scomparso completamente, tuttavia, la mia prospettiva sulla malattia è completamente cambiata. Sono passata dal credere di avere una malattia grave al rendermi conto che anche questa cosa molto brutta è in realtà una cosa buona, poiché mi ha costretta a guardarmi dentro e mi ha permesso di eliminare seriamente i miei attaccamenti fondamentali.
Attualmente, mentre invio pensieri retti, sto correggendo i miei mondi interiori e l’universo che comprende il mio corpo. Sono determinata a permettere al Maestro di trasformare il mio benti (corpo umano) in questo processo. Nella coltivazione non esistono ‘piccole cose’. Un praticante può, in apparenza, essere molto diligente, leggere lo Zhuan Falun e fare gli esercizi ogni giorno, ma ciò non significa che abbia trasceso il mondo umano. Il Maestro ci ha dato la chiave per lasciare questo regno. Si tratta di essere premurosi e rinunciare ai propri interessi personali e materiali. Ma quando facciamo le cose meccanicamente, ci si dimentica di guardarsi dentro sinceramente e si crediamo di essere sulla strada giusta.
Il mio dolore articolare è in definitiva la cosa migliore che mi sia successa nell’ultimo anno. Senza di esso, non avrei mai affrontato le mie debolezze e lavorato per eliminarle.
Ringrazio il Maestro compassionevole per questa Dafa sconfinata e i miei amici praticanti per la loro inestimabile compassione. Continuerò a seguire il percorso che il Maestro ha preparato per me per raggiungere lo scopo della mia venuta in questo mondo.
Grazie, venerato Maestro! Grazie, amici praticanti!
(Articolo selezionato presentato alla Conferenza della Fa Svizzera tedesca 2025)
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