(Minghui.org) Liu Fanqin, di Chongqing, è in attesa del verdetto dopo l'udienza che si è tenuta il 12 novembre scorso per la sua fede nel Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal 1999.

Lo scorso 27 aprile la signora Liu, ex dirigente di 74 anni della Fabbrica di strumenti ottici del distretto di Beibei, è stata arrestata. La donna è stata presa in custodia dal Centro di detenzione di Beibei e il 12 maggio è stato emesso un mandato di arresto formale nei suoi confronti. Il 22 giugno la Procura distrettuale ha trasferito il suo caso alla Procura del distretto di Jiangbei, che l'11 settembre l'ha incriminata. Il 12 novembre scorso Fanqin è stata processata dal Tribunale del distretto di Jiangbei. Il Comitato per gli affari politici e legali di Chongqing e l'Ufficio di giustizia non hanno permesso al suo avvocato di presentare un'instanza di non colpevolezza per lei.

La signora Liu ha iniziato a praticare il Falun Gong nel 1994 e in breve tempo è guarita da molti disturbi, tra cui gravi rinite, faringite e tonsillite. Dopo l'inizio della persecuzione, Fanqin ha mantenuto salda la sua fede ed è stata ripetutamente presa di mira.

Nel mese di agosto 1999 la donna è stata arrestata per la prima volta e trattenuta per una notte alla Stazione di polizia di Beibei. Gli agenti hanno tentato di costringerla a rinunciare al Falun Gong, ma senza successo.

Nel mese di gennaio 2000 la signora Liu si è recata a Pechino per appellarsi al diritto di praticare il Falun Gong, ma è stata arrestata e scortata a Chongqing. La donna è stata presa in custodia dal Centro di detenzione di Beibei e successivamente condannata a un anno, trascorso nel Campo di lavoro forzato di Maojiashan, dove è stata costretta a lavorare per più di 10 ore al giorno senza retribuzione. La signora Liu è stata brutalmente picchiata dalle guardie, che le hanno anche fatto leggere materiale propagandistico che demonizzava il Falun Gong, e la sua pena è stata prolungata di nove mesi. La polizia le ha anche ordinato di pagare le spese di diverse migliaia di yuan (diverse centinaia di euro), sostenute per recarsi a Pechino e riportarla indietro. Non avendo abbastanza denaro, per alcuni anni le sono state detratte le spese di viaggio dalla sua pensione mensile.

Non appena la signora Liu è stata rilasciata dal campo di lavoro nel novembre 2001, è stata nuovamente arrestata dagli agenti dell'Ufficio 610 e portata a una sessione di lavaggio del cervello di nove giorni, organizzata dalla Scuola del partito comunista nel distretto di Beibei.

A causa dell'assidua sorveglianza e delle vessazioni prolungate da parte della polizia, nel mese di settembre 2002 la signora Liu è stata costretta a lasciare l’abitazione in cui viveva. La sera del 21 giugno 2003 è stata arrestata nella sua casa in affitto, insieme ad altri due praticanti del Falun Gong. Gli agenti hanno confiscato loro il computer, la stampante, i dischi vergini e oltre 10.000 yuan (circa 1.220 euro) in contanti. Tutti e tre i praticanti sono stati rinchiusi nel Centro di detenzione del distretto di Dadukou.

Gli agenti hanno ammanettato la signora Liu dietro la schiena e l'hanno appesa con una corda al telaio di una finestra, con le dita dei piedi che toccavano a malapena il pavimento. Il dolore era così forte che dopo mezz'ora la donna aveva difficoltà a respirare. Non le è stato permesso di mangiare, dormire o andare in bagno. È stata lasciata appesa in quella posizione per più di 30 ore; Fanqin è svenuta diverse volte per il dolore e, già molto prima di essere liberata, le sue braccia intorpidite erano ormai paralizzate.

Rievocazione della tortura: appesa a una corda

La signora Liu è stata portata in diversi ospedali e tutti i medici le hanno detto che aveva danni ai nervi di entrambe le braccia e ai legamenti di entrambe le spalle, che erano anche lussate. Hanno anche detto che non aveva alcuna speranza di recuperare la funzionalità delle braccia.

Nel mese di marzo 2004 la signora Liu ha denunciato lo stupro di una praticante del Falun Gong perpetrato da un agente di polizia nel centro di detenzione e, per ritorsione, il Tribunale distrettuale di Dadukou l'ha condannata a nove anni di prigione. Fanqin ha presentato ricorso al primo Tribunale intermedio di Chongqing, che ha confermato la sentenza originale. Nel mese di agosto 2005 la donna è stata rinchiusa nella Prigione femminile di Yongchuan.

Durante la detenzione, la signora Liu è stata costretta a restare seduta su uno sgabello, senza potersi muovere, per oltre 10 ore al giorno; le è stato limitato l'acquisto di beni di prima necessità e non le è stato permesso di chiamare la sua famiglia. In seguito, le guardie l'hanno costretta a lavorare per lunghe ore senza retribuzione. Le hanno detto: “Se muori, il governo dovrà spendere solo 80 yuan (circa 10 euro) per cremarti. Tutto qui. Cosa ti aspettavi?”.

Il 20 dicembre 2011 la signora Liu è stata rilasciata. Praticando il Falun Gong, un anno dopo si è miracolosamente ripresa e ha riacquistato la capacità di prendersi cura di sé.

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