(Minghui.org)

Nome: Zhao JianNome cinese: 赵健Sesso: FemminileEtà: 58 anniCittà: ChangchunProvincia: JilinOccupazione: OperaiaData di morte: 1° dicembre 2025Data dell'ultimo arresto: Maggio 2015Luogo di detenzione più recente: Un centro di detenzione

Una donna della città di Changchun, nella provincia dello Jilin, ha trascorso gli ultimi otto anni della sua vita in esilio per evitare di essere nuovamente arrestata a causa della sua fede nel Falun Gong. La morte della signora Zhao Jian a 58 anni, avvenuta il 1° dicembre scorso, ha posto fine a decenni di sofferenze inflitte dal Partito Comunista Cinese (PCC).

La signora Zhao ha iniziato a praticare il Falun Gong insieme al marito a settembre del 1996, dopo aver visto in lui numerosi cambiamenti positivi e per il fatto che non volesse più divorziare da lei. Quando il PCC ha lanciato una campagna nazionale contro il Falun Gong a luglio del 1999, ha mantenuto salda la sua fede e per questo è stata ripetutamente presa di mira dalle autorità.

Quattro viaggi a Pechino per difendere il Falun Gong

Nel mese di agosto del 1999 la signora Zhao si recò a Pechino per fare appello per il Falun Gong, fu arrestata in piazza Tiananmen e portata all'ufficio di collegamento di Changchun a Pechino, ma riuscì a fuggire.

Tre mesi dopo, la signora Zhao tornò a Pechino e fu nuovamente arrestata in piazza Tiananmen e portata all'ufficio di collegamento di Changchun a Pechino. Due agenti l'hanno ammanettata e portata a bordo di un treno diretto a Changchun ma, dopo essere arrivati al Dipartimento di polizia della città di Changchun, è riuscita a fuggire attraverso una porta sul retro. L'agente Zhao He, della Stazione di polizia di via Xijiao, l'ha arrestata a casa sua due giorni dopo e l'ha trattenuta nella Prigione di Daguang per sette giorni.

La signora Zhao ha compiuto un terzo viaggio a Pechino a novembre del 2000, questa volta con oltre 10 altri praticanti del Falun Gong, che tutti insieme hanno srotolato striscioni in Piazza Tiananmen, e infine sono stati arrestati.

Mentre era trattenuta nel Centro di detenzione del distretto di Shunyi a Pechino, la signora Zhao ha iniziato uno sciopero della fame per protesta ed è stata portata in ospedale per essere alimentata forzatamente. Due agenti l'hanno tenuta ferma a terra, uno di loro le si è seduto sopra e le ha inserito un grosso tubo di alimentazione nel naso e nella bocca, avanti e indietro più di 10 volte, causandole sanguinamento dalla bocca e dal naso. Le hanno somministrato forzatamente una grande quantità di farina di mais altamente salata che le ha causato un gonfiore allo stomaco, e alla fine ha vomitato anche sangue.

Nei giorni successivi la signora Zhao ha sofferto di un persistente dolore al petto, non riusciva a dormire e la polizia l'ha rilasciata circa una settimana dopo.

Il giorno di Capodanno del 2001, la signora Zhao si è recata per la quarta volta in piazza Tiananmen, è stata arrestata e condotta alla Stazione di polizia del distretto di Miyun. Quando si è rifiutata di rivelare la propria identità, due agenti le hanno inserito un manganello elettrico nei vestiti per darle una scossa alla schiena, facendola svenire; dopo aver ripreso conoscenza, ha iniziato uno sciopero della fame chiedendo il proprio rilascio incondizionato. Cinque giorni dopo è stata rilasciata, quando la polizia ha notato che era diventata pericolosamente debole a causa dello sciopero della fame.

Nell’anno 2002 è stata condannata a 15 anni di reclusione

Il 5 marzo del 2002 un gruppo di praticanti del Falun Gong ha intercettato otto canali televisivi via cavo nella città di Changchun e per 50 minuti ha trasmesso con successo programmi che denunciavano la persecuzione. Ne è seguita una retata con oltre 5.000 praticanti nella regione di Changchun arrestati in pochi giorni, sette dei quali sono stati picchiati a morte mentre erano in custodia della polizia.

La signora Zhao è stata arrestata dagli agenti della Stazione di polizia della città di Changchun, che le hanno coperto la testa con un panno e l’hanno portata nel seminterrato di un hotel, dove sette agenti le hanno torto le mani dietro la schiena e con una corda di nylon le hanno legato le mani alle gambe piegate all'indietro, l'hanno sollevata con la corda e l'hanno fatta cadere a terra. Lo hanno fatto ripetutamente, fino al punto che le sue membra sono diventate insensibili.

La polizia ha poi fatto sedere la signora Zhao su una panchina con le gambe legate e quattro agenti le hanno dato scariche elettriche sui palmi delle mani, sul petto, sui capezzoli e sulle gambe con manganelli elettrici. La parte anteriore del suo corpo presentava numerose ustioni che sono diventate nere.

La polizia le ha poi coperto la testa con un sacchetto di plastica nero, così stretto che ha rischiato di soffocare; glielo toglievano per farla riprendere un po’ e nuovamente glielo collocavano. Le hanno anche avvicinato sigarette accese al viso e soffiato il fumo in faccia, provocandole rinorrea e lacrimazione agli occhi.

Dopo quattro giorni passati su una panchina senza dormire, la signora Zhao è stata portata al terzo Centro di detenzione della città di Changchun, ma a quel punto era ormai incapace di intendere e di volere.

Il 18 settembre del 2002 la signora Zhao e altri 14 praticanti coinvolti nell'intercettazione della rete televisiva via cavo statale per chiarire la verità sulla Falun Dafa sono stati condannati a pesanti pene detentive fino a 20 anni, e alla signora Zhao sono stati inflitti 15 anni. Per i dettagli consultare l’articolo correlato riportato di seguito.

Subito dopo la sentenza, ciascuno dei 15 praticanti è stato portato in una stanza separata e sottoposto a scariche elettriche con tre o quattro manganelli elettrici contemporaneamente per almeno 20 minuti.

Maltrattata e torturata in prigione

La signora Zhao è stata rinchiusa nella Prigione femminile di Heizuizi a Changchun a ottobre del 2002: è stata prima detenuta nel reparto delle nuove arrivate, per poi essere assegnata alla divisione cinque. Si è rifiutata di rinnegare la sua fede e di cantare canzoni a favore del PCC.

Le guardie hanno portato una collaboratrice per diffamare il Falun Gong e la signora Zhao le ha detto: “Sta' zitta!”, ed è stata costretta a stare in piedi per un intero pomeriggio.

Il capitano Cao Hong ha ordinato una nuova serie di persecuzioni contro la signora Zhao e altre tre praticanti alla fine del 2006; dopo aver scoperto che erano riuscite a far circolare articoli scritti dal fondatore del Falun Gong, sono state rinchiuse in celle di isolamento con le tende tirate.

Le guardie hanno legato gli arti della signora Zhao ai quattro montanti di un letto e l'hanno sospesa in aria; il dolore inflitto era insopportabile e ogni secondo sembrava un'eternità, le mani e i piedi sono diventati viola e la sua giacca invernale, i pantaloni di cotone e perfino i capelli erano fradici di sudore.

La signora Zhao è rimasta sospesa in quella posizione per tutta la notte, e le guardie l’hanno tenuta legata a braccia e gambe aperte dopo averla calata sul letto, dov’è rimasta per due mesi e doveva fare i propri bisogni a letto.

Costretta allo sfollamento

Dopo essere stata rilasciata anticipatamente nel 2012, la signora Zhao ha saputo che sua suocera era rimasta così sconvolta dalla sua detenzione da ammalarsi gravemente, ed è morta tre mesi dopo il suo ritorno a casa.

A maggio del 2015 la signora Zhao ha presentato una denuncia contro l'ex leader del PCC Jiang Zemin, che ha avviato la persecuzione del Falun Gong e ha ordinato direttamente l'arresto di massa dei praticanti di Changchun a marzo del 2002. Gli agenti della Stazione di polizia di Yongji sono venuti a conoscenza della denuncia e hanno detenuto la signora Zhao per 10 giorni.

Dopo essere stata rilasciata, la signora Zhao si è ritrovata ancora sotto stretta sorveglianza e ha continuato a subire frequenti molestie e minacce. Un giorno la polizia ha tentato di arrestarla sul posto di lavoro, ma lei è riuscita a fuggire, finché in seguito ha lasciato il suo impiego presso la fabbrica di macchinari di prova n. 2 della città di Changchun e nel 2017 si è data alla macchia.

Negli ultimi otto anni la polizia ha dato la caccia alla signora Zhao, e la persecuzione le è costata la vita il 1° dicembre scorso.

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