(Minghui.org) Lo scorso 13 gennaio il primo ministro canadese, Mark Carney, si è recato in Cina. Poiché la repressione transnazionale, perpetrata dal Partito Comunista Cinese (PCC), si sta intensificando e si è estesa anche al Canada, l'Associazione Falun Dafa canadese ha invitato il primo ministro a sollevare la questione, durante l'incontro con i funzionari cinesi. Lo ha anche esortato a sollecitare il Governo cinese a rilasciare i praticanti, familiari di residenti canadesi, detenuti in Cina per la loro fede nella Falun Dafa (conosciuta anche come Falun Gong).

Il 16 agosto dell'anno scorso i praticanti hanno organizzato una manifestazione e una marcia a Toronto, per chiedere la fine della repressione transnazionale del PCC

Il portavoce Joel Chipkar, dell'Associazione Falun Dafa del Canada, ha affermato che la voce del primo ministro canadese, nel sollevare la questione con i funzionari cinesi, “darebbe speranza alle vittime, sosterrebbe le famiglie canadesi colpite e invierebbe un messaggio chiaro: il Canada non è disposto a tollerare la repressione sul proprio territorio”.

“La persecuzione del Falun Gong in Cina resta grave, sistematica e incessante. Solo l'anno scorso, almeno 750 praticanti sono stati condannati a lunghe pene detentive, molti dei quali sono anziani ottantenni, che hanno subito processi farsa e torture”, ha detto Chipkar. “I praticanti del Falun Gong rappresentano il gruppo più grande dei prigionieri di coscienza in Cina. Per oltre 26 anni, il PCC ha utilizzato l'apparato statale per detenere, torturare e mettere a tacere milioni di persone”.

Appello al Governo canadese affinché guidi gli sforzi per porre fine alla repressione transnazionale del PCC

Nella sua lettera al primo ministro, l'associazione Falun Dafa canadese ha scritto, tra l'altro: "Il Canada è da tempo considerato un convinto sostenitore dei diritti umani e della libertà religiosa, ed è impegnato a resistere alle interferenze straniere e a proteggere le comunità dalla repressione transnazionale. La esortiamo, durante la sua visita in Cina, a sollevare direttamente la questione sulla persecuzione e sulla repressione transnazionale dei praticanti del Falun Gong con i leader cinesi, al fine di riaffermare i valori fondamentali del Canada”.

“La persecuzione ha varcato i confini, manifestandosi come repressione transnazionale sul suolo canadese”, ha affermato Chipkar. Nel 2024 l'associazione ha presentato una relazione alla Commissione canadese per le interferenze straniere, documentando oltre un quarto di secolo di repressione transnazionale in Canada, tra cui molestie, attacchi informatici, sorveglianza, propaganda d'odio, violenza e interferenze con eventi pubblici.

La repressione transnazionale minaccia la sovranità del Canada

Nella sua lettera al primo ministro, l'Associazione ha espresso la sua profonda preoccupazione per l'intensificarsi della repressione transnazionale negli ultimi anni, che ha preso di mira sia i praticanti del Falun Gong che la Shen Yun Performing Arts, la compagnia di danza classica cinese di fama internazionale, fondata da praticanti del Falun Gong. Shen Yun e la comunità del Falun Gong hanno subito molestie, disinformazione, sorveglianza e minacce di attentati dinamitardi e di sparatorie di massa in Canada e in altri Paesi democratici.

Shen Yun è diventata un bersaglio del PCC, perché mira a far rivivere la cultura tradizionale cinese antecedente al comunismo e a denuncia l'attuale persecuzione religiosa in Cina.

La lettera continua: "I praticanti del Falun Gong hanno assistito, dal 2024, a un'impennata di minacce di sparatorie di massa e attentati dinamitardi, con oltre 160 minacce di morte e attentati, rivolte alle loro comunità in tutto il mondo; almeno 127 delle quali dirette alla Shen Yun Performing Arts. Le intimidazioni hanno preso di mira i teatri che, l'anno scorso, avrebbero ospitato gli spettacoli di Shen Yun, durante il tour mondiale della compagnia. Si sono verificati incidenti in quattro teatri canadesi: Mississauga, Kitchener, Montreal e Vancouver. Le minacce, inviate via e-mail, avvertivano che se gli spettacoli fossero continuati, ci sarebbero state violenze, in un evidente tentativo d'interromperli. Alcuni dei messaggi minacciosi sono stati ricondotti alla Cina e presentavano indizi che suggerivano il coinvolgimento delle autorità cinesi.

"Tali atti costituiscono una grave attività criminale. Il Governo canadese ha la responsabilità di sollevare queste preoccupazioni al più alto livello con la leadership cinese, per proteggere la sicurezza e il benessere dei canadesi e difendere il diritto fondamentale alla libertà di espressione artistica di coloro che in Canada hanno cercato rifugio e libertà.

“Questi incidenti fanno parte di una campagna coordinata di repressione transnazionale, volta a mettere a tacere il dissenso, intimidire le comunità ed esercitare influenza sulle istituzioni canadesi. Al di là del danno inflitto alla comunità del Falun Gong e alla compagnia Shen Yun Performing Arts, tali azioni rappresentano una minaccia diretta alla sovranità, alla sicurezza pubblica e ai valori democratici del Canada”.

Richiesta di rilascio dei familiari detenuti

Il signor Chipkar ha affermato che l'Associazione Falun Dafa ha chiesto in modo specifico al primo ministro Carney di adoperarsi per il rilascio di 10 praticanti del Falun Gong, familiari di residenti canadesi. I 10 sono detenuti in diverse province cinesi, tra cui Gansu, Shandong, Hubei, Tianjin, Pechino, Liaoning e Shanxi, e sono la dimostrazione della persecuzione sistematica e continua del Falun Gong da parte del PCC.

“Queste famiglie continuano a soffrire, mentre i loro cari subiscono torture sistematiche, abusi e persino la morte all'interno del sistema carcerario cinese, dopo essere stati condannati a pene fino a nove anni, a seguito di processi farsa”, ha affermato Chipkar.

Sessantacinque senatori e membri del Parlamento canadese hanno firmato una dichiarazione in cui condannano la persecuzione e la crescente repressione transnazionale

Il 10 dicembre dell'anno scorso 65 senatori e membri del Parlamento canadese hanno firmato una dichiarazione congiunta per condannare la persecuzione perpetrata dal PCC, che continua da 26 anni, e la crescente repressione transnazionale. In una lettera, il Ministro canadese della pubblica sicurezza ha espresso la sua profonda preoccupazione per la repressione transnazionale del PCC in Canada e il suo grave e continuo impatto sui praticanti del Falun Gong, incoraggiandoli a incontrare e comunicare con le autorità competenti.