(Minghui.org) Sono responsabile del chiarimento della verità ai politici della nostra zona. Oltre alle numerose attività che abbiamo svolto negli ultimi anni per sensibilizzare i politici sul Falun Gong, desideravo fortemente mostrare uno dei nostri film al Parlamento statale. Per circa sei anni non sono riuscita a trovare un politico che acconsentisse la proiezione del film. Ho ricevuto solo rifiuti o disinteresse.

Un giorno, nel marzo del 2025, sono stata invitata da un uiguro a un evento che si teneva al Parlamento statale. Si trattava della presentazione di un libro, anche se non ero particolarmente interessata, per gentilezza, ho accettato. Mi sono dovuta organizzare per partire con più di due ore di anticipo per poter arrivare puntuale. Circa un’ora prima di partire, mi è venuta improvvisamente l’idea di scrivere una lettera per presentare due dei nostri film al politico che aveva organizzato quell’evento, che già conoscevo da un incontro precedente.

Ho rapidamente preparato una piccola cartellina, molto semplice, con le descrizioni dei documentari Transcending Fear e Letter from Masanjia, oltre a una breve lettera: ormai, non c’era più molto tempo.

Una volta arrivata alla sede del Parlamento, inizialmente non ho avuto occasione di parlare con il politico, se non per un breve saluto, quindi ho deciso che avrei aspettato fino al termine della presentazione. Ma dopo si è formata una fila perché tutti volevano parlargli, ed ero solo una delle tante persone; sapevo di dover essere concisa e non rubargli troppo tempo. Tuttavia ero determinata e volevo che uno dei film fosse proiettato. Quando è arrivato il mio turno, ho presentato la mia richiesta con determinazione e ho detto: “Potremmo considerare una proiezione del film in Parlamento, quando sarà il momento!”. Ha dato una rapida occhiata ai miei documenti mentre gli spiegavo il contenuto dei film, poi ha dato la sua approvazione. Ha detto: “Signora Dusolt, facciamolo!”. Ho dovuto trattenere la mia gioia per non esplodere per l’entusiasmo. Sì! Finalmente avevo raggiunto ciò che speravo.

Ma non era così semplice. Successivamente, dopo aver ringraziato il politico per il meraviglioso evento, non ho più avuto sue notizie. Cosa avrei dovuto fare per non sembrare insistente? Ho aspettato circa tre settimane. Ma non è successo nulla.

Allora ho deciso di scrivergli un’e-mail, ma come? Gli avrei chiesto se avesse cambiato idea o non fosse più interessato? Ho scelto di mantenere un tono molto semplice: mi aveva dato la sua approvazione, aveva dato la sua parola, pertanto, non volevo apparire supplicante. Così gli ho chiesto gentilmente quale film avesse scelto. La sua risposta è stata: “Lettera da Masanjia”. Ma dopo quella risposta non c’è più stato altro scambio di messaggi.

So che i politici sono molto impegnati, quindi ho insistito ricordando allo staff dell’ufficio del parlamentare che era importante, ai fini della programmazione, informare in anticipo il nostro esperto di Cina dell’organizzazione per i diritti umani (IGFM), che ha sempre sostenuto la Dafa. Alla fine, tutto è andato al suo posto. La data e il testo sono stati definiti e abbiamo deciso di promuovere l’evento.

Speravo in una sala che potesse ospitare da 80 a 90 persone, piena di parlamentari, professori universitari, amministratori distrettuali di varie città e altri VIP. Ma le cose sono andate diversamente. Una settimana prima della scadenza delle iscrizioni, ho ricevuto una telefonata dall’ufficio del parlamentare: diceva che purtroppo, gli iscritti erano solo sei e se non si fossero aggiunte altre persone, avrebbero dovuto annullare l’evento. Sono rimasta profondamente scioccata, erano davvero pochi, anche perché tra quelle sei persone c’erano: la ragazza di mio figlio, mia zia e il suo compagno. Questa notizia è stata sconcertante per me. Finalmente avevo l’opportunità di proiettare un film e, naturalmente, non volevo deludere il politico. Dovevo guardarmi dentro: cosa stavo sbagliando? Soprattutto, non potevo innervosirmi o perdere la lucidità, altrimenti avrei perso tutto. Ne ero ben consapevole.

Durante il fine settimana ho continuato a guardarmi dentro e ad un certo punto ho capito che volevo decidere io quali persone avrebbero partecipato alla proiezione. Avevo un’idea precisa dei VIP, ma quell’idea, a quanto pare, non era la stessa del Maestro e degli esseri divini. Quindi ho lasciato che le cose seguissero il loro corso: chiunque fosse destinato a venire a vederlo avrebbe potuto farlo.

Qualche giorno dopo, ho ricevuto un’altra telefonata e mi hanno comunicato che nel frattempo si erano iscritte 50 persone. Avevo raggiunto ciò che speravo e avevo fatto breccia. Il termine per le iscrizioni è stato prorogato ancora una volta e alla fine avrebbero partecipato all’evento circa 90 persone.

L’evento

Tutto era ben preparato. Il politico si è avvicinato e mi ha detto che dopo avrei dovuto moderare la discussione. Non avevo mai fatto nulla di simile prima, ma ho accettato e ho pensato tra me e me: ora non hai altra scelta, comportati con naturalezza, come se l’avessi già fatto molte volte, senza alcun pensiero di paura. E alla fine è andato tutto bene!

Ma prima di tutto c’era ancora un altro ostacolo da superare: il treno per il Parlamento era stato cancellato! All’inizio dell’evento, c’erano solo circa 30 persone. Un praticante ha detto: “Hai detto che ci sarebbero state 90 persone, ma qui siamo ben lontani da 90!”. Ho risposto molto brevemente: “Arriveranno!”. Ed è esattamente quello che è successo. Erano presenti circa 90 persone e alla fine la proiezione di Letter from Masanjia è stata un grande successo. Il pubblico è rimasto profondamente commosso e ha posto molte domande. Un teologo presente tra i partecipanti ha persino fissato un nuovo appuntamento con me per proiettare uno dei nostri film.

Dobbiamo davvero sopportare tutto? O forse a volte ci manca solo la chiara comprensione?

Per molti anni ho avuto problemi al basso ventre. Questi disturbi sono comparsi per la prima volta dopo aver parlato con un’amica che mi aveva raccontato dei suoi malanni. Poco tempo dopo, sono comparsi anche in me gli stessi sintomi. Un giorno, di alcuni anni dopo, ho cominciato a chiedermi se dovessi davvero sopportare questa condizione, se fosse giusta e se dovessi soffrire in questo modo. È difficile da spiegare, ma improvvisamente ho compreso che questa sofferenza non mi apparteneva. Con fermezza, mi sono detta: “Non ho nulla!”. Niente di più di questa breve frase. L’ho ripetuta più e più volte. È stato proprio interessante, perché da quel momento in poi non ho più avuto alcun problema: i sintomi sono scomparsi davvero da un momento all’altro.

Ho avuto un’altra esperienza simile: non riuscivo a dormire bene da diversi anni. Mi svegliavo completamente esausta, spesso anche con forti mal di testa. A volte temevo davvero di addormentarmi, perché a causa dei molti sogni, sentivo di non riuscire a rilassarmi neppure di notte, e temevo la cefalea al risveglio. Ho pensato che forse avevo ancora molto karma e che questo fosse il motivo per cui non riuscivo a trovare pace. Mi sembrava di vivere un’altra vita durante la notte, ma dopo circa sei anni ho iniziato a sentire che c’era qualcosa di sbagliato.

Quella sera, ho deciso che avrei modificato il mio atteggiamento mentale prima di andare a letto. Mi son detta: “Passerò una notte tranquilla e rilassante, mi sveglierò riposata”. Al risveglio, dopo quella notte, ho avuto solo un leggero mal di testa, che ho ignorato, ma è stata la prima notte, dopo tanto tempo, in cui sono riuscita a dormire bene. Anche il mal di testa è diminuito, e sono riuscita a recuperare le energie. È stato davvero così facile porre fine a questa sofferenza autoimposta che mi assillava da anni!

La mia fotografia naturalistica

Durante il periodo del coronavirus, quando le attività sociali erano molto limitate, ho iniziato a scattare foto, inizialmente più per noia. All’inizio era soprattutto sperimentazione senza grandi ambizioni. È interessante notare che da principiante, mi sono spesso trovata di fronte a soggetti che persino mio marito, che fotografa da molti anni, trovava sorprendenti. Tuttavia, probabilmente c’era molto più di quanto potessi immaginare all’epoca, e le bellissime foto mi hanno motivata a continuare a migliorare.

La pazienza era la mia più grande debolezza e dovevo anche superare la tendenza ad arrabbiarmi: ad esempio quando le foto non venivano bene. Controllare le mie emozioni era un’altra sfida. Riesco a scattare le foto più belle quando non sono emotiva, perché non appena mi eccito in un momento speciale, gli animali lo percepiscono. A quel punto l’occasione per scattare una foto è persa: scompaiono prima ancora che io possa reagire.

Le mie foto naturalistiche sono state pubblicate su varie piattaforme Internet per anni; hanno lo scopo di attirare l’attenzione delle persone sulla verità riguardo alla persecuzione del Falun Gong. Nel frattempo, ho anche ricevuto incarichi e ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con due persone. Una di loro mi permette di fotografare le sue proprietà durante tutte le stagioni, mentre l’altra mi lascia usare i terreni del suo castello per scattare foto. Lavoro anche su commissione per una fondazione. Ma mi sono resa conto che tutte queste opportunità servono solo a diffondere la verità in queste classi sociali più elevate, cosa di cui sono molto grata.

Questo è ciò che ho imparato al mio attuale livello.Grazie a tutti.

(Presentato alla Conferenza della Fa in Germania del 2025)