(Minghui.org) Come coltivatori ogni volta che affrontiamo qualcosa di difficile dovremmo prima guardarci dentro, individuare il nostro modo di pensare umano e i nostri attaccamenti per eliminarli, migliorare ed elevarci. Ma questo non significa che sia un processo facile, potrebbero essere necessari diversi tentativi per superare la prova.

Quando ho saputo che Lu sarebbe diventato coordinatore mi sono sentito a disagio, anche se non riuscivo a capire perché. Ho cercato di non pensarci, ma più tardi durante una discussione, lui mi ha criticato e ripreso davanti agli altri. Mi sono sentito profondamente umiliato, non riuscivo a capire cosa avessi fatto di sbagliato e ho pensato: “Come può essere così arrogante?”.

Dato che non riuscivo a trovare il mio attaccamento, il Maestro mi ha dato un'altra opportunità. Durante un'altra discussione, Lu mi ha parlato con il viso arrossato e il collo teso, insistendo che la mia comprensione era sbagliata. Era chiaro che stesse difendendo il coordinatore generale, ho pensato che poiché la mia prospettiva differiva da quella di quest’ultimo, Lu stesse proteggendo gli altri praticanti e alimentando le idee predominanti. Ho trovato questo atteggiamento ripugnante, imporre l'uniformità di pensiero è una manifestazione della cultura del Partito Comunista Cinese. Ho deciso che negli incontri futuri, ogni volta che Lu fosse stato presente, sarei rimasto in silenzio.

Visto che ancora non avevo raggiunto l'illuminazione, il Maestro mi ha offerto un’ulteriore opportunità. Recentemente, durante una discussione di gruppo, Lu era di nuovo presente e quando l'ho visto, mi sono detto: stai zitto, questa volta non dire nulla!

Il coordinatore generale ha insistito perché parlassi per primo, avevo intenzione di essere breve ma in qualche modo mi sono ritrovato a parlare a lungo. Ho descritto come, in passato, avevo guidato altri praticanti nell'introduzione della Falun Dafa e nella condivisione, avevo organizzato una grande conferenza della Fa che aveva avuto un impatto significativo. Ho anche detto che quando i coordinatori condividono le esperienze dovrebbero parlare chiaramente, evitare la retorica vuota, apprezzare gli amici praticanti, rispettarli e non usare parole per intimidire gli altri.

Ma il mio messaggio implicito era chiaro a tutti, stavo “facendo leva sui ranghi” e criticando sottilmente Lu, con un messaggio sottinteso: cosa puoi davvero realizzare? In passato, i nostri eventi erano stati grandiosi e di grande impatto: cosa facevi allora? Il coordinatore generale mi tratta con rispetto e discute le cose con me, sei qui solo da pochi giorni e già osi farmi la predica? Devi essere umile! Siamo tutti coltivatori. Chi dovrebbe assecondare chi? Sebbene questi pensieri non erano così forti nella mia mente, erano comunque presenti.

Nei giorni successivi a questo scambio ho provato una pesantezza, un'oppressione e un disagio persistenti nel mio cuore, come se qualcosa mi stesse schiacciando. Poi mi sono ricordato di ciò che mi aveva detto un altro praticante: «Quando ti ascolto parlare, mi sembri freddo e sgarbato, come se il tuo cuore non fosse veramente in sintonia con tutti gli altri. Come coltivatore veterano dovresti ascoltare di più e parlare di meno». Erano parole davvero sagge, ho provato una profonda gratitudine verso questo praticante. Mi sono calmato e guardato dentro, mi sono accorto di avere una mentalità combattiva, di provare risentimento, incapacità ad accettare le critiche, un atteggiamento condiscendente e arrogante.

Continuando a guardarmi dentro, ho improvvisamente capito che i miei problemi di fondo erano il risentimento e la gelosia. Sono rimasto sorpreso, mi ero sempre concentrato sull'eliminare la gelosia, pensando di non avere questo attaccamento e ora mi rendo conto che, non soltanto ce l'ho, ma è anche piuttosto forte.

Ho capito che quando racconto le mie attività passate è per mettere in mostra la mia esperienza, per dimostrare che sono migliore e più capace degli altri, che non possono provocarmi. In realtà, allora mi limitavo a fare delle cose senza coltivare veramente il mio cuore, altrimenti oggi non starei causando tanta preoccupazione al Maestro.

Come praticante veterano mi sono vergognato, mi sono detto: devo sostenere Lu e dare l'esempio. Dopo aver identificato questo attaccamento l'ho sentito tremare e cercare di nascondersi, ho quindi inviato pensieri retti per diversi giorni consecutivi per eliminarlo completamente. Ora il mio cuore non è più bloccato e io mi sento molto più leggero.

Ci sono voluti diversi tentativi, ma alla fine ho trovato il risentimento e la gelosia profondamente radicati dentro di me. Grazie Maestro per non avermi abbandonato, per aver continuato a ricordarmelo e per avermi corretto ad ogni passo del mio percorso di coltivazione.

Gli articoli in cui i coltivatori condividono le loro comprensioni riflettono le loro percezioni in quel momento, in base al proprio stato di coltivazione e vengono offerti nello spirito di consentire l'elevazione reciproca.