(Minghui.org) Il 7 gennaio scorso la famiglia di Di Jianchao è stata informata che era stato ricoverato in ospedale dopo sei giorni di sciopero della fame. L'uomo è detenuto per essersi rifiutato di rinunciare alla sua fede nel Falun Gong. I funzionari del centro di detenzione non hanno comunicato ai familiari in quale ospedale è stato ricoverato e hanno respinto la loro richiesta di rilascio su cauzione. Jianchao, di 61 anni della città di Kunming nella provincia dello Yunnan, resta ricoverato in ospedale.

Arresto

Intorno alle 22:00 del 15 luglio dell'anno scorso 18 agenti in borghese e due agenti della squadra SWAT (armi speciali e tattiche) hanno fatto irruzione nell'abitazione del signor Di (che è anche il suo ufficio).

Senza rivelare la propria identità né mostrare documenti di riconoscimento o un mandato di perquisizione, gli agenti hanno confiscato all'uomo oltre 10 libri del Falun Gong, due computer da lavoro, una stampante, una fotocopiatrice, uno scanner e due grandi targhe da parete, realizzate con polvere di pietre preziose. Una targa recava la scritta “Verità, Compassione, Tolleranza”, i principi fondamentali del Falun Gong, mentre l'altra raffigurava l'emblema del Falun. Le targhe erano così pesanti che ci sono volute quattro persone per trasportarne una. Sono stati sequestrati anche l'auto del signor Di e il suo cellulare, senza redigere alcun elenco degli oggetti confiscati, come previsto dalla legge. Uno dei familiari del signor Di era così terrorizzato che non riusciva a smettere di tremare.

In seguito, i familiari del signor Di hanno appreso che gli agenti provenivano dall'Ufficio di sicurezza interna del distretto di Guandu e dalla Stazione di polizia di Zhongzha, nel Distretto di Xishan. L'uomo è stato arrestato mentre stava distribuendo materiale informativo del Falun Gong e, poche ore dopo, gli agenti hanno fatto irruzione nel suo appartamento. Lo hanno anche minacciato di metterlo in prigione.

Affrontare il processo

L'Ufficio di sicurezza interna del distretto di Guandu ha sottoposto il caso del signor Di alla Procura del distretto di Wuhua, che in seguito lo ha incriminato.

Il 7 gennaio scorso il Centro di detenzione del distretto di Guandu ha chiamato la famiglia del signor Di, per informarla che era in sciopero della fame da sei giorni e che era stato trasportato d'urgenza in ospedale. La persona che ha chiamato si è rifiutata di rivelare il nome della struttura ospedaliera.

I familiari si sono recati al Tribunale distrettuale di Wuhua, per chiedere il suo rilascio su cauzione. Il tribunale ha dichiarato di non avere giurisdizione sulla questione, poiché non era stata ancora fissata la data del processo. Poco dopo sono stati informati che, il 27 gennaio, il signor Di avrebbe dovuto comparire davanti al giudice, tuttavia poco tempo dopo sono stati nuovamente contattati e hanno appreso che non era ancora stata stabilita la data dell'udienza.

Prima di questo ultimo incidente, il signor Di era stato licenziato dal suo lavoro, presso la Società di costruzioni navali della città di Kunming, e incarcerato due volte per la sua fede nel Falun Gong. Il 21 novembre 2004 è stato arrestato e picchiato al petto e all'addome da due detenuti in un centro di detenzione. Successivamente è stato condannato a quattro anni, trascorsi nella prima Prigione della provincia dello Yunnan.

Il 24 febbraio 2014 il signor Di e sua moglie, la signora Luo Jiangqin, di 58 anni, anch'essa praticante del Falun Gong, sono stati arrestati nella loro abitazione. L'uomo è stato condannato a quattro anni e mezzo e ha scontato la pena nella stessa prima Prigione della provincia dello Yunnan. Sua moglie è stata condannata a tre anni, trascorsi nella seconda Prigione femminile della provincia dello Yunnan. La donna è stata costretta a stare seduta su uno sgabello per lunghi periodi di tempo e sottoposta ad altri abusi.

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