(Minghui.org) L’8 ottobre scorso, la Camera dei Comuni del Canada ha approvato in terza lettura il disegno di legge C-219, volto a rafforzare le sanzioni nei confronti degli stranieri che commettono atti di corruzione e di violazioni dei diritti umani a livello transnazionale. Il prossimo passo prevede l’approvazione da parte del Senato e la sanzione reale, prima che la legge entri in vigore.

Il disegno di legge C-219 è stato presentato nel settembre 2025 da James Bezan, portavoce dell’opposizione conservatrice per la Difesa e membro del Parlamento. Ha superato la seconda lettura il 5 ottobre 2025 ed è ora in terza lettura.

James Bezan, portavoce dell'opposizione per la difesa e deputato del partito conservatore (Minghui.org)

Legge C-219 sul sito web della Camera dei Comuni

La normativa mira a rafforzare i meccanismi canadesi di sanzioni e responsabilità nei confronti di chi viola i diritti umani all’estero e dei funzionari corrotti. Tra le disposizioni chiave figurano: la lotta esplicita alla repressione transnazionale, la revisione e la ridenominazione delle leggi esistenti in materia di sanzioni, il potenziamento della trasparenza e dei meccanismi di controllo parlamentare e la protezione dei prigionieri di coscienza e dei difensori dei diritti umani.

In qualità di principale sostenitore della legge del 2017 sulla giustizia per le vittime di funzionari stranieri corrotti (nota come "Legge Sergei Magnitsky"), Bezan ha rilasciato la seguente dichiarazione in un comunicato stampa del 9 ottobre: "Sono lieto di presentare il mio disegno di legge d’iniziativa parlamentare che mira a rafforzare il regime sanzionatorio del Canada per allinearlo a quello dei paesi alleati, imponendo misure economiche e divieti di visto per i familiari diretti, modificando la denominazione della SEMA e fornendo un meccanismo per revocare le licenze di trasmissione alle entità soggette a sanzioni".

Contrastare la repressione transnazionale e rafforzare le sanzioni

La normativa integra formalmente la repressione transnazionale nel sistema delle sanzioni giuridiche. Essa ribadisce che il governo canadese ha il diritto di sanzionare direttamente i cittadini stranieri che agiscono per conto di governi stranieri nell'attuazione o nella partecipazione alla repressione transnazionale, ricorrendo a misure quali il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nel Paese.

Oltre a rivedere la Legge Magnitsky del 2017, la nuova normativa introduce nell'ordinamento giuridico canadese le definizioni di "prigionieri di coscienza" e "repressione transnazionale", modifica la Legge sulle misure economiche speciali e stabilisce i termini entro i quali il governo deve procedere al sequestro dei beni congelati. Tali beni possono poi essere utilizzati per risarcire le vittime di violazioni dei diritti umani, di minacce o di corruzione.

La normativa modifica la Legge sulla giustizia per le vittime di funzionari stranieri corrotti, chiarendo e ampliando ulteriormente i criteri per identificare e punire i funzionari stranieri che violano gravemente i diritti umani riconosciuti a livello internazionale o che sono coinvolti in casi di corruzione su larga scala. Inoltre, la Legge sulle misure economiche speciali viene rinominata Legge sulle sanzioni globali e sulle misure economiche speciali (Legge Sergei Magnitsky n. 2), unificando il quadro giuridico canadese nel campo delle sanzioni internazionali.

La terza lettura del disegno di legge inasprisce le sanzioni previste dal Magnitsky Act e dallo Special Economic Measures Act, armonizzando l’applicazione delle sanzioni tra le due leggi: una multa massima di 100.000 CAD, una pena detentiva massima di tre anni, o entrambe.

Tutela dei prigionieri di coscienza e dei difensori dei diritti umani

La normativa definisce e chiarisce il concetto giuridico di “prigionieri di coscienza”, ovvero persone detenute o soggette a restrizioni della libertà a causa delle loro convinzioni (come il Falun Gong, il cristianesimo, l’islam e così via) o della propria identità.

La legge preclude ai funzionari che imprigionano o perseguitano prigionieri di coscienza e dissidenti all’estero la possibilità di trasferire beni o di risiedere in Canada, impedendo così che il Paese diventi un rifugio sicuro per i violatori dei diritti umani.

Dopo aver presentato il disegno di legge C-219 lo scorso settembre, Bezan ha dichiarato in un'intervista che si trattava della prima legge a definire esplicitamente la "repressione transnazionale" nel diritto canadese. "Ciò ci consente di sanzionare gli stranieri che commettono crimini transnazionali in Canada attraverso interferenze e intimidazioni dall'estero", ha spiegato.

La legge C-219 consente, inoltre, al governo canadese di contrastare la sorveglianza e le minacce attuate dal Partito Comunista Cinese (PCC) nei confronti dei praticanti del Falun Gong, dei residenti di Hong Kong, dei taiwanesi e di altre comunità di espatriati, tramite "stazioni di polizia" illegali all’estero, ambasciate, consolati e organizzazioni del fronte unito.

"Con questo disegno di legge, definiremmo in modo più chiaro chi sono questi prigionieri di coscienza e difensori dei diritti umani e ci impegniamo a schierarci e a lottare per ognuno di loro in tutto il mondo", ha affermato Bezan durante la seconda lettura.

Miglioramento della trasparenza e dei meccanismi di controllo parlamentare

L’attuazione della legge C-219 aumenterà la trasparenza e rafforzerà i meccanismi di controllo parlamentare, come la rendicontazione e la presentazione periodica di documenti. La legge impone al Governo di notificare e presentare a entrambe le Camere del Parlamento, entro un termine prestabilito (ad esempio 15 giorni), tutte le decisioni relative alle sanzioni o i decreti esecutivi emanati ai sensi della legge. Ciò accresce l’efficacia dell’applicazione della legge e della raccolta delle prove. La legge modifica anche le disposizioni relative all’ammissibilità delle prove, come i documenti doganali e le fatture commerciali, per poter perseguire più efficacemente le violazioni penali delle sanzioni.

Bezan ha dichiarato di sperare di istituire un meccanismo che consenta ai cittadini canadesi e alla comunità degli espatriati di esprimersi presso le commissioni parlamentari della Camera dei Comuni e del Senato e di presentare elenchi specifici di sanzioni e prove per individuare le persone da sanzionare ai sensi del Magnitsky Act o dello Special Economic Measures Act.

Nel 2024 i praticanti del Falun Gong hanno presentato elenchi di sanzioni a 45 Paesi in tutto il mondo, chiedendo il congelamento dei beni e il divieto d'ingresso per le persone presenti negli elenchi. Nel 2021, in rappresentanza dell'Associazione Falun Dafa, Bezan ha presentato un elenco di 150 funzionari del Partito Comunista Cinese.

Professore canadese: un passo simbolico e concreto

In un’intervista, Maria Cheung, professoressa emerita dell’Università del Manitoba, ha affermato che l’approvazione del disegno di legge C-219 in terza lettura alla Camera dei Comuni rappresenta una svolta altamente simbolica per la tutela delle persone perseguitate dalla repressione transnazionale. In precedenza, il Canada non disponeva di alcuna normativa che affrontasse specificamente il tema della repressione transnazionale.

Nel dicembre 2024, il governo canadese ha imposto sanzioni a otto alti funzionari del Partito Comunista Cinese in base alla Legge sulle misure economiche speciali, citando tra le ragioni la persecuzione sistematica degli uiguri, dei tibetani e dei praticanti del Falun Gong.

Il professore Zhang ha sottolineato che l’inclusione della Legge sulle misure economiche speciali riveste un’importanza sostanziale. Ha affermato che, una volta che il disegno di legge diventerà legge, l’attuazione delle sanzioni sarà cruciale e ha citato esempi quali la protezione delle vittime che non parlano inglese e la fornitura loro di canali per segnalare immediatamente le proprie esperienze di persecuzione.

"Il disegno di legge rafforza il quadro sanzionatorio del Canada per garantire che il Paese non venga utilizzato come rifugio sicuro da funzionari stranieri corrotti e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani", ha scritto Bezan sui social media il 10 ottobre. "Per la prima volta nella legislazione canadese, stiamo definendo i concetti di prigionieri di coscienza e repressione transnazionale, al fine di contribuire a contrastare la crescente ingerenza straniera nel nostro Paese".