(Minghui.org) La signora Liu Yuqin, di 73 anni della città di Shenyang nella provincia del Liaoning, è stata sottoposta a detenzione penale perché pratica il Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.
Il 16 agosto scorso la signora Liu è stata arrestata dagli agenti della Stazione di polizia di Baogong. Alla donna è stata inflitta una detenzione amministrativa di durata imprecisata, che però non è stata eseguita, e poche ore dopo è stata rilasciata. Le autorità hanno continuato a monitorare le sue attività quotidiane e, il 16 settembre, è stata nuovamente arrestata. La sua abitazione è stata perquisita e da allora si trova in detenzione penale, presso il Primo Centro di detenzione della città di Shenyang.
Nel mese di ottobre 1998 Yuqin ha iniziato a praticare il Falun Gong. Vivendo secondo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza, i suoi numerosi disturbi, tra cui una malattia cardiaca e l’artrite reumatoide, sono presto scomparsi.
Dopo l’inizio della persecuzione nel 1999, la signora Liu è rimasta salda nella sua fede ed è stata ripetutamente presa di mira.
La sera del 29 aprile 2002 alcuni agenti della Stazione di polizia di Lingkong hanno fatto irruzione nella sua abitazione e le hanno confiscato i libri del Falun Gong e un registratore. Quando è stata portata alla stazione di polizia per l’interrogatorio, le hanno posto domande su altri praticanti della zona.
Gli agenti hanno legato la signora Liu a una sedia. Cinque uomini robusti, a turno, l’hanno schiaffeggiata e le hanno bruciato le dita con mozziconi di sigaretta. Quando Yuqin si è rifiutata di rispondere alle loro domande, le hanno sollevato le gambe e un agente le ha fatto rotolare un tubo d’acciaio, del diametro di oltre 15 centimetri, contro gli stinchi. Inoltre, ha sollevato il tubo e lo ha sbattuto con forza contro la sua coscia. In seguito, la coscia presentava un’impronta profonda che ha impiegato anni per rimarginarsi e le cicatrici sulla parte inferiore delle gambe sono visibili ancora oggi.
Più tardi, gli agenti hanno interrogato la signora Liu per sapere quante copie di volantini del Falun Gong avesse distribuito. L’hanno costretta ad ammettere numeri sempre più alti, aumentando l’intensità delle torture, finché il numero non ha superato le 100 copie, sufficienti per condannarla a due anni di campo di lavoro.
La signora Liu è stata ammenettata dietro la schiena, schiacciata a terra e le hanno tirato in alto la testa, il collo e le braccia. Le sue braccia hanno riportato gravi lesioni e per anni non è stata in grado di svolgere lavori pesanti.
Mentre picchiava la signora Liu, l’agente Han Yu gridava: “La nostra Stazione di polizia di Lingkong è l’agenzia leader a livello nazionale nella persecuzione del Falun Gong! Sicuramente riusciremo a metterti in riga”. Ha anche puntato una pistola alla fronte della signora Liu, minacciando di ucciderla.
Gli agenti hanno rivelato di aver ricevere una ricompensa di 3.000 yuan (circa 400 euro), per ogni praticante del Falun Gong arrestato.
Dopo una notte di torture, le braccia della signora Liu si sono gravemente gonfiate e le gambe le facevano così male che non riusciva a camminare. È stata portata in una cella, dov’è stata trattenuta per 15 giorni e, in seguito, è stata trasferita in un campo di lavoro.
Durante i due anni di detenzione, la signora Liu è stata costretta a lavorare fino a 17 ore al giorno. Le sue dita, deformate, le causavano un dolore lancinante quando cercava di raddrizzarle o piegarle.
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