(Minghui.org) La signora Zhou Xiuzhen, di 64 anni residente a Muling nella provincia dell’Heilongjiang, sta per essere processata perché pratica il Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal Partito Comunista Cinese (PCC) dal luglio 1999.
Il 29 giugno scorso la signora Zhou è stata inizialmente arrestata in un quartiere residenziale. Gli agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione e le hanno ha confiscato il computer, la stampante e i libri del Falun Gong. Hanno affermato di averla tenuta sotto sorveglianza per molto tempo, prima di arrestarla.
La signora Zhou è stata successivamente rilasciata su cauzione, ma il 13 ottobre è stata nuovamente arrestata e rinchiusa nel Centro di detenzione del distretto di Yangming, situato a Hualin, nella città di Mudanjiang, che sovrintende alla città di Muling.
Persecuzioni subite in passato: due mandati ai lavori forzati per un totale di tre anni
La signora Zhou, nata nel mese di luglio 1962, ha iniziato a praticare il Falun Gong nel maggio 1997 e in breve tempo è guarita da varie malattie, tra cui spondilosi cervicale, mal di testa, una grave forma di anemia e la pressione bassa. Inoltre, è diventata una lavoratrice più coscienziosa ed è stata molto apprezzata dal suo superiore e dai colleghi.
Dopo l’inizio della persecuzione del Falun Gong nel luglio 1999, la signora Zhou è rimasta salda nella sua fede ed è stata ripetutamente presa di mira. La notte del 18 gennaio 2001 l’ufficiale Zhang Shengli, della Seconda Stazione di polizia della città di Muling, si è recato a casa sua, accompagnato dagli agenti Sun Delong, Zhong Ligang e altri due. La donna è stata portata alla stazione di polizia e il giorno successivo è stata trasferita in un centro di detenzione locale, dove erano detenuti oltre 40 altri praticanti.
Nel mese di maggio 2001 la signora Zhou è stata condannata a un anno di lavori forzati e ha scontato la pena presso il Centro di riabilitazione della città di Harbin, capoluogo della provincia dell'Heilongjiang.
Nel mese di maggio 2002 l’agente Zhong e un altro collega hanno arrestato la signora Zhou sul posto di lavoro e l’hanno rinchiusa nel centro di detenzione locale. Nel mese di agosto dello stesso anno gli agenti Wang Jianguo e Wang Yongan, del Dipartimento di polizia della città di Muling, l’hanno condotta al Centro di riabilitazione della città di Harbin, per scontare una pena di due anni ai lavori forzati.
La signora Zhou è stata costretta a stare seduta su un piccolo sgabello per oltre 10 ore e nei primi giorni del suo secondo periodo ai lavori forzati non le è stato nemmeno permesso di dormire. In seguito, è stata costretta a rimanere per ore in posizione eretta, per essersi rifiutata di cantare canzoni a favore del PCC o di salutare le guardie.
Due detenute sono state incaricate di sorvegliarla. Non le hanno permesso di praticare gli esercizi del Falun Gong, né di parlare con le altre praticanti detenute. Le è stata inoltre negata ogni forma di comunicazione con la sua famiglia: visite in presenza, telefonate e invio di lettere. Le detenute le hanno ordinato di guardare video che diffamavano il Falun Gong. Quando Xiuzhen si è rifiutata, è stata tenuta per tre giorni ammanettata a un tubo del riscaldamento. Successivamente è stata tenuta immobilizzata per una settimana su una sedia di ferro. Le detenute l’hanno picchiata così violentemente, da farle perdere due denti.
Il 16 novembre 2002 le guardie hanno lanciato una campagna, con l’obiettivo di trasformare tutte le centinaia di praticanti che erano detenute lì. Le praticanti sono state trascinate nel seminterrato e ammanettate a degli anelli fissati sul pavimento. Le loro bocche sono state tenute sigillate per tutto il giorno con del nastro adesivo, tranne quando, la sera, veniva loro somministrato l’unico pasto della giornata. Le detenute davano loro da mangiare qualche cucchiaio di cibo, ma per i primi due giorni non fornivano loro acqua da bere.
Il terzo giorno, le praticanti sono state costrette a bere acqua contenente una grande quantità di sale. A chiunque si fosse rifiutata, veniva somministrata l’acqua con la forza. L’eccessiva quantità di sale nell’acqua ha provocato a molte praticanti violenti conati di vomito.
Alle praticanti non era nemmeno permesso di usare il bagno. I loro capelli venivano tagliati in modo disordinato e irregolare: un atto deliberato per umiliarle. Le guardie le insultavano anche verbalmente.
In seguito, le praticanti venivano spogliate fino a farle rimanere solo con la biancheria intima ed esposte all’aria fredda che entrava dalle finestre aperte. Le guardie, che indossavano cappotti pesanti, versavano acqua fredda su di loro e le colpivano con i bastoni elettrici. I crepitii dei bastoni elettrici si sentivano in tutto l’edificio.
La signora Zhou è stata colpita al collo e sul dorso delle mani, ma ha continuato a rifiutarsi di scrivere dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong. Le guardie l’hanno trascinata in una stanzetta e le hanno spinto la testa in una bacinella piena d’acqua. Due guardie, ciascuna con un bastone elettrico in mano, le hanno dato scosse contemporaneamente, chiedendole se avrebbe scritto le dichiarazioni. Con la bocca ancora sigillata dal nastro adesivo, lei ha negato scuotendo la testa.
Quando le prime due guardie si sono stancate, altre due hanno preso il loro posto e hanno continuato a colpirla con le scariche. Quando anche queste ultime si sono stancate, hanno ordinato a due detenute di colpirla. Le hanno sbattuto la bacinella sulla testa e l’hanno picchiata con un bastone. Inoltre l’hanno pizzicata e schiaffeggiata.
La tortura con le scariche elettriche è durata otto ore; le guardie hanno utilizzato cinque bastoni elettrici, che si sono tutti scaricati. Hanno inoltre riempito d’acqua una grande vasca usata per la salamoia delle verdure e hanno minacciato di gettarla al suo interno. Quella stessa notte, è giunta la notizia che un’altra praticante, la signora Jiang Rongzhen, era stata picchiata a morte. Solo allora le guardie hanno smesso di torturare la signora Zhou e le altre praticanti.
Dopo la sessione di tortura, la signora Zhou è rimasta costretta a letto per tre mesi. Tra i suoi aguzzini figurano il direttore Chen Guiqing, il vicecapitano Zhao Wei e le guardie Wang Dan, Yu Kun, Shi Yanjiang, Wei Qiang e Zhang Haipeng.
Inoltre, mentre la signora Zhou stava scontando la pena di due anni ai lavori forzati, sono stati estorti ai suoi familiari oltre 10.000 yuan (circa 1.350 euro). Suo figlio, che all’epoca frequentava ancora la scuola elementare, ha subito un grave trauma e soffre tuttora di attacchi di panico.
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