(Minghui.org) Essere una brava persona è fondamentale per l'umanità. Tuttavia, alcuni non se ne rendono conto e persistono nel commettere azioni sbagliate, finendo per subirne le conseguenze.
Di seguito sono riportati alcuni esempi, dall'antichità a oggi.
Qin Hui
Secondo la Storia dei Song, Qin Hui ha ricoperto la carica di cancelliere durante la dinastia Song, mantenendo tale posizione di rilievo per 19 anni. In quel periodo, ha promosso con forza umilianti negoziati di pace con le forze nemiche, formato cricche per tornaconto personale e fabbricato accuse per incastrare funzionari leali come Yue Fei.
Diversi decenni dopo la morte di Qin, l'imperatore regnante ha riconosciuto i danni da lui causati. Il suo titolo postumo è stato revocato e il suo nome è stato successivamente inserito nelle “Biografie dei ministri traditori” all'interno della Storia dei Song. Le statue di Qin e di sua moglie, raffigurati in ginocchio davanti al tempio di Yue Fei, testimoniano questa storia da secoli.
Yan Song
Secondo la Storia dei Ming, il cancelliere Yan Song era rinomato per le sue doti nella scrittura e nella pittura. Dopo aver conquistato la fiducia dell'imperatore Shizong dei Ming, Yan e suo figlio Yan Shifan hanno esercitato il potere per venti anni. Durante il loro mandato, hanno accettato tangenti e sono stati coinvolti in una corruzione dilagante. Per consolidare ulteriormente il proprio potere, Yan ha fatto incastrare e uccidere molti funzionari leali, tra cui il gran segretario Xia Yan.
Nel 1562, il censore Zou Yinglong ha accusato formalmente la famiglia Yan di attività illecite. L'imperatore ha rimosso Yan dall'incarico e fatto giustiziare suo figlio. L'intera famiglia è stata privata dei titoli e i suoi beni sono confiscati. Ridotto in miseria e malato, Yan ha vagato per il cimitero ancestrale chiedendo cibo, prima di andare incontro a una morte tragica. Come Qin, anche lui è stato inserito nelle “Biografie dei ministri traditori” nella Storia dei Ming.
La spiegazione del Buddha sul karma
Alcuni potrebbero chiedersi perché certi individui sembrino compiere azioni malvagie senza subirne le conseguenze, godendo anzi di una vita agiata. Buddha Shakyamuni ha affrontato questa questione circa 2.500 anni fa.
Attraverso la metafora “dalla dolcezza all'amarezza”, Shakyamuni ha spiegato il processo della retribuzione karmica per le azioni malvagie. I semi del karma negativo non germogliano immediatamente, proprio come il latte appena munto non caglia né inacidisce subito. Al contrario, il karma negativo agisce in modo occulto, come braci celate, pronte ad avvampare e a consumare il malfattore in qualsiasi momento.
Di conseguenza, le persone ignoranti credono spesso di aver ottenuto un vantaggio o di aver assaporato la dolcezza dopo aver commesso un malfatto. Tuttavia, quando il loro karma giunge a maturazione e si manifesta, subiscono inevitabilmente tormenti infiniti. Ovunque si fugga, non esiste luogo al mondo in cui ci si possa sottrarre alla punizione per le azioni malvagie commesse.
Riguardo alla retribuzione karmica, Shakyamuni ha spiegato che chiunque usi la violenza per nuocere a una persona disarmata o innocente ripagherà inevitabilmente la sofferenza e la perdita subite dalla vittima attraverso dieci tipi di terribili calamità. Queste sono: dolori atroci, lesioni fisiche, malattie gravi, instabilità mentale, procedimenti legali e condanne, gravi false accuse, morte o separazione dei propri cari, perdita dei beni e distruzione della propria casa a causa di un incendio.
La società moderna
Dopo che il Partito Comunista Cinese (PCC) ha avviato, nel luglio del 1999, la persecuzione contro la disciplina di coltivazione spirituale del Falun Gong, decine di milioni di praticanti hanno subito discriminazioni e maltrattamenti per aver sostenuto i principi di Verità, Compassione e Tolleranza. Molti di loro sono stati arrestati, incarcerati e torturati. Di conseguenza, alcuni funzionari del PCC sono andati incontro a una punizione per le loro azioni.
Wang Wenhai è stato direttore e segretario del Dipartimento di Giustizia della provincia dell'Henan e capo dell'Ufficio 610 locale a partire dal 2008. Durante il suo mandato, ha perseguitato innocenti praticanti del Falun Gong. Dopo aver compiuto atti efferati per 13 anni, è stato sottoposto a indagine nel luglio 2021. Nel 2023, è stato condannato a 25 anni di carcere ed è deceduto in stato di detenzione il 13 ottobre 2024.
Yang Mingkuan ha ricoperto la carica di direttore della stazione di polizia di Zhennan, nella provincia del Liaoning, dal 2003 al 2008. Dal 2008 al 2017 è stato capitano della Brigata per la Sicurezza interna del Dipartimento di Polizia della contea di Jianchang, dove era responsabile della persecuzione dei praticanti del Falun Gong. Nel 2017 è stato promosso vicedirettore del Dipartimento di Polizia della contea di Jianchang, con l'incarico di reprimere il Falun Gong. Yang è andato in pensione nel 2021. La mattina del 22 giugno 2026, mentre passeggiava nel parco acquatico di Jianchang, ha avuto un improvviso collasso ed è morto all'età di 65 anni.
Shen Xiangfu è stato capo della Sezione di pubblica accusa della Procura del distretto di Jinlin, nella città di Yichun (provincia dello Heilongjiang). A partire dal 2002, è stato coinvolto in quasi tutti i casi di condanna ingiusta ai danni di praticanti del Falun Gong nella zona, causando immense sofferenze a persone di buon cuore. Dopo aver compiuto azioni malvagie per 23 anni, nel 2025 gli è stato diagnosticato un cancro ai polmoni.
Zhou Yun ha ricoperto la carica di direttore del Dipartimento di Polizia di Anshun e di segretario del Comitato per gli Affari politici e legali (PLAC) locale dal 2004. Durante il suo mandato, è stato coinvolto in numerosi casi in cui praticanti del Falun Gong sono stati ingiustamente condannati, alcuni dei quali hanno persino perso la vita. Dopo 21 anni di attività illecite, Zhou è stato condannato a 12 anni di carcere e al pagamento di una multa di un milione e 200mila yuan (circa 157.000 euro). Le autorità hanno confiscato le tangenti ricevute e gli interessi maturati.
La legge di causa ed effetto è reale e si applica a prescindere da chi siamo e da dove ci troviamo. Ascoltare la nostra coscienza e compiere buone azioni, porta beneficio sia a noi stessi che alle nostre famiglie.
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