(Minghui.org) Saluti, Maestro! Saluti, amici praticanti!

A causa del mio attaccamento alle comodità, non ho scritto un articolo per una conferenza della Falun Dafa da oltre dieci anni. Un giorno, una praticante è venuta a casa mia e mi ha chiesto: "È stato pubblicato l’invito a presentare contributi per la Fahui in Cina. Hai intenzione di scrivere qualcosa?". Non ho risposto. Dopo che la praticante se n’è andata, ho pensato tra me e me che non avrei scritto nulla.

Due giorni dopo, la mattina del 14 agosto 2026, ho fatto un sogno molto vivido. Qualcuno mi ha chiesto: "Non hai intenzione di inviare un articolo per salvare le persone?". Ho capito che il Maestro mi stava dando un suggerimento affinché scrivessi un articolo. So che il Maestro è proprio accanto a me e conosce ogni mio pensiero. Ogni passo che compiamo per salvare le persone e nella vera coltivazione è frutto delle cure meticolose del Maestro, di tutto ciò che sopporta per noi, delle sue disposizioni compassionevoli e delle sue benedizioni!! Quando ho pensato a questo, non sono riuscita a trattenere le lacrime e ho capito che dovevo trascrivere le mie esperienze di coltivazione.

Che cosa dovrei scrivere?

In tutti questi anni in cui il Partito Comunista Cinese (PCC) ha perseguitato la Dafa, grazie alle accurate disposizioni, alla guida e ai suggerimenti del Maestro, ho continuato con perseveranza a chiarire la verità al personale della pubblica sicurezza e dei Comitati per gli Affari Politici e Legali: spedendo materiali informativi sulla persecuzione, telefonando e parlando con loro faccia a faccia. Non ho mai smesso neanche per un momento. Ritengo che questo impegno costante abbia portato tre grandi benefici. Primo, quando queste persone comprendono la verità, gli esseri senzienti che si trovano dietro di loro possono essere salvati e loro stessi evitano di accumulare karma. Secondo, una volta compresa la verità, è meno probabile che perseguitino o ostacolino i praticanti della zona mentre svolgono il lavoro di salvare le persone o, quantomeno, la persecuzione si attenua. Terzo, con una persecuzione meno intensa, l’ambiente diventa naturalmente più rilassato; questo incoraggia un maggior numero di praticanti a farsi avanti, il che a sua volta porta benedizioni agli esseri senzienti e permette di salvarne di più: tutto questo è ciò che desidera il Maestro.

Studiando ampiamente la Fa e rafforzando i miei pensieri retti, i miei sforzi non sono stati vani. Alcuni responsabili della pubblica sicurezza hanno compreso alcuni aspetti della verità e sono persino diventati gentili nei confronti dei praticanti della Dafa. Vorrei condividere le mie esperienze nel chiarire la verità faccia a faccia agli agenti della Divisione di Sicurezza Interna locale e nell’inviare materiali informativi a vari enti: il Comitato municipale del Partito, l’Ufficio di Pubblica Sicurezza, la procura, il tribunale e l’Ufficio dell’Istruzione. Mi concentrerò soprattutto sull’Ufficio di Pubblica Sicurezza.

I primi incontri con la polizia locale

Devo cominciare dall’inizio. Circa dieci anni fa, mentre parlavo alle persone della persecuzione, qualcuno che non conosceva la verità mi ha afferrata e trascinata al commissariato della zona. Mi hanno trattenuta lì tutta la mattina prima di lasciarmi tornare a casa. Una volta arrivata, ho scoperto che la polizia mi aveva sequestrato alcuni libri della Dafa.Il giorno seguente sono tornata al commissariato per chiedere al responsabile dell’ufficio di restituirmi i libri della Falun Dafa. La guardia all’ingresso mi ha riferito che il responsabile non era presente e non mi ha permesso di entrare nel suo ufficio; del resto, non sarei riuscita a entrarvi nemmeno se ci avessi provato. Ho deciso di meditare proprio lì, nell’atrio. Sono rimasta seduta per circa mezz’ora, ma nessuno si è avvicinato né mi ha rivolto domande. Non sapendo cos’altro fare, mi sono alzata e sono andata verso il cortile sul retro: avevo intenzione di chiamare a gran voce il nome del responsabile della divisione, gridando il suo nome verso i piani superiori. Il cortile era pieno di posti auto e, benché ci fosse una porta, non sono riuscita ad accedere all’edificio. Non avendo altre possibilità, mi sono semplicemente fermata lì e ho gridato il nome del responsabile della divisione, rivolta verso l’edificio.

Poco dopo è arrivato un agente dall’aspetto gentile che mi ha proposto: "Facciamo due passi e parliamo". Mentre camminavamo, gli ho spiegato che cos’è la Falun Dafa. Mi ha posto molte domande e ho risposto a tutte. Ha scelto lo pseudonimo "Wei Min" (Per il popolo) per rinunciare alla sua appartenenza al PCC.

Nel frattempo, il responsabile della divisione era andato in macchina a casa mia e aveva detto a mio figlio, come lui stesso mi ha poi raccontato: “Di' a tua madre di tornare a casa: non dovrebbe gridare contro l'edificio. Ecco il mio numero di telefono. Se avrà bisogno di qualcosa, potrà chiamarmi". È così che abbiamo ottenuto il numero di telefono del responsabile della divisione, un contatto che si è rivelato molto utile.

In un’occasione, lui e l’agente che aveva scelto il nome "Wei Min" sono venuti a casa mia. Mentre il responsabile era vicino alla porta, "Wei Min" mi ha sussurrato che non gli piaceva affatto partecipare alla persecuzione e mi ha chiesto se potevo aiutarlo a trovare un altro lavoro. Gli ho risposto: "Se continui a proteggere segretamente i praticanti della Dafa, accumulerai una virtù immensa. Se desideri davvero lasciare questo lavoro, puoi anche chiedere al Maestro della Falun Dafa di aiutarti a cambiare professione". Quella è stata l’ultima volta che ho visto quell’agente.

La cultura di ispirazione divina risveglia la bontàUna volta ottenuto il suo numero di telefono, chiamavo l’uomo ogni due settimane, per parlargli della Falun Dafa oppure per fissare un incontro dopo il suo orario di lavoro. Ogni volta che lo chiamavo, veniva sempre. A volte, quando non sapevo più cosa dire e proponevo di continuare la conversazione un’altra volta, lui rispondeva che non aveva ancora ascoltato abbastanza.

In un’occasione, poco dopo le cinque del pomeriggio, avevo fissato un incontro con lui nel nostro solito posto. Si sono presentati tre agenti di polizia. Ho consegnato al responsabile un piccolo lettore audio portatile contenente materiale sulla cultura tradizionale cinese di ispirazione divina, e gli ho detto: “Qui c’è l’essenza della nostra cultura tradizionale, proprio quello che manca ai giovani di oggi. Dovreste ascoltarlo tutti e tre. Sono certa che vi darà qualche spunto di riflessione. “Lo hanno preso, lo hanno ascoltato per un po' e poi lo hanno tenuto. Mi hanno detto tutti: "Grazie!". Ho risposto: "Dovreste ringraziare il Maestro della Falun Dafa, che chiede ai praticanti di raccontare alle persone la situazione reale!".

Poiché mi trovavo piuttosto lontano da casa e dovevo rientrare per preparare da mangiare, mi sono preparata ad andare via. Mentre mi allontanavo, tutti e tre gli agenti mi hanno raccomandato di fare attenzione. Mi sono commossa molto e li ho ringraziati.

In seguito, ho saputo da qualcuno all’interno della divisione che, dopo aver ascoltato le registrazioni, il responsabile aveva passato il dispositivo al capo dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza. Durante una riunione, il capo aveva sollevato il dispositivo e aveva detto: "La gente dice che la Falun Dafa è cattiva, ma ascoltate questo: parla solo di come essere brave persone". Un agente si è alzato e ha chiesto: "Ma che cosa facciamo con la pressione delle direttive che arrivano dall’alto?". Il capo dell’ufficio ha risposto: "Non potete semplicemente prendere tempo o trovare un modo per accantonare la questione?". Sentivo che questa cultura di ispirazione divina aveva risvegliato la bontà innata del capo dell’ufficio.

Dopo aver denunciato Jiang Zemin

Dopo l’inizio dell’ondata di denunce contro Jiang Zemin, il principale responsabile della persecuzione, i praticanti della nostra zona hanno collaborato tra loro. Molti si sono impegnati a fondo: cercavano online i modelli corretti dei documenti, telefonavano, rifinivano il testo delle denunce, si occupavano delle procedure di invio o prendevano accordi con i corrieri. Una praticante ha dormito pochissimo e in un mese ha perso diversi chili. Anche io ho vissuto la stessa esperienza.

Un’altra praticante e io ci recavamo ogni giorno nelle campagne per aiutare i praticanti locali a preparare le denunce contro Jiang Zemin. Poiché il viaggio era lungo e non volevamo creare disagi ai praticanti della zona, compravamo cibo e acqua, mangiavamo e ci riposavamo brevemente in un boschetto, dopodiché ci dirigevamo al villaggio. Per alcuni praticanti anziani che non sapevano come spedire i documenti, ho organizzato un incontro a casa mia. Ho chiamato un corriere affinché si occupasse delle spedizioni. Per la maggior parte di queste denunce è infine arrivata una conferma ufficiale di ricezione. Grazie ai nostri sforzi collettivi, il novanta per cento dei praticanti della nostra zona, una città di livello di contea, ha presentato una denuncia.In seguito ho saputo che alcune denunce erano state rispedite nella nostra zona ed erano ora nelle mani del responsabile della divisione. L'ho chiamato per chiedergli informazioni, ma ha negato. Gli ho detto: "Per favore, non intraprenda alcuna azione. Il clima cosmico è cambiato: che cosa può fare? Nessuno può opporsi alla volontà del Cielo. Ha accumulato debiti karmici e il Cielo tiene il conto di tutto. Ha dei genitori, una moglie e dei figli: che cosa ne sarà di loro? Chiuda un occhio, è sufficiente che riceva il suo stipendio. Il nostro Maestro è compassionevole. Le denunce sono state presentate per smascherare le malefatte di Jiang. Non si metta nei guai, pensi al suo futuro! Un domani, quando la Falun Dafa sarà riabilitata, se dovesse finire in tribunale, mi farò personalmente avanti per testimoniare a suo favore. Inoltre, se agirà rettamente, il Cielo ne terrà conto e le verrà persino riconosciuto un grande merito".

Sebbene i praticanti locali avessero usato i loro veri nomi e numeri di telefono personali quando avevano presentato le denunce contro Jiang Zemin, la stazione di polizia locale non ha intrapreso alcuna azione e i praticanti non sono stati perseguitati.

Dopo lo smantellamento di un punto di produzione dei materialiNel 2016, la polizia della stazione locale ha fatto irruzione nella casa di una praticante che viveva in campagna. Le hanno confiscato la stampante, il computer e altri oggetti, ma lei è riuscita a fuggire. Tre o quattro anni dopo, il responsabile della divisione è venuto da me e ha detto che, da quell’incidente, non aveva più indagato sulla questione né si era recato a casa della praticante. Gli ho risposto: "È proprio la cosa giusta da fare: davvero encomiabile". Lui ha aggiunto: "Sto pensando di farle visita nei prossimi giorni". Proprio mentre stava per andarsene, gli ho afferrato le mani. Con le lacrime agli occhi, l'ho supplicato: "La prego, non vada! Sono passati tre o quattro anni: lasci perdere. Sia una brava persona. Perché immischiarsi? Chiuda semplicemente un occhio. Finché riceve lo stipendio, non è sufficiente? Inoltre, questa praticante è piuttosto timida; se la pressione della persecuzione diventasse troppo forte, potrebbe accadere qualcosa di terribile e poi sarebbe troppo tardi per qualsiasi rimpianto". Lui ha sorriso e mi ha fatto capire che non ci sarebbe andato. Gli ho lasciato le mani e lui se n’è andato.

Da allora sono passati dieci anni. Non è andato a casa della praticante e non ha più portato avanti il caso, e lei non ha subito nessuna conseguenza. Ripensandoci, mi chiedo ancora come io, una donna, abbia potuto stringere così forte le mani di un giovane uomo! Santo cielo... beh, in ogni caso, la cosa più importante è che la praticante sia stata risparmiata dalla persecuzione.

Proteggere i libri della Dafa e il ritratto del Maestro

Studiando la Fa ho compreso che la Dafa è compassionevole, ma ha anche una sua solennità. Vorrei condividere alcuni esempi.

Il responsabile della divisione non ha mai preso i miei libri della Dafa. Tuttavia, quando era accompagnato da altri agenti di polizia, a volte sentiva di dover inscenare qualcosa per dimostrare di essere in linea con la politica persecutoria del PCC. Una volta ha notato una copia dello Zhuan Falun, l'ha presa e ha detto che voleva portarla a casa per leggerla. Gli ho suggerito di leggerla lì sul posto, perché non ci sarebbe voluto molto, ma lui ha insistito per portarla via. Ha afferrato la parte superiore del libro e io ho immediatamente stretto quella inferiore. Gli ho detto con fermezza: “Lo lasci! Se oggi prova a portarmi via il libro della Dafa, lo difenderò a costo della vita. Ci provi, se ne ha il coraggio!”. Lui ha riso e ha lasciato la presa.

In un’altra occasione, un giovane agente di polizia, pensando che non stessi prestando attenzione, ha afferrato un piccolo ritratto del Maestro e lo ha nascosto dietro la schiena. Senza dire una parola, ho ripreso rapidamente il ritratto. "Questo è il mio Maestro, non il suo", ho detto. "Non ha alcun diritto di prenderlo". Ho stretto il ritratto al petto. Non hanno tentato nient’altro e non hanno più detto una parola.

Proteggere l’elenco delle persone che hanno lasciato il PCC

Ero a casa e stavo riordinando un elenco di oltre mille persone che avevano lasciato il PCC. Avevo appena finito di ricopiare i nomi quando qualcuno ha bussato alla porta. Pensando che fosse un altro praticante, ho aperto e mi sono trovata davanti alcuni agenti di polizia. Il cuore mi si è stretto. Mi sono precipitata nella stanza interna e ho cercato di infilare l’elenco sotto una trapunta, ma prima che riuscissi a coprirlo del tutto, degli agenti sono entrati nella stanza.

Il responsabile della divisione ha visto ciò che stavo facendo e mi ha chiesto: "Che cosa sta facendo?". Rendendomi conto che non potevo nasconderlo, ho risposto: "Sto ricopiando un elenco di persone che si sono ritirate dal PCC". Lui ha detto: "Fammi vedere".

Ho risposto: "Non posso darglielo: potrebbe strapparlo". Lui ha insistito per vederlo. Ho preso uno dei quaderni che avevo appena finito di ricopiare e, indicando ogni voce, ho spiegato: "Questa pagina è per coloro che hanno lasciato il Partito; questa è per coloro che hanno lasciato la Lega della Gioventù". Lui teneva i due angoli superiori del quaderno, mentre io tenevo quelli inferiori. Gli ho detto: "Non le dispiace accumulare così tanto karma? Sembra proprio che voglia portare via questo elenco". Ho aggiunto: "Lo lasci andare! Non lo strappi! Ha idea di quanto impegno abbiano messo i praticanti della Dafa per preparare questo elenco? Convincere anche una sola persona a ritirarsi non è affatto facile! Questi nomi rappresentano le vite degli esseri senzienti!". Lui ha sorriso e ha lasciato la presa.

L’elenco è rimasto al sicuro. Grazie, Maestro, per avermi concesso saggezza e coraggio!

Impedire alla polizia di compiere cattive azioni

Da quando il PCC ha iniziato a perseguitare la Falun Dafa, ho utilizzato un numero di telefono intestato a un’altra persona. I funzionari del villaggio della mia città natale sostenevano che i miei documenti fossero incompleti. Per questo non potevo ricevere la pensione di vecchiaia e insistevano affinché utilizzassi un numero di telefono intestato a me. Non avendo altra scelta, due anni fa ho registrato un numero di cellulare a mio nome. Quattro giorni dopo, mentre fuori pioveva e non potevo uscire a chiarire la verità, ho utilizzato quel telefono per chiamare i praticanti del mio gruppo locale di studio della Fa per invitarli a casa mia a studiare insieme. Sono arrivati alle otto del mattino.

Prima delle nove, il responsabile della Divisione di Sicurezza Interna, accompagnato da altri due agenti, ha fatto irruzione in casa mia. Il mio primo pensiero è stato che il telefono dovesse essere sotto controllo. Appena entrato, ha chiesto con tono perentorio: "Che cosa state facendo qui?". Ho risposto: "Stiamo studiando la Fa". Vedendo che eravamo in quattro, ha chiesto: "Chi vi ha detto di studiare la Fa?". Ho risposto: "Non ha forse detto che potevamo studiare e praticare a casa?". Poi ha detto: "A parte te, gli altri tre vengono con me". Mi sono alzata di scatto e ho detto: "Vediamo chi osa portare via qualcuno oggi! Non c'è niente di sbagliato nello studio della Fa, ma anche se ci fosse, la responsabilità sarebbe mia. Sono stata io a invitarli qui. Se vuole portare via qualcuno, porti via me, ma non deve toccare nessuno degli altri tre".

Loro hanno riso, si sono seduti e hanno detto: "La gente continua a parlare di espianto forzato di organi da persone vive, ma guardateci: manca forse qualche parte del corpo a qualcuno di noi?". Ho risposto: "Il personale del vostro ufficio è più gentile e conserva ancora un po' di coscienza. Ma se arrivaste davvero a perseguitare un praticante della Dafa fino alla morte, avete considerato le conseguenze che ricadrebbero su di voi e sui vostri colleghi? I principi del Cielo sono giusti".

Scrivere lettere agli agenti delle forze dell’ordine

Sentivo il dovere di raccontare i fatti sulla persecuzione alle persone che lavoravano nei sistemi di pubblica sicurezza, procura e magistratura. Credo che si tratti di una predisposizione del Maestro. Proprio quando ho deciso di scrivere queste lettere è iniziata la pandemia di COVID e sono stata costretta a rimanere a casa. Trascorrevo le mattine studiando la Fa e i pomeriggi scrivendo le lettere: un lavoro che mi ha richiesto quasi due mesi.

A causa della mia istruzione scolastica limitata, a volte facevo fatica a trovare le parole giuste, ma con la guida e l’ispirazione del Maestro sono riuscita a portare a termine il compito. Per esempio, mentre scrivevo che Jiang Zemin non aveva alcuna autorità per "fare" le leggi, all’improvviso mi è venuto in mente un pensiero: "Legiferare". Ho capito subito che era un suggerimento del Maestro e mi sono commossa profondamente.

Ho preparato diversi tipi di lettere. Quando scrivo, ho un obiettivo preciso: mettermi nei panni dei destinatari e assicurarmi che vengano trasmesse la compassione e la dignità della Dafa. Dopo aver letto una delle mie lettere, una praticante ha detto: "Non c'è una parola di troppo né una parola di meno". Sono davvero grata per l'aiuto del Maestro!

Ho scritto venti lettere, ciascuna di dieci pagine, tutte interamente a mano. Tra i destinatari c'erano il segretario locale del Partito a livello municipale, il direttore dell'Ufficio dell'Istruzione, il direttore dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza, il segretario della Commissione per gli Affari Politici e Giuridici, il capo e il vicecapo della Divisione di Sicurezza Interna, nonché i responsabili delle stazioni di polizia locali di ogni distretto.

Le difficoltà nell’invio delle lettere

Dopo aver finito di scrivere le lettere, mi sono preparata a spedirle. Ho iniziato dall’ufficio postale principale, dove ho anche colto l’occasione per spiegare all’impiegato che cosa fosse la Falun Dafa. Lui si è mostrato piuttosto comprensivo. Ho spedito lì più di una dozzina di lettere, ma, pensando che fossero troppe da inviare tutte dallo stesso ufficio, ho deciso di portare le due rimanenti in un ufficio postale più piccolo. Nella filiale più piccola, ho iniziato chiarendo la verità all’impiegato allo sportello. Mentre preparava le spedizioni, ha fatto alcuni commenti spiacevoli ed è persino uscito per controllare la targa della mia auto. Mi sono sentita un po' a disagio. Una volta completate le procedure di spedizione, mi sono diretta a casa. Proprio quando sono arrivata davanti alla porta, mi sono voltata e ho visto alcuni agenti di polizia. Il responsabile della divisione ha detto: "Venga con noi". Rendendomi conto che c'era qualcosa che non andava, ho risposto: "Posso venire con voi, ma devo tornare entro mezzogiorno per preparare il pranzo". Mi hanno portata alla stazione di polizia locale con un'auto di pattuglia. Il responsabile della divisione non si vedeva da nessuna parte: si era scoperto che era andato a casa mia per effettuare una perquisizione.

L'agente che mi interrogava mi ha ordinato di sedermi sulla sedia riservata ai criminali. Ho protestato: "Non ho commesso alcun reato. Perché dovrei sedermi sulla sedia dei detenuti?". Mi ha portata allora uno sgabello su cui sedermi. Sollevando le due lettere, mi ha chiesto: "Ha spedito lei queste lettere? Chi le ha detto di inviarle? E qual è lo scopo di queste lettere?". Ho spiegato: "Le ho spedite io. Con la pandemia che si sta diffondendo, temevo che poteste perdere le vostre preziose vite, perciò volevo spiegarvi come salvarvi da questa catastrofe". Lui ha detto: "Lei è davvero in gamba! Quanti giorni ha impiegato per ricopiare queste lettere? Sono scritte in modo molto formale". Ho risposto: "Se voglio che siate salvati, devo prima mostrarvi rispetto. Voglio che le leggiate, così potrete essere salvati". Dentro di me pregavo che le oltre dodici lettere che avevo spedito in precedenza arrivassero tutte a destinazione; altrimenti, tutto il duro lavoro delle settimane precedenti sarebbe stato vano.

Poco dopo, il responsabile della divisione è tornato e mi ha riaccompagnata a casa. Circa cinque o sei giorni dopo, si è avvicinato a mio figlio e gli ha chiesto: "Tua madre ha spedito altre lettere?". Mio figlio ha capito allora che tutte le lettere precedenti erano arrivate correttamente ai destinatari. Ha risposto: "Sono state spedite tutte insieme alle altre". E così si è chiusa la questione.

Recuperare i miei libri della Dafa

Questo episodio si ricollega a quanto ho raccontato prima. Mentre ero trattenuta al commissariato della zona per aver spedito materiali che chiarivano la verità, il capo della divisione ha deciso di perquisire casa mia. . Ha convocato mio figlio, che era al lavoro, chiedendogli di tornare a casa e aprire la porta. Accanto al mio letto c'era una grande scatola di cartone contenente decine di libri della Dafa e circa un centinaio di volantini intitolati "Una lettera a coloro che hanno una relazione predestinata". Essendo piuttosto ingenua, non mi era mai venuto in mente che spedire quelle lettere potesse causare simili problemi. Non mi ero preoccupata di nasconderli, così il capitano e la sua squadra hanno confiscato tutto. Sono stata sopraffatta da un tale rimorso che ho pianto senza riuscire a fermarmi e non ero in grado né di mangiare né di dormire.

Il giorno seguente, prima ancora che il responsabile della divisione e i suoi uomini arrivassero al lavoro, l'ho chiamato. Guardando dentro di me, ho scelto di non biasimarli. Ho detto: "La colpa è interamente mia. Con un'intera scatola di libri proprio lì, in bella vista, come avreste potuto voi cinque lasciarli? Se non li aveste presi, non avreste forse avuto difficoltà a svolgere il vostro lavoro? La chiamo oggi perché voglio riavere i miei libri. Se me li restituirà, compirà un'azione virtuosa di grande merito: il Cielo sicuramente gliene riconoscerà il merito. Se non può restituirli, non gliene farò una colpa; tuttavia, la prego di dire al capo della polizia che, a partire da domani, andrò all'Ufficio di Pubblica Sicurezza. Se i libri sono lì, ci sarò anch'io. Se i libri non ci sono più, me ne andrò. Da praticante, se non riesco nemmeno a proteggere i libri della Dafa, come potrò mai presentarmi davanti al Maestro che mi ha salvata?". Ho pronunciato queste parole tra lacrime amare e dolorose. Ho aggiunto: "Se un monaco perde le sue scritture, come può continuare a coltivare?! In ogni caso, non ho appetito e non riesco a dormire. A questo punto, la vita e la morte non hanno più importanza per me". Lui ha risposto: "Non faccia nulla di avventato: vedrò che cosa posso fare. Dica a suo figlio di aspettare a casa". Poi mi ha chiesto di passare il telefono a mio figlio, perché voleva dirgli alcune parole.

Alle tre di quel pomeriggio, il responsabile della divisione ha chiamato mio figlio e gli ha chiesto di scendere. Mio figlio è tornato a casa felice, portando con sé la grande scatola dei libri: erano stati restituiti persino gli oltre cento volantini per chiarire la verità. Ho chiesto: "Li hai ringraziati?". Mio figlio ha risposto di sì. Ho sorriso felicemente. Come ha detto il Maestro: "La coltivazione dipende da voi, mentre la trasformazione del gong dipende dal maestro". (Zhuan Falun)

La gentilezza del capo dell’ufficio

Non molto tempo dopo, ho ricevuto una lettera dattiloscritta. È passata attraverso diverse città prima di essere inviata a un praticante della mia zona, che poi me l'ha consegnata. La lettera spiegava che un uomo di un villaggio vicino alla mia città natale ricopriva il ruolo di capo dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza in un'altra città. Su suo ordine erano stati arrestati più di una dozzina di praticanti della Dafa e alcuni di loro erano stati successivamente condannati. Poiché il praticante mi aveva chiesto espressamente di contattarlo e spiegargli i fatti sulla Dafa, ho considerato questa richiesta come un incarico affidatomi dal Maestro. Ho ricopiato una bozza di una lettera per chiarire la verità che avevo già utilizzato in precedenza e l'ho spedita al capo dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza di quella città.

Circa dieci giorni dopo, il responsabile della divisione è venuto a casa mia e ha detto: "Non le basta creare problemi qui in città? Adesso sta provocando disordini anche in altre città!". Ho risposto: "Non sono andata lì. Ho semplicemente spedito una lettera per spiegare la verità sulla persecuzione. Il capo dell'ufficio è un nostro compaesano: come potremmo restare a guardare mentre accumula un debito karmico così grave? Non dovremmo cercare di salvarlo?". Lui ha detto: "Ieri quel capo è venuto qui con cinque o sei uomini per arrestarla, ma il nostro capo dell'ufficio li ha fermati". Ho risposto: " Quando vedrà il capo dell’ufficio, lo ringrazi da parte mia. E grazie anche a lei. Il Cielo vede tutto: entrambi avete appena accumulato un grande merito ai suoi occhi!".

Considerazioni finali

Credo che, come praticanti, dovremmo agire secondo gli standard richiesti ai coltivatori e in conformità con le richieste del Maestro. Se agiamo in accordo con la Fa e con le richieste del Maestro, rinunciando ai nostri attaccamenti, compreso quello alla vita e alla morte, e pensando al bene di tutti gli esseri senzienti, la Dafa ci darà la saggezza, il coraggio e la forza per riuscire, e il Maestro ci proteggerà.

È il mio più grande onore essere una discepola del Maestro, una praticante della Falun Dafa, in questa vita. Continuerò a essere diligente: studiare bene la Fa, coltivare me stessa, fare bene le tre cose e salvare più esseri senzienti per ripagare la sconfinata grazia del Maestro. Grazie, Maestro! Grazie, amici praticanti, per il vostro sostegno reciproco, la collaborazione e l'incoraggiamento che mi avete dato.

(Contributo selezionato per la 23ª Fahui in Cina su Minghui.org)

23rd China Fahui on Minghui.org