(Minghui.org) Il Falun Gong, un sistema di meditazione basato sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza, un tempo era elogiato dal Partito Comunista Cinese (PCC) per i suoi effetti estremamente positivi su mente e corpo. Nel 1998, un sondaggio condotto dall'Amministrazione generale dello sport cinese su 10.000 praticanti ha rilevato che il 97,9% aveva riscontrato un miglioramento della salute grazie alla pratica.
Tuttavia il PCC considerava la grande popolarità del Falun Gong una minaccia. Ad aprile del 1999, le autorità arrestarono decine di praticanti a Tianjin e il 25 aprile del 1999 circa 10.000 praticanti si recarono a Pechino per fare appello. Sebbene il ricorso fosse stato risolto, con il rilascio dei praticanti detenuti quello stesso giorno, tre mesi dopo il PCC avviò comunque una repressione a livello nazionale.
Un recente articolo del sito Minghui ha rivelato che l'allora leader supremo del PCC, Jiang Zemin, aveva segretamente mobilitato soldati in uniforme di polizia in preparazione di un massacro per quello stesso giorno. Numerosi alti funzionari del Partito cercarono di fermare Jiang, proponendo un incontro per risolvere la questione e avvertendo che, in caso contrario, si sarebbe potuto verificare un altro massacro simile a quello di Piazza Tienanmen del 1989.
Tragedia evitata
Mentre leggevo questo articolo ho sentito un brivido lungo la schiena, ricordavo di essere stato lì ed ero rimasto colpito dalla pace che regnava. C'erano così tanti praticanti riuniti sul posto, tutti silenziosi, non immaginavo che dietro le quinte fosse stato pianificato un massacro.
Ripensando a questo incidente, credo che siano state la gentilezza e la razionalità dei praticanti quel giorno a impedire il massacro. Se l'opinione pubblica non fosse stata a conoscenza dell'influenza positiva del Falun Gong, quegli alti funzionari non avrebbero cercato di fermare Jiang; inoltre se i praticanti non fossero stati gentili, pacifici e autodisciplinati, Jiang avrebbe impartito l'ordine di ucciderli, in modo simile a quanto accaduto nel 1989.
La persecuzione, tuttavia, iniziò mesi dopo, nel luglio del 1999. Negli ultimi 27 anni, innumerevoli articoli pubblicati sul sito Minghui da praticanti, hanno ricordato la scena pacifica dell'appello del 25 aprile eppure, il piano segreto del massacro è rimasto nascosto al pubblico fino a quando un recente articolo non lo ha portato alla luce. Ciò non sorprende del tutto; avendo sentito parlare o assistito alla brutalità del PCC in precedenti campagne politiche, gli autori di molti di questi articoli hanno affermato di sapere che forse non sarebbero stati in grado di tornare a casa.
L'alto funzionario del PCC che ha recentemente fatto trapelare l'informazione, rivelando che la decisione di Jiang di sopprimere il Falun Gong era infondata, non basata su indagini o fatti, ma nasceva piuttosto dalla sua gelosia per la popolarità della pratica. Questo dettaglio ha innescato un timore ancora più persistente: in qualità di Segretario generale del PCC e Presidente della Commissione militare centrale, Jiang avrebbe potuto dare inizio alle uccisioni in qualsiasi momento di quel giorno.
Gentilezza genuina
L'appello pacifico del 25 aprile 1999 fu speciale sotto diversi aspetti: sebbene appellarsi alla giustizia presso i complessi governativi sia una prassi comune nella storia cinese, farlo ha costituito un tabù sin dall’avvento al potere del PCC nel 1949. Per reprimere le voci indipendenti, il PCC prese di mira milioni di persone solo durante la Campagna anti-destra (1957-1959), semplicemente perché le loro dichiarazioni erano incoerenti con la linea del Partito. Ecco perché ci è voluto coraggio per presentarsi all'Ufficio nazionale appelli di Pechino, anche se per una giusta causa.
Ciononostante i praticanti del Falun Gong sono andati a Pechino, non spinti da interessi personali né da motivazioni politiche, il loro unico scopo era raccontare ai funzionari governativi la propria esperienza con il Falun Gong e i benefici positivi che la pratica ha portato alla società. Per questo appello non c'era alcuna pianificazione o istruzione, né tantomeno alcuna prova generale su cosa i praticanti avrebbero dovuto fare. Seguendo i principi del Falun Gong di Verità, Compassione e Tolleranza, tutti hanno semplicemente agito secondo coscienza. La gentilezza genuina dei loro cuori ha dissipato qualsiasi ostilità da parte degli agenti di polizia in servizio quel giorno. Alla fine della giornata, i praticanti hanno lasciato l'area immacolata, raccogliendo persino i mozziconi di sigaretta abbandonati dalla polizia. Un agente in servizio ha commentato: "Guardate, questa è vera virtù".
Una simile rettitudine è rara nella società moderna, soprattutto nei luoghi governati dalla brutalità e dal declino morale del PCC. Per i praticanti del Falun Gong, tuttavia, questa è naturale. Ispirati dai principi di Verità, Compassione e Tolleranza, si sforzano di essere cittadini migliori sia al lavoro, sia a casa o nella società. Questo potrebbe essere stato difficile da comprendere per Jiang, un leader del PCC che voleva solo controllare le persone a qualsiasi costo, eppure la condotta virtuosa è coerente con i principi fondamentali dell'umanità ed è profondamente radicata nella cultura tradizionale cinese.
Il potere della compassione
Laozi, il celebre saggio cinese dell'antichità, scrisse: "La bontà suprema è come l'acqua. L'acqua giova a tutte le cose e non compete con esse". Questa filosofia ha plasmato la civiltà cinese per migliaia di anni. Dopo che il PCC prese il potere nel 1949 e lanciò una serie di campagne politiche, tra cui la Rivoluzione culturale, la società cambiò. Sempre più persone iniziarono a dare priorità al profitto personale, anche a spese degli altri.
Dopo la sua presentazione al pubblico nel 1992, il Falun Gong attirò rapidamente migliaia di persone affascinate dai resoconti di miglioramenti della salute fisica e dei valori morali. All'inizio del 1999, circa 100 milioni di praticanti del Falun Gong portavano speranza alla società.
Ricordo che quando mi unii all'appello il 25 aprile 1999, i praticanti locali di Pechino arrivarono per primi e presero l'iniziativa di stare sul marciapiede, poi arrivarono anche i praticanti di altre regioni che seguirono l'esempio e, poiché i praticanti considerano sempre gli altri prima di tutto, la strada principale rimase libera e il traffico non subì ripercussioni.
Il premier è rimasto commosso dalla situazione pacifica, ha incontrato i praticanti e ha poi chiesto alle autorità di Tianjin di rilasciare quelli detenuti. I praticanti hanno poi lasciato la zona più tardi nel corso della giornata e sono tornati a casa. Sorpresi dalla rapida risoluzione, i media occidentali hanno elogiato la Cina per la sua apertura e il rispetto dello stato di diritto.
Tuttavia, questo episodio era destinato a durare poco sotto il regime totalitario del PCC. Tre mesi dopo, a luglio del 1999, Jiang diede inizio alla repressione sistematica e a livello nazionale del Falun Gong. Ne seguirono innumerevoli tragedie tra cui detenzioni, incarcerazioni, torture, lavori forzati, morti e prelievi forzati di organi.
Nel corso degli anni, i praticanti del Falun Gong sono rimasti gentili e razionali, guidati dalla loro fede. Alla fine, i principi di Verità, Compassione e Tolleranza prevarranno nella nostra società.
Copyright © 2024 Minghui.org. Tutti i diritti riservati.