(Minghui.org) Il 4 marzo scorso, la Commissione ha pubblicato il suo rapporto annuale. Secondo il resoconto, nel 2025 la Cina ha perpetrato gravi violazioni sulla libertà religiosa, il PCC continua a perseguitare il Falun Gong e diversi anziani praticanti della pratica sarebbero morti durante la prigionia.
Il 4 marzo, la presidente dell’USCIRF, Vicky Hartzler, ha annunciato i risultati del Rapporto Annuale 2025 della Commissione statunitense sulla Libertà Religiosa Internazionale. (NTD TV)
La commissione ha raccomandato al governo degli Stati Uniti di “riclassificare la Cina come ‘Paese di particolare preoccupazione’, per le sistematiche, continue e gravi violazioni sulla libertà religiosa, come definita dall’International Religious Freedom Act”.
La presidente dell’USCIRF, Vicky Hartzler, ha dichiarato: “Come dimostra il Rapporto Annuale dell’USCIRF, a tante persone in nazioni chiave viene negata la libertà religiosa attraverso leggi ingiuste, discriminazioni, molestie, violenza e persino crimini contro l’umanità. Il governo degli Stati Uniti deve continuare a promuovere la libertà religiosa all’estero per evidenziare tutti coloro che subiscono persecuzioni religiose”.
Il vicepresidente dell’USCIRF, Asif Mahmood, ha dichiarato: “I peggiori violatori al mondo hanno persistito nel loro disprezzo per la libertà di religione o di credo. Il PCC ha intensificato la repressione contro tutte le attività religiose che osano operare al di fuori del suo rigido controllo”.
Il Commissario Mohamed Elsanousi ha fornito diversi esempi di persone perseguitate per il loro credo religioso. Ha affermato: “Sarebbe semplicemente impossibile, per il lungo elenco, fornire un resoconto esaustivo di tutte queste vittime... includendo diverse credenze, religioni e tradizioni, tra cui buddisti, cristiani, Falun Gong, e purtroppo l’enumerazione continua ad allungarsi”.
Secondo il rapporto, “Il governo ha imprigionato praticanti del Falun Gong e seguaci di altri gruppi religiosi non riconosciuti che le autorità hanno ritenuto illegali. Ad agosto, le autorità governative cinesi hanno costretto un praticante del Falun Gong di 87 anni a scontare una pena detentiva di tre anni e mezzo”.
Zhao Yungu, 87 anni, menzionato nel rapporto, è stato arrestato dalla polizia della contea di Bin, nella provincia dell’Heilongjiang, l’8 agosto 2025 e detenuto nella prigione di nuova costruzione nella succitata provincia. Il 16 agosto 2024, il giudice del tribunale della contea di Yilan ha tenuto un’udienza sul caso dell’uomo presso la sua abitazione. È stato condannato a tre anni e mezzo di carcere e a una multa di 30.000 yuan (circa 3.750 euro).
L’11 luglio dello scorso anno, gli agenti dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza della contea di Bin, della Sicurezza Nazionale e della Stazione di Polizia di Xicheng lo hanno trasportato in ambulanza e portato all’ospedale dell’Heilongjiang per una visita medica, come da ordine del tribunale. È stato poi portato nel nosocomio della contea il 21 luglio e incarcerato in una nuova prigione l’8 agosto.
Il signor Zhao è un operaio in pensione di una fabbrica di piccoli trattori della contea di Bin. Lui e sua moglie, la signora Liu Shumei, ex professionista del settore, sono stati ripetutamente presi di mira negli ultimi 25 anni per aver praticato il Falun Gong. Entrambi sono stati condannati a sette anni di carcere nel 2011. La signora Liu ha sviluppato una grave patologia a causa dello stress causato dalla persecuzione ed è deceduta nel maggio 2019 all’età di 77 anni.
Secondo il rapporto USCIRF di quest’anno, diversi praticanti anziani del Falun Gong sarebbero deceduti durante la detenzione nel 2025.
Secondo quanto riportato da Minghui.org, nel 2025, almeno 152 praticanti del Falun Gong sono morti a causa della persecuzione; 751 sono stati condannati illegalmente al carcere. La polizia ha confiscato i beni e le multe comminate dal tribunale ammontano a 4.744.900 yuan in 26 province, regioni autonome e municipalità della Cina. Delle 498 vittime di cui si conosce l’età, circa il 74% aveva più di 60 anni.
L’USCIRF riferisce che la Cina ha continuato a molestare, monitorare, minacciare i familiari e perseguire il rientro in patria delle minoranze religiose e dei dissidenti residenti all’estero nell’ambito dei suoi sforzi di repressione transnazionale.
Il PCC ha attuato una repressione transnazionale, anche attraverso tecnologie emergenti e ad alta tecnologia, per mettere a tacere le minoranze religiose ed etniche residenti all’estero.
Nel febbraio scorso, il governo svizzero ha affermato che la Cina monitora gli uiguri e i tibetani in Svizzera e li spinge a spiare le proprie comunità della diaspora.
Il 27 ottobre 2025, Sun Yaoning, un cinese residente in California, si è dichiarato colpevole di aver agito come agente del PCC durante il processo presso la Corte Federale di Los Angeles. È stato condannato a quattro anni di carcere il 9 febbraio scorso. Sun è stato anche accusato di aver cospirato con Chen Jun, un altro agente del PCC, per perseguitare il Falun Gong.
L’USCIRF ha raccomandato all’amministrazione statunitense di attuare la politica del Dipartimento di Stato in materia di restrizioni sui visti per “individui che hanno diretto, autorizzato, sostenuto in modo significativo, partecipato o commesso violazioni della libertà religiosa e, ove appropriato, i loro familiari più prossimi”, e con particolare attenzione raccomanda la designazione CPC o SWL (Special Watch List).
La commissione ha inoltre raccomandato al governo statunitense di “sanzionare, in coordinamento con i partner internazionali, agenzie, entità e funzionari governativi cinesi, tra cui il Dipartimento del Lavoro del Fronte Unito del PCC e l’apparato di pubblica sicurezza e sicurezza dello Stato, i responsabili di gravi violazioni della libertà religiosa”.
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