(Minghui.org) Minghui ha già precedentemente riportato l’ingiusta condanna di sei residenti della provincia dell'Hebei, da parte di un tribunale della vicina provincia dello Shandong. Questo articolo fornisce ulteriori informazioni su una delle praticanti, la signora Cheng Guijun che, lo scorso 5 febbraio, è stata rinchiusa nel Carcere femminile della provincia dello Shandong, per scontare una pena di tre anni che dovrebbe terminare nel mese di giugno del prossimo anno.
Prima della sua ultima condanna, Guijun era stata arrestata diverse volte e aveva scontato due mandati ai lavori forzati, per un totale di tre anni.
I primi arresti
Nel 1998 la signora Cheng, della contea di Dongguang nella provincia dell’Hebei, ha iniziato a praticare il Falun Gong e in breve tempo ha trovato sollievo da frequenti raffreddori, diarrea cronica, dolori alle gambe, mal di schiena e altri disturbi. Dopo che il regime comunista ha iniziato a perseguitare il Falun Gong nel luglio 1999, Guijun è rimasta salda nella sua fede ed è stata ripetutamente arrestata.
Il 15 ottobre 1999 la signora Cheng si è recata a Pechino per fare appello al diritto di praticare il Falun Gong, ma è stata arrestata e trattenuta per tutta la notte presso l’ufficio appelli. Il giorno successivo il segretario Wang Xijie, del Dipartimento di polizia della contea di Dongguang, è andato a riprenderla e l’ha riportata nell’Hebei. La donna è stata rinchiusa nel centro di detenzione locale, dove è stata picchiata, sottoposta a privazione del sonno, costretta a correre e a restare in posizione eretta per lunghi periodi di tempo. Guijun ha iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta, ma è stata legata e alimentata a forza attraverso un tubo inserito nel naso.
Quarantacinque giorni dopo i suoi familiari sono stati costretti a pagare 8.000 yuan (circa 1.000 euro) prima di poterla riportare a casa. Il 14 febbraio 2000 Guijun si è recata nuovamente a Pechino ed è stata arrestata. Gli agenti del Dipartimento di polizia del distretto di Dongcheng, a Pechino, le hanno confiscato i 200 yuan (circa 30 euro) in contanti che aveva con sé e l'hanno maltrattata fisicamente, costringendola a restare in piedi per lunghe ore, schiaffeggiandola e colpendola alla testa con i manganelli.
Il giorno seguente, la signora Cheng è stata riportata nell'Hebei e rinchiusa nel Centro di detenzione della contea di Dongguang. La guardia Li Guoying, che si è infuriata dopo averle trovato addosso un libro del Falun Gong, l'ha picchiata selvaggiamente. In seguito, la donna è stata trasferita al Centro di detenzione della città di Botou, dove è stata costretta a svolgere lavori forzati per oltre 17 ore al giorno.
La signora Cheng è stata rilasciata dopo un totale di 30 giorni di detenzione, ma non prima che la sua famiglia fosse costretta a pagare oltre 400 yuan (circa 50 euro).
Nel mese di luglio 2000 il vicedirettore della città di Dongguang, Zhang Zhensheng, ha ordinato a Wang Lujun e ad altre tre persone di arrestare la signora Cheng. La donna è stata rinchiusa in un centro per il lavaggio del cervello, situato all'interno di una casa di cura. Guijun ha intrapreso uno sciopero della fame di cinque giorni ed è stata rilasciata.
Primo mandato nel campo di lavoro (dal mese di gennaio 2001 al mese di gennaio 2002)
Il 1° gennaio 2001 la signora Cheng si è recata a Pechino e ha srotolato uno striscione con la scritta “La Falun Dafa è buona” in Piazza Tienanmen. Gli agenti l’hanno l'ha gettata a terra, trascinandola per oltre 10 metri. In seguito, la donna è stata portata in una struttura nel distretto di Chongwen a Pechino. Il giorno dopo, è stata prelevata dal segretario Wang, del Dipartimento di polizia della contea di Dongguang, che l'ha riportata al Centro di detenzione della contea di Dongguang, dove è stata costretta tutti i giorni a etichettare scatole di fiammiferi.
Un giorno, prima dell’alba, la guardia Qiu Guozhang ha ordinato alla signora Cheng e ad altre praticanti, tra cui le signore Xu Shucheng, Liu Xingrong e Xu Wenli, di restare a piedi nudi nella neve per tre ore, con le braccia distese lungo i fianchi e parallele al terreno.
In seguito, la signora Cheng è stata condannata a un anno di lavori forzati e, l'11 aprile 2001, è stata trasferita nel Campo di lavoro di Kaiping. Al suo arrivo è stata perquisita e costretta a restare in posizione eretta. Le guardie del campo l'hanno sottoposta anche a varie altre forme di abuso, tra cui stare in piedi per lunghi periodi di tempo, privazione del sonno, cella d’isolamento, divieto di usare il bagno e restrizioni sull’uso della doccia. Inoltre, le è stato anche proibito di parlare con gli altri detenuti.
Nel mese di giugno 2001 la signora Cheng è stata trasferita al Campo di lavoro di Gaoyang. Al suo ingresso, è stata costretta a denudarsi per la perquisizione corporale. La notte successiva, le guardie l'hanno convocata in una stanza, le hanno tolto scarpe e calzini, prima di ammanettarle i piedi a un anello fissato al pavimento. Una guardia di nome Liu Yamin e una di nome Li l’hanno colpita con i bastoni elettrici sulle piante dei piedi, sul collo del piede e sulle dita. L'hanno anche picchiata, minacciando di ripetere la stessa tortura il giorno dopo, se si fosse rifiutata di rinunciare al Falun Gong. Era già passata la mezzanotte, quando finalmente Guijun è stata nuovamente trascinata nella sua cella.
All'inizio di luglio del 2001 la signora Cheng è stata costretta a partecipare a una sessione di “lavaggio del cervello”, all’interno del campo di lavoro. Il locale era buio e umido. Ogni giorno, dalle 5:00 alla mezzanotte, era costretta a stare seduta su un piccolo sgabello, senza potersi muovere e guardando video diffamatori sul Falun Gong. Al minimo movimento veniva immediatamente picchiata.
Una notte del mese di agosto 2001 il capitano Wang Yajie ha ordinato a otto guardie di colpire la signora Cheng con più bastoni elettrici contemporaneamente, sulle piante, sul collo e sulle dita dei piedi. La donna è stata anche schiaffeggiata e selvaggiamente picchiata, fino a quando non ha perso conoscenza.
Tre mesi dopo, la signora Cheng è stata trasferita dalla classe di lavaggio del cervello e costretta a svolgere lavori forzati per lunghe ore ogni giorno. Il 1° gennaio 2002 è stata rilasciata.
Secondo mandato nel campo di lavoro (dal mese di novembre 2002 al mese di novembre 2004)
Il 1° novembre 2002 Guijun è stata nuovamente arrestata insieme ai praticanti Dong Jianmin e Fan Zongxin, dagli agenti Gong Jingwen e Guo Rui del Dipartimento di polizia della contea di Dongguang, e le sono stati confiscati gli 11.800 yuan (circa 1.480 euro) in contanti che aveva con sé.
I tre praticanti sono stati condotti alla Divisione di polizia stradale del locale dipartimento, dove sono stati immobilizzati su una sedia di ferro, con le mani ammanettate dietro lo schienale. Per cinque giorni consecutivi non è stato loro permesso di dormire; non appena chiudevano gli occhi, venivano picchiati.
Il 5 novembre 2002 la polizia ha trasferito i praticanti al centro di detenzione locale. Quindici giorni dopo, la signora Cheng è stata riportata alla Divisione di polizia stradale, dov’è stata torturata da Gong e Guo, insieme a quattro agenti dell’Ufficio per la sicurezza interna della città di Cangzhou, tra cui Che Li, Jia e Wang Yixin. La donna è stata nuovamente immobilizzata su una sedia di ferro e sottoposta a privazione del sonno. Wang le ha bruciato le dita con un accendino, le ha versato acqua sul viso e le ha pugnalato le costole con una chiave.
Cinque giorni dopo, la signora Cheng è stata condotta alla Divisione antisommossa dell’Ufficio per la sicurezza interna della città di Cangzhou. Il giorno successivo è stata riportata al Centro di detenzione della contea di Dongguang.
Nel mese di dicembre 2002 la signora Cheng è stata condannata a due anni di lavori forzati e trasferita nel Campo di Kaiping. Guijun è stata sottoposta a varie forme di abuso, tra cui percosse, privazione del sonno, alimentazione forzata, scariche elettriche e legatura con le corde.
Quando ha iniziato uno sciopero della fame per protestare, è stata scaraventata a terra dal suo letto. Le guardie l’hanno schiaffeggiata e trascinata in un ufficio. L’hanno legata a una sedia e non le hanno permesso di andare in bagno. La signora Cheng è stata alimentata a forza due volte al giorno. Il tubo di alimentazione le veniva frequentemente spinto e tirato con violenza, dentro e fuori dal naso o dalla bocca, provocandole una forte emorragia.
Il 1° novembre 2004 la signora Cheng è stata rilasciata.
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