(Minghui.org) Una donna di 73 anni di Pechino rischia un procedimento penale perché praticante del Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.
Il 29 ottobre dello scorso anno la signora Liu Shengping, residente in una casa in affitto nel distretto di Fangshan, è stata arrestata nella sua abitazione da agenti del Dipartimento di polizia del distretto di Haidian. A giustificare l’arresto, secondo la polizia, ci sarebbe la prova che, quattro giorni prima, la donna avrebbe affisso manifesti del Falun Gong nel distretto di Haidian. L’hanno quindi trattenuta nel centro di detenzione locale e inviato la documentazione del suo caso alla Procura dello stesso distretto. Il pubblico ministero ha rinviato la causa all’inizio di febbraio scorso, motivandolo con la necesità di acquisire ulteriori prove. La polizia sta ancora lavorando sul suo caso nel tentativo di farla condannare.
Cronologia delle persecuzioni subite
La signora Liu ha intrapreso il Falun Gong nel settembre 1998. Quando la persecuzione è iniziata, nel luglio 1999, ha continuato a praticare ed è stata arrestata ripetutamente. Ha scontato complessivamente sei anni e mezzo, incluse le due condanne in un campo di lavoro e una detenzione.
Primo periodo di detenzione nel campo di lavoro (un anno e mezzo)
Nel 2001 la signora Liu è stata condannata a un anno e mezzo di campo di lavoro, dove le guardie la torturavano costantemente; in un’occasione, alcune di loro si sono accanite scaricandole addosso sei manganelli elettrici. La corrente era così forte che è stata scaraventata a terra e ha riportato gravi ustioni alla pelle e ai tessuti.
Illustrazione della tortura: percossa con bastoni elettrici
Condanna a due anni e mezzo di reclusione
Nel marzo 2004 la signora Liu è stata arrestata per aver spedito lettere contenenti informazioni sul Falun Gong. Inizialmente è stata trattenuta nel Centro di detenzione del distretto di Xicheng, e poi trasferita al Centro di detenzione del distretto di Fengtai. Le guardie l’hanno picchiata in maniera così brutale che ha riportato gravi ferite alle braccia, tanto da non essere in grado di tenere nulla in mano e di non essere in grado di alzarsi né di sdraiarsi senza aiuto. Il Tribunale del distretto di Xicheng, successivamente, l’ha condannata a due anni e mezzo; la donna ha scontato la pena nel Carcere femminile di Pechino.
Secondo periodo di detenzione nel campo di lavoro (due anni e mezzo)
Nel 2007 la signora Liu è stata condannata a due anni e mezzo di lavori forzati. Dopo un anno nel Campo di lavoro femminile di Pechino, è stata trasferita al Campo di lavoro forzato di Tumuji, nella vicina regione autonoma della Mongolia Interna.
Le guardie del Campo di Tumuji ordinavano alla signora Liu di svolgere sempre lavori pesanti. Quando lei si è astenuta dal farli, l’hanno imbavagliata e sballottata da una parte all’altra: una tensione psicofisica che le ha provocato spasmi associati a irrigidimento. L’hanno quindi rinchiusa in una stanza buia e umida, e aprivano la porta solo per farle arrivare addosso il soffiare del vento che la stava assiderando. Si è indebolita a tal punto da non riuscire più a scendere le scale per i pasti; nonostante ciò, le guardie non permettevano a nessuno di portarle del cibo e minacciavano chiunque ci provasse.
Arrestata altre tre volte
Il 17 dicembre 2013 la signora Liu è stata nuovamente arrestata per aver distribuito informazioni sul Falun Gong. È stata detenuta per un periodo di tempo sconosciuto.
Nel 2018 è stata arrestata più volte. La prima, il 2 marzo, il segretario dell’ufficio di quartiere, con l’inganno, le ha fatto aprire la porta e una decina, o forse più agenti, hanno fatto irruzione in casa e l’hanno portata al centro di detenzione locale. È stata rilasciata su cauzione il 22 marzo dello stesso anno.
Il 6 settembre 2018 l’hanno arrestata gli agenti della Stazione di polizia di Donghuashi. Verso le 16:00, quando era ancora alla stazione di polizia, ha avuto una crisi convulsiva associata a una sensazione di oppressione al petto. La polizia l’ha portata in ospedale; il referto del medico dopo gli accertamenti è stato che “stava bene”.
Nonostante la pressione sanguigna pericolosamente alta, la signora Liu è stata trasferita nel Centro di detenzione del distretto di Dongcheng. Ha avuto nuovamente una crisi convulsiva il 9 settembre 2018 ed è stata rilasciata il giorno successivo.
La polizia ha continuato a molestare la signora Liu dopo il suo rilascio. Nel gennaio 2019 hanno presentato il suo caso alla Procura del distretto di Dongcheng. Per evitare la persecuzione è stata costretta a trasferirsi a vivere lontana da casa.
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