(Minghui.org) Pratico la Falun Dafa da più di 20 anni, ma ho avuto difficoltà a mantenere uno stato d'animo sereno, figuriamoci a provare compassione. Mi sono sentita depressa per sei mesi. Altri praticanti mi dicevano che non sembravo serena durante la meditazione: avevo un’espressione imbronciata. Ho cercato di rilassarmi e di apparire rilassata, ma lo ero solo in superficie, l’intenzione non proveniva dal cuore. Ho studiato di più la Fa e mi sono guardata dentro.
Qualche giorno fa, la signora Feng è venuta a trovarmi e mi ha chiesto di leggere la Fa insieme a me. Lei non abita nella nostra zona: era qui per prendersi cura di sua madre, ma non aveva nessuno con cui studiare gli insegnamenti. Ho pensato che la sua visita non fosse una coincidenza, così ho smesso di frequentare il gruppo di studio, a cui partecipo di solito, e ho letto la Fa insieme a lei.
La signora Feng è una persona con pochi attaccamenti ed è molto diretta. Quando ha notato i miei difetti, me li ha fatti subito notare, dicendomi che il mio tono era inappropriato quando parlavo con mio marito, anche lui praticante. L’ho ringraziata; non me ne sarei resa conto, se non me l’avesse fatto notare. Disprezzavo mio marito e mi lamentavo che faceva tutto con estrema lentezza. Gli imponevo anche le mie intuizioni. Ad esempio, gli ripetevo sempre i principi della Fa, a cui mi ero illuminata, e volevo correggerlo. Avevo anche un forte attaccamento al sentimentalismo. Dopo aver identificato questi attaccamenti ed averli eliminati, mi sono sentita molto più leggera. Ho capito che il Maestro aveva visto che avevo difficoltà a migliorarmi, così ha fatto in modo che interagissi con la signora Feng.
Ho pensato alla signora Wen. La conoscevo da più di 10 anni e aveva avuto dei problemi di salute; volevo davvero aiutarla. Tuttavia, quando ci provavo, si arrabbiava moltissimo e diceva che la guardavo con disprezzo. L’ho ferita così tanto, che non voleva avere nulla a che fare con me, e si irritava persino quando mi vedeva. Non riuscivo a capire quale fosse il problema. A causa del nostro rapporto teso, negli ultimi sei mesi ci siamo sentite pochissimo.
Dopo la pubblicazione dell’articolo del Maestro “I momenti critici rivelano il cuore di una persona”, ho capito che i praticanti dovrebbero formare un corpo unico e non allontanarsi gli uni dagli altri. Poiché non ci siamo coltivati bene, il Maestro ha dovuto concederci del tempo affinché potessimo continuare a coltivarci. Il Maestro ha già sopportato così tanto per noi. Ho deciso di cercare la signora Wen, per risolvere il problema che ci separava.
L’ho invitata a casa mia, per studiare la Fa. Quando ha visto la signora Fang, si è lamentata con lei di come l’avevo ferita in passato. Mentre continuava a ripetere la stessa cosa, ho capito che stava cercando di aiutarmi a migliorare; ho deciso di non lasciarmi turbare. Dopo che ha finito, le ho proposto di studiare la Fa. Così noi tre abbiamo letto insieme una lezione, prima che lei tornasse a casa.
Dopo che se n’è andata, ho detto alla signora Fang: “Hai visto come si è comportata? Stava bene quando sono andata a trovarla, ma ha iniziato a lamentarsi non appena è arrivata qui. È così da più di due anni. Spesso è controllata dalla sua natura demoniaca. Può ancora praticare?”.
La signora Fang ha risposto: “Entrambe avete un forte sentimentalismo. Dovresti prestare attenzione al tono della voce, quando le parli. Non dire cose negative.”
Le sue parole mi hanno presa alla sprovvista. Quando la signora Wen ha sfogato la sua rabbia, sono rimasta calma e non ho discusso con lei; però ho pensato: “Lei non sa guardarsi dentro. Quando ha una crisi di rabbia, è dominata dal suo odio. È davvero una praticante?». Avendo nutrito un pensiero così negativo nei suoi confronti, non ho forse finito per farle del male? Come avrebbe potuto cambiare?
Esaminandomi con calma, mi sono resa conto che io e la signora Wen eravamo inclini al sentimentalismo. La purezza e la sacralità che dovrebbero esistere tra praticanti erano andate perdute. Entrambe ci giudicavamo a vicenda secondo gli standard della Fa, invece di guardarci dentro. In apparenza, volevamo che l’altra persona migliorasse rapidamente, e questo pensiero derivava dal sentimentalismo. Il nostro comportamento era influenzato dalla cultura del Partito Comunista Cinese: criticavamo, ci lamentavamo e guardavamo gli altri dall’alto in basso. Mi sentivo superiore e non riuscivo a mettermi nei panni delle altre persone. Non guardavo dentro di me e mi mancava la compassione: ero sempre convinta di avere ragione. Non era forse questa un’interferenza? Non c’era da stupirsi che gli altri praticanti si lamentassero di me.
Mi sono coltivata per più di 20 anni e pensavo di aver eliminato la cultura del Partito, ma quando mi sono guardata dentro, ho scoperto di avere ancora questi attaccamenti: sminuire gli altri per farmi apparire migliore e diffondere pettegolezzi tra i praticanti sui nostri conflitti. Volevo guardarmi dentro per migliorare rapidamente, ma cercavo di trovare i difetti degli altri praticanti, per farmi apparire migliore. Avevo così tanti elementi del PCC; sarei mai riuscita a coltivare la compassione? Avrei potuto avere una mente serena?
Dopo averlo capito, mi sono commossa fino alle lacrime. Ero dispiaciuta per il Maestro, che ha faticosamente organizzato tutto questo per me, così come per i sacrifici fatti dagli altri praticanti. Non appena ho avuto questo pensiero, ho provato un'immensa gratitudine. Quando ho identificato gli elementi velenosi del PCC dentro in me, il Maestro mi ha aiutata a eliminarli. Allora mi sono sentita completamente rilassata e ho sviluppato una mentalità compassionevole.
Quando ho incontrato di nuovo la signora Wen, ha parlato con tono sereno. Mi ha detto che, senza sapere perché, aveva avuto uno scatto di rabbia non appena mi aveva vista. Anche se in seguito se n’era pentita, non era riuscita a controllarsi. Le ho detto: “È perché non sapevo come guardarmi dentro che ti sei comportata così. Mi stavi aiutando a rimuovere quei pensieri negativi e la cultura del Partito, di cui non mi ero ancora resa conto. Dovrei ringraziarti sinceramente, per tutto l’aiuto che mi hai offerto in tutti questi anni nel mio percorso di coltivazione. Non dovremmo più far preoccupare il Maestro per noi.”
La signora Wen ha detto con un sorriso: “Coltiviamo diligentemente!”. Alla fine, abbiamo colmato la distanza che ci separava.
Dobbiamo ricordarci tutti del prezioso strumento che il Maestro ci ha donato: guardare dentro di noi ed eliminare ogni traccia della cultura del Partito da ogni nostro pensiero e azione, assimilare i principi di Verità-Compassione-Tolleranza, cambiare noi stessi dalla nostra natura, essere praticanti qualificati, che svolgono una coltivazione solida, e non abbandonare la benevola grazia salvifica del Maestro!
Grazie, Maestro! Grazie, amici praticanti!
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