(Minghui.org) Luan Qingling, una donna di 59 anni di Jinan nella provincia dello Shandong, è stata condannata a quattro anni e mezzo di carcere intorno al 10 febbraio di quest’anno e sta attualmente scontando la pena nella 13^ divisione del Carcere femminile della provincia dello Shandong.

La signora Luan è stata arrestata l'8 luglio dello scorso anno, dopo essere stata denunciata per aver distribuito materiale informativo che denunciava la persecuzione in corso del Falun Gong da parte del Partito Comunista Cinese. La sera prima del suo arresto, una decina di agenti si sono presentati a casa di sua madre, per poi andarsene non avendo trovato nessuno. La casa della sorella e del cognato è stata perquisita il giorno stesso dell'arresto, nonostante i coniugi non praticassero il Falun Gong. Sono stati interrogati per ore presso la Stazione di polizia di Xinzhuang, prima di essere rilasciati.

La donna è stata portata al Carcere di Jinan, interrogata e torturata. Sua figlia le ha trovato un avvocato, ma i dettagli dell'incriminazione, del processo e della condanna rimangono sconosciuti.

Intraprendere il Falun Gong

La signora Luan, in gioventù godeva di una salute estremamente precaria; soffriva di problemi al fegato e allo stomaco, nausea e vomito cronici, mal di testa, insonnia, perdita di appetito, debolezza e gonfiore alle gambe. Trascorreva apatica le sue giornate; dopo aver intrapreso la pratica del Falun Gong nel 1998, tutti i suoi disturbi sono scomparsi e si sentiva leggera e gioiosa. La sua vicina di casa commentava spesso che dimostrava 10 anni in meno della sua età anagrafica.

Dopo che il Partito Comunista Cinese lanciò una campagna nazionale contro il Falun Gong nel luglio del 1999, la signora Luan rimase salda nella sua fede e fu ripetutamente presa di mira.

Arrestata due volte nel 2000 per aver promosso il Falun Gong a Pechino

La praticante si recò a Pechino nell'aprile del 2000 per rivendicare il diritto di praticare il Falun Gong, ma fu arrestata in Piazza Tiananmen e, dopo essere stata trattenuta brevemente presso il Dipartimento di polizia di Pechino, fu fatta salire su un grande autobus insieme a oltre 100 altri praticanti. Furono condotti in un luogo sconosciuto di Pechino e rinchiusi in celle diverse. Oltre una dozzina di persone erano stipate in ogni cella, dove dovevano condividere una semplice tavola come letto, posta sopra un'enorme fossa settica senza coperte, cibo e bevande.

Due settimane dopo, la signora Luan fu riportata al Dipartimento di polizia del distretto di Laiwu, nella città di Jinan. Il capo sezione Liu Qing le ordinò di rinunciare al Falun Gong, ma al suo rifiuto ordinò al datore di lavoro del marito, l’Azienda siderurgica di Taishan, di andarla a prendere e riportarla a casa. Il capo Li Jun della Stazione di polizia di Tieche continuò a perseguitare lei e i suoi genitori, minacciando di saccheggiare la casa di questi ultimi e di raderla al suolo.

La donna si recò nuovamente a Pechino nel novembre del 2000 e fu portata all'Ufficio di collegamento della città di Jinan, dove due agenti la picchiarono, la presero a calci e un capo sezione di cognome Zhou la insultò pesantemente. Il giorno successivo fu riportata nel distretto di Laiwu e trattenuta per una notte presso la Stazione di polizia di Tieche. In seguito fu trasferita al Carcere distrettuale di Laiwu e detenuta per 15 giorni.

La praticante iniziò uno sciopero della fame per protesta e fu alimentata forzatamente: cinque uomini le tenevano ferme braccia e gambe e un'infermiera le inseriva un grosso tubo nella narice che arrivava fino allo stomaco. Non riuscendo più a respirare, durante l'alimentazione forzata rischiò di soffocare vomitando il latte che le era stato somministrato con la forza. Quando suo padre andò a trovarla in carcere per chiedere la sua liberazione, rimase con il cuore spezzato nel vederla ridotta in quello stato, magrissima e con il corpo ricoperto di latte in polvere.

Altri due arresti nel 2001

Un giorno di febbraio del 2001, mentre la signora Luan stava facendo il bucato a casa, Su Donggong e un altro agente della Stazione di polizia di Tieche si presentarono e provarono ad arrestarla; durante la colluttazione per fuggire, fu scaraventata a diversi metri di distanza e cadde fratturandosi la caviglia destra. Non riusciva a reggersi in piedi; i due uomini la spinsero a forza sulla loro auto di servizio e la portarono direttamente al Carcere distrettuale di Laiwu. Presentava un grave gonfiore dal polpaccio alle dita dei piedi, e il dolore al piede destro era così forte che non riusciva a dormire la notte. La polizia la rilasciò solo 15 giorni dopo (dopo averla costretta a pagare una multa di importo imprecisato).

Nel novembre del 2001, mentre distribuiva materiale informativo sul Falun Gong nella vicina contea di Yiyuan, fu denunciata alla polizia e condotta alla Stazione di polizia di Xujiazhuang; poco dopo fu trasferita al municipio cittadino, dove più di 10 agenti la interrogarono e due di loro la presero a pugni e calci. Fu poi ammanettata a una colonna e le fu versata acqua addosso, i suoi vestiti erano completamente bagnati e non le fu permesso di dormire la notte.

Il terzo giorno, la donna fu portata alla Squadra investigativa criminale della contea di Yiyuan, immobilizzata sulla panca della tigre, ammanettata a una struttura metallica e con una catena di metallo intorno alla vita. Non le fu permesso di dormire per 10 giorni.

In seguito, la polizia portò Qingling all'Ospedale della contea di Yiyuan per alimentarla forzatamente; al cibo era stata aggiunta una sostanza sconosciuta che aveva un sapore strano e le causava bruciore e gonfiore allo stomaco. Si rifiutò di rinunciare al Falun Gong e la polizia la punì, appendendola ad una sbarra in orizzontale all'aperto per farla congelare.

La praticante si rifiutò di rivelare il suo nome e 10 giorni dopo, gli agenti Liu del Dipartimento di polizia del distretto di Laiwu e il capo Li della Stazione di polizia di Tieche la identificarono e la portarono al Centro di detenzione del distretto di Laiwu. Dopo altri 10 giorni, le fu inflitto un periodo imprecisato di lavori forzati. Durante il tragitto, la polizia la trattenne brevemente in un hotel e nel frattempo, per sfuggire alle torture, si lanciò dal secondo piano, riportando gravi ferite alla schiena che le impedivano di sedersi. Nonostante ciò, la polizia la portò comunque al Campo di lavoro di Jinan, che si rifiutò di accoglierla vedendo il suo stato.

La polizia portò poi la signora Luan nel quartiere dei suoi genitori, abbandonandola sul ciglio della strada e fuggendo a tutta velocità.

La donna ha praticato gli esercizi del Falun Gong ed è guarita miracolosamente in meno di due settimane. L'agente Su Donggong e il vice capo Huang del Commissariato di polizia di Tieche hanno continuato a perseguitare i suoi genitori. Non appena si è ripresa hanno tentato di portarla in un centro di rieducazione, ma è riuscita a fuggire e ha vissuto in miseria per quasi 15 anni. Dopo essere tornata a casa, è stata arrestata di nuovo il 25 novembre del 2016.