(Minghui.org) Il 20 febbraio scorso, è stata inaugurate la mostra ‘L'Arte di Zhen-Shan-Ren’ (Verità, Compassione e Tolleranza) a Ihtiman e Belovo, vicino alla capitale Sofia, per la durata di un mese. L'esposizione si è svolta presso il Centro Comunitario San Cirillo e San Metodio a Belovo e presso il Museo Storico di Ihtiman.
Venti dipinti sono stati esposti a Ihtiman e 15 a Belovo. Entrambe le mostre erano allestite per mettere in luce sette temi diversi: ‘L'arrivo del Budda’ – ‘La luce del Budda illumina ogni cosa’, ‘La gioia della coltivazione’, ‘La persecuzione in Cina’, ’La resistenza pacifica’, ‘La retribuzione karmica’, ‘La compassione sconfinata del Budda’ e ‘Il punto di non ritorno’.

Mostra “L'Arte di Zhen-Shan-Ren” a Belovo

Mostra “L'Arte di Zhen-Shan-Ren” a Ihtiman
L'ingresso alla mostra in entrambe le città era gratuito e aperto al pubblico. Dal 20 febbraio al 20 marzo, la mostra ha attirato numerosi visitatori, tra cui l'élite artistica bulgara, desiderosi di ammirare i dipinti e di conoscere le storie che si celano dietro di essi. Le opere illustrano i diversi aspetti del percorso spirituale intrapreso con fede degli artisti, inclusa la persecuzione della Falun Dafa da parte del Partito Comunista Cinese (PCC).
La mostra di Belovo riceve il sostegno delle autorità governative nonostante le interferenze del PCC
La piccola città di Belovo vanta un ricco passato rivoluzionario e storico, pur nella sua breve storia. Dal 1873 al 1875, Todor Kableshkov, apostolo della libertà bulgara, fu telegrafista e capostazione a Belovo. La popolazione locale partecipò alla Rivolta di Aprile del 1876, in cui i bulgari lottarono per l'indipendenza dall'Impero Ottomano. La protesta fu violentemente repressa e gli ottomani uccisero circa 15.000 bulgari.
Oggi, questo spirito rivoluzionario si erge ancora forte di fronte alla repressione.
Il 12 marzo scorso, la comunità dei Santi Cirillo e Metodio ha ricevuto un'e-mail, presumibilmente proveniente dall'Ambasciata cinese, che diffamava la fede degli artisti e chiedeva al personale di interrompere la mostra. Hanno anche ricevuto una telefonata che pretendeva la cancellazione della rassegna.
Maria Penina, l'organizzatrice locale della mostra, ha ribadito allo scrivente della e-mail che la sua mostra non violava alcuna legge in Bulgaria e che non l'avrebbe chiusa come richiesto.
Dopo l'incidente, Vasil Savov, l'attuale presidente del Consiglio comunale di Belovo, si è recato alla mostra per visionare personalmente i dipinti e rassicurare gli organizzatori. Ha affermato che le loro attività godevano del suo pieno sostegno e che appoggiava anche i praticanti della Falun Dafa in Bulgaria nella pratica della loro fede.
Vasil Savov, Presidente del Consiglio Comunale di Belovo
Kuzman Marinkov, ex presidente del Consiglio comunale di Belovo, ex sindaco di Belovo, ora imprenditore e attualmente vicepresidente della fondazione italiana Onlus Pet Vetren, ha elogiato gli artisti e la loro missione di sensibilizzazione verso l'opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani attraverso l'arte figurativa.
Kuzman Marinkov, ex presidente del Consiglio Comunale di Belovo, ex sindaco di Belovo
“Sono rimasto positivamente sorpreso da questa splendida iniziativa didattica, che è davvero utile per un percorso interiore dei singoli, e, non ultima, della società civile”, ha scritto Marinkov nel libro degli ospiti. Ha anche acquistato una copia del libro della Falun Dafa lo Zhuan Falun per approfondire lo studio della sua pratica.
Teodora Damyanova e Sevdelina Popova visitano la mostra
Teodora Damyanova, specialista in attività culturali e pubbliche relazioni presso il Comune di Belovo, si è detta colpita dai dipinti e ha promesso di coinvolgere anche i suoi amici affinché partecipino alla mostra d’arte.
Anche Sevdelina Popova, direttrice del Museo Storico di Belovo, ha visitato la mostra e si è rammaricata di non aver presieduto all'inaugurazione di Ihtiman. Ha comunque garantito che porterà suo marito a vedere i dipinti.
Pittore: “Nei momenti più difficili, le persone si affidano alla Verità, alla Compassione e alla Tolleranza”
Diversi visitatori della mostra a Belovo hanno espresso grande apprezzamento per la bravura degli artisti e per il messaggio positivo delle loro opere. Dessislava Maraganova, pittrice, si è detta profondamente commossa dalle opere.
“La mostra ‘L'Arte di Zhen-Shan-Ren’ è un vero e proprio viaggio all’interno dell’animo umano. Fin dal primo dipinto si evince e ci si immerge in un mondo di purezza e luce”, ha affermato.
“Ciò che mi ha colpito in modo particolare è stato il contrasto tra la pace interiore delle persone ritratte e le difficili prove che hanno dovuto affrontare. Queste tele dimostrano che, anche nei momenti più difficili, lo spirito umano si affida alla Verità, alla Compassione e alla Tolleranza. Sono certa che ogni visitatore ne uscirà ispirato e lusingato. Consiglio vivamente di vederla!”, ha concluso Maraganova.
La famiglia Sestrimski davanti al dipinto “Mettere in moto il cosmo”
La famiglia Sestrimski ha visitato la mostra ed era interessata a conoscere meglio la pratica della Falun Dafa. Maria Sestrimska ha condiviso con i presenti la sua interpretazione del dipinto ‘Mettere in moto il cosmo’, uno dei suoi preferiti: “Penso che raffiguri la purificazione dell'anima attraverso tutti i livelli della coltivazione”.
Screenshot del commento della signora Karaivanova
Maria Karaivanova, un'insegnante titolare di una scuola privata a Sofia, è rimasta impressionata dai valori morali promossi dagli artisti. “Penso che la sincerità, la gentilezza e la pazienza sono qualità di cui il mondo ha bisogno in questo momento!”, ha scritto nel libro degli ospiti “che sempre più persone possano scoprire e comprenderne il messaggi”.
Era felicissima di sapere che la mostra sarebbe arrivata anche a Sofia e ha detto che avrebbe fatto di tutto per portare i suoi genitori, e, con passione, ha assicurato di coinvolgere anche ai suoi amici. Ha chiesto agli organizzatori altri volantini da distribuire in città.
Un pasticcere di fama mondiale elogia la mostra di Ihtiman
Ihtiman porta questo nome dal 1515. In origine, nel I secolo, era un insediamento di Helice, una stazione di sosta lungo la principale via romana, la Via Diagonalis. Nella tarda antichità, fu fortificata e servì da supporto alle imponenti fortificazioni costruite nella vicina Porta di Traiano.
Il giorno dell'inaugurazione, mentre Kalina distribuiva volantini della mostra, ha incontrato Elza Baldzhiyska, in visita nella sua città natale. “Nel momento in cui la signora Baldzhiyska ha preso il volantino e stava per entrare nel museo, ha esclamato: “Ma questa è la Falun Dafa!”, ha raccontato Kalina.
Si è scoperto che Baldzhiyska è una pasticcera di fama mondiale e maestra della stessa professione, attualmente residente a Londra. Ha lavorato per numerose personalità di spicco del Regno Unito, tra cui la famiglia reale, ed è stata giudice in molti concorsi internazionali di ‘Arte dello zucchero’ e pasticceria. Si trovava a Sofia per lavoro quando si è infortunata a una gamba ed è stata costretta a una forzato riposo nella sua città natale di Ihtiman. La parola Falun Dafa sul volantino ha attirato la sua attenzione.
Baldzhiyska davanti a “Determinazione sotto persecuzione”
Elza e la sua amica Mimi davanti a dipinti sul tema “La gioia della coltivazione”
Baldzhiyska ha affermato di aver visitato la Cina due volte e di aver sentito parlare della Falun Dafa, ma di non immaginare o rendersi conto della persecuzione dei praticanti da parte del regime cinese. Dopo aver visto i dipinti, ha esclamato: “Non ho capito subito la vera portata e mostruosità della persecuzione”.
Ha anche aggiunto di essere “innamorata della Cina e dell'antica cultura cinese”, cosa che ha potuto constatare nelle opere degli artisti. Prima di partire ha acquistato una copia dello Zhuan Falun e, allo stesso tempo, ha palesato la convinzione che non fosse una coincidenza vedere i praticanti della Falun Dafa in Bulgaria. Con puro entusiasmo si è ripromessa di condividere la pratica con i conoscenti.
Artista: “Non possiamo nemmeno immaginare gli orrori della persecuzione”
Desislava ha un legame con le arti visive, poiché ha lavorato in una galleria d'arte in Inghilterra. È stata inviata dal sindaco del vicino comune di Kostenets, dove attualmente lavora come consulente, a visitare la mostra a Ihtiman.
Da intenditrice, la donna, ha elogiato le opere, definendole “di un livello pittorico eccezionale”. Ha osservato a lungo i dipinti insieme a Ivan, un futuro architetto paesaggista che l'accompagnava. Era interessata a conoscere il luogo d’esposizione dei dipinti originali, in quanto, a suo dire, sono “degni delle gallerie più prestigiose del mondo”.
È rimasta colpita dalla varietà degli stili artistici di alto livello delle opere.
Riguardo alla persecuzione della Falun Dafa da parte del PCC, ha affermato: “Non possiamo nemmeno immaginare cosa significhi, limitati come siamo dalla nostra inerzia e dal nostro benessere sociale, dal quale facciamo fatica a liberarci”.
Dessislava davanti al dipinto “La candela di loto”
Anche i giovani visitatori hanno partecipato al raffinato evento artistico. Una studentessa di 6° elementare ha studiato ogni dipinto nei minimi dettagli e ha letto attentamente le descrizioni, tanto da rimanere particolarmente colpita dal dipinto ‘Mio figlio’, per averlo considerato “così realistico” da poter “sentire il dolore della madre” per la perdita del figlio a causa delle persecuzioni.
Ha anche raccontato di frequentare una chiesa evangelica e di sapere che “anche se nascondiamo le nostre azioni agli altri, non possiamo nasconderle al Cielo”.
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