(Minghui.org)

Nome: Duan XueqinNome cinese: 段学琴Sesso: FemminileEtà: Circa 60 anniCittà: ChifengProvincia: Mongolia InternaOccupazione: N/AData del decesso: 2024Ultimo arresto: 6 dicembre 2018Ultimo luogo di detenzione: Carcere femminile della Mongolia Interna

La signora Duan Xueqin era completamente costretta a letto quando, nel dicembre 2021, ha finito di scontare una pena detentiva di tre anni per la sua fede nel Falun Gong. Ha subito due importanti interventi chirurgici dopo il rientro a casa, ed è quasi morta. La polizia locale e i funzionari hanno continuato a molestare lei e la sua famiglia, filmandoli per strada senza una ragione.

La persecuzione incessante alla fine le ha causato la morte nel 2024 (data esatta sconosciuta). Aveva circa 60 anni.

La signora Duan, originaria della Bandiera sinistra di Bairin, nella città di Chifeng nella Mongolia Interna, attribuiva al Falun Gong la guarigione dalla cardiopatia e dalle infiammazioni a intestino, cistifellea, stomaco e fegato. Dopo che il regime comunista iniziò a perseguitare il Falun Gong nel luglio 1999, lei rimase salda nella sua fede e fu arrestata otto volte. Ha scontato un periodo di lavori forzati e tre pene detentive per un totale di 12 anni e mezzo. Le guardie del campo di lavoro e della prigione l’hanno sottoposta a varie forme di tortura. Il suo coccige è stato lesionato ed è rimasta paralizzata dalla vita in giù.

La sua famiglia non è stata risparmiata dalla persecuzione. La figlia minore, all’età di 15 anni, è stata arrestata e detenuta per due settimane per aver difeso la madre. La ragazza è stata poi minacciata con una pistola e ha avuto un problema cardiaco.

La polizia ha anche arrestato e picchiato il figlio della signora Duan quando non sono riusciti a trovarla Anche suo marito, non praticante, è stato arrestato e detenuto. Per il Capodanno cinese nel 2003, a causa dell’enorme paura e pressione, non ha nemmeno permesso alla propria moglie di tornare a casa, quando per nascondersi dalla polizia lei è tornata dopo aver vissuto lontano per mesi.

Sfigurata dalle torture nel campo di lavoro forzato

Il 28 gennaio 2000, per aver praticato gli esercizi del Falun Gong in un parco, Xueqin è stata arrestata e detenuta illegalmente per 15 giorni.

Arrestata nuovamente il 5 gennaio 2001 dagli agenti dell’Ufficio per la sicurezza interna della Bandiera sinistra di Bairin e trattenuta nel Centro di detenzione dello stesso luogo, la polizia ha rilasciato la signora Duan su cauzione medica per la sua debolezza fisica, dopo aver attuato uno sciopero della fame. La polizia le ha estorto 1.600 yuan (200 euro).

Il 13 giugno 2001 tre agenti di polizia, dopo che la signora Duan e il marito sono usciti di casa, hanno approfittato per entrare nell’abitazione, perquisire e confiscare tutti i suoi libri sul Falun Gong. Un agente ha schiaffeggiato la figlia, allora quindicenne, per aver detto che il Falun Gong è buono e aveva guarito i disturbi della madre.

Tre giorni dopo, il 16 giugno, gli agenti hanno nuovamente fatto irruzione nella sua abitazione e arrestato madre e figlia. La figlia è stata detenuta per 15 giorni, la madre condannata a tre anni di lavori forzati.

A causa delle torture subite nel Campo di lavoro forzato di Tumuji, Xueqin ha avuto gravi problemi gastrici. I funzionari del campo l’hanno rilasciata poco tempo dopo il suo ricovero; le sue condizioni erano tali da essere irriconoscibile anche alla sua famiglia.

Riprendendo la pratica regolare degli esercizi del Falun Gong e lo studio degli insegnamenti, la signora Duan si è gradualmente ripresa, ma ha dovuto affrontare frequenti vessazioni da parte della polizia locale e dei funzionari del governo municipale.

Costretta alla fuga dopo molestie continue

Nel settembre 2002 la signora Duan assisteva la propria figlia maggiore dopo il parto. Quando la polizia ha scoperto che non era in casa, ha fatto pressione alla figlia minore, allora sedicenne, minacciandola con una pistola: la ragazza dalla paura ha avuto un problema cardiaco. In quell’occasione la polizia ha arrestato anche il marito della signora Duan, che è stato trattenuto in custodia per due giorni. Successivamente la polizia è andata a casa della figlia maggiore per riportare la signora Duan nel suo appartamento e poterla sorvegliare meglio.

Il 14 ottobre 2002 la polizia dell’Ufficio per la sicurezza interna locale è tornata a casa di Xueqin e ha tentato di portarla in un centro di “rieducazione” (lavaggio del cervello). Lei è riuscita a fuggire, ma la polizia è tornata alla sua abitazione, a mezzanotte, e ha arrestato suo figlio, l’ha portato alla stazione di polizia e schiaffeggiato dozzine di volte.

Nei i mesi successivi la signora Duan è stata costretta a vivere lontano da casa per nascondersi dalla polizia. Quando è tornata, il 29 gennaio 2003, tre giorni prima della vigilia del Capodanno cinese, suo marito, sotto una terribile pressione psicologica, le ha dovuto dire di andarsene. È rimasta senza mezzi di sussistenza e costretta a vivere lontana da casa, nella città di Chifeng, ed è sopravvissuta mendicando cibo.

Quasi uccisa dalle torture nel centro di detenzione

L’11 febbraio 2003 la signora Duan è stata nuovamente arrestata dagli agenti dell’Ufficio per la sicurezza interna di Chifeng, trattenuta nel centro di detenzione della stessa città, interrogata e torturata.

Gli agenti l’hanno picchiata e le hanno ferito la spalla e la gamba perché si rifiutava di fornire le proprie generalità. Per protestare contro la persecuzione, ha iniziato uno sciopero della fame ed è stata sottoposta all’alimentazione forzata ogni giorno. Diversi detenuti le aprivano la bocca con tale brutalità che e le hanno fratturato i denti. Una volta una guardia le ha fatto ingerire un sacchetto di sale, provocandole emorragia gastrica. Un detenuto le ha quasi fratturato una gamba gettandola sul letto dopo una sessione di alimentazione forzata.

Dopo 18 giorni di torture, era in fin di vita e la sua famiglia è stata chiamata per riportarla a casa.

Prima che Xueqin potesse riprendersi, gli agenti del Dipartimento di polizia della città di Chifeng l’hanno portata al Centro di detenzione del distretto di Hongshan. Una guardia ha ordinato ai detenuti maschi di alimentarla subito forzatamente, anche se stava ancora vomitando sangue. Il giorno dopo, la guardia le ha dato le scosse con un manganello elettrico perché si era rifiutata di mangiare. Successivamente, le guardie l’hanno portata in ospedale, e sottoposta a ripetuti inserimenti di un sondino gastrico di alimentazione per alimentarla a forza. Ogni volta vomitava molto sangue.

Ricostruzione della tortura: un praticante è legato al “Letto della morte” con gli arti distesi al massimo e legati ai quattro angoli

Dopo essere stata riportata al centro di detenzione, le guardie l’hanno immobilizzata sul letto della morte per due settimane. Durante questo periodo, non le permettevano di andare in bagno e le detenute le sputavano addosso; l’hanno spogliata nuda per umiliarla e le schiacciavano il petto e le braccia per intensificare la tortura.

Dopo essere stata liberata dal letto della morte, i muscoli erano talmente irrigiditi che non riusciva più a camminare né andare in bagno. Doveva inginocchiarsi a terra, ma era troppo debole per evacuare. Era emaciata e in fin di vita. L’hanno trasportata d’urgenza in ospedale e ricoverata per emorragia gastrica. Per evitare responsabilità legali della sua morte, l’hanno rilasciata.

Gli agenti dell’Ufficio 610 del distretto di Bairin e i funzionari locali della municipalità di Sifangcheng l’hanno molestata frequentemente nella sua abitazione tra il 2003 e il 2005.

Prima condanna (quattro anni)

La signora Duan è stata arrestata nuovamente il 17 ottobre 2005 durante il funerale del suocero. È stata rinchiusa nel Centro di detenzione di Daban, dove è stata brutalmente picchiata. Successivamente l’hanno trasferita alla prima Prigione femminile della Mongolia Interna per scontare una pena di quattro anni.

Seconda condanna (cinque anni e mezzo), rimane paralizzata

Alla fine del 2012 è stata nuovamente arrestata e condannata a cinque anni e mezzo nel primo Carcere femminile della Mongolia Interna.

Per costringerla a rinunciare al Falun Gong, le guardie l’hanno privata del sonno e hanno cercato di “rieducarla”(lavaggio del cervello). Quando ha cercato di chiarire la verità alle guardie e alle detenute, l’hanno picchiata in una stanza isolata. Alla sua famiglia non hanno permesso di farle visita, perché si rifiutava di collaborare con le guardie.

A seguito delle torture, ha riportato una lesione al coccige che l’ha paralizzata dalla vita in giù e che di fatto le impediva di prendersi cura di sé. È stata rilasciata nel gennaio 2018 e ha vissuto con suo figlio nella città di Daban, nella Bandiera sinistra di Bairin.

Terza condanna (tre anni) per aver distribuito materiale informativo sul Falun Gong

Il 6 dicembre 2018, a meno di un anno dal rilascio, quattro agenti del Dipartimento di polizia della Bandiera destra di Bairin hanno arrestato nuovamente la signora Duan per aver distribuito materiale informativo sul Falun Gong. Le hanno preso le chiavi e hanno saccheggiato la sua casa, l’hanno depredata dei libri, delle foto e del materiale informativo sul Falun Gong. Il materiale informativo è stato poi utilizzato in tribunale come prova della sua fede del Falun Gong.

Dopo essere stata condotta al Centro di detenzione della Bandiera destra di Bairin, la signora Duan si è rifiutata di farsi fotografare. Tre guardie a turno le davano le scosse con i manganelli elettrici. Un medico della prigione l’ha afferrata per le orecchie e l’ha costretta a farsi fotografare. È stata picchiata e ammanettata con le mani dietro la schiena perché praticava gli esercizi del Falun Gong e si rifiutava di indossare l’uniforme carceraria. A causa delle torture si è ammalata di ipertensione e tachicardia. Si rifiutava di assumere i farmaci sconosciuti che le guardie le volevano somministrare e loro, per ritorsione, la picchiavano.

A causa della lesione al coccige, non poteva stare seduta; veniva denudata settimanalmente per la perquisizione e la rivoltavano anche mentre era sdraiata.

Una settimana dopo il suo arresto la polizia della Bandiera destra di Bairin ha deferito il caso della signora Duan alla Procura della medesima Bandiera. Il pubblico ministero ha trasmesso il suo caso alla Procura della città di Chifeng alcune settimane dopo, la quale l’ha incriminata dopo un’altra settimana.

Xueqin è stata processata presso il Tribunale della Bandiera destra di Bairin all’inizio del 2019 ed è stata nuovamente condannata a tre anni nel primo Carcere femminile della Mongolia Interna e a una multa di 5.000 yuan (630 euro) nel maggio 2019.

Torturata in carcere fino quasi alla morte

Poiché la signora Duan si era rifiutata di rinnegare la sua fede, in prigione è stata sottoposta a una “gestione rigorosa”. Le è stato impedito di acquistare beni essenziali e il sovrintendente ha ordinato a Liu Hong, una spacciatrice di droga, di torturarla con ogni mezzo.

Liu l’ha picchiata e le ha torto il braccio perché si era rifiutata di indossare un tesserino identificativo. Una volta, ha versato certe sostanze nella sua acqua e ha chiesto ad altre quattro detenute di versargliela nelle narici. Poiché Xueqin continuava a rifiutarsi di assumere la sostanza, Liu l’ha presa per il collo e gliel’ha torto tirandole con forza i capelli all’indietro, fino a farla svenire.

Pur sapendo che aveva una lesione al coccige e che non poteva stare seduta, Liu non le permetteva di sdraiarsi. Quando si è trascinata nell’ufficio del sovrintendente per spiegargli la situazione, il sovrintendente l’ha invece accusata di aver picchiato Liu.

Un giorno Liu ha coperto la testa della signora Duan con la sua maglietta mentre altre detenute la tenevano ferma sul letto, poi le ha premuto il gomito sul seno e l’ha colpita ripetutamente con pugni alla testa e al viso. Il viso e la bocca di Xueqin erano coperti di sangue e, quando ha cercato di uscire strisciando fuori dalla stanza, Liu l’ha trascinata avanti e indietro sul pavimento.

La salute della signora Duan è peggiorata rapidamente, aveva perso quasi completamente la mobilità e una volta alzata, non riusciva più a camminare, ma si muoveva solo trascinandosi.

Dopo il suo rilascio, ha subito due importanti interventi chirurgici ed è quasi morta. La polizia e i funzionari locali della Bandiera destra di hanno continuato a molestare lei e i suoi familiari, filmandoli per strada senza una ragione.

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