(Minghui.org) Prefazione: Questo articolo racconta i sogni di mia figlia maggiore sul paradiso di un Buddha. La sua straordinaria esperienza mi ha stimolato a trascriverla. I suoi sogni verranno presentati nella forma di un dialogo tra me e mia figlia. Le nostre conversazioni, in realtà, erano più lunghe e articolate poiché avevo bisogno di ulteriori chiarimenti su alcuni punti. Durante la stesura di questa condivisione, sono state apportate revisioni e cancellazioni rispetto alla conversazione originale per migliorarne la leggibilità. Tuttavia, questa versione abbreviata rimane accurata e priva di alterazioni dei contenuti, e i lettori non dovrebbero dubitare dell’autenticità dell’articolo.

Mia figlia frequenta la seconda elementare e pratica la Falun Dafa da tre mesi. Ascolta principalmente le registrazioni delle lezioni del Maestro Li Hongzhi e ha memorizzato alcune poesie da Hong Yin. Ogni giorno, prima di addormentarsi, legge Hong Yin e invia pensieri retti. Ha visto un passaggio luminoso solo pochi giorni dopo aver iniziato a studiare la Dafa e, in seguito, un grande occhio (il suo terzo occhio) che la fissava. Sebbene mia figlia abbia visto molte scene miracolose, nessuna è stata così meravigliosa e straordinaria come quelle di questi sogni.

Sognare il regno sacro del Buddha

Una mattina sono andato a svegliarla per ascoltare insieme gli insegnamenti del Maestro. L’ho scossa delicatamente, ma lei ha continuato a dormire profondamente. Ho deciso di lasciarla dormire ancora un po’ e sono andato a studiare gli insegnamenti da solo. Una volta finito, sono entrato nella camera da letto che mia moglie condivide con mia figlia e ho visto la bambina già seduta sul letto.

Mi ha detto assonnata: “È da un po’ che cerco di svegliarmi, ma ho ancora sonno”.

Le ho risposto: “Prenditi tutto il tempo che ti serve”, e mi sono seduto accanto a lei.

Poi mi ha detto: “Parliamo nella tua stanza dopo colazione”.

A causa dello spazio limitato che abbiamo in casa, mia moglie e le mie due figlie dormono in una stanza, mentre io dormo in un’altra. Mia moglie non è praticante della Falun Dafa, quindi io e mia figlia quando condividiamo questioni relative alla coltivazione, preferiamo parlare in privato nella mia stanza. Dopo colazione, io e mia figlia siamo entrati nella mia stanza e abbiamo chiuso la porta.

Mi ha detto: “Papà, ho sognato di essere andata nel paradiso di un Buddha!”.

Ho esclamato: “Cosa?! Il paradiso di un Buddha?!”

Lei ha replicato: “Sì, proprio come nella poesia del Maestro ‘Il Mondo del Falun’, tutto emanava un bagliore dorato così luminoso da abbagliarmi gli occhi.”

Ho recitato un verso della poesia del Maestro: “… miriadi di luci e colori abbagliano gli occhi; …” (“Il Mondo del Falun”, Hong Yin)

Confermando ha detto di sì, e le ho chiesto: “Come ci sei entrata?”.

Ha cominciato a raccontare: “All’inizio mi trovavo in un mondo tridimensionale, vuoto e bianco. Tutto ad un tratto sono entrata in un paradiso dorato. Ogni oggetto lì era fatto d’oro: il terreno, gli alberi e persino le foglie. Ho pensato: ‘Non è forse questo il paradiso del Buddha che il Maestro aveva descritto? Allora dov’è la fenice?’ In seguito a questo pensiero, subito una fenice dorata mi è volata accanto: la seguivano diversi piccoli uccelli dorati.”

Stupefatto, ho preso il mio taccuino e ho iniziato a prendere appunti mentre mia figlia continuava a raccontarmi la sua esperienza.

“Ho iniziato a gironzolare e sono arrivata davanti al grande portone di un monastero e mi sono chiesta: ‘Cosa ci sarà dentro? Dovrei entrare? Sarebbe scortese se entrassi?’ Ho esitato a lungo, aggirandomi davanti al portone, poi alla fine sono tornata indietro”.

Le ho chiesto se alla fine avesse deciso di entrare. Mi ha risposto: “Sì. Ero curiosa, ho trovato il coraggio e ho bussato. Il portone si è spalancato e sono rimasta sorpresa vedendo davanti a me una persona molto alta, sembrava un Vajra: come quello descritto nel libro Viaggio in Occidente. Indossava l’armatura d’oro e la corona aveva la forma di fiore di loto, sormontata da una perla; una folta barba sul viso, sembrava molto imponente. Mi ha fatto cenno di entrare, così sono entrata.”

Le ho chiesto: “Riuscivi a vedere tutto chiaramente?”. “Sì, vedevo chiaramente come quando si è svegli. Non era un sogno normale. Sono davvero andata in quel paradiso celeste e ho vissuto tutto con i miei cinque sensi. Il gusto, l’olfatto e il tatto, tutto sembrava esattamente uguale” ha risposto.

“Sei riuscita ad assaggiare qualcosa? Come è successo?”, ho chiesto.

“Te lo spiegherò dopo. Ho visto tre Vajra, stavano su ciascun lato della porta erano sette, in tutto. Ho continuato a camminare all’interno e ho visto molti Arhat. Il primo era seduto, completamente immobile a gambe incrociate su un basamento a forma di fiore di loto, con gli occhi chiusi e i palmi delle mani uniti. Aveva una fronte alta e sporgente come il Dio della Longevità».

Le ho chiesto se fossero tutti seduti in meditazione, ha risposto: “No, tenevano posizioni diverse. Alcuni avevano una mano alzata in segno di preghiera. Altri stavano in piedi su una gamba sola con l’altra piegata e appoggiata sul ginocchio della gamba d’appoggio. Altri ancora tenevano in mano strumenti musicali”.

“C’erano degli Arhat su entrambi i lati?”, ho chiesto.

“No, ho visto degli Arhat alla mia sinistra e dei monaci alla mia destra, tutti in varie posizioni”, ha risposto.

“Cos’altro hai visto?”, ho chiesto.

“Ho visto tre Bodhisattva”, ha risposto. “La prima assomigliava molto alla Bodhisattva Guanyin. Aveva in testa un cappello dall’aspetto raffinato e un velo rosa le copriva il viso. Sotto il suo abito verde leggero e vaporoso, c’era un abito rosa con motivi di loto. Con un’aureola splendente dietro la testa, era molto bella. Il pollice e il medio erano uniti nel gesto delle mani usato nelle danze tradizionali».

“Quello deve essere un piccolo mudra”, ho detto.

“Oh, poi ho cercato di vedere se anche lei aveva il basamento a forma di fiore di loto, solo per rendermi conto che non ne aveva uno. Era a piedi nudi”, ha precisato.

“Sei molto attenta! E la Bodhisattva successiva?” ho chiesto.

“La Bodhisattva successiva indossava un abito arancione e stava in piedi su un basamento a forma di loto, ho notato che aveva un grande orecchino d’oro all’orecchio sinistro e mi sono chiesta: ‘Chissà se anche le Bodhisattva devono bucarsi le orecchie?’. La Bodhisattva ha letto immediatamente i miei pensieri e mi ha detto: ‘Lo tolgo così puoi vedere.’ La sua voce era molto gentile. Si è tolta l’orecchino e me l’ha dato. L’ho accettato e preso con entrambe le mani e ho notato una fessura al centro che le permetteva di agganciarselo all’orecchio. Dopo averlo esaminato, le ho restituito l’orecchino che è volato rapidamente dalla mia mano al suo orecchio. La terza Bodhisattva sembrava più anziana, come una donna di mezza età. Portava i capelli più corti, appena alle spalle, rispetto alle due precedenti.”

“Quanti anni avevano i due Bodhisattva precedenti?” ho chiesto.

“Ehm, più o meno l’età di studenti universitari, molto giovani,” ha risposto.

“Quindi la terza Bodhisattva sembrava un po’ più anziana, giusto?” le ho chiesto.

Mi ha risposto: “Sì! Anche questa Bodhisattva indossava un orecchino. Mi sono chiesta: ‘Anche quell’orecchino ha una fessura?’ All’istante, l’orecchino della Bodhisattva è volato nella mia mano e mi ha detto un po’ trepidante: ‘Ehi, guardami, guardami, sono un pezzo unico e solido!’ Parlava a singhiozzi a causa della tensione; nel mentre io ero sbalordita che quell’orecchino mi potesse davvero parlare! Ho dato un’occhiata all’orecchio della Bodhisattva e, ancora più stupita, ho visto che non aveva alcun foro. Che strano! Come faceva l’orecchino a restare al suo posto?”

“Ah, è interessante, ma il tuo punto di vista è davvero strano”, ho detto. “Cosa è successo dopo?”

“Una forza invisibile mi ha spinta delicatamente da dietro, e così ho continuato ad avanzare. Avevo appena lasciato le Bodhisattva quando improvvisamente un enorme trono a forma di loto mi è apparso davanti. Mi sono chiesta: ‘Potrebbe essere Shakyamuni?’ Ho alzato lo sguardo, ma il Buddha era così enorme che potevo vedere solo un bagliore dorato in alto. Per cercare di vederlo chiaramente, mi son dovuta allontanare; sono corsa verso il portone della montagna, ma non riuscivo ancora a vedere il Buddha e ho pensato: ‘Non riesco nemmeno a vedere il Buddha. Sono venuta fin qui per niente?’. Non appena quel pensiero mi è passato per la mente, il Buddha mi è apparso davanti. Wow! I capelli del Buddha erano davvero blu e ricci, proprio come li aveva descritti il Maestro. Inoltre, brillavano come uno zaffiro, riflettevano diverse sfumature di blu a ogni cambiamento di posizione. Anche se il viso tondo del Buddha mi sembrava familiare, non riuscivo proprio a ricordare chi fosse.

“Potrebbe essere il Maestro?”, le ho chiesto. A quel punto, mi sono reso conto che mia figlia non aveva mai osservato da vicino il ritratto del Maestro; quella sera ho deciso che gliel’avrei mostrato.

Mia figlia si è grattata la testa prima di rispondere: “Forse, ma non ne sono sicura. Il Buddha era così luminoso che riuscivo a malapena ad aprire gli occhi.”

“Ti invidio davvero!” le ho detto e le ho accarezzato la testa con ammirazione. Nonostante praticassi da un po’ di tempo, non avevo mai assistito a scene così straordinarie come quelle che aveva visto lei.

Il Buddha sottomette i demoni

Vedendo che ero immerso nei miei pensieri, mia figlia mi ha detto: “Ora arriva il momento clou, papà. Dopo aver visto il Buddha, mi sono sentita improvvisamente molto stanca e assonnata. Il Buddha ha parlato all’improvviso con una voce incredibilmente compassionevole: ‘Sdraiati e dormi’. L’ho ascoltato e mi sono sdraiata. Inaspettatamente ho sentito le piastrelle del pavimento molto morbide, proprio come se fossi stessi stesa a dormire sul cotone. Dopo un po’, una forza invisibile mi ha scosso il corpo, mi sballottava e mi impediva di addormentarmi. Papà, sei stato tu a scuotermi stamattina?”

“Sì, ho cercato di svegliarti per studiare gli insegnamenti”, ho risposto. “Ti ho scosso un paio di volte, ma non ti sei svegliata affatto.”

“Non c’è da stupirsi! Non mi sentivo bene e pensavo che un demone mi stesse ostacolando, e ho cercato di inviare pensieri retti”, ha detto.

“Probabilmente ero io. Cosa hai fatto dopo?” ho domandato incuriosito.

“I Buddha raffigurati in Hong Yin non hanno tutti un’aureola dietro le spalle? Volevo vedere se anche questo Buddha ne avesse una, così ho girato attorno al trono di loto, fino al retro. Wow, era esattamente come quello disegnato nel libro! C’era un’aureola dietro la testa del Buddha e una più grande circondava il suo corpo. Entrambe emanavano una luce brillante. Era davvero bello!”, ha esclamato.

“Interessante!”, ho commentato.

Mi ha risposto: “Come potevo non esserne interessata mentre esploravo questo paradiso sacro? Ma subito dopo si è verificata una situazione spaventosa”.

“Che cosa è successo?”.

“Ero dietro al Buddha quando sono stata colta dal desiderio di toccare i petali del loto sul trono. Li ho toccati e, wow, erano così morbidi! Come toccare l’acqua, erano davvero morbidi e piacevoli al tatto. Ho continuato a toccarli con entrambe le mani.

“Stavo accarezzando felice i petali quando ho sentito qualcuno che mi tirava. Infastidita, mi sono voltata e sono rimasta inorridita vedendo un demone! Era viola, orecchie enormi, denti aguzzi e la bocca sporca di sangue; il demone era così spaventoso che mi batte forte il cuore ancora adesso se ci ripenso.”

“E dopo, cosa è successo?” le ho chiesto.

“L’ho sentito dire: ‘Perché gli stai così vicina? Perché sei qui? Perché hai rovinato i nostri piani?’.”

Ero così sconvolto che stavo quasi per far cadere la penna e ho chiesto a mia figlia: “Ha detto davvero così?”.

“Quelle sono state le sue esatte parole”, mi ha confermato.

“La tua pratica del Falun Gong e la tua visita al paradiso hanno sconvolto i loro piani”, ho ripetuto. “Questi demoni sono malvagi! Impediscono alle persone di praticare la Falun Dafa e diffondono cattive voci sulla Dafa.”

“Ho chiesto aiuto al Maestro e ho iniziato a inviare pensieri retti”, ha detto. “Il demone si è arrabbiato ancora di più e si è rifiutato di lasciarmi andare. A quel punto, ho visto il Buddha e ho gridato: ‘Buddha, salvami!’ Sono volata istantaneamente sulla mano del Buddha, ma il demone continuava a tenermi stretta. Ha detto: ‘Persona cattiva, hai rovinato i nostri piani! Ti porterò via e mi sbarazzerò di te!’ Ero furiosa. Il demone mi aveva davvero accusata di essere una persona cattiva?!

“Il Buddha teneva il palmo destro rivolto verso l’alto e la mano sinistra a sostenere la destra. Senza nemmeno degnare di uno sguardo il demone, il Buddha l’ha scacciato con un gesto del dito della mano tesa. Il demone è volato via atterrando sulle piastrelle del pavimento con un forte tonfo. Le piastrelle del pavimento avrebbero dovuto essere morbide, quindi mi sono chiesta perché l’impatto sembrasse come se il demone fosse atterrato su lastre d’acciaio.”

“Il Buddha ha il potere di trasformarle, vero?” ho chiesto.

“Sì. Allora la Bodhisattva che assomiglia a Guanyin ha tirato fuori all’improvviso un vaso di porcellana bianca, con dentro infilati dei rami di salice, l’ha capovolto e un getto d’acqua ha avvolto istantaneamente il demone”.

“Quella deve essere la Bodhisattva Guanyin. Ha persino tirato fuori il suo vaso di giada”, ho commentato.

“Sì. Il Buddha mi ha posata a terra e pochi secondi dopo, ho visto la Bodhisattva versare un getto d’acqua viola dal suo vaso. L’acqua è svanita non appena è uscita dal vaso.”

La dolcezza del nettare celeste

Ruotando i polsi per sgranchirli ho detto a mia figlia: “Parla più lentamente, non riesco a seguirti”.

“Va bene, rallenterò”, mi ha risposto.

“Continuiamo. Cerca di concentrarti sulle parti importanti”, le ho raccomandato.

“Va bene, questo è sicuramente importante. La confidenza genera coraggio, quindi, dopo che il Buddha ha sottomesso il demone, ho iniziato a giocare”.

“Come hai giocato?”, le ho chiesto.“Come Sun Wukong quando è entrato per la prima volta in Paradiso: mi arrampicavo dappertutto. Un momento su un Vajra, quello dopo sugli Arhat o sulle Bodhisattva”.

Mentre parlava, mia figlia me lo dimostrava arrampicandosi su di me, abbracciandomi la gamba e poi rannicchiandosi sotto il mio braccio un attimo dopo. Ho scosso la testa: “Sei proprio birichina. Non si sono arrabbiati?”

“No. Mi sono arrampicata e ho corso attorno a loro. Anche se i miei piedi si muovevano come se corressi, non hanno mai toccato terra, fluttuavo al ritmo dei miei movimenti. Dopo un po’, ho sentito un po’ di sete e ho desiderato avere dell’acqua. In un istante, sono inciampata in qualcosa, ma non sono caduta perché fluttuavo. Mi sono voltata indietro e ho visto una tazza da tè con dell’acqua dentro”.

“Il tuo desiderio si è avverato”, le ho detto.

“Certo, questo è un paradiso. Ho preso la tazza da tè e ne ho bevuto il contenuto. Wow, il liquido era così profumato, dolce e delizioso! Papà, non si riuscirebbe assolutamente a replicare questo sapore sulla Terra. Nessun’altra bevanda ci si avvicina.”

A quel punto, mia figlia ha esclamato eccitata: “Non c’è da stupirsi che la mia saliva avesse un sapore così dolce! È il retrogusto di questo nettare. Heehee!” Mia figlia si è leccata le labbra a occhi chiusi, con un’espressione decisamente buffa.

Ero stupito e le ho chiesto: “Riesci ancora a sentirne il sapore?”.

Mia figlia ha risposto: “Sì! La saliva ha un sapore dolce.” Si è coperta la bocca e con un’espressione compiaciuta ha commentato ridendo: “Non c’è da stupirsi che quell’uovo sodo, stamattina, avesse un sapore così strano.”

Mentre mi meravigliavo in silenzio di questo miracolo, mia figlia ha continuato a raccontare: “Dopo aver bevuto la tazza di nettare, ho sentito il Buddha dire: ‘Figlia, sei benedetta.’ Gli Dei attorno hanno sorriso.”

“Wow, sei davvero fortunata! Hai già assistito a scene così magnifiche e hai persino bevuto il nettare del regno del Buddha dopo aver praticato il Falun Gong solo da pochi mesi. Chi crederebbe a questa storia?” le ho detto.

“Non mi credi, papà?

“Certo che ti credo”.

“A me basta questo” ha detto.

“E poi cosa è successo?”, le ho chiesto.

“Ho ricominciato a giocare. Poi ho visto il Buddha compiere un gesto con la mano e ho intuito che stava per impartirmi i suoi insegnamenti: mi ha parlato in un linguaggio semplice. In sostanza, mi ha detto che durante il periodo della fine del Dharma, un essere illuminato trasmetterà il Dharma al regno dei mortali. Coloro che hanno affinità e che ricevono il Dharma, coltivando bene, raggiungeranno l’illuminazione e torneranno al proprio mondo. Dopo che ha finito di parlare, mi sono ritrovata in quel vasto mondo bianco e vuoto e mi sono svegliata.”

Mi ci è voluto un po’ di tempo prima di calmarmi.

Eliminare un demone nel regno dei demoni

Il giorno successivo, dopo aver terminato di praticare gli esercizi, sono andato a svegliare mia figlia maggiore. L’ho scossa, ma lei non si è svegliata e pensando che stesse facendo un altro sogno, l’ho lasciata dormire.

Mia figlia è entrata nella mia stanza verso le 08:00, dicendo: “Papà, ho fatto un altro sogno. Stavolta stavo esorcizzando un demone”.

A questo punto con fare più composto, ho tirato fuori il mio taccuino e le ho detto: “Raccontami pure, scriverò tutto”.

“Ieri sera prima di andare a letto, stavo inviando pensieri retti e mi sono addormentata nel mezzo dell’invio. Nel sogno ho visto un ambiente velato di nero. Un demone, identico a quello che il Buddha aveva eliminato ieri, se ne stava lì con le mani sui fianchi e mi fissava con aria minacciosa. Ho continuato a inviare pensieri retti. Dopo un po’ ho alzato lo sguardo e mi sono un po’ arrabbiata quando ho visto che non era stato eliminato”.

Le ho detto: “La prossima volta non essere così impaziente. Se provi a inviare pensieri retti senza un intento retto, non ci sarà alcun effetto.”

“Ah, ero così impaziente. Mi sono avvicinata e ho iniziato a colpirlo,” ha continuato. “Ho continuato a colpire, così lui poteva solo difendersi incrociando le braccia. All’improvviso, ho potuto sentire i suoi pensieri: ‘Questa ragazzina sembra così debole. Perché è così difficile da affrontare? Dovrei continuare a vendicarmi? Ecco! Posso darle un calcio, buttarla a terra, e poi consegnarla ai superiori.’ Anche i demoni sono divisi in classi superiori e inferiori? L’ho trovato divertente.”

Le ho chiesto: “Forse si riferiva a un demone più potente. Quando il demone ha detto che voleva ‘vendicarlo,’ si riferiva al demone che il Buddha ha eliminato ieri?”.

“Credo di sì” ha risposto lei. “Il demone stava per darmi un calcio, ma io l’ho preceduto e l’ho colpito, è caduto a terra con un urlo e io mi ci sono subito messa sopra e l’ho picchiato. Quando ha iniziato ad avere le convulsioni, ho pensato che fosse in fin di vita e ho smesso di picchiarlo”.

Un po’ divertito, ho commentato: “Dovevi proprio essere così violenta? Se dovessi trovarti di nuovo in una situazione del genere, spero che cercherai di mantenere pensieri retti. Ricorda, la tua mente deve rimanere calma e i tuoi pensieri puri”.

“Va bene, ho capito, papà”, ha replicato.

Entrare di nuovo nel Paradiso del Buddha

“Dopo aver sconfitto il demone, dove sei andata? Hai visto altri demoni?”, le ho chiesto.

“Non ne ho visto altri. In seguito, mi sono ritrovata di nuovo al confine tra il regno del Buddha e quello dei demoni. Ho attraversato la barriera e mi sono diretta all’interno”.

“Dove sei finita? Sei arrivata al paradiso del Buddha?” le ho chiesto.

“Sì. Dopo aver varcato la barriera, mi sono ritrovata di nuovo nello stesso paradiso del Buddha. Solo che stavolta ho visto un Buddha gigante davanti a me. Più guardavo il suo volto, più mi sembrava familiare. Mi sono chiesta se fosse il Maestro”.

“Non ne sei sicura?” le ho domandato.

“Nel mio sogno, i suoi lineamenti sembravano simili, anche se non posso dirlo con certezza. Il Buddha insegnava in cinese classico, usando una varietà di frasi ed espressioni arcaiche che non riuscivo a capire affatto. A quel punto, ho capito perché avevi insistito affinché imparassi il libro ‘Manuale di cinese classico per bambini’. Se fossi stata più diligente, forse avrei capito il discorso del Buddha.”

Ho pensato tra me e me: “Non è detto che sia così. Forse è stato fatto apposta per impedirti di capire.”

Mia figlia ha continuato: “Anche se non riuscivo a capire il discorso del Buddha, potevo comunque giocare lì. Dopotutto, giocare è prioritario nella vita, in questo momento.”

“Tu giochi troppo!”, le ho detto.

“Ah! Ho giocato finché non mi è venuta sete e ho pensato: ‘È vero che nel regno del Buddha tutto ciò che desideri si avvera? L’ultima volta ho bevuto nettare, quale bevanda apparirà davanti a me questa volta?’. Con questo pensiero, davanti a me è apparsa una tazza d’acqua. Wow, è stato proprio magico!”, ha esclamato.

“La tazza conteneva nettare?” ho chiesto.

“No, solo acqua normale. Sembra che non sia così facile avere nettare a piacimento”, ha detto.

“Non essere avida! A proposito, la tua saliva è ancora dolce?” le ho chiesto. Ha risposto di sì.

“Incredibile! Cosa è successo dopo?”.

“Dopo aver bevuto l’acqua, ho scoperto una stanza piena di tutti i miei giocattoli preferiti: bambole, materiale per disegnare, giocattoli da bricolage e così via. Non posso avere questi giocattoli nella vita reale, quindi ho pensato che avrei dovuto giocare a mio piacimento in questo sogno!”

(Nella vita reale, mia figlia deve raggiungere un determinato obiettivo scolastico prima che le compriamo il giocattolo che desidera, motivo per cui ha commentato che erano difficili da ottenere).

“Questa volta te la sei cavata con poco”, le ho detto.

“Allora mi sono chiesta: ‘Potrebbe essere una specie di prova? Come si possono ottenere cose così belle con tanta facilità? Dovrei stare al gioco o no?’ Proprio in quel momento, ho sentito il Maestro parlare con la stessa voce che avevo sentito nelle lezioni registrate: ‘Questo è per il tuo divertimento. Non c’è nessuna prova qui’. Mi sono voltata e ho visto il Maestro in piedi proprio dietro di me”, ha spiegato.

“Gli hai detto qualcosa al Maestro? L’hai salutato o qualcosa del genere?”, ho chiesto.

“Ero sbalordita. Il Maestro è scomparso prima che potessi parlare”, ha risposto.

“La prossima volta, ricordati di salutare rispettosamente il Maestro”, le ho raccomandato.

“Ok! Oh! Ora sono sicura che il Buddha che ho visto è il Maestro. Non c’è da stupirsi che tutto mi sembrasse così familiare, ho visitato il paradiso del Falun”, ha raccontato.

“Certo, i praticanti della Dafa entreranno nel paradiso del Falun”, ho commentato.

“Pensavo di aver visitato la Terra Pura della Beatitudine Suprema nel mio sogno precedente. In seguito, ho iniziato a fare lavori manuali e a disegnare. Mi sono divertita molto”, mi ha detto.

“E poi?”, ho chiesto.

“Poi mi sono svegliata”

Nota finale

Per assicurarmi che questo articolo l’avessi riportato fedelmente con quanto dettato, l’ho fatto rileggere a mia figlia, ho modificato le parti che non corrispondevano ai suoi sogni, al fine di presentare un resoconto completo e veritiero della sua esperienza nel paradiso del Falun.

Vorrei inoltre dire ai lettori che la Falun Dafa è un metodo di coltivazione autentico e retto, ampiamente riconosciuto in tutto il mondo. Non lasciate che le menzogne e gli insegnamenti atei del Partito Comunista Cinese ostacolino il vostro cammino verso questa preziosa pratica che conduce all’illuminazione.