(Minghui.org) Sono una praticante della Falun Dafa di circa settant’anni e vivo in campagna. Nonostante abbia dovuto attraversare molte difficoltà durante la mia coltivazione, so che il Maestro è buono e che la Dafa è buona. Ho continuato ad impegnarmi nel mio percorso di coltivazione e ad aiutare il Maestro a salvare le altre persone.
Avendo vissuto la catastrofe della Rivoluzione Culturale, durata dieci anni, ho frequentato soltanto due anni di scuola elementare. Di conseguenza, ho dovuto superare molte difficoltà, tra cui quella di non saper scrivere bene, per poter riferire al Maestro del mio percorso di coltivazione.
Senza lasciarmi intimorire dall'opposizione della mia famiglia, ho continuato a praticare la Falun Dafa
Ho iniziato a praticare la Falun Dafa (Falun Gong) nel 1998. Grazie alla coltivazione, tutti i miei problemi di salute sono scomparsi.
Il 20 luglio 1999, il partito comunista cinese (PCC) ha iniziato a perseguitare il Falun Gong. La televisione e la radio di Stato erano piene di propaganda diffamatoria nei confronti della Dafa. Soprattutto dopo l’incidente inscenato dell’autoimmolazione su Piazza Tienanmen, tutta la mia famiglia ha creduto alle menzogne. Ogni volta che provavo a fare gli esercizi della Dafa, mia suocera mi sequestrava il lettore di cassette e diceva persino a suo figlio e alle sue due figlie di impedirmi di praticarli.
Una sera alle dieci, mentre pioveva a dirotto, mio marito mi ha chiesto con tono furioso: “Hai due possibilità; puoi sceglierne solo una. Vuoi il Falun Gong o la nostra famiglia?”.
Gli ho detto che volevo entrambi, ma che avrei sicuramente continuato a praticare il Falun Gong. Mi ha ordinato di andarmene e di tornare a casa dei miei genitori. Ho preso la mia borsa, ci ho messo dentro i libri della Dafa, e mi sono avvicinata alla porta. Vedendo che avevo veramente intenzione di andarmene, ha detto: “Non posso fermarti. Se vuoi praticare, allora vattene”.
Nell’agosto del 2000 mi sono recata da sola in Piazza Tiananmen per dire alle persone che la Falun Dafa è innocente. Ho visto molti agenti di polizia che arrestavano le persone.
Un agente mi si è avvicinato con in mano un foglietto su cui era scritto il carattere 炼 (pratica). Mi ha chiesto se riconoscessi quel carattere. Gli ho detto che lo conoscevo e ha proseguito: “Pratichi il Falun Gong?” Quando ho risposto di sì, mi ha afferrata e mi ha spinta dentro un furgone della polizia.
Non ci volle molto prima che il furgone fosse pieno di praticanti della Dafa. La polizia ha spalmato un olio medicato molto forte negli occhi e nel naso dei praticanti, che ha fatto lacrimare e colare il naso di tutti. Inoltre, hanno colpito i praticanti con i loro telefoni cellulari.
La polizia ci ha portati in un altro posto e ci ha rinchiusi in gabbie di metallo. Ci hanno chiesto da dove venivamo. Poco dopo sono arrivati degli agenti della mia città e mi hanno portata in un hotel a Pechino.
I due agenti più anziani mi hanno interrogata, chiedendomi perché fossi andato a Pechino. Ho risposto: “Sono venuta qui per fare appello per il mio Maestro e per la Dafa. Il nostro Maestro guida le persone a essere gentili, a migliorare il proprio carattere morale e a diventare persone migliori. Eppure, una pratica così buona è stata etichettata come culto malvagio. Come avrei potuto non venire a prendere le difese del mio Maestro?”
“Dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong tutte le mie malattie sono scomparse. Avevo un pessimo carattere. Se mio suocero mi insultava, io gli rispondevo insultandolo. Ma dopo aver imparato la Falun Dafa, mi sono resa conto che era sbagliato. Ho cominciato a seguire i principi di Verità, Compassione e Tolleranza e a impegnarmi a diventare una persona migliore”.
Ho proseguito: “Quando mio suocero è rimasto semiparalizzato e costretto a letto, mi sono presa cura di lui, gli preparavo tre pasti al giorno e lo ripulivo dopo che faceva i bisogni senza mai lamentarmi. Con un Maestro così esemplare che insegna alle persone a comportarsi in questo modo, come avrei potuto non prendere le sue difese?”
Uno dei poliziotti ha detto: “Presto andremo entrambi in pensione. Quando andrò in pensione praticherò il Falun Gong”.
Quando i miei concittadini sono venuti a prendermi, quegli agenti hanno persino detto: “È una mia parente, una brava persona. Non maltrattatela”.
Lasciare andare le nozioni umane ordinarie e superare una prova in famiglia
Mio marito si occupa delle spese quotidiane della famiglia. All'inizio del nostro matrimonio qualche volta mi dava dei soldi. Quando nel 2001 sono tornata a casa dopo essere stata detenuta illegalmente, ho scoperto che mio marito aveva un'amante. Da quel momento in poi, la mia vita non è più stata serena. Ogni giorno tornava a casa molto tardi e mi dava soltanto i soldi per le necessità quotidiane, mentre per quella donna affittava un negozio in cui vendeva tessuti e portava persino oggetti dalla nostra casa alla sua. A quel tempo, mia suocera aveva già superato i novant’anni ed era diventata cieca. Ero l’unica a prendermi cura di lei. Le mie due cognate non mi aiutavano affatto.
All'inizio non facevo altro che provare rabbia e vivevo in uno stato di angoscia costante. In seguito, attraverso lo studio e la memorizzazione della Fa, mi sono resa conto di essere una discepola della Dafa nel periodo di rettifica della Fa; lo scopo della mia coltivazione è quello di raggiungere uno stato di altruismo e alla fine di illuminarmi. La Dafa mi ha aiutata a giungere ad una conclusione e la mia mente è diventata gradualmente più aperta, calma e rilassata.
Dopo aver sopportato per oltre vent’anni i maltrattamenti di mio marito, ho imparato a mettere da parte l’ego e ad accettare ogni cosa: non nutrivo più risentimento nel mio cuore. Ripensando a mio marito e a quella donna, ora riesco a trattarli con compassione.
Mia suocera aveva un carattere forte e spesso si comportava con me in modo sgradevole, ma io l'ho sempre trattata con gentilezza, preparandole tre pasti al giorno e occupandomi di tutto il bucato senza lamentarmi. Questo è stato il mio ambiente di coltivazione. Ho sofferto molto, ma ci ho trovato gioia. Spesso le facevo ascoltare le registrazioni dei seminari del Maestro. È rimasta in buona salute e spesso diceva: “Sei una brava persona”. È venuta a mancare nel 2003 all’età di 96 anni. Mi sono anche presa cura di mio suocero fino alla sua morte.
Mi sento profondamente onorata ad essere una discepola del Maestro
Studiare bene la Fa è il modo migliore per salvare le persone, e lo studio di gruppo della Fa è qualcosa a cui sento di dover partecipare. Negli ultimi 27 anni, da quando ho iniziato a fare gli esercizi, mi sono alzata ogni mattina alle 3:30 per farli, a parte qualche rara occasione in cui non avevo tempo, assicurandomi di completare tutti e cinque gli esercizi. Per più di 20 anni non ho mai smesso di chiarire la verità alla gente. Non importa quanto facesse freddo in inverno e quanto facesse caldo in estate, ho pedalato con la mia bicicletta fino ai mercati e ho camminato lungo le strade per condividere i fatti sulla Dafa e aiutare a salvare le persone.
Anche se non ho un alto livello di istruzione, in quanto discepola della Dafa, comprendo chiaramente che la mia missione è quella di salvare le persone. Ascolto le parole del Maestro. Qualunque cosa il Maestro ci chieda di fare, io la farò. Mi impegno a non deludere le aspettative del Maestro verso i suoi discepoli. Di fronte alle tribolazioni a casa o in qualunque altro luogo ho imparato a prendere le cose alla leggera e, alla fine, a lasciare andare l’attaccamento a sé stessi.
Il Maestro mi ha dato un sentiero luminoso che mi riconduce alla mia vera casa. Mi sento onorata di essere una discepola del Maestro. Grazie, Maestro, per la tua salvezza compassionevole, e grazie a voi, amici praticanti, per il vostro aiuto altruistico. Se ho detto qualcosa di inappropriato, chiedo sinceramente ai praticanti di segnalarmelo.
Coltiverò con fermezza nella Dafa, senza alcun rimpianto.
Gli articoli in cui i coltivatori condividono le loro comprensioni riflettono le loro percezioni in quel momento, in base al proprio stato di coltivazione e vengono offerti nello spirito di consentire l'elevazione reciproca.
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