(Minghui.org) Il signor Yu Enxiang, residente nella città di Harbin nella provincia dell'Heilongjiang, è stato ripetutamente arrestato perché pratica il Falun Gong. Dopo l'arresto nell'aprile del 2003, è stato condannato a tre anni di lavori forzati, ed è stato rilasciato anticipatamente alla fine di dicembre del 2005. Anche sua moglie è stata perseguitata perché pratica il Falun Gong. Ha sviluppato un tremore alla testa dal quale non si è mai ripresa. Le loro due figlie sono cresciute nella paura. Un tempo studentesse brillanti, hanno abbandonato gli studi dopo aver terminato la scuola media.
Il signor Yu Enxiang ha recentemente raccontato le sue sofferenze.
Ho iniziato a praticare il Falun Gong nel 1997 e i miei problemi cardiaci e gastrici si sono risolti. Sono riuscito a lavorare e a mantenere la mia famiglia. Anche mia moglie si è unita a me nella pratica del Falun Gong.
Il 20 luglio 1999, giorno in cui il Partito Comunista Cinese lanciò ufficialmente una campagna nazionale contro il Falun Gong, mi recai al governo provinciale per chiedere il diritto di praticare la mia fede. Riuscii a fuggire ma, al momento del mio ritorno a casa, le mie due figlie dissero che la loro madre era stata rapita dalla polizia.
Mi recai alla Stazione di polizia di Fendou per chiedere il rilascio di mia moglie, ma il capo Qu Zhantao mi rimproverò e mi fece rinchiudere nel Centro di detenzione del distretto di Hulan per 15 giorni. Alla fine, però, rilasciò mia moglie.
Nel febbraio del 2000 fui arrestato e detenuto presso l'Ufficio di quartiere di via Dongfeng. Il personale si alternava nella sorveglianza 24 ore su 24 e mi ordinò di scrivere dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong. Pochi giorni dopo fui trasferito al Centro di detenzione del distretto di Hulan, dove il capo dei detenuti mi prese a calci e pugni e mi diede anche uno schiaffo così forte da perforarmi i timpani. Fui rilasciato 27 giorni dopo; per molto tempo persi l’udito.
Nell'aprile del 2000 tornai a Pechino per rivendicare il mio diritto a praticare il Falun Gong. Poiché migliaia di praticanti si stavano recando a Pechino per lo stesso scopo, la polizia locale assunse dei disoccupati per perquisirci: mi frugarono in tutte le tasche e mi sequestrarono le poche decine di yuan (qualche euro) che avevo. Mi portarono all'ufficio di collegamento di Harbin a Pechino. La polizia locale mi prelevò e mi riportò ad Harbin.
Fui nuovamente rinchiuso nel Centro di detenzione del distretto di Hulan. Un uomo sulla trentina di cognome Wu mi insultò pesantemente e mi costrinse a stare in piedi contro un muro, prima di prendermi a calci e pugni sul petto. Riportai gravi ferite.
Iniziai uno sciopero della fame per protesta e venni alimentato forzatamente da Wang Jianxin, il medico del centro di detenzione, che usò un apribocca di metallo. I denti mi si sono allentati e infiammati. Le mie gengive erano gonfie e doloranti, e trasudavano pus e sangue.
Quando fui dimesso, più di 40 giorni dopo, mi erano rimasti solo tre denti nell'arcata superiore e tutti i denti inferiori erano mobili.
Mentre ero detenuto, la polizia si è recata a casa mia e ha preteso che mia moglie pagasse le spese di viaggio per venire a prendermi a Pechino, ma lei si è rifiutata.
La polizia mi ha estorto più di 3.000 yuan (circa 380 euro).
Nel maggio del 2002 un praticante locale evase dall’ospedale in cui era ricoverato, e la polizia pensò che potesse essersi rifugiato a casa mia. Una sera, verso le 20:00, l'allora capo della Stazione di polizia di Fendou, Wang Xianjun, condusse alcuni agenti a casa mia. Scavalcarono la recinzione e iniziarono a gridare nel mio cortile, inoltre cercarono di forzare la porta e la finestra, ma non trovarono gli strumenti adatti, quindi saltarono oltre la recinzione e se ne andarono.
Nell'aprile del 2003 sono stato arrestato dagli agenti della Stazione di polizia di Heping, che mi hanno anche confiscato il triciclo, che non mi è stato ancora restituito.
Durante l’interrogatorio un agente mi ha schiaffeggiato e mi ha immobilizzato su una sedia di ferro. Mi hanno trattenuto nel Centro di detenzione del distretto di Hulan per più di 70 giorni, dopodiché mi hanno condannato a tre anni di lavori forzati. Mi sono rifiutato di salire in auto per essere portato al Campo di lavoro di Wanjia. Mi hanno ammanettato e spinto dentro il veicolo.
Durante la visita medica obbligatoria, mi è stata riscontrata l’ipertensione. Inizialmente il campo di lavoro si è rifiutato di accogliermi. La guardia del centro di detenzione, Li Mingjiu, ha quindi usato alcune conoscenze per far sì che il campo di lavoro mi prendesse in carico.
Dopo essere stato detenuto per 15 giorni nella squadra di gestione rigorosa del Campo di lavoro di Wanjia, sono stato trasferito al Campo di lavoro di Changlinzi. Al mio arrivo, il caposquadra Zhao Shuang ha ordinato a diversi detenuti di picchiarmi. Non si sono fermati finché non sono stato costretto, contro la mia volontà, a scrivere dichiarazioni in cui rinunciavo alla mia fede.
Le guardie del campo di lavoro mi permettevano di usare il bagno solo due o tre volte al giorno, perciò mi astenevo dal bere acqua e dal mangiare troppo. Dovevamo andare in bagno tutti insieme a orari prestabiliti. Se venivo giudicato troppo lento, venivo picchiato dal detenuto Xu Kunlei, incaricato di controllare l'uso dei servizi igienici.
Ai praticanti non era permesso parlare o condividere oggetti tra loro. Una volta diedi dei sottaceti a un altro praticante. Il vice caposquadra, Qiang Shengguo, lo scoprì e buttò via i miei sottaceti. Il detenuto Zhong Chunlong, che era responsabile del laboratorio, mi insultò verbalmente quando notò che muovevo la bocca e pensò che stessi parlando con altri.
Dovevamo svolgere lavori forzati dalle 6:00 del mattino alle 21:00 circa. Ogni volta che non riuscivo a raggiungere la mia quota, venivo privato del sonno per diverse notti.
Il cibo era pessimo. All'inizio ci davano del pane di mais con una zuppa di cavolo cinese. Sul fondo della ciotola c'era del fango. Più tardi, nella zuppa venne aggiunto un po' d'olio per "migliorare le nostre condizioni di vita". I panini al vapore erano neri e dalle verdure sottaceto uscivano dei vermi.
La mia famiglia ha depositato 200 yuan (circa 25 euro) sul mio conto in carcere, ma il capodetenuto Wang Zhengguo se ne è intascato 100 dopo avermi picchiato. Anche gli oggetti che i miei cari mi avevano mandato sono stati trattenuti da Wang. Il detenuto Li Xiaodong si è intascato il rasoio che mi aveva regalato la mia famiglia.
Ogni volta che i superiori venivano a ispezionare il campo di lavoro, le guardie facevano parlare i detenuti comuni con gli ispettori. A noi praticanti non permettevano mai di incontrare gli ispettori, per timore che potessimo denunciare gli abusi.
Una notte, nella primavera del 2004, il campo di lavoro ordinò a tutti i praticanti (circa 30 all'epoca) di sottoporsi a un test. Poiché le domande riguardavano la diffamazione del Falun Gong e del suo fondatore, mi rifiutai di farlo. Il vicecaposquadra Qiang mi colpì con un manganello elettrico finché non si scaricò.
Un'altra guardia, un giovane di circa vent'anni, mi schiaffeggiò più di 20 volte. Anche due detenuti avevano ricevuto l'ordine di picchiarmi. Provavo un dolore così forte che non riuscivo a girarmi nel letto durante la notte e facevo fatica persino ad alzarmi.
Fui trasferito nella prima divisione. Un giorno l'istruttore Yang Yu si accorse che stavo leggendo gli insegnamenti del Falun Gong e mi diede una scossa con un manganello elettrico. Gridai: "L'istruttore mi sta picchiando!". Entrò una guardia e Yu si fermò.
Un'altra volta le guardie misero me e un altro praticante in una cella. Più di 10 guardie irruppero all'improvviso e ci afferrarono entrambi per prelevarci il sangue. Ci divincolammo, ma riuscirono a prelevare una siringa di sangue da ciascuno di noi.
Il 17 ottobre 2004 tutti i praticanti iniziarono uno sciopero della fame collettivo, chiedendo la nostra liberazione incondizionata. La guardia Yang Yu ordinò ai detenuti di trascinarmi in mensa, dove mi strapparono i pantaloni e le scarpe. Un detenuto mi riempì la bocca con uno straccio. Yang mi colpì con un manganello elettrico in bocca, in faccia e in altre parti del corpo, inoltre mi derise.
Il caposquadra Yang Jintang e l'istruttore Yang Yu convocarono mio padre, che percorse oltre 300 miglia (circa 483 chilometri) fino al campo di lavoro, per convincermi a rinunciare alla mia fede. Fecero anche parlare con me mia sorella e mio cognato. Anche le mie figlie furono molestate a scuola.
Rimasi saldo nella mia fede, ma chiamarono un ex praticante per "lavorare" su di me; rimasi in silenzio e Yang Jintang andò su tutte le furie, sbatté la porta e se ne andò.
Il 26 ottobre 2004 molti di noi praticanti abbiamo iniziato un altro ciclo di resistenza pacifica. Ci siamo rifiutati di indossare i distintivi carcerari o di svolgere lavori forzati. Le guardie ci hanno costretti a stare seduti su piccoli sgabelli per tutto il giorno. In seguito ci hanno immobilizzati su sedie di ferro e ci hanno torturati con manganelli elettrici.
Non mi sono lasciato scoraggiare. Le guardie mi hanno poi riportato alla quinta divisione. Il detenuto Zhao Shuang mi ha misurato la pressione sanguigna e il valore sistolico era di 180 mmHg (quando il valore normale è di 120 o inferiore). Mi è stato anche riscontrato un battito cardiaco irregolare. Poiché non soddisfacevo i requisiti per i lavori forzati, Zhao mi ha ordinato di prendere dei farmaci. Mi sono rifiutato e lui mi ha schiaffeggiato. Ho riportato danni alle orecchie e ho avuto problemi di udito.
Ho segnalato l'accaduto al vicedirettore del centro di detenzione, Liu Lun, che mi ha detto che avrebbe avviato un'indagine per "sentire anche l'altra versione dei fatti", ma poi non mi ha più ricontattato. Ho iniziato uno sciopero della fame e sono stato trasferito alla seconda divisione.
Il detenuto Zhao è venuto alla seconda divisione e ha promesso di darmi del cibo extra. Ha anche detto che la divisisioone ha picchiato i praticanti molto più duramente di quanto non abbia fatto lui.
Il capo della seconda divisione mi ha chiesto se avessi qualche richiesta e io ho risposto che volevo tornare a casa. Lui ha detto che era impossibile, ma mi ha aiutato a far revocare la proroga di 34 giorni inflittami dalla quinta divisione. Mi ha anche accompagnato al secondo Ospedale di Harbin per farmi controllare le orecchie.
Ho intrapreso un ultimo sciopero della fame e mi hanno somministrato forzatamente farmaci sconosciuti. Avevo mal di testa, dolore al petto e le gambe deboli. La mia pena è stata prolungata di sette giorni.
A causa delle mie precarie condizioni di salute, sono stato rilasciato anticipatamente alla fine di dicembre del 2005.
The Brutal Persecution of Practitioners in Changlinzi Forced Labor Camp
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