(Minghui.org) Il 25 aprile di quest'anno ha segnato il 27° anniversario della partecipazione di 10.000 praticanti della Falun Dafa all’appello pacifico a Pechino.
Lo scorso 25 aprile, i praticanti provenienti dalla Danimarca e dalla Svezia hanno organizzato attività davanti all’ambasciata cinese e nel centro di Copenaghen, per commemorare questo giorno speciale.
La mattina del 25 aprile, i praticanti della Falun Dafa hanno organizzato delle attività davanti all'ambasciata cinese in Danimarca per commemorare l'appello del 25 aprile
Una rappresentante dell'Associazione Falun Dafa della Danimarca ha tenuto un discorso, e ha consigliato ai membri del personale dell'ambasciata cinese di tenersi alla larga dal Partito Comunista Cinese (PCC).
Una studentessa delle superiori ha partecipato all'appello del 25 aprile a Pechino
La signora Chen era una studentessa delle superiori 27 anni fa, quando ha partecipato di persona all’appello del 25 aprile 1999, e ha ricordato che quella mattina, circa 10.000 praticanti della Falun Dafa si erano recati a Pechino e radunati nei pressi dell’Ufficio statale per i ricorsi. I praticanti erano molto gentili e autodisciplinati nonostante i potenziali rischi che correvano. Questa è stata la prima grande manifestazione pubblica in Cina dopo il massacro di piazza Tienanmen del 1989, ma in quell’occasione i praticanti sono rimasti in silenzio sul ciglio della strada, lasciando liberi i marciapiedi, senza causare alcun disturbo al traffico o ai pedoni.
La signora Chen ha raccontato che la sua casa si trovava in Dongjiaomin Lane, vicino a Piazza Tiananmen, e il suo gruppo di studio della Fa a Pechino comprendeva praticanti locali che vivevano vicino a casa sua, erano funzionari di dipartimenti governativi, avvocati, medici, uomini d’affari, insegnanti e giornalisti. Quando hanno saputo che a Tianjin erano state arrestate decine di praticanti, hanno discusso se dovessero recarsi a presentare un appello al governo centrale e come arrivarci, e ognuno ha preso la propria decisione in base alla propria situazione. Il gruppo era organizzato in modo informale, non c'erano organizzazioni amministrative né ordini dall'alto. Ognuno ha agito di propria iniziativa.
Chen ha affermato che l’attenzione dei praticanti verso gli altri si è manifestata nei minimi dettagli durante l’appello. Quando se ne sono andati, hanno ripulito il terreno senza lasciare alcun rifiuto, e alcuni praticanti hanno persino raccolto i mozziconi di sigaretta che gli agenti di polizia avevano gettato a terra.
“Molte persone hanno visto la natura pacifica e razionale del popolo cinese durante l’appello del 25 aprile”, ha raccontato Chen, “Il comportamento gentile e ordinato dei praticanti è una forza in grado di cambiare il cuore delle persone ed elevare il loro standard morale, e alcune persone hanno ritrovato la speranza nella società”.
La gente in Danimarca: non c’è nulla di criminale nell’aderire a Verità-Compassione-Tolleranza
La dimostrazione degli esercizi dei praticanti a Copenaghen ha attirato l’attenzione delle persone che si sono fermate a guardare sulla trafficata via pedonale, e hanno inoltre letto le informazioni sui cartelloni pubblicitari riguardo alla persecuzione in Cina. Il potere pacifico ha toccato le persone di vari gruppi etnici.

I praticanti della Falun Dafa in Danimarca e Svezia hanno parlato alla gente dell'appello del 25 aprile


Le persone hanno scoperto la Falun Dafa

La gente era sconvolta dal prelievo forzato di organi autorizzato dal PCC, e ha firmato una petizione per chiedere di fermare queste atrocità
Mia ed Ester, dalla Danimarca, hanno letto i cartelloni sulla persecuzione con espressioni serie sui loro volti. Mia ha spiegato che in Danimarca è normale che le persone migliorino la propria salute facendo questi esercizi, quindi era difficile per loro capire perché delle persone venissero arrestate semplicemente per averli praticati, affermando che è un diritto fondamentale delle persone prendersi cura della propria salute praticando esercizi, ed è inaccettabile perseguitare praticanti pacifici.
Una donna danese ha appreso da un praticante che la repressione transnazionale del PCC aveva raggiunto la Danimarca. Non era a conoscenza del fatto che il PCC commettesse azioni malvagie impunemente in Danimarca, ha elogiato i praticanti e ha affermato che i principi di Verità, Compassione e Tolleranza le risuonavano nel cuore.
Una signora danese ha elogiato i praticanti
Un signore ha dato un'occhiata agli opuscoli sul tavolo, una folata di vento ha fatto cadere a terra alcuni manifesti espositivi, così li ha raccolti, e ha assicurato ai praticanti che in Danimarca non si verificherebbero tali atrocità, perchè in quel Paese tutti godono della libertà di espressione e di credo.
Una coppia proveniente dalla Turchia ha appreso del prelievo di organi da praticanti in vita della Falun Dafa da parte del PCC, per loro quella crudeltà era inimmaginabile, e hanno firmato la petizione per fermare il prelievo di organi in Cina, esprimendo la speranza che tali atrocità non si ripetano mai più.
Un uomo d'affari cinese abbandona il PCC dalla Danimarca
Un uomo cinese era seduto su una panchina vicino allo stand della Falun Dafa, guardando i praticanti da lontano. Ad un certo punto un praticante gli si è avvicinato e ci ha parlato. L'uomo ha spiegato che era in Danimarca per lavoro e che ci sarebbe rimasto per una settimana. Il praticante gli ha raccontato dell’appello del 25 aprile che ha avuto luogo a Pechino 27 anni fa, di come la Falun Dafa si fosse diffusa in Cina prima del 1999, del perché il PCC perseguitasse i praticanti, del perché il PCC avesse inscenato l’incidente dell’autoimmolazione di Tiananmen, del perché il PCC diffondesse voci per diffamare la Falun Dafa e del fatto che il PCC gestisse un business sistematico e su larga scala di prelievo di organi.
Il signore ha riferito di sapere che negli anni '90 in Cina molte persone praticavano la Falun Dafa, e che anche membri di varie organizzazioni governative ne facevano parte. Aveva visto il servizio giornalistico sull'incidente dell'autoimmolazione di Tiananmen del 2001, e il praticante ha colto l'occasione per spiegargli che l'incidente era stato inscenato dal PCC.
L'uomo ha accettato di dimettersi dal PCC e dalle sue organizzazioni affiliate utilizzando un nome falso.
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