(Minghui.org) Lo scorso 8 maggio la Global Affairs Canada (GAC) ha rilasciato una dichiarazione, in risposta alle recenti interferenze nei confronti della Shen Yun Performing Arts. “Global Affairs Canada è a conoscenza delle preoccupanti minacce di attentati dinamitardi e sparatorie di massa, che hanno preso di mira gli spettacoli di danza di Shen Yun in tutto il Canada”, si legge nella risposta. Di conseguenza, i funzionari del GAC hanno contattato la Polizia a cavallo e la Pubblica Sicurezza canadese, ed è già in corso un’indagine.
“Il Canada non tollererà mai atti di interferenza straniera o repressione transnazionale, contro i propri cittadini o coloro che si trovano in Canada”, prosegue la risposta. Infatti, il Canada ha fatto della lotta alla repressione transnazionale una priorità e lo ha fatto “per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tattiche malvage e per promuovere una risposta internazionale coordinata”.
Questa dichiarazione è stata firmata da Rob Oliphant, dal Segretario parlamentare del Ministro degli Esteri canadese Anita Anand, a nome del Ministro, e funge da risposta ufficiale a una petizione presentata al Parlamento nel marzo scorso, dalla deputata conservatrice Kelly DeRidder.
La petizione ha sottolineato che il Partito Comunista Cinese (PCC) reprime il Falun Gong da 26 anni con gravi violazioni dei diritti umani. “In Canada, i seguaci del Falun Gong sono stati oggetto di repressione transnazionale e di interferenze straniere da parte del PCC, tra cui vessazioni, sorveglianza, intimidazioni, disinformazione e altre forme di sabotaggio”, spiega la petizione. “Tra gli incidenti recenti, figurano minacce di attentati dinamitardi e sparatorie contro Shen Yun, uno spettacolo di danza e musica classica cinese, presentato in tutto il mondo dalla comunità del Falun Gong, che mette in mostra la Cina prima del comunismo”.
Infatti, i leader del G7 hanno condannato la repressione transnazionale come una grave minaccia ai diritti e alle libertà fondamentali, alla sicurezza nazionale e alla sovranità degli Stati. La petizione ha quindi esortato il governo canadese ad “adottare misure più incisive, per proteggere la comunità del Falun Gong, che è stata fatta bersaglio di repressione straniera”.
Global Affairs Canada (GAC) è uno dei principali dipartimenti del governo federale canadese, responsabile degli affari esteri del Canada, tra cui la politica estera, il commercio internazionale, i servizi consolari, lo sviluppo internazionale e l’assistenza umanitaria. Risponde direttamente al sistema di Gabinetto canadese e il Ministro degli Affari Esteri ne è il responsabile.
Risposta del Ministero degli Affari Esteri canadese (GAC), in merito alle interferenze contro Shen Yun in Canada (Screenshot del sito web del GAC)
Minacce di attentati dinamitardi
Dopo che Shen Yun, il 28 marzo ha dato il via alla sua tournée a Toronto, la terza rappresentazione in programma - originariamente prevista per il 29 marzo al Four Seasons Centre for the Performing Arts - è stata annullata dalla sede, dopo che questa aveva ricevuto una minaccia di attentato dinamitardo via e-mail da un account cinese.
Sebbene la Polizia di Toronto abbia indagato sulla questione e confermato che la minaccia era infondata, il teatro ha comunque deciso di annullare le restanti cinque rappresentazioni, in programma fino al 5 aprile.
Dopo i persistenti sforzi del promotore locale di Shen Yun, il teatro ha accettato di riprogrammare le rappresentazioni per la fine di giugno.
Minacce di attentati dinamitardi, inviate via e-mail dallo stesso account, sono state rivolte anche alla sede che ospita gli spettacoli di Shen Yun a Vancouver. Dopo che il Dipartimento di Polizia di Vancouver (VPD) ha confermato che le minacce non erano credibili, il Queen Elizabeth Theatre di Vancouver ha deciso di procedere come previsto, con gli spettacoli in programma dall’8 al 12 aprile.
GAC: non tollerare le interferenze straniere
“La repressione transnazionale - ovvero l’uso di minacce, intimidazioni o coercizioni, da parte di uno Stato o dei suoi rappresentanti contro individui o comunità al di fuori dei propri confini per costringere e, in ultima analisi, mettere a tacere l’opposizione politica all’estero - viene spesso impiegata contro gruppi come i praticanti del Falun Gong”, si legge nella risposta del GAC.
Durante il vertice del G7 del mese di giugno dell’anno scorso a Kananaskis, i leader hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, in cui esprimevano profonda preoccupazione per gli atti di repressione transnazionale commessi da Stati autoritari o dai loro rappresentanti. “Nell’ambito del suo impegno a contrastare la repressione transnazionale, il Canada continua a interagire con, sostenere e proteggere le comunità vulnerabili, compresi i praticanti del Falun Gong, per difendere la sovranità canadese e sostenere l’universalità dei diritti umani, compresa la libertà di religione o di credo”, ha spiegato la risposta del GAC.
Ad esempio, nel mese di dicembre 2024 il Canada ha invocato la Legge sulle misure economiche speciali, per imporre sanzioni a otto attuali funzionari ed ex funzionari della Repubblica Popolare Cinese, per i loro rispettivi ruoli in gravi violazioni dei diritti umani, comprese quelle commesse contro i praticanti del Falun Gong.
“Più recentemente, nel gennaio 2026 il Ministro degli Affari Esteri ha sollevato la questione della situazione dei diritti umani in Cina direttamente con il suo omologo cinese”, prosegue la risposta.
“Il Governo del Canada condivide la preoccupazione di tutti i parlamentari riguardo alle violazioni dei diritti umani, che limitano la libertà di religione o di credo. Il Canada sosterrà sempre il diritto dei canadesi di esprimersi liberamente e pacificamente, continuando a lavorare a livello internazionale, anche presso le Nazioni Unite, per garantire che questi diritti universali siano protetti ovunque”, ha concluso la risposta del GAC.
Espulsione dei funzionari del PCC coinvolti nella repressione transnazionale
Joel Chipkar, portavoce dell’Associazione Falun Dafa in Canada, ha invitato i funzionari canadesi a condannare pubblicamente la repressione transnazionale del PCC contro Shen Yun e il Falun Gong in Canada, e a dichiarare i funzionari del Consolato cinese responsabili delle attività di interferenza a Vancouver, come persone non gradite, e a farli espellere.
Diciannove deputati canadesi di tutti i partiti si sono riuniti il 5 maggio sulla Collina del Parlamento, a Ottawa, per celebrare la Giornata Mondiale della Falun Dafa. Il deputato conservatore, James Bezan, ha affermato che i funzionari del Consolato cinese, coinvolti nel tentativo di interferenza, dovrebbero essere espulsi dal Canada, per aver messo in atto intimidazioni straniere e repressione transnazionale.
“Si tratta di un abuso di potere e di un abuso della licenza che viene loro concessa in qualità di diplomatici”, ha osservato. “Facciamo in modo che tutti siano chiamati a rispondere di questi crimini, commessi contro il popolo canadese”.
Il deputato conservatore, Dan Muys, ha affermato che il Canada non può tollerare atti di interferenza, come le false minacce di attentato dinamitardo, che inizialmente hanno portato alla cancellazione degli spettacoli di Shen Yun a Toronto. “È una notizia incredibile che lo spettacolo sia ora tornato a Toronto, e spero di potermi unire a voi, a Toronto, per quella rappresentazione alla fine di giugno, perché dobbiamo festeggiare questo evento”, ha aggiunto.
Anche la deputata conservatrice e vice leader, Melissa Lantsman, ha affermato che il Canada non tollererà tali atti di repressione transnazionale. “Nessun governo straniero, nessuna ambasciata straniera o ambasciatore straniero può dire al Canada come condurre i propri affari”, ha spiegato.
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