(Minghui.org) Secondo quanto riferito da una praticante del Falun Gong recentemente rilasciata dopo aver scontato una pena ingiusta per la sua fede, la signora Zhang Aimin, a cui erano state amputate entrambe le gambe, sta scontando la pena nella decima divisione del Carcere femminile della provincia dello Jilin.

Il 14 aprile dell’anno scorso la signora Zhang, ex dipendente di 64 anni delle ferrovie della città di Jilin nell’omonima provincia, è stata arrestata dopo che agenti del Dipartimento di polizia del distretto di Changyi e della Stazione di polizia di Minzhu hanno rotto il lucchetto della sua porta blindata con un trapano elettrico. Probabilmente Aimin è stata rilasciata su cauzione quella stessa notte, ma i dettagli sulla sua condanna, compresa la durata della pena, rimangono poco chiari.

Intraprendere il Falun Gong

La signora Zhang soffriva di numerosi disturbi, tra cui problemi cardiaci, epatite B, pancreatite, emicrania, problemi al collo e spalla congelata. Dopo l'amputazione delle gambe, le facevano spesso male le cosce e le venivano i crampi ogni volta che cambiava il tempo.

La signora Zhang soffriva così tanto, che stava pensando di togliersi la vita. Viveva nella disperazione quando, il 14 giugno 1997, ha conosciuto il Falun Gong. Dopo, la signora Zhang ha abbandonato l’idea del suicidio e ha trascorso tutto il suo tempo libero leggendo gli insegnamenti del Falun Gong e praticando gli esercizi. In soli tre mesi, tutti i suoi sintomi sono scomparsi. Era grata al Falun Gong per il suo potere di guarigione.

Passate persecuzioni

Il 20 luglio 1999 il Partito Comunista Cinese ha iniziato una persecuzione a livello nazionale contro il Falun Gong. La signora Zhang è rimasta salda nella sua fede ed è stata ripetutamente presa di mira.

All'inizio di ottobre del 1999 i membri del comitato di quartiere hanno molestato la signora Zhang e raccolto le sue informazioni personali. A partire dalla metà di ottobre, il direttore del comitato di quartiere l'ha molestata ogni giorno, finché non è stata costretta a consegnare la sua copia dello Zhuan Falun, il testo principale degli insegnamenti. Da un giorno all'altro, tutti i suoi vecchi disturbi sono riaffiorati.

Nel mese di dicembre 1999 la signora Zhang si è recata a Pechino insieme ad altre due praticanti, per rivendicare il diritto di praticare il Falun Gong, ma è stata arrestata e condotta all’Ufficio di collegamento della città di Jilin nella Capitale cinese. Le altre due praticanti, tra cui la signora Ji Guizhi, un'insegnante in pensione sulla cinquantina, sono state perquisite senza veli. Alla signora Zhang non è stato chiesto di togliersi i vestiti, ma è stata costretta a pagare 330 yuan (circa 40 euro) agli agenti di polizia per il loro “viaggio di ritorno a Jilin”.

Dopo essere stata riportata nella città di Jilin, la signora Zhang è stata interrogata in una stanza buia e, la sera è stata accompagnata a casa. La polizia ha estorto altri 2.000 yuan (circa 250 euro) alla sua famiglia e ha trattenuto 1.200 yuan (circa 150 euro) dal suo stipendio, per pagare le sue “spese per il viaggio di ritorno”. Le altre due praticanti sono state portate nel carcere locale.

Nel mese di settembre 2000 Aimin è riuscita da sola a tornare a Pechino e ha gridato: “La Falun Dafa è buona!” in Piazza Tienanmen.

Il 4 ottobre 2000 è tornata a casa. Dieci giorni dopo, circa una ventina di agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione e l’hanno portata alla stazione di polizia. Le sono stati confiscati i libri e la foto del fondatore del Falun Gong. La signora Zhang ha fatto uno sciopero della fame di due giorni, in segno di protesta, ed è stata in seguito trasferita in un centro per il lavaggio del cervello, dov’è rimasta per un periodo di tempo non specificato.

Intorno alla mezzanotte del 16 settembre 2003 è stata nuovamente arrestata nella propria abitazione, dopo che gli agenti dell’Ufficio 610 della città di Jilin e della Stazione di polizia di via Yan’an avevano chiamato un fabbro per aprire la sua porta. Le sono stati confiscati i libri, i DVD, il computer e la stampante che usava per i materiali del Falun Gong. Il valore di questi oggetti superava gli 8.000 yuan (circa 1.000 euro). Diversi agenti sono rimasti nel suo appartamento fino al pomeriggio successivo, nel caso in cui altri praticanti si fossero recati a trovarla.

Il 18 gennaio 2016 la signora Zhang ha accompagnato due praticanti, la signora Liu Huili e Fang (cognome sconosciuto), alla Stazione di polizia di Yongji, nella vicina città di Huadian, chiedendo agli agenti di restituire i loro beni personali confiscati durante precedenti perquisizioni. Tutte e tre le praticanti sono state arrestate. La signora Zhang e la signora Liu sono state rilasciate quella notte stessa, mentre Fang è stata rilasciata il pomeriggio seguente.

Il 18 ottobre 2016 Aimin è stata arrestata ancora una volta, insieme alla signora Wang Manru, mentre stavano parlando con alcune persone della persecuzione del Falun Gong. Gli agenti hanno colpito ripetutamente lo scooter per disabili della signora Zhang, fino a danneggiarlo, e dopo hanno caricato entrambe le praticanti su una volante, le hanno portate alla stazione di polizia e trattenute per tutta la notte.

Articoli correlati:

Jilin: Ulteriori informazioni sugli abusi subiti dalle praticanti del Falun Gong nel carcere femminile provinciale

Jilin: Dettagli sulla persecuzione delle praticanti del Falun Gong nella prigione femminile provinciale

Jilin: Il carcere femminile provinciale incoraggia le detenute a torturare le praticanti del Falun Gong

Jilin: Praticanti del Falun Gong sottoposte a torture brutali nella prigione femminile

Crimes of An Tongyu and Wei Lihui, Directors of Jilin Provincial Women’s Prison, in Persecuting Falun Gong

Jilin: Casi di tortura di praticanti del Falun Gong detenute nel carcere femminile

Jilin: La prigione femminile continua a perseguitare le praticanti del Falun Gong

Changchun Women’s Prison Instigates Inmates to Torture Falun Gong Practitioners

Jilin: Come le guardie della prigione femminile torturano le praticanti del Falun Gong

Jilin: Praticanti del Falun Gong torturate nella prigione femminile