(Minghui.org) Sono sempre stata una persona onesta. Ero introversa e determinata e avevo un difetto: non mi piaceva essere criticata.

Nel 2000 ho avuto un acceso scontro con una collega; dopo questo conflitto lei mi ha denunciata al direttore e ha cercato di farmi licenziare. Ero molto preoccupata, fumavo e bevevo, sono entrata in depressione e mi sentivo smarrita. Ho persino consultato dei medium; la mia abitazione era piena di oggetti strani e inquietanti. Quando ci siamo nuovamente scontrate lei mi ha picchiata. Le ho strappato l’oggetto che aveva in mano, ho preso una barra di ferro, e l’ho colpita sulla testa. Ha iniziato a sanguinare: mi sono spaventata e sono svenuta. Nel frattempo, è stata portata d’urgenza in ospedale, ma è morta dissanguata. Mi hanno arrestata e trasferita in un centro di detenzione.

Mentre stavo nel centro di detenzione, la mia vita ha preso una svolta. Il direttore ha detto che mi avrebbero potuta condannare a morte. Voleva che fossi preparata mentalmente e ha persino detto al personale in mensa di prepararmi un pasto speciale.

La fortuna di incontrare i praticanti

Ero detenuta insieme a dei praticanti della Falun Dafa. In quel periodo il Partito Comunista Cinese (PCC), già dall’anno prima, aveva iniziato a perseguitare la Dafa e i suoi praticanti e molti di loro, chi del posto o di altri luoghi, erano detenuti illegalmente in quella struttura. Ero reclusa in una cella insieme a più di una ventina di loro.

Mi sentivo smarrita e confusa. Di fronte alla possibilità di essere giustiziata, non sapevo cosa fare. Il direttore mi ha chiesto di sorvegliare i praticanti e di impedirgli di fare gli esercizi. Mi hanno chiarito la verità sulla Dafa, e ho potuto constatare quanto fossero tutti gentili e altruisti. Prima che litigassi con la mia collega, mio marito mi aveva raccontato che nell’azienda dove lavorava c’era una coppia che aveva smesso di litigare dopo aver iniziato a praticare la Falun Dafa. Ho esultato: “È fantastico! Un giorno la imparerò anch’io”. La nostra area ha molti praticanti poiché il Maestro era venuto per insegnare la Fa.

Non so cosa mi abbia spinto a chiedere ai praticanti: “La Dafa può salvarmi?”. Mi hanno risposto: “Devi credere veramente nella Dafa. Se ci credi davvero, il Maestro potrà aiutarti”. Nel profondo sapevo che la Dafa è buona e credevo sinceramente nella Dafa e nel Maestro.

Ho iniziato ad aiutare i praticanti di nascosto; facevo il turno di guardia quando loro praticavano gli esercizi e li avvertivo se arrivavano le guardie. Poiché le guardie perquisivano loro, ma non me, prendevo in custodia gli insegnamenti che avevano trascritto a mano: ho anche memorizzato la Fa insieme a loro. All’improvviso ho compreso: ho avuto davvero l’impressione che il Budda fosse arrivato.

Benedetta dalla Falun Dafa

Un giorno il direttore mi ha chiamata e mi ha detto che non sarei stata giustiziata. La condanna a morte non mi era stata inflitta, ma era stata emessa una condanna a morte con sospensione dell’esecuzione.

Dopo la pronuncia della sentenza, sono stata incarcerata. Portavo con me una copia manoscritta di Hong Yin che mi aveva dato una praticante. Sono stata ricoverata nell’ospedale della prigione per verificare la mia condizione psichiatrica. Non avevo ancora letto interamente lo Zhuan Falun, quindi non capivo bene come coltivare. Ma desideravo profondamente anche solo ascoltare una frase degli insegnamenti del Maestro e custodivo gelosamente ogni parola.

In seguito, mi è stato assegnato il compito di sorvegliare le praticanti della Falun Dafa e di tenere pulito l’edificio, il che mi dava maggiori opportunità di interagire con loro. Quando arrivavano nuove detenute, controllavo se tra loro ci fossero delle praticanti. Mentre svolgevo il lavoro delle pulizie, parlando a bassa voce chiedevo di insegnarmi alcuni passaggi, quelli che ricordavano. In quegli anni ho memorizzato gran parte di Hong Yin e di Elementi essenziali per un ulteriore avanzamento e le prime 200 parole dello Zhuan Falun. Per poter parlare con una praticante, mentre mi insegnava a recitare la Fa, ci sporgevamo da due finestre aperte e fingevamo di parlare del tempo.

Spesso interagivo di nascosto con loro per memorizzare più Fa. Una praticante mi ha detto che ne avevo memorizzato abbastanza e che ora dovevo attenermi ai principi guida della Falun Dafa: Verità, Compassione e Tolleranza.

Una volta una praticante ha intrapreso uno sciopero della fame per protesta contro la persecuzione ed è stata brutalmente sottoposta ad alimentazione forzata. Il porridge di farina di mais che le avevano dato non era cotto e così ho comprato del latte in polvere e l’ho aggiunto alla zuppa per aiutarla. Una detenuta l’ha segnalato alla guardia e mi hanno vietato di comprare qualsiasi cosa per molto tempo. Un’altra volta, ho fermato una detenuta che stava maltrattando una praticante. Ci sono stati molti episodi simili in cui le ho protette. Le guardie si erano accorte che stavo con piacere con le praticanti, e per un po’ di tempo ho evitato contatti con loro.

In seguito la mia pena è stata ridotta di cinque anni e sono stata rilasciata in anticipo.

Inizio a praticare la Falun Dafa

Dopo il mio rilascio, la mia famiglia mi ha aiutata a trovare un lavoro come addetta alla nettezza urbana. Continuavo a sperare di trovare dei praticanti, ma non osavo chiedere direttamente alle persone se praticassero; li osservavo invece e, se qualcuno mi sembrava gentile, domandavo se praticasse il buddismo. Finalmente, un giorno un collega mi ha indicato un anziano dai capelli bianchi e mi ha detto che era un praticante della Dafa, che passava spesso di lì a distribuire materiale informativo. Non ho osato avvicinarmi a lui davanti ad altri, ho pensato di aspettare un’altra occasione per incontrarlo da solo, ma non l’ho mai più visto. Dopo un po’ di tempo, finalmente, ho incontrato una praticante e le ho chiesto se potesse aiutarmi a ottenere una serie completa dei libri della Dafa.

Grazie alle predisposizioni del Maestro, in seguito ho lavorato come tata, il che mi permetteva di avere molto tempo per studiare la Fa. Ho letto con grande entusiasmo tutti gli insegnamenti del Maestro. In quel momento ho capito che non ero più una persona comune: avevo davvero ottenuto la Fa.

Quando lavoravo come addetta alla nettezza urbana, sono stata promossa al ruolo di caposquadra. Da quella posizione potevo avere accesso ai nomi e ai numeri di telefono di tutti i capisquadra, nonché alle informazioni di contatto dei supervisori del dipartimento della nettezza urbana. Ho copiato queste informazioni e le ho passate ad altri praticanti, che le hanno inoltrate ai praticanti all’estero. Speravo che i praticanti all’estero chiamassero quelle persone e chiarissero loro la verità sulla Falun Dafa.

In quel periodo, il dipartimento della nettezza urbana incoraggiava i propri dipendenti a raccogliere le schede, contenenti il software per aggirare la censura Internet che i praticanti della Dafa distribuivano. I dipendenti venivano ricompensati con 10 centesimi per ogni scheda, io invece ne offrivo 50, così i lavoratori le vendevano a me. Le schede poi le restituivo ai praticanti ‘delle chiamate’, che poi parlavano con le persone e gli chiarivano la verità sulla persecuzione.

Ovunque lavorassi, le persone mi dimostravano molta stima. La preside di una scuola ha pianto quando me ne sono andata, diceva che avevo cambiato in meglio la sua famiglia. Non credevo di aver fatto nulla di speciale: sapevo che era la Dafa ad avermi cambiata elevando il mio criterio morale. Le ho donato una copia dello Zhuan Falun.

È stata anche la sincerità dei praticanti a risvegliare il mio cuore smarrito. Poi, il Maestro mi ha donato una seconda vita e io voglio condividere questa bontà con più persone.

Man mano che acquisivo una comprensione più chiara della Dafa mi sono resa conto di avere una missione: chiarire la verità sulla Dafa alle persone e aiutare il Maestro a salvarle. All’inizio ero troppo timida per parlare. Stavo seduta sul marciapiede diversi giorni senza neanche provare a parlare con qualcuno. Uscivo e tornavo indietro, diverse volte, incapace di aprire bocca. Alla fine, ho superato questa difficoltà. Ora, ogni giorno aiuto le persone a conoscere la verità sulla Dafa e a ritirarsi dal PCC e dalle sue organizzazioni affiliate.

La mia vita ha preso una svolta miracolosa perché ho avuto la fortuna di incontrare un’opportunità che capita una volta ogni mille anni: il Maestro che diffonde la Dafa e la mia vita è stata davvero salvata da Lui. Posso ripagare la grazia del Maestro solo facendo bene le tre cose.

Grazie, Maestro! Le sarò per sempre grata!